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I sindacati sull’Asp don Cavalletti: pronti a proclamare lo stato di agitazione

Il personale dipendente dell’Asp Don Cavalletti riunitosi in assemblea il giorno 13 febbraio 2018 alla presenza delle Segreterie provinciali di CGIL-CISL-UIL e delle rispettive categorie della Funzione Pubblica (FP CGIL- CISL FP- UIL FPL) esprime contrarietà alla volontà dell’Amministrazione di Carpineti di dare corso alla privatizzazione dell’Istituto.

Nell’incontro che si è tenuto il 1° febbraio 2018 presso la sede dell’ Unione Montana, il presidente dell’Unione stessa, in rappresentanza di tutti gli amministratori del territorio, ha confermato la decisione di esternalizzare i servizi attualmente gestiti in Asp alla cooperazione sociale. Facendo così si viene meno ai precedenti impegni di mantenere aperto un tavolo tecnico distrettuale per verificare la sostenibilità della Don Cavalletti a gestione pubblica e di adoperarsi per ricercare tutte quelle soluzioni che permettano di traguardare un percorso condiviso, prima di assumere qualsiasi decisione sul futuro della Struttura; ultimo baluardo pubblico del socio assistenziale nel distretto della Montagna Reggiana. Anche l’idea stessa di esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare (SAD), ora gestito direttamente in Asp, va nella direzione opposta ad una logica di confronto.

Pensiamo che tale comportamento di netta chiusura al prosieguo del confronto, oltre che essere irrispettoso nei confronti dei lavoratori e delle loro rappresentanze non è neanche coerente con ciò che era stato concordato tra le Parti in sede di conciliazione presso la Prefettura di Reggio Emilia e nell’incontro tenutosi in Provincia come sede di Conferenza territoriale Socio Sanitaria.

Per le ragioni sopra esposte le lavoratrici e i lavoratori dell’Asp Don Cavalletti danno mandato alle OO.SS. di proclamare lo stato di agitazione che sarà comunicato alle autorità competenti e chiedono allo stesso tempo, in modo unanime, che venga ripristinato rapidamente il tavolo presso l’Unione Montana per continuare la discussione, avviata a suo tempo, sull’organizzazione dell’Istituto.

 

I sindacati sull’Asp don Cavalletti: pronti a proclamare lo stato di agitazione 2018-02-15T16:36:40+00:00

La Cisl Fp: Tfr degli statali, incostituzionale il ritardo della liquidazione Il sindacato solleva la questione di legittimità al Tribunale del lavoro. “Anche nel reggiano, troppe le disparità tra pubblico e privato”. E intanto una raccolta firma on-line per cambiare la normativa

“Una disparità di trattamento inaccettabile e illogica”. Con queste parole Fabio Bertoia, segretario Cisl Fp Emilia Centrale commenta il diverso trattamento nei tempi di erogazione del Tfr tra dipendenti del settore pubblico e privato. Per i dipendenti pubblici, infatti,  il pagamento avviene in media dopo 27 mesi, mentre per i dipendenti con contratto di natura privata già da mese successivo. Si segnalano, purtroppo, anche diversi casi in cui il Tfr – che rimane comunque un bene destinato alla successione, secondo una specifica normativa – non viene riscosso dal lavoratore deceduto prematuramente.

In merito a ciò, Cisl Fp Nazionale ha aperto in questi giorni un contenzioso giudiziario contro un sistema che penalizza fortemente i dipendenti pubblici. “Queste disparità  – prosegue Bertoia – nascono dal Governo Monti e dal decreto “Salva Italia”. Anche nel nostro territorio decine di lavoratori, in particolar modo del mondo della scuola e della sanità, devono aspettare tempi lunghissimi prima di vedere il Tfr in busta paga”.

Per la Cisl Fp la norma viola il principio di eguaglianza dell’art. 2 e dell’art. 36 della Costituzione, secondo la quale allontanando nel tempo la liquidazione della somma, questa perde progressivamente di valore rispetto al lavoro svolto. “Vogliamo una normativa che equipari i tempi d’attesa tra comparto pubblico e privato. Oggi c’è un’evidente disparità, ma in momento di crisi come quello in cui stiamo vivendo  questo è del tutto inaccettabile”.

Per i lavoratori del pubblico impiego la legge attuale stabilisce un tempo d’attesa che va da un minimo di 105 giorni, ad un massimo di due anni. Nel privato i tempi sono molti più brevi: circa 30 giorni se si appartiene al settore del terziario, e di 45 giorni nel settore del commercio.

“Abbiamo lanciato anche una campagna di raccolta firme on-line (www.fp.cisl.it) per cambiare la normativa – conclude Bertoia – . Nei prossimi anni andranno in pensione più di mezzo milione di dipendenti pubblici. Queste persone si sono guadagnate il trattamento di fine lavoro lavorando ogni giorno ed è doveroso che riescano ad ottenerlo senza dover aspettare tempi biblici. Chiediamo al governo di prenderne atto”.

La Cisl Fp: Tfr degli statali, incostituzionale il ritardo della liquidazione Il sindacato solleva la questione di legittimità al Tribunale del lavoro. “Anche nel reggiano, troppe le disparità tra pubblico e privato”. E intanto una raccolta firma on-line per cambiare la normativa 2018-02-09T11:41:36+00:00

Servizi agli anziani: la sfida del futuro è nella gestione pubblica distrettuale

 

Puntare ad un sistema di servizi per anziani dove il soggetto pubblico non abbia compiti solo di programmazione ma ricopra un ruolo di gestione dei servizi stessi.

Avviare una cabina di regia che deve coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e politici preposti: dalla Regione alla Conferenza territoriale sociosanitaria fino all’Unione dei Comuni, per arrivare ad un’unica forma di gestione pubblica dei servizi a livello distrettuale: l’Asp. Cioè l’Azienda pubblica di servizi alla persona, come previsto dalle linee guida della Regione Emilia Romagna.

E’ questa la proposta che Cgil Cisl e Uil provinciali portano avanti da quasi un anno e che ora chiama ad una precisa scelta di responsabilità i comuni della bassa reggiana, in primis quello di  Novellara.

Due le scelte possibili: puntare alla costruzione di un unico soggetto pubblico che sia più forte nell’affrontare la scarsità dei fondi destinati al welfare e capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni crescenti della popolazione, oppure lasciare spazio ad una degenerazione privatistica nella gestione dei servizi di cura.

Questa mattina in conferenza stampa Guido Mora, segretario Cgil Reggio Emilia, Andrea Sirianni della segreteria Cisl Emilia Centrale e Ferdinando Guidetti, segreteria Uil Reggio Emilia, hanno fatto il punto sulla situazione dei servizi agli anziani proprio a partire dal  distretto di Guastalla dove si fotografa un panorama assai diversificato. Negli otto comuni dell’Unione infatti esiste una grande disomogenità con ben tre tipi di gestione differente (gestione diretta pubblica, esternalizzazione alle cooperative e contratti di servizio).  Una situazione che vede molti Comuni concordare sulla necessità di riorganizzare i servizi andando verso una gestione associata e unica.

Riorganizzare i servizi e renderli più equi ed omogenei per tutti è una sfida che solo l’Asp distrettuale può raccogliere. E per incentivare i Comuni a conferire i servizi all’Asp stiamo chiedendo alla Regione di intervenire anche attraverso la diminuzione dell’Irap che è maggiore del 3% circa rispetto a quella applicata alle cooperative sociali e alle aziende private – sottolineano Mora, Sirianni e Guidetti-. L’avevamo già chiesto due anni fa, ottenendo un primo ma non sufficente intervento e lo stiamo richiedendo ora anche attraverso la Conferenza territoriale socio sanitaria. Un tema questo su cui abbiamo già ottenuto il sostegno di molti consiglieri regionali”.

L’obiettivo perseguito dai sindacati che giovedì sera hanno indetto una partecipata assemblea pubblica, nella quale sono intervenuti cittadini ma anche rappresentanti delle istituzioni, comunali e regionali, è quello di intervenire sulle criticità di un settore che, pur con punte di eccellenza sul nostro territorio, riguarda migliaia di persone. I dati demografici ci dicono infatti che la popolazione nel nostro territorio sta invecchiando, che il 22% di essa ha più di 65 anni e l’11% più di 75 anni. Numeri che raccontano come la gestione dei servizi agli anziani (case protette, centri diurni e assistenza domiciliare) coinvolga una fetta di popolazione tra le più fragili, ma anche tra le più larghe.

“Bisogna avere la volontà politica di fare una scelta strategica coraggiosa: quella della trasformazione, non della conservazione. Quella del rilancio e potenziamento dell’Asp distrettuale e non quella della chiusura localistica  entro i confini municipali”.

La partita, se così si può definire, che si gioca nella Bassa reggiana ha dunque un valore su più fronti e si colloca, dopo quella che aveva visto la Val D’Enza protagonista un paio di anni fa, in una posizione dirimente per decidere della sostenibilità e del futuro dei servizi di assistenza.

E’ per questo che crediamo che una programmazione pubblica senza una gestione diretta renda il soggetto pubblico miope, faccia perdere il contatto con i bisogni dei cittadini e con la situazione reale – sottolineano i sindacati – Inoltre, si pone un problema anche dal punto di vista dei lavoratori, da cui dipende la qualità dei servizi erogati. Infatti, nell’ipotesi dell’azienda speciale verso cui è orientata Novellara si verificherebbero disparità di trattamento salariale e normativo tra i dipendenti, con ripercussioni negative anche sulla qualità del lavoro svolto”.

“Crediamo che Novellara (unico Comune che al momento non è socio Asp Progetto Persona) debba entrare fin da ora nell’Asp esistente, con un contratto di servizio temporaneo che gli consenta di mantenere le condizioni attuali dei servizi e del personale. Una soluzione che consentirebbe di riprogettare nell’arco di un biennio un’Asp ricca di servizi e rafforzata con il contributo di tutti i Comuni. – concludono Mora, Sirianni e Guidetti -. Per questo continuiamo a  chiedere che il Comune di Novellara non prosegua nell’idea di trasformare l’Istituzione Millefiori in un’azienda di diritto privatistico,  perseguendo così una scelta sbagliata e, temiamo,  senza ritorno”.

Nelle ultime iniziative pubbliche la proposta Cgil Cisl Uil di costituzione di un soggetto pubblico unico è stata condivisa da rappresentanti dell’Unione bassa reggiana, come il sindaco di Boretto con delega al sociale, Massimo Gazza, e il presidente dei soci Asp Progetto Persona, Andrea Costa, oltre che dai consiglieri regionali presenti.

Ora, in attesa di capire quale posizione prenderà il comune di Novellara, i sindacati hanno chiesto ai Comuni dell’Unione di indire i consigli comunali aperti, perchè la questione della gestione dei servizi agli anziani possa essere oggetto di partecipazione democratica da parte della cittadinanza.

 

Servizi agli anziani: la sfida del futuro è nella gestione pubblica distrettuale 2018-01-29T18:47:23+00:00

Il valore del fare sindacato: settore sanitario, riconquistato l’integrativo aziendale

Dopo la disdetta unilaterale della contrattazione integrativa dello scorso 28 settembre da parte delle Centrali cooperative (Confcooperative e Legacoop) i sindacati riconquistano l’integrativo provinciale per  per il settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo .

Fp Cgil, Fisascat Cisl Emilia Centrale, Cisl Fp Emilia Centrale e Uil Fpl  di Reggio Emilia il 22 gennaio hanno infatti siglato con le controparti un’ipotesi di accordo che nelle prossime settimane passerà al vaglio dei lavoratori.

Il percorso di mobilitazione messo in campo dalle Organizzazioni sindacali e dai lavoratori ha portato nei mesi scorsi alla riapertura del tavolo delle trattative avviando un  faticoso e complesso confronto che si è concluso con un’ipotesi di accordo che dovrà essere valutata dai lavoratori attraverso le assemblee sindacali. Assemblee che saranno svolte già a partire dai prossimi giorni.

Tra le novità dell’ accordo c’è innanzitutto che  si tratta di un accordo più inclusivo in quanto verrà applicato nella sua interezza non soltanto ai lavoratori con assunzione diretta da parte delle cooperative del settore, ma anche ai lavoratori assunti da agenzie interinali.– spiegano Fp Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp e Uil Fpl  –  Inoltre, è stata ripristinata interamente la parte normativa. Per quanto riguarda la parte economica il cosiddetto Ert è stato oggetto di numerosi incontri e lunghi confronti dove alla fine si è trovata una sintesi che sarà oggetto delle assemblee sindacali messe in campo”.

Le Organizzazioni sindacali sottolineano infine l’importanza della contrattazione come strumento essenziale per migliorare le condizioni dei lavoratori.

 

Il valore del fare sindacato: settore sanitario, riconquistato l’integrativo aziendale 2018-01-24T16:59:04+00:00

A Reggio Emilia per il ‘Giorno della memoria’ della Shoah

Sabato 27 gennaio 2018 ricorre il 73esimo anniversario della scoperta, da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, oggi celebrato quale ‘Giorno della memoria’ della Shoah.

Per fare memoria, sono molte le iniziative promosse da Comune e Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con Anpi, Alpi-Apc, Anppia, associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cgil, Cisl Emilia Centrale, Uil, Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Comitato democratico costituzionale, Fondazione I Teatri, Istituto Alcide Cervi, Istoreco, Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec), Centro sociale Primavera, Gruppo di lettura “Una pagina a caso”, Istituto regionale “Garibaldi” per ciechi, Liceo scientifico statale Aldo Moro, Rotary Club Reggio Emilia e Yad Vashem.

Venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 10.30, alla Sinagoga di via dell’Aquila 3/1, si svolgerà la cerimonia di deposizione della corona a ricordo degli ebrei deportati, alla quale seguiranno gli interventi delle autorità cittadine e di Alberta Sacerdoti della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia.

Alle ore 11 Alessandra Fontanesi, referente didattica di Istoreco, introduce alla visita alla mostra fotografica di Norman H.Gershman Besa – Un codice d’onore. Albanesi musulmani che salvarono ebrei al tempo della shoah’, inaugurata sabato scorso. “Besa” non è solo il titolo della mostra, ma è un codice etico che i protagonisti scelgono con fiera naturalezza. La bellezza dei ritratti scattati da Gershman rispecchia la bellezza delle storie di solidarietà umana raccontate in questa mostra. La forza di “Besa” sta prima di tutto in questo: dare l’idea che fare il bene sia possibile e alla portata di tutti. Sono le persone della mostra e l’armonia dei loro volti a dirlo. La mostra “Besa” mette in crisi il nostro consueto modo di pensare, infrangendo alcuni stereotipi tenaci. La sorpresa che siano dei musulmani a salvare ebrei è un esempio dirompente. Le frontiere ristrette della nostra ignoranza sono costrette ad allentarsi, quando non addirittura ad arrendersi, di fronte alla resistenza gentile e alla grande umanità dimostrate dai musulmani albanesi ritratti in questa mostra.

La mostra resterà aperta secondo i seguenti orari: venerdì 26 gennaio e 2 febbraio ore 10-13; sabato 27 gennaio e 3 febbraio ore 17-20; domenica 28 gennaio e 4 febbraio ore 10-13 e 17-20 È possibile prenotare visite guidate per classi e gruppi fuori dall’orario di apertura.

Sempre nella giornata del 26 gennaio, alle 15.30visita al Cimitero ebraico (via della Canalina 1) e il focus su Arturo Levi, partigiano ebreo in seguito catturato e morto a Buchenwald nel 1945, a cura di Antonio Zambonelli e promosso dall’Anpi di Reggio Emilia. Alle ore 18, alla biblioteca Santa Croce (via Adua 57) è invece prevista l’iniziativa ‘Pagine di memoria – Leggiamo per ricordare’, promosso dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il gruppo di lettura ‘Una pagina a caso’. Infine, alle 21, allo spazio culturale Orologio (via Massenet 17/a), va in scena Shir’, percorso di teatro-canzone ebraica con il cantautore Rocco Rosignoli.

Le iniziative riprendono l’indomani, sabato 27 gennaio, alle ore 16, con le letture dal libro ‘Disegnava aerei’ di Annamaria Giustardi (su prenotazione), esperienze e riflessioni sul contesto storico a Reggio Emilia promosso dal Comune di Reggio Emilia, in programma allo spazio culturale Orologio (via Massenet 17/a).

Alle 18, alla Sinagoga (via dell’Aquila 3/a) si svolge invece la proiezione del documentario Fai del bene e buttalo ai pesci’ sulla storia di don Enzo Boni Baldoni, unico Giusto fra le Nazioni di Reggio Emilia. All’iniziativa, promossa da Istoreco, saranno presenti il nipote di don Enzo Domenico Boni Baldoni, lo storico e sindaco di Cavriago Paolo Burani, il regista Andrea Mainardi e Alessandra Fontanesi di Istoreco.

Gli eventi riprendono giovedì 1 febbraio con la lettura Il nazista e la bambina, in programma alle 20.45 al Centro sociale Primavera di Masone (via Bacone 19), a cura di Roberta Chesi e Claudia Montermini, con la partecipazione della protagonista Liliana Manfredi del Monte, promosso dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il Centro sociale.

Sabato 3 febbraio, alle ore 18, alla Sinagoga di via dell’Aquila si svolge la conferenza Funzionari comuni o volenterosi carnefici di Mussolini? Breve storia degli ingiusti’, seguita dalla presentazione del libro ‘Ordinaria Amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana’ con l’autore Matteo Stefanori e Massimo Storchi di Istoreco.

Domenica 4 febbraio, alle ore 16, al Museo Cervi di Gattatico è in programma il concerto spettacolo ‘Musiche e parole. Il mondo yiddish nella Shoah’ dei Klezmorim, con l’esecuzione di canti religiosi e profani in ebraico e in yiddish, spiegati e inquadrati storicamente da Rolando Anni, docentem di Letteratura e Cristianesimo dell’Università Cattolica di Milano.

Giovedì 8 febbraio, alle 21, nell’Aula magna dell’Università degli Studi di Modena e reggio Emilia (via Allegri 9) va in scena l’iniziativa ‘Intranima Lieder’, ciclo rappresentativo per voce recitante, mezzosoprano, pianoforte e violino su testi di Giorgio Bassani, di Corrado Sevardi, con Stefano Randisi (voce recitante), Cristina Calzolari (mezzosoprano) Davide Finotti (pianoforte), Alessandro Sevardi (violino) Prima esecuzione assoluta (in forma di concerto)- L’evento è promosso da Rotary Club Reggio Emilia, col patrocinio di Comune di Reggio Emilia e Fondazione Giorgio Bassani: le offerte saranno devolute in favore di Mire – Maternità e Infanzia.

Sempre nell’Aula Magna di Unimore sabato 10 febbraio, alle ore 16.30, si svolge la conferenza ‘Auschwitz: non c’è una fine’promossa da Istoreco con Piotr Cywinski, direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau. Posti limitati, iscrizione obbligatoria sul sito www.istoreco.re.it.

Tutti gli appuntamenti, salvo dove diversamente indicato, sono a ingresso libero e limitato ai posti disponibili.

Per informazioni: www.comune.re.it / 0522 456249

VETRINE TEMATICHE E BIBLIOGRAFIE

In occasione del 27 gennaio la Biblioteca Panizzi allestisce una vetrina tematica con esposizione di libri e film, accompagnata da due bibliografie ‘Romanzi, diari, memorie, testimonianze’, con i principali libri usciti sull’argomento ed ‘Ebrei a Reggio Emilia’ con libri, articoli di riviste e tutto il materiale posseduto dalla biblioteca Panizzi – sezione di Storia Locale, insieme ad una filmografia tematica di dvd posseduti dalle biblioteche, tutti accessibili al prestito.

In tutte le biblioteche, inoltre, vetrine e proposte di lettura per bambini e ragazzi a partire dai 6 anni, accompagnate dalla bibliografia ‘Il tempo delle parole sottovoce’, curata dalla Biblioteca Rosta Nuova. Dal titolo di un racconto di Grobéty Anne-Lise che descrive gli anni della conquista nazista del potere, questa bibliografia raccoglie titoli sul tempo di tutte le persone che rispettano gli altri, che non gridano, ma si oppongono fermamente al terrore, alle guerre, a disuguaglianze e discriminazioni. Per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni e suddivisa per fasce di età.

A Reggio Emilia per il ‘Giorno della memoria’ della Shoah 2018-01-24T14:51:05+00:00

Antonella D’Ambrosio, giovane madre muore a 46 anni. Era cuoca al bar Cisl

E’ un dolore senza confini quello della morte di Antonella D’Ambrosio, 46 anni, morta improvvisamente lo scorso sabato 13 gennaio. La giovane madre, che abitava in via San Prospero in città a Reggio Emilia, lascia il marito Orlando Berlingeri, installatore, e  due figli, maschio e femmina, di 11 e 8 anni.

Antonella era un volto molto conosciuto perché da 7 anni lavorava come cuoca al bar Simonazzi, in via Turri, nella sede dove si trova anche la Cisl. E sono proprio le colleghe di lavoro e gli amici della Cisl a ricordarla.

“Un’amica, oltre che ad una collega – la ricordano con affetto le colleghe di lavoro Monica, Lorena e Rossella -. Abbiamo lavorato insieme 7 anni, condividendo sempre i momenti positivi e quelli meno. Era giunta appena avevamo iniziato questa attività, rilanciando questo locale, e da allora ha sempre messo a disposizione la sua competenza ma soprattutto la sua persona, ed è proprio questo che ora ci manca moltissimo.”

“Ci stringiamo – continuano le ragazze del bar assieme ai sindacalisti della Cisl – alla famiglia, condividendo con loro questo terribile dolore”.

Eseguiti i rilievi autoptici, è giunto il nulla osta per il funerale che si svolgerà venerdì 19, con partenza alle 14 dalla camera mortuaria  e celebrazione funebre alle 14,30 nella chiesa di San Prospero. Le visite in camera mortuaria saranno possibili venerdì 19 dalle ore 10,30 alle ore 14.

 

Antonella D’Ambrosio, giovane madre muore a 46 anni. Era cuoca al bar Cisl 2018-01-17T17:08:59+00:00

Adiconsum: a Reggio i consumatori hanno recuperato un milione di euro. Oltre 800 pratiche nel 2017

Grazie all’Adiconsum Emilia Centrale, l’anno scorso i consumatori reggiani hanno recuperato complessivamente oltre un milione di euro.

Una cifra dovuta in buona parte all’ultima fase della procedura di conciliazione attivata con Generali spa a seguito della truffa Ina Assitalia di Castelnovo ne’ Monti: dal luglio 2015 – data di stipula del protocollo – a oggi il totale recuperato è di tre milioni di euro.

Lo rende noto l’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale tracciando un bilancio dell’attività svolta nel 2017. L’anno scorso gli sportelli Adiconsum di Reggio e provincia hanno aperto 822 pratiche.

«La maggioranza delle pratiche è relativa alla conciliazione paritetica con Tim, Windtre e Fastweb – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile di Adiconsum Emilia Centrale e conciliatrice regionale per le controversie con le compagnie telefoniche – Le altre pratiche riguardano il canone Rai, controllo mutui, contenziosi con banche e finanziarie (anche utilizzando lo strumento dell’Arbitro Bancario e Finanziario e dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie), Equitalia (assistenza rottamazione delle cartelle esattoriali, contenziosi tributari in genere), forniture di acqua, energia elettrica e gas. Sono, inoltre, venti – conclude Cangini – i nuclei familiari in situazione di sovraindebitamento assistiti dalla nostra associazione in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Reggio».

La responsabile Adiconsum ribadisce il consiglio di non aprire la porta di casa agli sconosciuti, non fornire al telefono informazioni sui propri dati anagrafici, bancari, fiscali ecc., non gettare nella spazzatura bollette, estratti conto o altri documenti con dati personali senza prima averli tagliati in tanti pezzettini, segnalare alle proprie compagnie assicurative i foglietti di falsi incidenti trovati sui cruscotti della propria vettura.

 

Adiconsum: a Reggio i consumatori hanno recuperato un milione di euro. Oltre 800 pratiche nel 2017 2018-01-15T09:57:59+00:00

La Cisl: “Il bonus mamma è per tutte: italiane e immigrate”

Dal primo gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all’adozione di un minore per un importo di 800 euro. L’indennità, come previsto dal bilancio per l’anno finanziario 2017 e per i due anni seguenti, sarà a carico dello Stato e verrà corrisposto dall’Inps a tutte future mamme che ne faranno richiesta.

Tra i requisiti necessari per richiedere il bonus bebè nella prima circolare inviata dall’Inps, oggetto del contenzioso, c’era quello di possedere un permesso di soggiorno permanente e non un normale permesso pluriennale. “Questa però, come affermato dal tribunale di Milano, era una richiesta discriminatoria – dice Aziz Sadid di Cisl Emilia Centrale –  come per dire: non tutte le mamme sono e saranno uguali. Non è la prima volta, del resto, che l’Inps propone discriminanti di questo tipo per l’accesso alle prestazioni sociali sulla base della nazionalità e del tipo di documento di soggiorno. Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri  – continua Aziz Sadid –  Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono solo 3 miliardi in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo di circa 5 miliardi per le casse dell’Istituto previdenziale. E’ giusto aiutare chi decide di avere un figlio in un Paese come il nostro dove il 22% della popolazione ha più di 65 anni e dove in 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono calate di oltre 100 mila unità”.

Ma dopo il ricorso promosso da Apn (Avvocati Per Niente), Asgi (Associazioni Studi Giuridici sull’Immigrazione) e Fondazione Guido Piccini per i Diritti dell’Uomo, il Tribunale di Milano ha ordinato all’Inps di eliminare la condotta discriminatoria e di estendere il beneficio del bonus mamma a tutte le madri regolarmente soggiornanti in Italia. “Per questo motivo – conclude Sadid – invitiamo tutte le futuri mamme, italiane e straniere con regolare permesso di soggiorno, a presentare la domanda presso i nostri patronati e a informarsi sui documenti richiesti”.

La Cisl: “Il bonus mamma è per tutte: italiane e immigrate” 2017-12-30T09:54:18+00:00

L’integrativo aziendale arriva per la prima volta alla Panaria di Casalgrande. Firmato il contratto con i rappresentanti di Femca Cisl

Per la prima volta nella sua storia, nello stabilimento PanariaGroup di Casalgrande, è stato firmato l’integrativo aziendale. Un accordo storico raggiunto il 12 dicembre scorso con la firma dei rappresentanti sindacali di Femca Cisl. La sede di Casalgrande, sito di logistica, campioni, marketing e qualche altro ufficio era rimasto l’ultimo luogo del Gruppo Panaria privo di una qualsiasi contrattazione integrativa. Per questo motivo i lavoratori dalla primavera scorsa si sono uniti per costituire una rappresentanza sindacale unitaria appoggiando le liste di Femca Cisl e Filctem Cgil

 

“La nuova Rsu – ha affermato Massimo Muratori, segretario Femca Cisl Emilia Centrale –  ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’integrativo aziendale dopo una trattativa durata qualche mese e che riteniamo uno storico risultato. Infatti, anche i lavoratori di Casalgrande avranno da gennaio 2018 un integrativo come tutti i dipendenti degli altri quattro siti di Panariagroup S.p.a.. Tra i temi sviluppati, oltre alla costituzione del salario aziendale di 240 euro, che innalza i minimi retributivi, si è introdotto un premio salariale legato a indici di produttività e redditività, che porteranno ad un premio raggiungibile  annuo di circa 750/800 euro, oltre che la possibilità di optare per la trasformazione di circa una metà del premio annuale in welfare contrattuale”.

 

Importante e di grande sensibilità è l’introduzione della copertura al 100% della retribuzione per tutto il periodo di comporto per i lavoratori colpiti da malattie di tipo oncologico, cardiovascolare e degenerative croniche. “Sono situazioni già di per se molto gravi – continua il rappresentante di Femca Cisl – che oltre ai problemi di salute genererebbero anche problemi economici visto che dopo alcuni mesi di assenza dal lavoro la retribuzione calerebbe al 50%. Un integrativo di tutto valore sia in termini economici che normativi, che colgono nuove opportunità in termini di diritti ed elevano le tutele contrattuali anche per le future assunzioni. “Rimane – conclude Muratori – solo un po’ di rammarico nel prendere atto che nonostante il percorso comune fino al tavolo negoziale, la Filctem Cgil abbia deciso di sfilarsi e l’integrativo, votato dalla maggioranza dei lavoratori, ha visto la firma della sola Femca Cisl e dei rispettivi componenti di Rsu”.

L’integrativo aziendale arriva per la prima volta alla Panaria di Casalgrande. Firmato il contratto con i rappresentanti di Femca Cisl 2017-12-20T16:55:33+00:00

Novellara: l’azienda speciale non è la scelta giusta. Cisl Cgil Uil “Una soluzione localistica non può rispondere alla necessità di riorganizzare i servizi socio-sanitari per anziani sul territorio: bisogna puntare al Distretto”

“La soluzione localistica e la costituzione di un’Azienda speciale non possono essere la risposta alla crescente complessità dei bisogni di famiglie e anziani e alla necessità di riorganizzare i servizi socio sanitari sul territorio”. Questa in sintesi la posizione di  Cisl, Cgil e Uil nuovamente rivolta all’amministrazione comunale di Novellara dopo che, sulla vertenza aperta dai lavoratori dell’Istituzione “I Millefiori”, il Comune si è espresso in favore della costituzione di un’Azienda Speciale (Asp). Una scelta che andrebbe nella direzione opposta rispetto a quella dell’integrazione dei servizi sociali e socio-sanitari che anche la Regione sollecita a livello di distretto.
La Regione Emilia Romagna infatti, attraverso il Piano Socio Sanitario 2017-19, punta alla realizzazione di un sistema di servizi integrati, di ambito distrettuale, prevedendo un’unica forma pubblica di gestione degli stessi. L’intento è proprio quello di superare la frammentarietà attuale a favore di una gestione associata che consenta di sviluppare politiche di welfare nel loro complesso.
Una soluzione questa sposata anche da Cisl, Cgil e Uil che ritengono sia proprio questo l’obiettivo che tutti gli otto comuni della bassa reggiana dovrebbero perseguire. E per farlo dovrebbero potenziare l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) già esistente nel distretto, con sede a Guastalla.
In questa ottica i sindacati hanno da tempo proposto la costituzione di un Tavolo di confronto che coinvolga tutti gli amministratori locali, offrendo anche la propria disponibilità a contribuire allo sviluppo di un percorso condiviso. Ad oggi però nessun riscontro è arrivato.

“Crediamo che, a garanzia della qualità dei servizi e dell’equità di accesso per i cittadini, il soggetto gestore debba essere pubblico (come lo è l’ASP) e distrettuale poiché è l’unico modo per tenere insieme la programmazione e la gestione diretta dei servizi, consentendo ai Comuni di mantenere uno stretto contatto con i cittadini – sottolineano Cisl ,Cgil e Uil provinciali – Esempi virtuosi di ASP nella nostra Provincia non mancano come ad esempio “Reggio Città delle Persone”, la più grande della nostra regione, la “Carlo Sartori” nella Val d’Enza ,la “Opus Civium” dell’Unione “Terre di Mezzo”, oppure la “ Magiera Ansaloni” a Rio Saliceto. Se nell’ASP del distretto Bassa reggiana vi sono criticità crediamo dipendano da variabili sulle quali sarebbe possibile intervenire, se ci fosse una chiara volontà politica di tutti i Comuni del distretto, compreso quello di Novellara, che ad oggi non ha mai aderito all’ASP”.
Parallelamente, in merito alla situazione più generale delle ASP reggiane le Organizzazioni sindacali “considerano positivo l’aver avviato un confronto con la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria per affrontare il tema del welfare agli anziani e alle persone fragili del nostro territorio e, nello specifico, l’esigenza di revisione dell’aliquota IRAP per le ASP da parte della Regione, penalizzante rispetto all’aliquota imposta ai gestori privati, la necessità di una più concreta collaborazione tra le Asp del territorio per generare sinergie ed economie di scala nonchè il superamento dell’estesa precarizzazione del lavoro e delle professionalità a garanzia della qualità dei servizi”.

Novellara: l’azienda speciale non è la scelta giusta. Cisl Cgil Uil “Una soluzione localistica non può rispondere alla necessità di riorganizzare i servizi socio-sanitari per anziani sul territorio: bisogna puntare al Distretto” 2017-12-15T11:23:14+00:00