Vapor Europe Sassuolo: ieri incontro al Mise, ma azienda dice no a tutte le proposte

Vapor Europe Sassuolo conferma i licenziamenti, sia pure riducendo gli esuberi di qualche unità rispetto agli iniziali trenta su cinquanta. Questo l’esito dell’incontro di ieri al Mise (Ministero dello Sviluppo economico) tra i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil, la dirigenza di Vapor Europe Sassuolo (assistita da Confindustria Modena), alla presenza dei rappresentanti del Ministero, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Sassuolo. La vertenza vede coinvolta l’azienda sulla procedura di licenziamento collettivo, prevista per fine anno, per trenta dipendenti su cinquanta. «Sia i rappresentanti del Ministero che delle istituzioni locali hanno condiviso le nostre preoccupazioni sulle ricadute che tale scelta aziendale avrà sui dipendenti coinvolti e hanno confermato la totale contrarietà ai licenziamenti unilaterali – riferiscono Alessandro

Alessandro Bonfatti (segreteria Fim Cisl Emilia Centrale)

Bonfatti (segreteria Fim Cisl Emilia Centrale), Cesare Pizzolla (segretario Fiom Cgil Modena) e Paolo Brini (segreteria Fiom Cgil Modena) – Il Mise e le istituzioni locali hanno chiesto per l’ennesima volta di ritirare la procedura di licenziamento o, almeno, sospenderla per confrontarsi più tranquillamente e trovare soluzioni meno traumatiche, con l’obbiettivo di rilanciare lo stabilimento sassolese o, quantomeno, di trovare soluzioni per l’occupazione anche sul territorio». Fim Cisl e Fiom Cgil hanno apprezzato e condiviso la posizione delle istituzioni, ma l’azienda ha confermato la propria indisponibilità a non modificare sia nel metodo che nel merito la decisione assunta, salvo ridurre di poche unità l’esubero del personale. I sindacati hanno allora formulato una nuova proposta che, pur tenendo ferma la scadenza della procedura di licenziamento collettivo al 31 dicembre 2017, preveda uno scivolo per l’uscita volontaria e incentivata nel corso di tutto il 2018, spostando così in avanti di un anno la definizione della vertenza e aver un lasso di tempo utile a sondare e valutare, insieme alle istituzioni, soluzioni di ricollocazione dei lavoratori nel territorio. «Di fronte a questa posizione l’azienda, per voce di Confindustria, ha “gentilmente” concesso un paio di mesi aggiuntivi che noi giudichiamo però insufficienti per trovare soluzioni alternative a salvaguardia dell’occupazione – continuano i sindacalisti Fim e Fiom – La multinazionale franco-americana ha confermato con questa risposta un atteggiamento sprezzante e senza scrupoli, di considerare i lavoratori solo numeri e avere come unico obbiettivo il profitto». Al termine dell’incontro il Mise ha rinnovato l’auspicio che le parti in sede territoriale trovino una soluzione per la salvaguardia dell’occupazione, valutando utile la proposta dei sindacati. A fronte di questo auspicio, Fim Cisl e Fiom Cgil, pur rimanendo fortemente insoddisfatte dell’atteggiamento aziendale, hanno convenuto di continuare il confronto, dandosi appuntamento per lunedì 4 dicembre in Confindustria a Modena. «Chiediamo a Confindustria di valutare se l’atteggiamento di Vapor Europe sia utile allo sviluppo del territorio, cosa che dovrebbe stare a cuore anche alla stessa Confindustria, e di impegnarsi nei confronti dell’azienda affinché modifichi la posizione intransigente mantenuta finora e trovare soluzioni nel solco degli accordi condivisi per gestire le crisi nel territorio modenese. Un posto di lavoro perso, lo è per sempre», concludono Alessandro Bonfatti (segreteria Fim Cisl Emilia Centrale), Cesare Pizzolla (segretario Fiom Cgil Modena) e Paolo Brini (segreteria Fiom Cgil Modena).

2017-11-30T12:46:14+00:00