Pensioni, Annamaria Furlan a Parma: «Abbiamo portato a casa risultati importanti»

«Noi siamo un sindacato che contratta a testa alta, un sindacato al 100% perché per noi contano solo i fatti. Stiamo portando a casa nella legge di bilancio, pur nella ristrettezza delle risorse e nel confronto con il governo sulle pensioni, importanti risultati. Passo dopo passo stiamo andando nella direzione giusta». Lo ha detto ieri a Parma la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan (altro…)

Pensioni, Annamaria Furlan a Parma: «Abbiamo portato a casa risultati importanti» 2017-11-29T10:15:04+00:00

Pensioni: 200 delegati Cisl Emilia Centrale in assemblea domani a Parma con Annamaria Furlan

Sono duecento i delegati Cisl modenesi e reggiani che partecipano domani – martedì 28 novembre – all’assemblea della Cisl dedicata all’accordo sulle pensioni firmata martedì scorso con il governo. L’iniziativa, alla quale interviene la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, (altro…)

Pensioni: 200 delegati Cisl Emilia Centrale in assemblea domani a Parma con Annamaria Furlan 2017-11-27T13:39:51+00:00

Violenza alle donne: sabato 25 novembre giornata mondiale, lunedì 27 a Modena presentazione strumenti prevenzione e contrasto

Si caratterizza per la presentazione di strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne nei luoghi di lavoro l’iniziativa organizzata da Cgil Cisl Uil e dal Comitato per l’imprenditoria femminile di Modena in occasione della giornata mondiale contro le violenze alle donne, che si celebra sabato 25 novembre. L’iniziativa si svolge lunedì 27 novembre alle 10 presso la Camera di commercio di Modena. (altro…)

Violenza alle donne: sabato 25 novembre giornata mondiale, lunedì 27 a Modena presentazione strumenti prevenzione e contrasto 2017-11-21T12:15:07+00:00

Sciopero dei dipendenti della Provincia di Reggio Emilia: “Un sistema al collasso. Per il 2018 mancano oltre 11 milioni, la carenza di personale è drammatica”

 

“Stamane abbiamo esposto le nostre ragioni con un simbolico flash mob di presidio davanti al Palazzo Allende e con lo sciopero nazionale del personale delle Province e delle Città metropolitane indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl” dichiarano Paolo Consolini della Fp Cgil, Davide Battini della Cisl Fp e Mauro Chiarini della Uil Fpl.

“Una scelta – proseguono – che si è resa inevitabile a causa della riforma che ha investito questi enti, della quale, gli unici risultati tangibili sono stati i tagli delle risorse e il blocco delle assunzioni senza una adeguata valutazione delle possibili conseguenze. Ciò ha fortemente compromesso la possibilità di garantire quelle funzioni fondamentali che essi assicuravano, come gli interventi nell’edilizia scolastica e la manutenzione delle strade, oltre alla pianificazione territoriale provinciale, alla tutela e valorizzazione dell’ambiente. Ricordando, inoltre, che la Provincia si occupa anche del controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e della promozione delle pari opportunità.”

 

“In particolare – lamentano i sindacalisti – , con la scadenza, del 30 settembre scorso, dei termini per l’approvazione dei bilanci degli enti locali, così come accaduto negli ultimi anni, il sistema di Comuni e soprattutto Province e Città metropolitane non riesce in gran parte dei casi, a chiudere i bilanci in regola. La violazione di vincoli di bilancio comporta per questi enti, piani di rientro che colpiscono immediatamente i cittadini attraverso l’incremento della tasse e, nei fatti, una riduzione della garanzia di diritti  fondamentali. La Provincia di Reggio Emilia ha potuto chiudere il bilancio grazie a oltre 11 milioni tra deroga ottenuta per la condizione di Provincia terremotata e avanzo del 2016… come recuperare questi soldi il prossimo anno? Tutto questo nonostante i 28 milioni che la Provincia ha dovuto versare allo Stato”.

“La situazione del personale della Provincia di Reggio Emilia sta divenendo drammatica – continuano i sindacalisti -. Con il passaggio delle funzioni alla Regione e i dei prepensionamenti il personale è sceso dalle oltre 350 unità del 2014 alle attuali 200, di questi (solo) 46 si occupano dei servizi per l’impiego in Provincia. Servizi oggi affidati all’Agenzia Regionale per il Lavoro. L’età media supera i 51 anni. Oggi rimangono solo 35 tra operai e sorveglianti stradali addetti alla manutenzione delle strade, 1 ogni 26 chilometri di strade. L’ultima assunzione di ruolo risale al 2010. Se non si sbloccheranno al più presto assunzioni e finanziamenti le strade rischieranno, per garantire la sicurezza dei veicoli, ulteriori limitazioni nel transito (già oggi su alcune strade vige il limite dei 30 o 50 chilometri all’ora fuori dai centri abitati). E’evidente che è una situazione non sostenibile!”

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno da sempre contestato il merito e le modalità della riforma di questi enti, perché, anche se persuasi della necessità della loro riorganizzazione, non hanno condiviso un approccio che è sembrato più propagandistico, che di merito, e che di fatto ha portato alla totale paralisi dell’azione amministrativa di Province e Città Metropolitane. Per questo i sindacati propongono come possibile soluzione quella di cogliere l’occasione della prossima legge di Bilancio per rivedere le modalità e l’entità dei tagli fin qui inflitti a Province e Città Metropolitane. É necessario trovare soluzioni di buon senso che consentano di evitare le situazioni di dissesto degli enti che porterebbe cittadini e lavoratori a pagare, come al solito, il prezzo più grande di un tentativo confuso di riforma.

“Ma non è tutto” continuano Consolini, Battini e Chiarini “Occorre anche protestare e lanciare un grido di allarme per le condizioni dei dipendenti della Provincia oggi assegnati presso l’Agenzia regionale per il Lavoro. Per quanto passati in gestione all’Agenzia, tuttavia rimangono dipendenti della Provincia anche i lavoratori dei Centri per l’Impiego e dopo il referendum stanno vivendo una situazione di immobilismo istituzionale che non ha risolto ancora nessuno dei loro problemi e sta mettendo a rischio il sistema dei servizi per l’Impiego. La situazione è prossima al collasso se le Regioni non interverranno rapidamente…e come sempre a rimetterci saranno soprattutto i più deboli”.

 

 

 

Sciopero dei dipendenti della Provincia di Reggio Emilia: “Un sistema al collasso. Per il 2018 mancano oltre 11 milioni, la carenza di personale è drammatica” 2017-10-06T08:54:44+00:00

Lettera di Annamaria Furlan alle delegate e delegati Cisl

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Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl

Care amiche e cari amici,
il 2017 si è aperto in uno scenario ancora denso di incertezze economiche e di problemi aperti nella società italiana, che si ripercuotono ogni giorno sulla vita delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati, degli immigrati, dei tanti giovani precari o in cerca di occupazione. Per la Cisl questo sarà anche l’anno del congresso confederale, un appuntamento importante nel quale ascolteremo soprattutto le istanze della nostra base, i problemi dei nostri iscritti, le ansie e le aspettative di migliaia di delegate e di delegati che hanno scelto di stare nella Cisl e che ogni giorno, nelle aziende e in tutti posti di lavoro, nelle leghe dei pensionati e nelle zone, sono i protagonisti della nostra organizzazione autonoma e responsabile, libera e partecipativa. Alla loro passione civile autentica, vera, deve andare oggi più di ieri tutto il nostro pensiero e la nostra gratitudine.
Abbiamo fatto accordi innovativi con il governo nello scorso anno, cambiando la legge Fornero sulla previdenza e ponendo le basi per una contrattazione innovativa in tutti i comparti pubblici e privati. Ma tutti sappiamo che ci attende anche questo anno una lunga agenda di questioni difficili da affrontare a partire dai tanti rinnovi dei contratti aperti, per i quali la Cisl si batterà per alzare i salari e le retribuzioni, tutelare la dignità del lavoro, cogliendo anche le nuove opportunità del welfare contrattuale e della bilateralità.
Così come chiederemo con grande forza al governo una svolta nella politica economica e sociale a favore della crescita e degli investimenti, con misure straordinarie per combattere il grave livello di povertà a favore delle famiglie e degli anziani, ridurre il divario nord-sud, governare i processi di digitalizzazione di industria 4.0 attraverso una rinnovata valorizzazione del lavoro. La grande emergenza del Paese è il lavoro dei giovani: sarà questo uno dei temi principali del nostro congresso. Servono nuove politiche attive del lavoro, sgravi fiscali per chi assume giovani e donne laureate, più investimenti in ricerca ed innovazione ed un rapporto forte tra scuola e imprese.
Tante sono le questioni aperte, dunque, che la Cisl vuole affrontare nel 2017 con uno spirito nuovo e con grande senso di responsabilità. Avevamo assunto tre anni fa l’impegno di cambiare la Cisl, di costruire una “casa di vetro” alla quale tutte le cisline e i cislini potessero sentirsi fieri di appartenere. Una scelta consapevole che era stata programmata e riaffermata, con grande unità interna, anche nei documenti della nostra assemblea organizzativa. Per essere sempre più credibili con le istituzioni e con le nostre controparti, il sindacato deve essere sempre più trasparente nell’utilizzo delle sue risorse, nel rispetto delle norme sul tesseramento e della contribuzione e nella sobrietà dei comportamenti e del ruolo di rappresentanza e di tutela dei lavoratori, nella efficienza dei servizi agli iscritti ed ai cittadini. Se chiediamo più moralità alla società italiana e alla politica dopo anni di scandali e corruzioni, anche il sindacato deve affrontare il tema del controllo puntuale delle risorse a tutti i livelli con grande severità e trasparenza. Questa è stata fin dall’inizio la nostra scelta. Senza equivoci o tentennamenti. Una sfida che stiamo portando avanti con coerenza, anche attraverso scelte dolorose, ma svolgendo fino in fondo il nostro compito a favore dei nostri delegati, dei nostri iscritti, della nostra gente.
Ecco perché, care amiche e cari amici, con il cuore in mano, sono convinta che tutti saprete cogliere e condividere gli sforzi che il gruppo dirigente, a tutti i livelli, sta facendo per rinnovare profondamente la Cisl. Per un sindacato nuovo, autorevole, libero, capace di confrontarsi con tutti gli interlocutori con proposte serie e concrete. Questa è stata la storia della Cisl. Una storia che vogliamo continuare a scrivere con grande moralità, autonomia e senso di responsabilità.
Un grande abbraccio
Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl

Lettera di Annamaria Furlan alle delegate e delegati Cisl 2017-01-18T11:37:37+00:00

In primis le donne: violenze e molestie si può dire basta

L’iniziativa del 23 novembre in Cisl Emilia Centrale. Interventi del mondo associazionistico e testimonianze di operatori

Idee concrete per una parità di genere nei luoghi di lavoro e in famiglia e per promuove azioni positive contro la violenza. E’ l’iniziativa “In primis le donne” promossa dalla Cisl Emilia Centrale e dal Coordinamento donne della stessa organizzazione mercoledì 23 novembre. Sarà l’occasione per riaffermare la validità dell’intesa siglata tra sindacati e Confindustria, che recepisce l’Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.
“Le molestie o la violenza nei luoghi di lavoro sono inaccettabili e vanno denunciate”, spiega la Cisl Emila Centrale, per voce di Simonetta Sambiase del Coordinamento Donne. “Imprese e lavoratori hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali” aggiungono i segretari William Ballotta e Margherita Salvioli Mariani che ribadiscono l’impegno del sindacato per una prima assistenza a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro. Quindi la testimonianza dell’associazione Rabbunì che a Reggio Emilia si occupa di donne migranti in difficoltà.

Presso l’auditorium Simonazzi della sede reggiana della Cisl Emilia Centrale interverranno William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale, aggiunta, Roberta Pavarini, presidentessa della Commissione partecipazione del Comune di Reggio Emilia, Giusi Speziale, di Unindustria Reggio Emilia, Giorgia Lusetti, sociologa, collaboratrice Telefono Rosa, Giovanna Bondavalli, dell’associazione Rabbunì.

 

In primis le donne: violenze e molestie si può dire basta 2016-11-21T14:41:23+00:00

A Reggio e Modena circa 100.000 pensionati potrebbero essere coinvolti dalla riforma del governo: la Fnp Cisl chiede la pensione social

Il mese di settembre sarà un mese decisivo per la riforma pensionistica e riguarderà da vicino molti dei titolari di pensioni che a Reggio Emilia  sono 165.000 (coinvolgono 110.000 pensionati) e a Modena 225.000 (160.000 pensionati).  Il 12 di settembre è previsto un incontro tecnico tra il Governo e parti sociali.

Eppure il 40% di questi ha pensioni sono inferiori 1000 euro lordi al mese, denuncia la Fnp Cisl Emilia Centrale coi quali risulta difficile vivere, soprattutto in ambiti familiari talvolta gravati da malattie, affitti, situazioni sociali aggravate dalla crisi. L’importo medio delle pensioni, ad esempio nel reggiano, vale rispettivamente 870 euro, i pensionati con meno di 1000 euro al mese sono il 32,5% del totale, circa il 20% delle pensioni di vecchiaia è compreso tra i 500 e i 750 euro/mese. E dopo le recenti parole del premier Renzi, che ha annunciato nella legge di stabilità 2017 un aiuto ai pensionati, c’è grande attenzione e intento di dare il proprio contributo nel mondo Cisl.

A parlare sono segretario confederale Maurizio Petriccioli e, per Reggio e Modena, il segretario Fnp, Adelmo Lasagni.

Maurizio Petriccioli

Maurizio Petriccioli

«Il nostro obbiettivo è rivisitare la riforma Fornero secondo principi più equi e solidali, – esordisce il segretario Petriccioli – Vogliamo dare soluzioni ai tanti problemi ancora aperti nel sistema previdenziale.»

Su quali fronti state lavorando?

«Su tantissimi, per primo l’annoso problema delle ricongiunzioni onerose: stiamo cercando  una soluzione per consentire il cumulo gratuito dei contributi versati in gestioni diverse, che consentirà ai futuri pensionati di utilizzare per il calcolo della pensione tutti i periodi lavorativi effettuati con diverse tipologie di rapporto di lavoro, venendo incontro ad un problema che oggi riguarda anche tanti giovani.

Poi ci stiamo occupando di coloro che fanno lavori usuranti: la normativa è troppo rigida e tanti lavoratori, che ne hanno il diritto, non riescono a rientrarvi.»

Cosa chiedete invece  per il lavoratori precoci?

«Abbiamo proposto due cose essenziali: eliminare la penalizzazione prevista per le persone che hanno il requisito d’anzianità contributivo, ma che non hanno raggiunto il sessantaduesimo anno di età, e di far riconoscere “bonus contributivi” per coloro che hanno lavorato tra i quattordici e i diciotto anni di età.»

E per i pensionati…

«Noi chiediamo una parificazione della no-tax area tra lavoratori dipendenti e pensionati, per colmare una disparità che riguarda soprattutto gli anziani che hanno una pensione inferiore a 15mila euro annui. Inoltre, è allo studio un miglioramento della cosiddetta “quattordicesima mensilità”, erogata ai pensionati con redditi più bassi. Oggi prendono la quattordicesima coloro che ricevono un massimo annuo di 10.000 euro di pensione, noi vorremmo allargare la platea fino a ricomprendere coloro che percepiscono una pensione di 13.000 – 16.000  euro annui.»

Sui media si parla di Ape…

«L’ Ape è il prestito pensionistico. Sarebbe la soluzione per coloro che vogliono andare in pensione fino a tre anni prima la maturazione del requisito minimo di età attualmente previsto: impegnandosi a restituire la somma ottenuta in 20 anni, avrebbero la possibilità di ottenere un anticipo della loro pensione futura. La nostra proposta è quella di introdurre un’Ape “sociale”, azzerando il costo per la restituzione del prestito per determinate categorie.»

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Anche il segretario Fnp Cisl Emilia Centrale, i pensionati di Reggio e Modena, Adelmo Lasagni è concorde con le parole di Petriccioli: «A Reggio Emilia e Modena sono molteplici i lavori usuranti in tutti i comparti, dall’industria, all’agricoltura, dai servizi al pubblico impiego. Il tema social, poi, è sentito da migliaia di lavoratori. In generale, poi, non possiamo continuare a tassare fortemente i pensionati (il doppio rispetto alla media europea), che nel complesso sono la classe più penalizzata». Per far fronte alle pensioni minime, calcolate in 2,3 milioni di euro in tutta Italia, circa 40 mila a Reggio Emilia e 60.000 a Modena, il governo sta pensando di utilizzare il sistema Isee, ma questo non è giusto per Lasagni.

«Come ho più volte ribadito, si perderebbe il diritto a un riconoscimento previdenziale versato dagli stessi lavoratori. I pensionati hanno diritto di avere tutto quello che gli spetta dopo anni di duro lavoro; anche nel territorio reggiano sarebbero a rischio migliaia di pensioni.»

A Reggio e Modena circa 100.000 pensionati potrebbero essere coinvolti dalla riforma del governo: la Fnp Cisl chiede la pensione social 2016-09-09T10:38:29+00:00

Marazzi Group, firmato integrativo aziendale: il commento della Femca-Cisl

ROSARIO ROSELLI_8Soddisfazione della Femca-Cisl Emilia Centrale per la firma del contratto integrativo aziendale di Marazzi Group, approvato dal 95 per cento dei lavoratori che hanno partecipato alle assemblee. «Il contratto si applica a tutti i lavoratori degli stabilimenti italiani di Marazzi Group, compresi i 1.400 dipendenti dei cinque stabilimenti modenesi (due a Sassuolo e Fiorano, uno a Finale Emilia) – spiega il segretario generale della Femca-Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli – Per noi questo accordo è molto importante e innovativo. Attraverso la partecipazione abbiamo favorito i cambiamenti necessari allo sviluppo competitivo dell’impresa che, nella nostra visione sindacale, è un patrimonio da difendere perché genera ricchezza, valorizza il territorio e migliora la qualità di vita delle persone. Il management di Marazzi Group – continua Roselli – ha dimostrato di saper raccogliere la sfida della contrattazione aziendale, concordando con i sindacati contenuti innovativi e definendo obiettivi salariali legati alla crescita dell’efficienza aziendale e alla creazione di valore. Abbiamo rafforzato i diritti dei lavoratori. Norme innovative garantiranno un corretto sviluppo del confronto sulla flessibilità (regolamentazione degli orari di lavoro, ferie e permessi) e la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di cura della famiglia. Altre importanti novità riguardano la cosiddetta “staffetta generazionale”, introdotta per offrire ai giovani opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro, e il welfare aziendale che – conclude il segretario generale della Femca-Cisl Emilia Centrale – tutela con forme nuove il reddito dei lavoratori di Marazzi Group».

Marazzi Group, firmato integrativo aziendale: il commento della Femca-Cisl 2015-12-15T22:11:59+00:00