Cisl: “I giovani entrati nel lavoro dopo il 1996 rischiano pensioni sotto i 500 euro”

“Vogliamo dare più risposte ai giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996. Se non interveniamo correggendo le attuali norme sulle pensioni, infatti, saranno fortemente penalizzati, mettendo a rischio la coesione sociale dei nostri territori”. Con queste parole il segretario di Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni, commenta uno degli obbiettivi del sindacato dopo il lavoro fatto all’assemblea nazionale dei quadri e delegati di Cgil Cisl Uil, riunitisi a Roma per dialogare sulla cosiddetta “fase 2” del confronto con il governo sulla previdenza.

Il problema relativo alla pensione è molto sentito anche a Reggio. L’importo medio delle pensioni da lavoro, nel nostro territorio, è attualmente di 1.144 euro. Il 75% dei pensionati che sono poco più di 100.000 persone, percepisce meno di mille euro al mese e con il sistema contributivo attuale la cifra in futuro potrebbe addirittura dimezzarsi al di sotto dei 500 euro. Un fatto inaccettabile e pericoloso secondo la Cisl.

“Nella “fase 1” del confronto con il governo – continua Sirianni –  abbiamo fatto un buon accordo che ha dato risposte concrete ai lavoratori precoci, che fanno lavori gravosi, che hanno avuto gravi difficoltà che gli hanno reso difficile proseguire il lavoro. L’accordo ha attenuato le rigidità della legge Fornero, ha dato ai giovani la possibilità di miglioramenti sui riscatti dei contributi, ha aumentato le quattordicesime per i pensionati a basso reddito. Ora, però, vogliamo correggere ulteriormente la legge Fornero e rendere più equo il nostro sistema pensionistico, facendo proposte che tengano insieme giovani e anziani in un’ottica di solidarietà tra le generazioni”.

In particolare i sindacati chiedono il congelamento e la correzione dell’aumento automatico dell’età di pensione legato all’aspettativa di vita, di rivedere i coefficienti di calcolo, di liberare e creare posti di lavoro aggiuntivi per i giovani, di fare chiarezza sulla spesa per le pensioni depurandola dai costi per assistenza e Tfr.

“Chiediamo la rivalutazione dell’importo delle pensioni, ormai fermo da anni, e un potenziamento della previdenza complementare – aggiunge il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni – Deve essere riconosciuto, anche, il grande valore sociale del lavoro che tanti pensionati reggiani (in grande parte donne) fanno prendendosi cura di familiari non autosufficienti. Bisogna prevedere forme di premialità per queste persone le quali, con il loro lavoro, consentono allo Stato di risparmiare miliardi di euro che, altrimenti, – conclude il segretario dei pensionati Cisl di Modena e Reggio – dovrebbero essere spesi per assistere e curare i non autosufficienti”.

Cisl: “I giovani entrati nel lavoro dopo il 1996 rischiano pensioni sotto i 500 euro” 2017-07-15T07:16:43+00:00

Contro la povertà, l’impegno della nuova segreteria Fnp Cisl. Adelmo Lasagni eletto segretario

Pensionati che discutono di lotta alla povertà, nuove generazioni e tecnologie digitali, ambiente e rivendicazioni sociali: è la rappresentanza di oltre 45.000 iscritti della Fnp Cisl Emilia Centrale che, con 131 delegati, ha votato nella giornata di ieri, presso l’Oratorio Cittadino don Bosco di Reggio Emilia, il nuovo consiglio generale della categoria dei pensionati Cisl. E’ stata, altresì, eletta la nuova segreteria che, ora, risulterà composta da tre soli membri: Adelmo Lasagni, confermato segretario generale, Luigi Belluzzi, segretario generale aggiunto e Rossana Boni.

Una due giorni intesa nella quale il dibattito congressuale ha acceso i riflettori sulla crisi che, in questi anni, ha segnato la popolazione dei pensionati reggiani e modenesi, con loro, le industrie, i lavoratori, con pesanti ricadute su giovani e fasce più deboli.

 

“Sono aumentate le disuguaglianze tra ricchi e meno abbienti – ha denunciato Adelmo Lasagni, nella sua relazione -, con una crescente area di povertà assoluta che, nel Paese, negli ultimi 10 anni è raddoppiata, raggiungendo nel  2015  l’11,7% della popolazione. Ma all’orizzonte anche problematiche di tutela effettiva degli anziani con la contrattazione a tutti i livelli, per migliorare i servizi domiciliari sulle 24 ore, il contenimento delle rette, la riduzione dei tempi d’attesa e dei ticket, affrontare il tema del badantato e alla disponibilità posti nelle strutture protette”.

E di una eccessiva tassazione – a livelli record in Europa – è quella dei pensionati, come rilevato dalla segretaria nazionale Fnp Patrizia Volponi: “sono 60 i miliardi di euro versati ogni anno in Italia dai pensionati”.

Nella lectio magistralis del professor Riccardo Petrella (l’autorevole economista che sostiene la necessità di ‘mettere al bando’ la povertà) ha parlato della vita dei pensionati ai tempi dell’avvenuta monetizzazione della vita, dell’acqua e di una finanza governata dalle multinazionali farmaceutiche e delle armi. Così, per la prima volta, a un congresso della Fnp Cisl Emilia Centrale si è parlato anche di ambiente come risorsa da consegnare alle nuove generazioni.

“I pensionati possono essere giovani senza lifting – ha spiegato nel suo intervento Loris Cavalletti, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Romagna –, ma grazie alle nuove tecnologie, come Whatsapp, possono trovare un modo nuovo di comunicare e fare sindacato. Ma diciamo no a una eccessiva informatizzazione della pubblica amministrazione che mette in difficoltà le persone più deboli”.

“E contrattazione, patto sociale e giovani saranno i temi dell’ultimo congresso del 3-4 aprile della Cisl che concluderà questa stagione di incontro e rinnovamento” ha concluso il segretario generale William Ballotta.

Contro la povertà, l’impegno della nuova segreteria Fnp Cisl. Adelmo Lasagni eletto segretario 2017-02-09T13:53:58+00:00

Pensioni pagate a inizio mese e no alla restituzione delle rivalutazioni, soddisfazione Fnp Cisl Emilia Centrale

Soddisfazione dei pensionati della Cisl per l’accredito di tutte le prestazioni pensionistiche che saranno pagate il 1° giorno bancabile del mese a partire da febbraio. “In passato avevamo registrato numerose lamentele dal fatto che si fosse spostato in avanti il pagamento delle pensioni (dal gennaio 2015) – spiega Adelmo Lasagni, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale –. Soprattutto con la crisi ‘arrivare a fine mese’ era diventato ancora più impegnativo, considerato anche che i pensionati si erano sovente sobbarcati situazioni di perdite lavorative di familiari. Ora questa nota dell’Inps che annuncia quanto previsto dal Decreto Milleproroghe, firmato dal Presidente Mattarella lo scorso 31 dicembre: vengono unificate le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals. Un grazie, anche, all’attività sindacale nazionale svolta per ripristinare un diritto di tutti”.
Nel dettaglio a febbraio e marzo le pensioni saranno pagate il primo del mese mentre ad aprile le poste pagheranno il primo (è un sabato) e le banche il 3.

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

A maggio le pensioni saranno pagate il due mentre a giugno saranno pagate il primo del mese. A luglio le Poste pagheranno il primo del mese e le banche il 3 mentre ad agosto e settembre la rata arriverà sui conti il primo del mese.
A ottobre e novembre le pensioni saranno pagate il due del mese sia dalle Poste che dalle banche mentre a dicembre si potrà riscuotere l’assegno il primo sia dalle banche che dalle Poste.
Inoltre, comunica la Fnp Cisl, “apprendiamo con grande soddisfazione la decisione del ministro Poletti di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione delle pensioni avuta nel 2015”. La dichiarazione fa seguito alle dichiarazioni del ministro Poletti riguardo l’intenzione di non voler procedere al recupero delle somme nel corso del 2017. “Una decisione di buonsenso – spiega Luigi Bonfanti, segretario nazionale della Fnp Cisl – che permette di non togliere risorse ai pensionati e rimanda tale operazione a condizioni economiche più rosee per il nostro Paese”.

Pensioni pagate a inizio mese e no alla restituzione delle rivalutazioni, soddisfazione Fnp Cisl Emilia Centrale 2017-01-19T08:39:09+00:00

Pensioni: norme eccezionali per i nati nel 1952, anche per gli autonomi

“Grazie alla circolare 196/2016 – rileva una nota della Fnp Cisl Emilia Centrale  – l’Inps ha ammesso al pensionamento anche coloro che alla data del 28 dicembre 2011 svolgevano attività di lavoro autonomo, o che non svolgevano alcuna attività lavorativa”.

La legge, ora reinterpretata dalla menzionata circolare, consentiva il pensionamento a 64 anni  più l’incremento per aspettativa di vita alle donne lavoratrici nate nel 1952 con almeno 20 anni di contributi da dipendente e agli uomini e alle donne del settore privato nati nel 1951 e 1952 che alla stessa data avessero maturato la cosiddetta “quota” per la pensione di anzianità. Tale norma che vincolava al fatto di svolgere attività di lavoro dipendente al 28/12/2011 ora come sopra riportato è stata rivisitata su indicazione del Ministero del lavoro ampliando di conseguenza la platea dei potenziali beneficiari.

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Per verificare i nuovi requisiti è indispensabile che i lavoratori si rivolgano al Patronato Inas – Cisl per una consulenza più approfondita sulla propria situazione.”

Pensioni: norme eccezionali per i nati nel 1952, anche per gli autonomi 2017-01-10T04:43:14+00:00

“Pensioni, l’intesa col governo porta vantaggi”. Il via libera della Fnp Cisl Emilia Centrale

“Rivendichiamo quanto ottenuto unitariamente per l’accordo sulla previdenza, che porta vantaggi a lavoratori e pensionati dopo una lunga trattativa con il governo. Riteniamo importante proseguire, come previsto, il confronto sui temi ancora aperti. Ora al via nei territori decine di assemblee unitarie” è la sintesi di quanto emerso dal consiglio generale dei pensionati reggiani e modenesi della Fnp Cisl Emilia Centrale svoltosi presso l’oratorio cittadino “Don Bosco” di Reggio Emilia.

Con l’accordo pensionistico raggiunto tra sindacati e governo, per la Fnp sono diversi i vantaggi per i pensionati: chi ha un reddito sino a 8.125 euro non pagherà più le tasse; è previsto un aumento del 30% delle 14° per chi ha un reddito mensile sino a 750 euro e l’estensione della stessa per chi ha un reddito mensile sino a 1.000 euro; quindi dal 2019 il ritorno al meccanismo della rivalutazione delle pensioni, antecedente alla riforma Monti-Fornero, a tutela del potere d’acquisto dei pensionati.

Sul fronte dei lavoratori attivi, “pensionandi”, diversi i motivi di soddisfazione sono espressi dai sindacalisti della Cisl: cambia la legge vigente e, per i lavori usuranti, ci saranno meno vincoli per l’accesso alle pensioni. Per i lavoratori precoci sono cancellate le penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni. Non si pagherà più, infatti, la riunificazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali. Inoltre, sarà agevolato il pensionamento anticipato dopo i 41 anni di contributi per alcune categorie di lavoratori, per i disoccupati, per i disabili o per persone chiamate ad assistere persone con disabili. Infine, con l’anticipo pensionistico agevolato (“Ape social”) chi ha 63 anni potrà andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima, i costi saranno coperti dallo Stato attraverso specifiche detrazioni fiscali.

Su questi temi, nel consiglio si sono alternati gli interventi Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale, di Luigi Belluzzi, segretario generale aggiunto, di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, di Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia-Romagna e di numerosi consiglieri moderati da Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta Cisl Emilia Centrale.

“Questo raggiunto – è emerso dalla parole dei sindacalisti – è un punto di partenza. Restano alcuni temi per noi molto forti di cui discuteremo nella imminente stagione congressuale, come la previdenza complementare per i giovani, che chiediamo sia resa obbligatoria, l’impegno per gli indigenti oggi esclusi da questo accordo, lo scorporo della previdenza dall’assistenza, la riscoperta della contrattazione tra sindacato ed enti per soluzioni eque per il sociale, a partire dalla casa, ma anche un maggior sforzo nella lotta all’evasione fiscale per l’individuazione di nuove risorse”.

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Nel corso della giornata, ricordando la scomparsa della costituente Tina Anselmi, si è posto il tema del ruolo delle donne nella società e nel sindacato: di questo si parlerà in una giornata organizzata dalla Fnp Cisl Emilia-Romagna a Bologna l’8 novembre.

“Rivendichiamo quanto ottenuto unitariamente per l’accordo sulla previdenza, che porta vantaggi a lavoratori e pensionati dopo una lunga trattativa con il governo. Riteniamo importante proseguire, come previsto, il confronto sui temi ancora aperti. Ora al via nei territori decine di assemblee unitarie” è la sintesi di quanto emerso dal consiglio generale dei pensionati reggiani e modenesi della Fnp Cisl Emilia Centrale svoltosi presso l’oratorio cittadino “Don Bosco” di Reggio Emilia.

Con l’accordo pensionistico raggiunto tra sindacati e governo, per la Fnp sono diversi i vantaggi per i pensionati: chi ha un reddito sino a 8.125 euro non pagherà più le tasse; è previsto un aumento del 30% delle 14° per chi ha un reddito mensile sino a 750 euro e l’estensione della stessa per chi ha un reddito mensile sino a 1.000 euro; quindi dal 2019 il ritorno al meccanismo della rivalutazione delle pensioni, antecedente alla riforma Monti-Fornero, a tutela del potere d’acquisto dei pensionati.

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Il consiglio della Fnp Cisl Emilia Centrale

Sul fronte dei lavoratori attivi, “pensionandi”, diversi i motivi di soddisfazione sono espressi dai sindacalisti della Cisl: cambia la legge vigente e, per i lavori usuranti, ci saranno meno vincoli per l’accesso alle pensioni. Per i lavoratori precoci sono cancellate le penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni. Non si pagherà più, infatti, la riunificazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali. Inoltre, sarà agevolato il pensionamento anticipato dopo i 41 anni di contributi per alcune categorie di lavoratori, per i disoccupati, per i disabili o per persone chiamate ad assistere persone con disabili. Infine, con l’anticipo pensionistico agevolato (“Ape social”) chi ha 63 anni potrà andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima, i costi saranno coperti dallo Stato attraverso specifiche detrazioni fiscali.

Su questi temi, nel consiglio si sono alternati gli interventi Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale, di Luigi Belluzzi, segretario generale aggiunto, di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, di Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia-Romagna e di numerosi consiglieri moderati da Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta Cisl Emilia Centrale.

“Questo raggiunto – è emerso dalla parole dei sindacalisti – è un punto di partenza. Restano alcuni temi per noi molto forti di cui discuteremo nella imminente stagione congressuale, come la previdenza complementare per i giovani, che chiediamo sia resa obbligatoria, l’impegno per gli indigenti oggi esclusi da questo accordo, lo scorporo della previdenza dall’assistenza, la riscoperta della contrattazione tra sindacato ed enti per soluzioni eque per il sociale, a partire dalla casa, ma anche un maggior sforzo nella lotta all’evasione fiscale per l’individuazione di nuove risorse”.

Nel corso della giornata, ricordando la scomparsa della costituente Tina Anselmi, si è posto il tema del ruolo delle donne nella società e nel sindacato: di questo si parlerà in una giornata organizzata dalla Fnp Cisl Emilia-Romagna a Bologna l’8 novembre.

“Pensioni, l’intesa col governo porta vantaggi”. Il via libera della Fnp Cisl Emilia Centrale 2016-11-05T08:34:33+00:00

Quattordicesima mensilità per i pensionati a basso reddito, che fare?

“L’invito che facciamo ai pensionati reggiani e modenesi interessati è a rivolgersi preso le sedi Cisl per avere informazioni e verifiche sulla cosiddetta quattordicesima – comunica Adelmo Lasagni, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale – Infatti, anche ai pensionati della nostra provincia interessati, come consuetudine in questo periodo dell’anno, l’Inps sta inviando una lettera con la quale comunica la liquidazione, con la prossima mensilità di luglio, della somma aggiuntiva – la cosiddetta quattordicesima, prevista dall’art. 5 commi da 1 a 4 della legge 127/2007 per l’anno 2016”.

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

“La prestazione – spiegano dalla Fnp Cisl Emilia Centrale – , di importo pari a 336 euro, 420 euro, 504 euro in base al numero di anni di contribuzione e senza rivalutazione, è riconosciuta ai pensionati della Gestione privata, della Gestione pubblica e delle Gestioni dell’ex Enpals che si trovino nelle condizioni anagrafiche e reddituali previste dalla legge. Infatti, per aver diritto alla prestazione sono necessari almeno 64 anni di età ed un reddito personale annuo di 9.786,86, per il 2016. Per chi compie i 64 anni di età durante l’anno e comunque successivamente alla data del 1° luglio, la corresponsione della somma aggiuntiva verrà effettuata dall’Inps sulla rata di dicembre 2016”.

“Ricordiamo – conclude Lasagni – che il diritto alla somma aggiuntiva insorge quando tutte le condizioni prescritte dalla legge siano verificate: non è richiesta alcuna domanda per perfezionarlo. Di conseguenza, la prestazione viene erogata d’ufficio dall’Istituto, fermo restando che il diritto sarà verificato sulla base delle dichiarazione dei redditi definitiva”.

I pensionati non individuati dalle procedure Inps a livello centrale, ma che siano in possesso dei requisiti previsti per il riconoscimento del beneficio, dovranno presentare specifica richiesta all’Inps. Gli interessati potranno quindi rivolgersi alle sedi della Cisl sul territorio per le eventuali verifiche.

Quattordicesima mensilità per i pensionati a basso reddito, che fare? 2016-07-08T10:25:09+00:00

Ballotta: «Bene confronto governo-sindacati su previdenza e lavoro. Ora i fatti»

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William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale

Soddisfazione della Cisl Emilia Centrale per l’apertura del confronto tra governo e sindacati su pensioni, lavoro e crescita.
«I lavoratori e pensionati di Modena e Reggio guardano con grande attenzione a quanto avvenuto ieri a Roma – commenta William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale – Il dialogo tra governo e Cgil, Cisl e Uil è quanto abbiamo richiesto a gran voce in questi ultimi mesi, in maniera unitaria. Ora devono seguire i fatti concreti». Per Ballotta ci sono diverse questioni sul tappeto: flessibilità in uscita per i lavoratori (pensiamo a quanti modenesi e reggiani fanno lavori usuranti, per esempio nella meccanica o edilizia), innalzamento delle pensioni minime, taglio del cuneo fiscale, crescita.
«Anche a Modena e Reggio abbiamo troppi giovani disoccupati o con contratti precari – ricorda il segretario della Cisl Emilia Centrale – Quindi massima attenzione a lavoro e previdenza, tutelando le attuali pensioni e rafforzando la previdenza complementare pensando alle pensioni future dei giovani e delle donne, per i quali è necessario ricostruire un quadro di solidarietà. Bene, perciò, l’avvio del dialogo con il governo con l’obiettivo – conclude Ballotta – di arrivare a soluzioni condivise da inserire nella prossima legge di Stabilità»

Ballotta: «Bene confronto governo-sindacati su previdenza e lavoro. Ora i fatti» 2016-05-25T13:56:13+00:00

Pensioni, il momento dell’orgoglio. A Roma “A testa alta” il 19 maggio

Pensioni _ Sono alcune centinaia i reggiani che, giovedì 19 maggio, giungeranno a Roma per manifestare al presidio “A testa alta” organizzato unitariamente dai sindacati dei pensionati Spi Cgil – Fnp Cisl – Uilp Uil. Rivalutazione delle pensioni, reversibilità, fisco, welfare, non autosufficienza i temi al centro di questa grande manifestazione nazionale.

Pensioni, un momento della conferenza stampa svoltasi stamane

Pensioni, un momento della conferenza stampa svoltasi stamane

“Intendiamo rivendicare diritti e dignità – ha spiegato Marzia Dall’Aglio, segretaria dello Spi Cgil -, per ribadire con forza le richieste avanzate al governo e fino ad oggi rimaste inascoltate. Chiediamo di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni  rivalutando il costo al pre-Fornero. Quindi la necessità di uguagliare le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, con estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, al recupero del danno prodotto dal blocco delle rivalutazioni 2012/2013 sulle pensioni superiori a tre volte il minimo. Non ultimo il non toccare le pensioni di reversibilità (che non sono pensioni assistenziali ma sono erogate a fronte di contributi versati”. Tra le proposte anche quella di separare la spesa previdenziale da quella assistenziale, le maggiori risorse per l’invecchiamento e una legge per la non autosufficienza.

“Una riforma del sistema previdenziale a Reggio Emilia interessa 165.000 pensioni che (coinvolgono 110.000 pensionati) – ha dichiarato Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale -. Il 40% di questi ha pensioni inferiori ai 1000 euro lordi al mese coi quali risulta difficile vivere, soprattutto in ambiti familiari talvolta gravati da malattie, affitti, situazioni sociali aggravate dalla crisi. L’importo medio delle pensioni vale rispettivamente 870 euro, i pensionati con meno di 1000 euro al mese sono il 32,5% del totale, circa il 20% delle pensioni di vecchiaia è compreso tra i 500 e i 750 euro/mese: tutto questo si traduce in nuove sacche di povertà proprio tra i pensionati che, negli anni della crisi, sono stati i veri ‘ammortizzatori sociali’ delle famiglie’ a fronte di un costo della vita medio alto rispetto ad altre realtà del Paese”. Ad oggi mediamente occorrono 42 anni e 10 mesi di lavoro a un uomo per andare in pensione, 41 a una donna. Ma come se non bastasse in Italia le pensioni sono tassate il doppio rispetto alla media europea (2000 euro contro 1000).

“Per la prima volta nel 2016 abbiamo assistito a una diminuzione delle aspettative di vita mentre i coefficienti pensionistici prevedono un allungamento della stessa – ha rimarcato Ferdinando Guidetti, segretario della Uilp Uil -. E’ fortemente minato il futuro dei giovani che, ad oggi, non possono avere certezze né sul fronte lavorativo né su quello pensionistico. Come pensionati proponiamo un patto con le future generazioni”.

Per questo la manifestazione di Piazza del Popolo si muoverà anche in una prospettiva più ampia: cambiare la Legge Fornero per rendere flessibile l’età pensionabile e dare un prospettiva certa per i giovani. Tutti insieme dunque, anziani e giovani, pensionati e lavoratori.

 

Pensioni, il momento dell’orgoglio. A Roma “A testa alta” il 19 maggio 2016-05-13T18:19:56+00:00

“Cambiare le pensioni e dare lavori ai giovani”. Il giorno del presidio


Si è tenuto questa mattina in Piazza Prampolini il presidio unitario, organizzato da Cgil Cisl Uil di Reggio Emilia, che rilancia l’iniziativa delle confederazioni sul tema pensioni.
Parallelamente infatti mobilitazioni si sono svolte in tutta la Regione per un’iniziativa a carattere nazionale che parte da una piattaforma unitaria dove Cgil Cisl e Uil chiedono a gran voce una modifica netta della Legge Fornero, rivendicando l’urgenza di ricostituire quel patto intergenerazionale che solo l’accesso flessibile al pensionamento può consentire, favorendo così l’entrata nel mondo del lavoro delle giovani generazioni.
Insieme ai tre segretari reggiani della Cgil, Guido Mora, della Cisl Margherita Salvioli Mariani e della Uil Ferdinando Guidetti, centinaia di lavoratori, sindacalisti, esodati e precari hanno dato vita ad un momento di confronto che ha visto lo svolgersi di una conferenza stampa aperta in cui, oltre a spiegare i contenuti della piattaforma nazionale, è stata data voce a chi gli effetti della Legge Fornero li ha vissuti sulla propria pelle.
Flavio Villa, ad esempio, che dopo 40 anni di contributi versati accede alla mobilità alla fine della quale diventa un “esodato”  e non può andare in pensione perché sono cambiati i requisiti: fuori dall’azienda ma non ancora in pensione deve reinventarsi un lavoro e prova a mettersi in proprio per versare quei due anni e dieci mesi che la Fornero chiede in più per accedere al trattamento pensionistico.
Danilo Vacondio, 58 anni, precario, ex socio lavoratore nella logistica che a causa di un percorso lavorativo frammentato non sa ancora quando e come potrà andare in pensione.
Ma c’è anche chi in pensione c’è già, come Erio Buffagni, colpito dalla Fornero sul versante della rivalutazione pensionistica con ripercussioni economiche sull’indennità di pensione.
Poi ci sono i casi di chi in pensione ci sarebbe andato con i requisiti di età e contributi ante-Fornero, come Salvatore Ambrosino,  e che si è visto spostare avanti anche di sei/sette anni la data di accesso al trattamento pensionistico.
Il risultato del combinato disposto della legge Fornero e dell’aumento degli indici di speranza di vita, che di anno in anno spostano in avanti il raggiungimento del requisito, hanno influito pesantemente sulla vita delle persone.
Sono solo alcuni esempi, la lista sarebbe lunga laddove i casi relativi allo slittamento temporale della riscossione effettiva della pensione sono tra i più frequenti. Da 60 anni più la finestra, si è passati infatti ad una media di 67 anni a causa dell’aumento degli indici di speranza di vita e di un sistema rigido di calcolo di uscita dove, a seconda del mese di nascita, l’andata in pensione può slittare in avanti anche di molto. Indici che dal 2019 aumenteranno costantemente ogni due anni. A questo si aggiunga il ritocco dei coefficenti matematici e si avrà questo risultato: si lavora per più anni e si percepisce di meno.

Se la richiesta dei sindacati nazionali a livello unitario è quella di aprire un confronto con il governo sulla piattaforma, anche a livello locale “l’intenzione è quella di chiedere al più presto un incontro con i parlamentari reggiani perché si facciano portavoce di istanze di cambiamento di una riforma profondamente ingiusta – ha detto Guido Mora, segretario Cgil Reggio Emilia che ha poi aggiunto-. Credo che su questa partita, se non riceveremo risposte adeguate dal governo, dovremo valutare unitariamente anche lo sciopero generale”.
Mentre Margherita Salvioli Mariani, segretaria aggiunta Cisl Emilia Centrale, aggiunge “chiediamo una riforma seria: pensioni dignitose, lavoro per giovani e precari e copertura nei periodi non lavorativi. La flessibilità in uscita che chiediamo va inserita senza penalizzazioni e a partire da 62 anni d’età o 41 anni di contribuzione: in questo modo si possono liberare posti per i giovani.  – continua Salvioli – Chiediamo provvedimenti capaci di sanare definitivamente il problema degli esodati e un sistema di perequazione delle pensioni in essere che devono garantire una vita dignitosa”.
Allo stesso modo anche il segretario della Uil reggiana, Ferdinando Guidetti, ricorda che “questa riforma ha creato iniquità tra lavoratori e pensionati, ha bloccato l’inserimento lavorativo dei giovani e va modificata”.
Con la giornata di oggi si riapre la partita sul modello pensionistico nel nostro Paese e la mobilitazione sindacale continuerà fino a quando non giungeranno risposte alle richieste contenute nella piattaforma unitaria.

Di seguito una sintesi di quanto proposto nella piattaforma di Cgil Cisl Uil.

PER CHI LAVORA
il ripristino della flessibilità dell’età pensionabile a partire dai 62 anni di età;
il diritto alla pensione per chi ha raggiunto 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica;
il riconoscimento della contribuzione figurativa per i periodi di congedo parentale e di lavoro di cura;
un adeguato riconoscimento dei lavori usuranti: l’attuale normativa è da riscrivere.

PER I GIOVANI (che cercano lavoro o sono precari)
ingresso nel mondo del lavoro dei giovani attraverso le uscite flessibili e i pensionamenti anticipati dopo 41 anni di contributi;
la correzione dell’attuale sistema contributivo per assicurare una pensione dignitosa a chi svolge lavori saltuari, discontinui e con basse retribuzioni;
la diffusione della previdenza complementare con il riconoscimento della finalità sociale dei fondi pensione negoziali riportando all’11% l’imposta sostitutiva.

PER CHI E’ IN PENSIONE
previsione di un meccanismo di perequazione delle pensioni in grado di garantire il reale mantenimento del potere d’acquisto;
una riduzione della tassazione fiscale sulle pensioni.

PER I LAVORATORI “ESODATI”
prevedere una soluzione strutturale di salvaguardia per quei lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione (esodati) in grado di garantire a tutti il diritto a pensione.

“Cambiare le pensioni e dare lavori ai giovani”. Il giorno del presidio 2016-04-02T17:54:48+00:00

Ecco il caso di lavoratori che hanno subito gli effetti della Fornero: il 2 aprile a Reggio Emilia

Cgil Cisl e Uil rilanciano la mobilitazione per cambiare la legge Fornero-Monti sulla previdenza. Per questo sabato 2 aprile in tutte le piazze della nostra regione sono organizzate manifestazioni e presidi. A Reggio Emilia, in Piazza Prampolini, è in programma un presidio con volantinaggio a partire dalle ore 9.00 e fino alle 12.30.

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Riformare la Fornero-Monti: questo il volantino dell’iniziativa del 2 aprile

Inoltre, alle ore 10.30 è convocata una conferenza stampa alla quale parteciperanno i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil. Sono previsti interventi di lavoratori e lavoratrici che hanno subito gli effetti della legge Fornero con gravi penalizzazioni e ricadute sulla propria condizione di vita.

Con la giornata di mobilitazione nazionale di sabato 2 aprile, Cgil Cisl Uil rilanciano la piattaforma unitaria con cui chiedono di cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani, tutelare le attuali pensioni e rafforzare la previdenza complementare.

La piattaforma unitaria pone infatti il problema sia delle pensioni future dei giovani e delle donne, per i quali è necessario ricostruire un quadro di solidarietà, sia dei lavoratori prossimi al pensionamento, che hanno bisogno di vedersi riconosciute flessibilità in uscita e pensione anticipata a 41 anni di contributi, senza aggancio automatico all’attesa di vita.

I sindacati chiedono inoltre pensioni dignitose per i giovani e i lavoratori precari e discontinui, accesso flessibile al pensionamento, il riconoscimento del lavoro di cura e la diversità dei lavori.

Sabato 2 aprile si svolgeranno iniziative e manifestazioni unitarie in tutto il Paese. I segretari generali Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil) interverranno rispettivamente a Venezia, Roma e Napoli.

 

*  * *

Scarica qui il pieghevole con le richieste dei sindacati.

 

Ecco il caso di lavoratori che hanno subito gli effetti della Fornero: il 2 aprile a Reggio Emilia 2016-04-01T12:28:17+00:00