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Somministrati area sisma, ancora in alto mare applicazione accordo 29 settembre

“Fumata nera” nell’incontro del tavolo di monitoraggio, previsto dall’accordo regionale del 29 settembre 2015, sui lavoratori somministrati impiegati dalle pubbliche amministrazioni nella ricostruzione post terremoto. I sindacati lamentano che è ancora in alto mare l’applicazione integrale dell’accordo che, ricordano, era stato convenuto tra commissario straordinario, Anci, Manpower e gli stessi sindacati. «Oggi non tutti i lavoratori sono passati da un’agenzia all’altra e ad alcuni è stato richiesto di ridursi l’orario di lavoro. Per non parlare del trattamento riservato ad alcune lavoratrici in maternità», denunciano Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena. L’accordo prevede che nel cambio appalto il passaggio da un’agenzia all’altra riguardi tutti i lavoratori coinvolti, i quali devono essere utilizzati nelle stesse mansioni o in altre similari. Questo doveva essere garantito attraverso la corretta applicazione della clausola sociale. «Ciò non è avvenuto, tant’è vero che dalla tardiva consegna degli elenchi da parte di Manpower si evince che almeno quaranta persone non sono state coinvolte per l’eventuale reimpiego, mentre i Comuni da giugno a oggi (data del cambio appalto) hanno assunto oltre 80 persone – dicono i sindacati – L’accordo del 29 settembre prevede che i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato abbiano come scadenza della missione la data del 31 dicembre 2016, ovvero la data prevista per la scadenza dell’appalto con la Regione. Per i tempi determinati è prevista la medesima scadenza, tranne che per i Comuni dell’Alto Ferrarese e dell’Area Nord, che hanno specifiche problematiche di cui si è tenuto conto nell’accordo. Invece, dopo aver firmato l’intesa – continuano le organizzazioni sindacali – ci siamo dovuti scontrare con una realtà, quella dei sindaci, nella quale ognuno si è mosso come meglio credeva. Ciò è avvenuto con il supporto di Manpower, la quale peraltro ha disatteso anche la norma prevista dal ccnl delle agenzie per il lavoro somministrato in merito alla cosiddetta “clausola sociale”». Per Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena il commissario straordinario, titolare del bando, deve farsi garante di quanto convenuto il 29 settembre, soprattutto nel rispetto di chi, come i lavoratori somministrati, garantisce il supporto istituzionale alla ricostruzione. Nel contempo Manpower deve applicare le regole previste dal ccnl, in particolare per ciò che riguarda la “clausola sociale”. «Apprendiamo infine dai quotidiani locali l’impegno di Manpower ad assumere altri 200 lavoratori a tempo indeterminato: erano le richieste da noi avanzate alla stessa Manpower nel momento del cambio appalto – sottolineano i sindacati – Siamo all’assurdo: si fa un incontro istituzionale e agenzia e Regione non sono in grado di rispondere a quanto previsto dall’accordo, salvo poi il giorno dopo uscire sulle agenzie stampa per dare la “notizia”. In ogni caso nei prossimi giorni convocheremo le assemblee con i lavoratori somministrati dell’area del sisma e metteremo in campo – concludono Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena – tutte le azioni utili, di carattere legale e contrattuale, per garantire ai lavoratori il rispetto degli accordi sottoscritti».

Somministrati area sisma, ancora in alto mare applicazione accordo 29 settembre2015-11-03T15:51:03+00:00

Cisl: «Inalca assuma i 160 addetti ex consorzio Euro 2000, oggi Trenkwalder»

Inalca assuma direttamente a tempo indeterminato i 160 lavoratori interinali che impiega nel macello di Castelvetro attraverso la Trenkwalder. Lo chiede il sindacato Fai-Cisl Emilia Centrale, secondo il quale l’assunzione diretta di questi addetti permetterebbe all’Inalca di controllare ancor meglio il ciclo produttivo e abbassare il costo del lavoro.

mediani«I lavoratori di cui chiediamo a Inalca l’assunzione diretta sono gli ex dipendenti di Euro 2000, il consorzio di cooperative cui l’azienda aveva appaltato alcune lavorazioni – spiega Piersecondo Mediani, sindacalista della Fai-Cisl – Il 1° giugno scorso essi hanno dato le dimissioni dal vecchio datore di lavoro e accettato la proposta Inalca di un’assunzione a tempo determinato per sei mesi tramite l’agenzia di lavoro Trenkwalder. In questi mesi – continua Mediani – i lavoratori hanno confermato l’impegno già dimostrato quando lavoravano nelle cooperative cui l’Inalca aveva dato in appalto le proprie lavorazioni. La gestione tramite agenzia interinale ha dimostrato che Inalca riesce a controllare meglio tutti i processi produttivi, ma il costo del lavoro è ovviamente più alto. Per questo chiediamo all’Inalca l’assunzione a tempo indeterminato dal 1 dicembre 2015 di tutti i lavoratori Trenkwalder che attualmente utilizza nelle proprie strutture, rinunciando del tutto al ricorso a cooperative e appalti. È, quindi, auspicabile – conclude il sindacalista della Fai-Cisl Emilia Centrale – che l’azienda ci convochi per tempo e definisca un percorso condiviso prima del 30 novembre 2015, quando scadranno i contratti Trenkwalder».

Cisl: «Inalca assuma i 160 addetti ex consorzio Euro 2000, oggi Trenkwalder»2015-11-03T15:52:00+00:00

Patto regionale per il lavoro: venerdì 30 ottobre a Carpi incontro di Cgil-Cisl-Uil

Si parla del Patto regionale per il lavoro nell’incontro che Cgil-Cisl-Uil organizzano a Carpi dopodomani – venerdì 30 ottobre. L’iniziativa, intitolata “Il lavoro al centro” e aperta al pubblico, è in programma dalle 9 alle 12 nella sala Loria (via Rodolfo Pio 1).

Introduce il segretario generale della Cgil di Modena Tania Scacchetti, conclude il segretario regionale della Cisl Giorgio Graziani. Partecipano Alberto Bellelli (sindaco di Carpi e presidente Unione Comuni Terre d’Argine), Alberto Silvestri (sindaco di S. Felice sul Panaro e presidente Unione Comuni Area Nord), Alberto Zanetti (segretario provinciale Uil Modena-Reggio Emilia), Alberto Bortoli (ad Fresenius Hemocare Italia), Enrico Amadei (segretario Cna regionale), Albano Dugoni (portavoce Forum Terzo Settore Modena) e Palma Costi (assessore regionale alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma). «L’incontro è l’occasione per avanzare proposte che declinano a livello dei distretti Terre d’Argine e Area Nord le misure contenute nel Patto regionale per il lavoro firmato lo scorso 20 luglio tra sindacati, Regione Emilia-Romagna, rappresentanze datoriali e associazioni – spiegano Cgil-Cisl-Uil – È un Patto che consideriamo importante sia per il ruolo fondamentale assegnato alla contrattazione con le parti sociali nell’elaborazione delle strategie per lo sviluppo e l’occupazione, sia perché mette il lavoro, stabile e di qualità, al centro delle politiche di investimento pubblico». Ricordiamo che il Patto per il lavoro si pone l’obbiettivo di creare 120 mila nuovi posti di lavoro e dimezzare la disoccupazione in regione (dall’attuale 9 al 4,5 per cento) entro la fine della legislatura. Come? Indirizzando quasi 15 miliardi di euro di investimenti pubblici nella costruzione di nuova e buona occupazione, puntando sulla contrattazione tra le parti sociali, in una cornice di legalità e trasparenza, con il rispetto della “clausola sociale” nell’aggiudicazione di appalti pubblici e privati tutelando tutti i posti di lavoro in ogni cambio appalto.

Patto regionale per il lavoro: venerdì 30 ottobre a Carpi incontro di Cgil-Cisl-Uil2015-11-03T15:15:27+00:00

Commercio, i sindacati ricordano che il lavoro festivo non è un obbligo

Domenica 1 novembre non lavorate. L’invito è rivolto ai lavoratori del commercio dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil, che ricordano la non obbligatorietà del lavoro festivo.

«A Modena capoluogo, in virtù del Codice comportamentale 2015-2016 sulle aperture domenicali e festive, le principali catene distributive rimarranno chiuse. Le stesse catene, però, potrebbero tenere aperto negli altri Comuni della provincia – sottolineano i sindacati – Ad esempio, hanno già dichiarato l’apertura per il 1° novembre negozi quali Pam Vignola, Panorama Sassuolo, Lidl, Eurospin, Obi (che apre anche a Modena città), Comet, Coop Estense e Famila. La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori, prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro e confermata da recenti sentenze della Cassazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a carico del lavoratore, a meno che quest’ultimo non abbia dato preventivamente assenso al lavoro festivo». Oltre a domenica 1° novembre, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil invitano i lavoratori all’astensione dal lavoro anche nelle festività dell’8, 25 e 26 dicembre.

Commercio, i sindacati ricordano che il lavoro festivo non è un obbligo2015-11-03T15:14:32+00:00

Processo “Aemilia”: Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna parte civile per sconfiggere le mafie

Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna, insieme ad alcune strutture dei territori interessati dai fatti criminosi, si costituiranno parte civile nel processo “Aemilia, che si apre domani – mercoledì 28 ottobre. Si tratta del più grande processo contro le mafie mai celebrato nel Nord Italia,

scaturito da un’inchiesta che svelato il radicamento assunto da un’organizzazione ‘ndranghetista, molto ramificata nel territorio emiliano. È precisa convinzione di Cgil, Cisl e Uil che quanto accaduto vada combattuto nelle aule giudiziarie con la massima determinazione possibile, allo scopo di cancellare la presenza di questa consorteria criminale dal tessuto economico della regione. «Sono stati violati diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori che operavano nelle imprese coinvolte nei fatti contestati, sono state stravolte le regole del mercato del lavoro, si è agito da parte di costoro con la minaccia, la violenza e la ritorsione, colpendo diritti e determinando condizioni di lavoro inaccettabili, imponendo il “metodo mafioso” alle relazioni economiche e del lavoro – affermano i sindacati – Sono stati lesi principi e valori di riferimento nell’azione del sindacalismo confederale, in primo luogo il fatto che la tutela dei diritti sociali e del lavoro richiede un contesto di piena affermazione della legalità. È stato ferito un territorio che in questi anni ha visto protagoniste le istituzioni, le organizzazioni sindacali, il mondo associativo, l’insieme della società civile, nell’azione finalizzata a impedire la penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale. Sono numerosi gli atti negoziali, i protocolli, il sostegno all’azione legislativa, le ripetute denunce delle organizzazioni dei lavoratori, che testimoniano questo. Ma ciò non è bastato. Purtroppo – continuano Cgil, Cisl e Uil – questa azione non ha impedito che accadessero fatti e si determinassero situazioni aberranti come quelle scaturite dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il processo alla ‘ndrangheta che ha messo radici in Emilia-Romagna deve perciò servire a questo: condannare i responsabili di questi gravissimi fatti, impedire che agiscano ancora, sradicare questo sodalizio criminale, riaffermare i diritti dei lavoratori. Ma, nel contempo, dare senso compiuto e forza all’affermazione della legalità economica e nel lavoro, affinché non risulti vano ciò che è stato fatto dai tanti soggetti che si sono impegnati in questa direzione in questi anni. Abbiamo scelto di costituirci parte civile, insieme ad altre associazioni ed espressioni della società civile, – concludono Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna – per ribadire con fermezza e determinazione la volontà di sconfiggere le mafie».

Processo “Aemilia”: Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna parte civile per sconfiggere le mafie2015-11-03T15:13:29+00:00

Cisl Emilia Centrale, nel 2016 il primo bilancio sociale

La Cisl Emilia Centrale pubblicherà nel 2016 il bilancio sociale. Sarà la prima struttura Cisl in regione a farlo e una delle prime in Italia.

«Anticipiamo di un anno un obbligo introdotto a livello nazionale per tutti i livelli della nostra organizzazione – spiega il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Il bilancio sociale rappresenta uno strumento di qualificazione del nostro lavoro, in quanto permette di valutarne l’impatto sia all’interno delle strutture e servizi Cisl (dipendenti, collaboratori, delegati, iscritti) che all’esterno (lavoratori, pensionati, giovani, famiglie, immigrati, imprese, altri sindacati, associazioni, istituzioni ecc.). Serve per spiegare cosa facciamo, perché e come lo facciamo. Il bilancio sociale intende misurare il contributo che diamo alla crescita sociale ed economica del nostro territorio, comprendente le province di Modena e Reggio Emilia». La pubblicazione del bilancio sociale è una delle novità approvate dalla prima assemblea organizzativa della Cisl Emilia Centrale che, con 97.009 iscritti, è la maggiore struttura Cisl in Emilia-Romagna e l’ottava in Italia. Per il 2016 l’obiettivo della Cisl, che tra Modena e Reggio Emilia ha due sedi provinciali, sedici territoriali e 46 recapiti, è arrivare a 100 mila iscritti. «Si tratta di un traguardo a portata di mano se saremo capaci di stare sempre più in mezzo alla gente – sottolinea Ballotta – Per questo motivo potenzieremo l’attività contrattuale, che rimane la nostra prima ragion d’essere, ma vogliamo snellire il livello nazionale dei contratti e ampliare quello aziendale e/o territoriale». «Per fare ciò investiremo sempre più nella formazione dei nostri delegati nei luoghi di lavoro – aggiunge Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – Possiamo farlo anche perché, come deciso dalla Cisl a livello nazionale, il 70 per cento delle risorse umane e finanziarie resterà sui territori». I delegati non avranno solo un ruolo maggiore nelle aziende, ma conteranno di più anche nelle scelte politiche della Cisl attraverso assemblee, incontri e ogni strumento utile a favorire la loro partecipazione alla vita sindacale. «Di fronte ai nuovi bisogni che attraversano la società, e in particolare il mondo del lavoro, serve un sindacato capace di cambiare e innovarsi – conclude il segretario regionale Cisl Giorgio Graziani – La nostra organizzazione lo fa partendo dal consolidamento della presenza sul territorio, da nuovi servizi per chi cerca lavoro, fino ad arrivare a una comunicazione più efficace che utilizzi un linguaggio capace di parlare anche, e soprattutto, ai giovani».

Cisl Emilia Centrale, nel 2016 il primo bilancio sociale2015-11-03T15:12:04+00:00

Cpl Concordia: Cisl, «Cooperativa di nuovo in white list anche grazie a sacrifici lavoratori»

«La Cpl di Concordia non sarebbe stata riammessa nella white list senza il contributo fondamentale dei lavoratori, che hanno accettato sacrifici anche economici pur di salvare la propria cooperativa». Lo affermano i sindacalisti Marco Suffritti (Filca-Cisl Emilia Centrale) e Alessandro Gamba (Fim-Cisl Emilia Centrale),

esaltando lo sforzo dei lavoratori della cooperativa, condiviso e sostenuto da tutte le organizzazioni sindacali coinvolte. «I lavoratori della Cpl hanno affrontato le difficoltà con grande compostezza – sottolineano Suffritti e Gamba – Il consapevole ricorso all’abbassamento delle proprie retribuzioni, tra l’altro in un periodo di crisi economica, è stato accettato fin da subito, anche perché inscritto in una sicura cornice sindacale. Benché funzionale all’equilibrio finanziario ed economico della cooperativa, esso ha inciso profondamente sul tenore di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Insieme alle altre sigle sindacali, – continuano i due sindacalisti Cisl – abbiamo ritenuto che il contenimento dei toni e delle rivendicazioni fosse altrettanto funzionale alla conduzione delle trattative e alla risoluzione delle varie problematiche. In un clima collaborativo, le parti sociali hanno così potuto perseguire gli obiettivi fondamentali della salvaguardia dei posti di lavoro e del rilancio della Cpl, patrimonio della nostra storia e del nostro territorio». In conclusione Filca-Cisl e Fim-Cisl Emilia Centrale ringraziano le istituzioni, dalla Regione ai Comuni interessati, dal prefetto di Modena al Ministero dell’Economia, per aver concorso a questo risultato grazie alla sintesi raggiunta nei due tavoli istituiti permanentemente presso il Ministero e la Regione.

Cpl Concordia: Cisl, «Cooperativa di nuovo in white list anche grazie a sacrifici lavoratori»2015-11-03T15:11:04+00:00

Bellco Medolla, oggi sciopero di due ore per il contratto aziendale

Sollecitano il rinnovo del contratto aziendale, scaduto a dicembre 2013. Per questo hanno scioperato due ore stamattina i lavoratori della Bellco di Medolla, azienda biomedicale con 270 addetti acquistata nel 2012 dal fondo Charme (Montezemolo and Partners Sgr).

Lo sciopero, proclamato dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e dalla rsu, rientra in un pacchetto di otto ore di astensione dal lavoro, con blocco degli straordinari cominciato lunedì scorso 19 ottobre. Ha aderito allo sciopero la totalità degli addetti in produzione e tra il 70-80 per cento degli impiegati amministrativi. «Con la nuova proprietà abbiamo iniziato un confronto che, purtroppo, ancora non ha portato a nulla – denunciano i sindacati – Manca un piano industriale che rilanci l’impresa e permetta lo sviluppo più volte annunciato. La direzione aziendale continua a fornirci dati negativi sulle condizioni economico-finanziarie e, di conseguenza, chiede sacrifici sul contratto aziendale». Sindacati e rsu già lo scorso anno, viste le difficoltà dell’impresa, hanno firmato un accordo transitorio per il solo 2014 con un premio di risultato per i lavoratori inferiore alle medie percepite fino al 2013. «L’accordo prevedeva, però, anche l’impegno dell’azienda a presentarci un piano industriale dettagliato finalizzato a consolidare e sviluppare l’azienda nel mercato italiano e in quello internazionale. In pratica – spiegano Filctem-Femca-Uiltec e rsu – l’azienda avrebbe dovuto formalizzare investimenti e nuovi assetti organizzativi e occupazionali. Purtroppo dobbiamo prendere atto che di tutto questo a oggi non c’è traccia. L’azienda – continuano i sindacati – sembra navigare a vista con risultati di bilancio tutt’altro che incoraggianti e prospettive poco chiare. Tutto questo mentre altre aziende del settore mantengono o aumentano le proprie quote di mercato, nonostante la crisi e i tagli alla sanità. Inoltre, se fino a inizio ottobre l’azienda confermava sul premio di risultato la disponibilità a una soluzione analoga a quella del 2014, nell’ultimo incontro – concludono Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e alla rsu – ha fatto marcia indietro sulle quantità salariali».

Bellco Medolla, oggi sciopero di due ore per il contratto aziendale2015-11-04T08:28:11+00:00

Cpl Concordia di nuovo nella white list: il commento della Cisl

Soddisfazione della Cisl Emilia Centrale per la riammissione della cooperativa Cpl Concordia nella white list.

«Aspettavamo questo momento che completa il percorso avviato dalle organizzazioni sindacali per la messa in sicurezza dei lavoratori e dell’azienda, attraverso l’applicazione degli ammortizzatori sociali, la discussione del piano di rilancio industriale e il costante lavoro di relazione con la centrale cooperativa di riferimento, le istituzioni regionali e locali – dichiarano Fim-Cisl e Filca-Cisl Emilia Centrale – Questa riammissione restituisce nuove prospettive alla cooperativa Cpl Concordia, che ha fondamenta sane, e può consentirle di ripresentarsi nel settore degli appalti pubblici sia per completare le opere in corso che per partecipare alle nuove future gare. L’applicazione della nuova norma di tutoraggio dell’azienda per le commesse pubbliche, che noi della Cisl abbiamo invocato sin dalle prime interdizioni di imprese edili nel nostro territorio, ha contribuito a preservare il patrimonio professionale e aziendale che, in mancanza di questa misura, avrebbe rischiato di andare disperso in modo irreversibile. Inoltre – continuano Fim e Filca – la sinergia tra le organizzazioni sindacali, la centrale cooperativa e il nuovo cda, con l’intervento della Regione, dei sindaci e del prefetto di Modena, dimostra che è possibile porre in essere meccanismi di tutela del patrimonio aziendale attraverso uno sforzo corale, a maggior ragione necessario quando parliamo di realtà così complesse. Anche se i problemi non sono certo finiti, auspichiamo che questo primo importante segnale positivo permetta oggi di aprire un nuovo capitolo per questa azienda, che deve fare tesoro dell’esperienza passata e darsi una governance senza personalismi. D’ora in poi “mai più” e “trasparenza” – concludono Fim-Cisl e Filca-Cisl Emilia Centrale – dovranno essere le parole chiave della Cpl Concordia».

Cpl Concordia di nuovo nella white list: il commento della Cisl2015-11-03T15:08:24+00:00

Scuola, domani a Bologna manifestazione regionale contro la riforma

Si tiene domani – sabato 24 ottobre – a Bologna la manifestazione regionale dei sindacati contro “La Buona Scuola”.

“L’unione fa la scuola”: questo lo slogan scelto da Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda per concludere una mobilitazione avviata durante l’estate. La manifestazione di Bologna comincia alle ore 9.30 davanti all’Ufficio scolastico regionale e termina con il comizio alle 13 in piazza Santo Stefano. Si allestiscono pullman in partenza da Modena (ore 8 autostazione – piazzale 1° Maggio) e Carpi (ore 7.30 autostazione – piazzale Allende 2). Per informazioni e prenotazioni dei posti rivolgersi alle sedi sindacali o consultare i siti internet e social network. Il rientro da Bologna è previsto intorno alle 14. «La riforma ribattezzata “La Buona Scuola”, cioè la legge 107/15, aggrava la situazione della scuola italiana – affermano i sindacati – Essa non contribuisce a innalzare i livelli di istruzione, non migliora l’offerta formativa, introduce un modello gerarchico e inaugura una valutazione di stampo punitivo che non valorizza le professionalità del mondo della scuola, anzi le sottopone a una ricattabilità che lede la libertà di insegnamento e, di conseguenza, il diritto all’istruzione». I sindacati sono intenzionati a contrastare la riforma anche sul piano legale, procedendo con l’impugnazione dei decreti attuativi, in particolare quelli relativi alla chiamata diretta dei docenti da parte del preside dagli ambiti territoriali. «La chiamata diretta si profila incostituzionale perché al pubblico impiego si accede per concorso – spiegano Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda – Siamo intenzionati a impugnare davanti al Tar del Lazio anche il decreto sulle immissioni in ruolo per le mancate assunzioni di tutti i docenti e ata precari, abilitati e con almeno 36 mesi di servizio su posto vacante, come previsto dalla sentenza della Corte di giustizia europea del dicembre 2014. Il governo, infatti, assumerebbe solo 100 mila dei 160 mila addetti in possesso dei requisiti». I sindacati chiedono inoltre il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, perché considerano semplicemente ridicolo l’aumento di 5 euro mensili fissato nella legge di Stabilità per il rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego. Lo stesso blocco di sei anni dei contratti pubblici è stato giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale con la sentenza del giugno scorso. Le organizzazioni sindacali chiedono anche la cancellazione del divieto di sostituzione del personale assente (un giorno per i docenti, entro sette giorni per i collaboratori scolastici e divieto assoluto di nomina su assistenti tecnici e amministrativi).

Scuola, domani a Bologna manifestazione regionale contro la riforma2015-11-03T15:09:53+00:00