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“Adventura Europa”: un convegno sulla storia dell’Europa e sulle prospettive nel quadro politico attuale al museo Cervi di Gattatico

Una conferenza per ripercorre la storia dell’Europa dalla sua nascita fino ai giorni nostri e le sue prospettive alla luce della situazione politica attuale. E’ quella organizzata dalla Fnp Cisl Emilia Romagna, Fnp Cisl Emilia Centrale e Fnp Cisl Parma e Piacenza presso il museo Cervi di Gattatico a Reggio Emilia domani, mercoledì 20 febbraio, alla ore 9:30.

 

Dopo l’apertura dei lavori da parte del segretario generale Regionale Fnp Cisl Emilia Romagna Loris Cavalletti e i saluti del presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani, a raccontare le principali tappe della storia europea sarà il dottor Franco Chittolina, presidente di Apice (Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa) che si soffermerà in particolare sui problemi e le future prospettive.

 

A presiedere i lavori saranno Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale e Baldo Ilari, segretario generale Fnp Cisl Parma e Piacenza.

 

Franco Chittolina – Nato nel 1944, laureato in filosofia all’Università di Lovanio (Belgio), è stato docente dal 1975 al 1980 di filosofia all’Istituto Superiore di Cultura Operaia (ISCO) a Bruxelles e, successivamente, animatore culturale tra gli immigrati italiani in Europa.

Nel 1980 viene chiamato da Pierre Carniti a Roma, come responsabile per le politiche europee nel Dipartimento Internazionale della CISL confederale, creando a Bruxelles nel 1980 l’Osservatorio Sociale Europeo (OSE).

Dopo aver vinto un concorso, nel 1982 torna a Bruxelles come assistente alla presidenza del Consiglio dei Ministri della CEE e successivamente, in qualità di responsabile per l’informazione sindacale presso la Commissione Europea per favorire il dialogo tra le Istituzioni Comunitarie e la società civile. Sono numerosissime, in quegli anni, le attività all’interno delle organizzazioni sindacali italiane rivolte a sindacalisti e delegati per conoscere l’Europa e le sue attività.

Rientrato in Italia nel 2003 ha fondato in Piemonte APICE, l’Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa, di cui è attualmente presidente, continuando ad animare attività tra la società civile, il sindacato e le istituzioni locali.

“Adventura Europa”: un convegno sulla storia dell’Europa e sulle prospettive nel quadro politico attuale al museo Cervi di Gattatico2019-02-19T14:45:38+00:00

FuturoalLavoro: grazie a chi c’era

“Grazie di cuore alle centinaia di persone, di iscritti, delegati, militanti, operatori, dirigenti della Cisl che oggi hanno manifestato insieme a Cgil e Uil. È stata una straordinaria iniziativa unitaria che resterà nella storia del sindacato” afferma Annamaria Furlan segretaria Cisl. E da Modena e Reggio c’eravamo. William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale: “E grazie alla nostra segretaria Furlan per avere creduto in un giorno così speciale. Cambiare l’Italia è possibile. Un ringraziamento particolare a tutte le persone che hanno partecipato a questo evento e a quelle che si sono prestare a organizzarlo” . #FuturoalLavoro

FuturoalLavoro: grazie a chi c’era2019-02-11T09:48:41+00:00

FuturoalLavoro: per un Paese più giusto e solidale

Eravamo in 200.000 orgogliosi di reclamare un Paese più giusto e solidale. #CislEmiliaCentrale. Siamo “un’Italia reale, lavoratori in carne ed ossa, persone che hanno fatto crescere e mandano avanti concretamente questo paese passo dopo passo”, detto la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Niente a che vedere con gli slogan lanciati con i tweet e le dirette Facebook – ha proseguito – e ai professionisti della realtà virtuale diciamo: uscite dalla finzione, guardate queste bandiere”. “Dopo tanti anni di una crisi tremenda avevamo iniziato a rialzare la testa e ad avere una speranza nel futuro. Oggi invece si parla di recessione tecnica, cala la produzione industriale. Solo lo spread sale abbattendo salari e pensioni, alzando i mutui italiani”, ha aggiunto. #FuturoaLavoro

FuturoalLavoro: per un Paese più giusto e solidale2019-02-11T09:42:43+00:00

Spari contro le pizzerie a Reggio Emilia, la Cisl commenta: “Segnali preoccupanti che ci devono allarmare”

“Segnali molto preoccupanti che devono mettere in allarme tutta la città”. Con queste parole Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, commenta i recenti episodi di colpi d’arma da fuoco esplosi contro due note pizzerie della provincia di Reggio Emilia: la Perla di Cadelbosco e il Piedigrotta 3, in via Emilia Ospizio.

“Questi fatti – continua il segretario – sono episodi ‘sentinella’ che non devono essere sottovalutati dalle forze politiche e istituzionali, dalla polizia e dalla magistratura. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l’escalation della presenza e della crescita della criminalità organizzata nei nostri territori è partita con episodi simili e che hanno spesso visto l’uso di armi da fuoco. Diamo solo colpa all’immigrazione, ma è l’illegalità il vero problema per la sicurezza dei cittadini”.

Anche la società civile – conclude Chiatto –  deve tenere alta l’attenzione e proseguire con la diffusione della cultura della legalità. Non possiamo arretrare di un passo. Questi episodi confermano la spregiudicatezza di malavitosi che sono stati capaci di inserirsi in un tessuto sano, ma suo tempo completamente impreparato per contrastarli. Il processo contro la mafia Aemilia deve ricordarcelo ogni giorno e, proprio per questo motivo, oggi dovremmo avere maggiori elementi di analisi e contromisure”.

Spari contro le pizzerie a Reggio Emilia, la Cisl commenta: “Segnali preoccupanti che ci devono allarmare”2019-02-08T17:20:18+00:00

Cisl, Cgil e Uil in piazza per cambiare le scelte del Governo. Manifestazione nazionale a Roma il 9 febbraio

 

Anche da Reggio Emilia Cisl, Cgil e Uil partiranno per raggiungere Roma dove, sabato 9 Febbraio, si terrà la manifestazione per protestare contro la Legge di bilancio, che dà solo risposte parziali ai bisogni di lavoratori e pensionati.

 

Una manifestazione inizialmente prevista a Piazza del Popolo e successivamente spostata a Piazza San Giovanni   – vista la necessità di trovare una piazza più capiente in ragione della grande adesione prevista – dove il corteo confluirà per ascoltare i comizi conclusivi dei tre segretari generali confederali, AnnaMaria Furlan segretaria generale della Cisl Maurizio Landini, neo-segretario generale della Cgil e Carmelo Barbagallo segretario generale della Uil.

 

Il 9 Febbraio sarà anche il primo momento organizzato di forte sostegno alla piattaforma unitaria di Cgil Cisl Uil – a Reggio Emilia già a fine anno si è svolto un attivo unitario partecipato da delegati, attivisti e pensionati -. Piattaforma in cui sono contenute le proposte elaborate per cambiare le scelte insufficienti dell’esecutivo e aprire con questo un confronto di merito sul futuro del Paese e sull’idea di società che vogliamo.

 

Per questo chiediamo di aprire una stagione di confronto per favorire il lavoro dei giovani, rivalutare le pensioni e modificare la legge Fornero, rinnovare i contratti pubblici, riformare il fisco in modo equo, sbloccare gli investimenti in infrastrutture, istruzione, Sanità, innovazione, formazione.

 

La manifestazione è un primo passo perché questo governo operi una concreta e reale discontinuità con le scelte economiche e sociali dei governi precedenti.

 

Il consenso di lavoratori e pensionati alle proposte di Cgil Cisl Uil, emerso in occasione delle  assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, è stato larghissimo ed ha rappresentato un primo momento di confronto e discussione sul documento consegnato nel mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare vita ad una discussione, mai avvenuta, su alcuni capitoli indicati dal sindacato.

Da Reggio Emilia e Provincia sono previsti 12 pullman in partenza nella notte tra venerdì e sabato.

E’ ancora possibile prenotarsi telefonando allo 0522.357411.

Cisl, Cgil e Uil in piazza per cambiare le scelte del Governo. Manifestazione nazionale a Roma il 9 febbraio2019-02-06T16:36:54+00:00

I cinesi, il lavoro, il sindacato, la Cisl: “sulla via Emilia c’è strada da percorrere”

 

Cinesi tra Reggio e Modena, lavoro e sindacato, quali rapporti, quali punti di contatto, cosa c’è da fare? Ne parla la Cisl Emilia Centrale, rilevando luci e ombre dopo i dati diffusi dall’Ufficio studi della Camera di Commercio dove, le imprese individuali gestite da cinesi sono 1047, al primo posto tra le imprese gestite da stranieri.

“C’è ancora molta strada da fare – premette il segretario generale William Ballotta – dato che, oltre a un comprensibile problema culturale, il lavoratore cinese sconta l’assenza dei sindacati nei suoi paesi d’origine (tranne che nella regione di Guangdong a ridosso di Honk Kong) e, una volta in Italia, il problema della lingua. Mentre permane la cultura di lavorare moltissime ore a salari al di sotto del minimo. Riteniamo che ci sia ancora molto da fare per ribadire la validità dei diritti umani e sindacali, dato che il lavoro è uno strumento che dà significato all’uomo, ma non il contrario”

 

“Come sindacato – osserva Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – ci rivolgiamo a una comunità, quella cinese, che se in passato era chiusa su se stessa e poco alla volta, soprattutto con le nuove generazioni, è chiamata ad aprirsi al tema delle relazioni e opportunità sindacali. Siamo ancora agli albori. Lo dimostra il fatto che la comunità cinese si rivolge alla Cisl in particolare per i servizi, come il rinnovo delle pratiche di soggiorno, meno alle categorie che, invece, sono sempre disponibili. Oppure il fatto che in occasione dell’ultima festa del 1° maggio scorso, a Prato, mancassero proprio i lavoratori cinesi”.

“Se pensiamo alla Cina, il sistema di lavoro comunista ha accentuato un liberismo sfrenato nei luoghi di lavoro e questo ha consentito alcune storture, come ad esempio il lavoro a tutti gli orari e tutti i giorni. Un modello diverso dalla nostra realtà, sia dal punto di vista imprenditoriale che lavorativo e contro il quale è strategico l’impegno delle direzioni distrettuali del lavoro, ma anche delle associazioni datoriali alle quali è chiesta una attenzione specifica sul tema”.

Su quali fronti c’è bisogno di maggiore collaborazione col lavoratore cinese?

“Certamente su quello della fiducia – aggiunge la segretaria -.  In epoche più o meno recenti, ad esempio, nel terziario abbiamo registrato, segnalatici dagli stessi lavoratori cinesi, contratti irregolari (numero di ore lavorate superiori, restituzione di parte del salario), o di licenziamenti cammuffati (dopo che ai lavoratori era stato comunicato di essere in ferie, è stato notificato il licenziamento per non essersi presentati al lavoro. Gli stessi avevano esaurito i soldi per rimanere in Italia e impugnare l’atto). Al di là della segnalazione alle itl. – riteniamo che il loro ruolo sia fondamentale nel fare controlli mirati e quindi stroncare concorrenza sleale alle imprese sane – , il sindacato in questo caso può intervenire solo se il lavoratore gli dà mandato in merito”.

Sul versante del tessile la presenza di ditte cinesi è forte nei comuni di Cavriago, della Val d’Enza, di Reggio capoluogo o, nel modenese, nelle Terre d’Argine, Carpi e Novi soprattutto, ma anche Soliera e Campogalliano. Qui la situazione è più critica.

“Nel tessile – prosegue la Papaleo – notiamo una grande incidenza di contratti verosimilmente irregolari, dato che si tratta spesso di assunzioni o contratti part time con sole 4 ore al giorno di lavoro quando invece le ore lavorate dai cinesi possono essere anche 10 o 12. Ma quando un lavoratore arriva al sindacato non parla italiano e, spesso per le pratiche di cu necessita, è accompagnato dal datore di lavoro, l’unico a conoscere la nostra lingua”.

Per il futuro?

“Crediamo fortemente nel rinnovo generazionale – spiega la sindacalista -. Ma è evidente che il gap culturale lo si scardina a partire dalla lingua che dovrebbe essere insegnata obbligatoriamente ai richiedenti soggiorno. In un futuro non troppo lontano, così come già avvenuto in altre realtà italiane, auspichiamo di avere il primo sindacalista cinese e di interagire con loro in un modo nuovo”.

I DATI DI UNIONCAMERE

A Reggio Emilia a fronte di un calo dell’1,4% delle imprese condotte da italiani, quelle costituite da imprenditori nati fuori dall’Italia sono aumentate dell’1,9%, raggiungendo così le 8.129 unità, 150 in più rispetto al 2017, rileva l’Ufficio Studi di Camera di Commercio Reggio Emilia.

I dati di Unioncamere attestano al primo gennaio 2018, 30mila cinesi in Emilia Romagna (in aumento di seimila unità rispetto al 2011), il 5,5% del totale degli stranieri e quindi a quinta comunità dopo romeni, marocchini, albanesi e ucraini. Modena, Bologna e Reggio Emilia nell’ordine sono le tre province nelle quali si sono radicate le cosiddette ‘Chinatown’ più consistenti: il 60% dei cinesi residenti in Emilia abita – con percentuali analoghe – qui.

Dal punto di vista economico sia a Reggio che Modena la stragrande maggioranza dei permessi di soggiorno sono motivati con esigenze di lavoro autonomo: a Reggio si contano 1.047 ditte individuali cinesi che rappresentano il 2,6% del totale. Reggio è la provincia con la percentuale più alta: il 4,3% (poi Modena 3,9%, Bologna 2,7%, Forlì-Cesena 2,3%). Le imprese individuali cinesi sono al primo posto fra quelle straniere nelle provincie di Reggio e Modena e al secondo posto a Bologna, Ferrara e Forlì-Cesena.

Reggio e Modena sono anche province a forte connotazione tessile, e nel Reggiano, seguendo il trend avviato negli anni Novanta, il 68% di tutte le ditte individuali operanti nel settore moda è gestito da cinesi (sono 610). A Modena il 50.6%, appena più della metà. La ristorazione (bar e ristoranti) è al secondo posto: sono 964 le ditte cinesi (8,3%). Modena, Ferrara, Reggio e Bologna hanno le percentuali maggiori. Anche in Appennino è in forte incremento la ristorazione gestita da cinesi.

I cinesi, il lavoro, il sindacato, la Cisl: “sulla via Emilia c’è strada da percorrere”2019-02-05T11:28:17+00:00

Cinquecento pensionati dai territori sabato a Roma: “Non siamo il bancomat del governo” #FuturoalLavoro

Cinquecento pensionati del nostro territorio, sabato 9 febbraio a Roma, alla manifestazione nazionale #FuturoalLavoro, indetta unitariamente dai sindacati per protestare contro la legge di bilancio 2019. “Non siamo il bancomat del governo” è uno dei temi affrontati all’attivo unitario che ha visto assieme Fnp Cisl Emilia Centrale, Spi-Cgil e Uilp svoltosi stamane in via Turri.

Un incontro servito, anche, per chiarire che «i sindacati dei pensionati rispettano misure che aiutano i più poveri o consentono di andare in pensione un poco prima, ma non siamo, invece, d’accordo sul fatto che queste risorse siano prese dai pensionati con il blocco della rivalutazione e con la possibilità, data ai Comuni, di aumentare la tassazione locale. Non ultimo il ventilato e possibile aumento futuro dell’Iva: misure che incidono in toto sui pensionati e i lavoratori. La stessa manovra non mette al centro il lavoro e lo sviluppo, vera scelta per lottare contro la povertà». E’ quanto affermano da Loris Cavalletti, segretario regionale Fnp Cisl, Giuseppe Zaffarano, segretario provinciale Spi Cgil Reggio Emilia e Ferdinando Guidetti, segretario provinciale di Uilp Modena e Reggio.

«Tra le proposte dei pensionati di Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp il rimettere al centro il lavoro, lo sblocco delle grandi e piccole opere essenziali per lo sviluppo del Paese e l’occupazione, la giusta rivalutazione alle pensioni, azioni sociali e solidaristiche per la non autosufficienza, risorse adeguate per la sanità, finanziabili grazie a una riforma del fisco che affronti i nodi che da anni si propongono con impegni di lotta all’evasione fiscale».

Cinquecento pensionati dai territori sabato a Roma: “Non siamo il bancomat del governo” #FuturoalLavoro2019-02-04T10:18:06+00:00

Legge di bilancio 2019, pensionati contro: attivo unitario dei sindacati lunedì 4 febbraio  

Poca attenzione verso le legittime aspettative dei pensionati. Un attivo unitario per protestare contro la legge di bilancio 2019: in preparazione della manifestazione nazionale a Roma del 9 febbraio, i sindacati dei pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale, Spi-Cgil e Uilp si incontrano, lunedì 4 febbraio dalle ore 9.30, nella sede Cisl di via Turri 55 di Reggio Emilia, nel salone Simonazzi per un attivo unitario.

«La Legge di stabilità da poco approvata ci vede contrari. Prima di tutto la manovra del governo non mette al centro il lavoro e lo sviluppo, vera scelta per lottare contro la povertà» – affermano le segreterie dei sindacati dei pensionati.

«Il governo sceglie di bloccare le grandi e piccole opere essenziali per lo sviluppo del Paese e l’occupazione – proseguono -. Inoltre, le principali misure previste dall’esecutivo, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, sono finanziate a debito, in buona parte togliendo le risorse che garantivano la giusta rivalutazione (dopo anni di stop) alle pensioni. E’ un modo di far cassa che mette in discussione il principio della perequazione annuale, dopo che, con il governo precedente, si era finalmente concordato il suo ripristino integrale dal 2019: le pensioni non possono essere considerate il bancomat del governo».

Sempre secondo Fnp Cisl, Spi Cgil, Uilp: «manca un’azione sociale e solidaristica del governo, dato che non c’è nulla per la non autosufficienza, non ci sono risorse adeguate per la sanità, non c’è una riforma del fisco che affronti i nodi che da anni si propongono e che preveda una riduzione del livello di tassazione sulle pensioni e sul lavoro dipendente. Mancano, infine, impegni di lotta all’evasione fiscale, con sgravi che agevolerebbero chi onestamente paga le tasse».

All’attivo unitario dopo la relazione introduttiva di Loris Cavalletti, segretario regionale Fnp Cisl, interverranno Giuseppe Zaffarano, segretario provinciale Spi Cgil Reggio Emilia e Ferdinando Guidetti, segretario provinciale di Uilp Modena e Reggio.

 

Legge di bilancio 2019, pensionati contro: attivo unitario dei sindacati lunedì 4 febbraio  2019-02-01T16:12:24+00:00

Sciopero della Sanità privata: “Un rinnovo contrattuale che manca da troppo tempo”

“Lo sciopero è andato bene e oltre 100 lavoratori hanno aderito al sit-in promosso a Salus Hospital, segno che il tema è particolarmente sentito”. Con queste parole Maurizio Petriccioli, segretario nazionale Cisl Funzione Pubblica, e i sindacalisti Fabio Bertoia, segretario generale Cisl Fp Emilia Centrale, Maurizio Frigeri, segretario generale Fp Cgil Reggio Emilia  e Mauro Chiarini, Uilp Modena e Reggio commentano la manifestazione che ha visto, nella giornata di oggi, il blocco delle attività programmate nelle strutture sanitarie private reggiane e un presidio con slogan e bandiere a Salus Hospital.

“Il tema è noto sono ormai 12 anni che non viene rinnovata la parte economica del contratto dei lavoratori della sanità privata. 350 quelli reggiani coinvolti in questo settore importante di welfare. Lavoratori che hanno da troppi anni non godono di un rinnovo contrattuale. A livello regionale Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che si opporranno in tutti i modi a rinnovi delle convenzioni per Aiop e Aris se prima non verrà rinnovato anche il contratto. È infatti indispensabile che le Regioni, che rappresentano il principale fornitore di questo comparto in regime di monopolio, regolino questi enti datoriali privati che da troppo tempo negano diritti fondamentali ai lavoratori. Il mancato aumento degli stipendi tocca non solo la qualità della vita di oggi ma anche quella di domani: la pensione. Inoltre – concludono – moltissimi lavoratori non hanno potuto partecipare perché precettati per garantire i servizi essenziali per le nostre comunità.

Sciopero della Sanità privata: “Un rinnovo contrattuale che manca da troppo tempo”2019-01-28T16:11:06+00:00

Contratto della Sanità privata fermo da oltre dieci anni e salari troppo bassi: sciopero. A Reggio Emilia presidio a Salus Hospital il 28 gennaio

Blocco di tutte le attività programmate nelle strutture sanitarie private di Reggio e provincia. Uno sciopero di un’intera giornata, quello di lunedì 28 gennaio, perché le rappresentanze delle aziende sanitarie private devono procedere ora al rinnovo del contratto nazionale del settore, fermo da oltre 12 anni. E’ quello indetto dai sindacati Fp Cgil di Reggio Emilia, Cisl Fp Emilia Centrale e Uilp Modena e Reggio.

Per questo lunedì 28 gennaio davanti alla sede di Salus Hospital, dalle 9.30 alle 12.30 a Reggio Emilia, sarà organizzato un sit-in di protesta, ma lo sciopero generale riguarda tutte le strutture tra cui Villa Verde,  Villa Salus, Centro Medico Privato L. Spallanzani, Casa Madonna dell’Uliveto.

“Nella sanità privata a Reggio Emilia – spiegano i sindacalisti Carolina Cagossi, Fp Cgil, Fabio Bertoia, Fp Cisl e Mauro Chiarini, Uilp –  lavorano 350 persone tra infermieri, operatori socio sanitari, tecnici di radiologia e amministrativi: con dedizione e professionalità garantiscono i livelli essenziali di assistenza nell’ambito della nostra regione con un contratto nazionale fermo da più di due lustri”.

“La trattativa per il rinnovo del contratto, iniziata da oltre un anno in sede nazionale purtroppo non avanza e l’Associazione italiana ospedalità privata e l’Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari continuano a dilungare i tempi del confronto – aggiungono – . In particolare, in merito alla parte economica che già penalizza da anni le professionalità di questo settore strategico della Sanità privata, sia sul versante retributivo che contributivo. Le rivendicazioni sindacali si riassumono in: ‘Stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti’”.

E se i lavoratori della sanità privata sono circa il 5% del settore, questa situazione è divenuta via più insostenibile, paradossalmente,  dopo il rinnovo del contratto nazionale della sanità pubblica avvenuto a maggio 2018. Le differenze salariali sono mediamente di 200 euro mese, ma possono variare da struttura a struttura. Penalizzati, inoltre i premi salariali (sia mensili che orari). Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento. Queste aziende “private”, benché abbiano continuato a macinare utili anche in questi anni, dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Le loro organizzazioni datoriali vorrebbero infatti prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. “Questo non è accettabile – spiegano i sindacalisti – , soprattutto oggi che si sono sbloccati i contratti di settore, soprattutto dopo 12 anni di blocco assoluto degli stipendi e soprattutto perché gli utili generati ad oggi, che non evidenziano alcuna crisi del settore, sono il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuto il proprio lavoro”.

“Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni”. I sindacati, responsabilmente, avvisano la cittadinanza che nel corso dello sciopero si potranno verificare disagi per le prestazioni ordinarie quali visite mediche (ambulatoriali, specialistiche), consulti, esami diagnostici (es. raggi, risonanze,…),…

 

UNO SCIOPERO REGIONALE

 

A fronte delle legittime aspettative di un celere rinnovo contrattuale di tutti gli operatori che quotidianamente erogano servizi ai cittadini, peraltro in larghissima parte trattasi di servizi pubblici, le segreterie regionali hanno valutato la necessità, dopo un primo attivo regionale e una manifestazione svoltasi a Bologna a fine luglio 2018, di costruire un percorso di mobilitazione che si concretizzerà, in assenza di risposte concrete da parte di AIOP e ARIS, in uno sciopero regionale della sanità privata previsto per il 28/01/2019 con presidi in tutte le città. Lo sciopero segue quello del 14/12/18 proclamato dalla Regione Lazio e altamente partecipato e fa parte di un disegno di mobilitazioni che potrà prevedere la sua conclusione in un unico  sciopero nazionale.

 

 

PERCHE’ IL PRESIDIO A SALUS

 

A Reggio Emilia il presidio si terrà difronte SALUS HOSPITAL dalle 9.30 alle 12.30. Salus Hospital è stato scelto luogo simbolo della Sanità privata Reggiana ma parimenti lo sciopero coinvolgerà tutte le strutture private Villa Verde, Centro Medico Privato L .Spallanzani, Madonna dell’Uliveto.

 

 

C’E’ ANCHE UNA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DEI LAVORATORI

 

“Stiamo raccogliendo – spiegano i sindacati – le firme a sostegno del legittimo diritto al rinnovo contrattuale in tutte le strutture sanitarie e siamo già ad oltre 3000 adesioni, provvederemo dopo lo sciopero del 28 a consegnare le firme al presidente della Regione a cui abbiamo chiesto un incontro e ai rappresentanti di Aris e Aiop”. Il livello della mobilitazione non potrà che aumentare se non arriveranno risposte in tempi brevi. “Sono stati già fatti a livello nazionale oltre 16 incontri a partire dal 24 luglio 2017 ma non si intravede all’orizzonte una soluzione che invece va trovata in tempi rapidi ”.

 

Contratto della Sanità privata fermo da oltre dieci anni e salari troppo bassi: sciopero. A Reggio Emilia presidio a Salus Hospital il 28 gennaio2019-01-24T12:16:59+00:00