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Molestie, Ballotta segretario generale: “Abbiamo le competenze per affrontarle”. Lo sportello anche a Reggio Emilia

Dal primo di aprile la Cisl Emilia Centrale ha aperto uno sportello di ascolto sulle molestie e violenze sui luoghi di lavoro. Un nuovo servizio seguito da sindacaliste, formate grazie a un progetto promosso dalla Cisl Emilia Romagna.

“In questo sportello offriamo ascolto e tutela alle lavoratrici e ai lavoratori che ritengano di avere subito molestie o violenze nel proprio luogo di lavoro – spiega William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale – possono venire da noi tutti coloro che ne sentono il bisogno, siano iscritti o non iscritti alla Cisl, indipendentemente dalla categoria professionale o dal tipo di lavoro. Allo sportello offriamo competenze adeguate per raccogliere il disagio del lavoratore definendo, in termini corretti, il giusto significato di quanto subito, distinguendo tra i casi di stress, mobbing, violenza”.

Sono diverse le segnalazioni raccolte dal sindacato della Cisl negli ultimi mesi nel territorio reggiano. Da annoverare alla voce violenza psicologica quello di una lavoratrice che al rientro dalla seconda maternità ha subito, oltre ad attacchi verbali, un cambio turno che le ha stravolto la vita lavorativa, con aggressività da parte dei superiori e dei colleghi.

Tra i casi di discriminazione, anche tra donne, quello di una lavoratrice di cui nel luogo di lavoro si è conosciuta la sua omosessualità e, ora, è discriminata dalle stesse colleghe e dallo stesso superiore per ottenerne le dimissioni. Un caso, questo, anche di stress da lavoro correlato: è uno dei fattori scatenanti la violenza.

E se mobbing o, peggio, molestie di tipo sessuale, in passato, potevano essere “la parte del gioco”, oggi non è più così: anni fa dovette cambiare luogo di lavoro un direttore d’azienda che prometteva avanzamenti di carriera in cambio di favori sessuali.

Al sindacato hanno registrato anche molestie verbali, con minacce, come tra colleghi di lavoro, anche di sesso femminile, sfociate in alcuni casi in tribunale.

“Lo sportello che abbiamo attivato è gestito dal coordinamento femminile Cisl Emilia Centrale – spiega Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – ed opera in collaborazione con gli uffici pubblici competenti per le denunce in materia: l’Ispettorato territoriale del lavoro e le consigliere di parità della Provincia di Reggio Emilia. Purtroppo la riduzione delle competenze delle Province ha portato a una drastica riduzione delle risorse a disposizione e a un impoverimento del ruolo delle consigliere di parità, con incognite sul futuro”.

Il consigliere di parità esegue la sua attività con un gettone di 68 euro lordi mensili. Negli anni le consigliere di parità hanno svolto un lavoro molto prezioso in collaborazione con sindacati, associazioni, e altre istituzioni. “Alla Provincia di Reggio Emilia – conclude la Papaleo – chiediamo di rafforzare funzioni e risorse di questa figura che si è dimostrata capace di contrastare le molestie e le violenze lavorative. Solo negli ultimi tre anni, secondo i dati Istat, su base nazionale, sono state 167mila le donne che sul luogo di lavoro o in fase di colloquio assuntivo, hanno subito forme di violenza, con una prevalenza a livello di comparti, nei settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche ed in quello del lavoro domestico”.

Su base locale una recente indagine di Associazione Donne Giustizia, parla del 40% di lavoratrici vittime di molestie.

Lo sportello Cisl di ascolto sulle molestie nei luoghi di lavoro si trova in via Turri, e riceve il venerdì mattina dalla 9 alle 13 (0522357411).

Molestie, Ballotta segretario generale: “Abbiamo le competenze per affrontarle”. Lo sportello anche a Reggio Emilia2019-04-19T10:06:17+00:00

“Una provocazione coerente con le politiche governative”

Dopo che Forza Nuova Reggio Emilia ha affisso uno striscione con il messaggio “Coop e Ong, finito soldi o finito amore?” davanti alla Cooperativa Sociale “L’Ovile” – a seguito dell’annuncio delle mancate partecipazioni alla gara d’appalto sulla prima accoglienza dei richiedenti asilo –  intervengono Cisl, Cgil e Uil reggiane.

 

Esprimiamo una ferma condanna verso chi usa ogni pretesto per intervenire strumentalmente sul tema  immigrati – affermano per Cisl, Cgil e Uil, Domenico Chiatto, Ramona Campari e Jacopo Scialla -.Questa provocazione è coerente con la politica promossa dal governo che ha criminalizzato il lavoro dei cooperanti, svalorizzato il contributo fondamentale delle Ong e ha alimentato odio e rancore producendo più insicurezza. Il bando “oggetto della discordia” – continuano –  a cui non hanno partecipato le cooperative sociali reggiane apre al rischio che nella nostra città si facciano strada soggetti disponibili a lavorare al massimo ribasso nella gestione dell’accoglienza con conseguenze sul percorso di integrazione davvero pericolose. Invece, a Reggio si è sempre riusciti a trovare i giusti equilibri”.

Infine, Cisl, Cgil e Uil esprimono solidarietà ai lavoratori della Cooperativa l’Ovile.

“Una provocazione coerente con le politiche governative”2019-04-15T16:36:03+00:00

“Corsa ad ostacoli”: come le donne conciliano lavoro e famiglia

Lunedì 15 aprile presso il Centro Simonazzi in via Turri 55/a, Reggio Emilia alle 20:45 si terrà la prima iniziativa del ciclo di incontri “Corsa ad ostacoli – Specialità femminile delle donne al lavoro”, una serie di approfondimenti dedicati al rapporto tra maternità e lavoro.

 

“Come viene tutelata oggi una madre lavoratrice? Cosa fare per evitare che le donne debbano scegliere tra lavoro e famiglia? Può esistere un welfare aziendale a misura di mamma?” Parte da queste domande Ottavia Soncini, consigliere regionale del PD, promotrice dell’iniziativa e aggiunge  “ci metteremo in ascolto di esperti per “un bagno di realtà” sulla situazione delle madri che lavorano, sulle politiche di conciliazione lavoro/famiglia, ma anche sulla valorizzazione di esperienze di welfare aziendale nel nostro territorio.”

 

La serata, organizzata grazie al contributo di Camposamarotto e Remiamo, vedrà la partecipazione di Paride Barani, commercialista iscritto all’Odcec Re, dell’imprenditore Graziano Grasselli e di Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale.

“Corsa ad ostacoli”: come le donne conciliano lavoro e famiglia2019-04-13T10:06:06+00:00

Sanità privata: al via la mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale

Riparte la mobilitazione nel settore della sanità privata. Dopo lo sciopero dello scorso 28 gennaio, in cui sono state raccolte 3mila firme consegnate al presidente della Regione Stefano Bonaccini, le Organizzazioni sindacali Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl  nazionali hanno infatti indetto nei giorni scorsi una nuova fase di protesta “a fronte dell’inerzia delle sigle datoriali AIOP e ARIS rispetto al confronto sulla parte economica -ancora in stallo – per il rinnovo del Contratto nazionale della sanità privata fermo da 12 anni”.

Una mobilitazione che riguarda l’intera Regione e che culminerà a Bologna con un presidio unitario il 17 aprile sotto la sede di AIOP.

In Emilia Romagna sono stati indetti presidi di sensibilizzazione in tutte le città , un serpentone partito il 3 aprile che coinvolgerà le città emiliane fino al 15 aprile.

Il 15 aprile sarà anche la giornata in cui,  nel pomeriggio dalle ore 14 alle 17, si terrà la mobilitazione nella nostra città con un presidio a Pieve davanti al Centro Medico  Lazzaro Spallanzani. A Reggio Emilia sono coinvolti circa 500 lavoratori di 5 strutture cittadine.

Al presidio che si terrà in città saranno infatti presenti delegazioni delle strutture sanitarie private più importanti di Reggio Emilia:  Salus hospital; Villa verde; Hospice ; lo stesso C.M. L. Spallanzami- ma anche una delegazione della A.S. Millefiori  CRA pubblica di Novellara a cui,  invece di applicarsi il Ccnl Funzoni Locali rinnovato a maggio 2018,  si applica da gennaio 2019 un contratto scaduto 12 anni or sono , scelto proprio per la deregolamentazione normativa.

 

Le Organizzazioni sindacali hanno invitato al presidio anche una delegazione della sanità pubblica reggiana  e le federazioni e confederazioni del territorio.
Contemporaneamente, il 15 aprile, è stato convocato a Roma un Attivo nazionale delle delegate e delegati alla presenza dei segretari generali di Cgil, Landini, Cisl, Furlan e Uil, Barbagallo nel quale fare il punto sulla situazione contrattuale e condividere la proclamazione dello Sciopero Generale Nazionale.

Scioperi territoriali, iniziative di protesta e assemblee del personale non hanno finora modificato  le richieste di AIOP e ARIS  di un intervento pubblico per la definizione della parte economica del Ccnl attraverso un aumento delle somme stanziate dalle Regioni a favore delle strutture sanitarie accreditate. “Il persistere di queste richieste datoriali determina un’ulteriore distanza tra le Parti negoziali – spiegano Fabio Bertoia, Cisl Fp e Carolina Cagossi, Fp Cgil  -.  Si registra un’assoluta mancanza di rispetto per il disagio delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Privata ed una modalità di gestione delle relazioni sindacali che non lascia altra via che il continuare nell’azione di denuncia  sul terreno sindacale proseguendo nella mobilitazione”.

Chi si occupa della cura delle persone e rappresenta il vero capitale delle aziende sanitarie private non merita di vedersi negati i più fondamentali diritti e il riconoscimento della dignità professionale”, concludono i sindacati.

Sanità privata: al via la mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale2019-04-12T11:15:06+00:00

La Cisl: “Prostituzione, fermiamo la domanda”

Una piaga che ci fa commuovere e arrabbiare allo stesso tempo. La prostituzione è una vera barbarie che costringe, ogni notte, centinaia di donne a prostituirsi sulle strade italiane e della nostra città. Il Carlino, con la sua articolata inchiesta, ha raccontato un mondo col quale conviviamo e che, troppe volte, facciamo finta di non vedere.
La prostituzione in Italia, come nel resto del mondo, è un fenomeno che non accenna ad arrestarsi. Nel nostro Paese, infatti, ci sono circa 100mila prostitute, per un giro di affari di quasi 4 miliardi di euro.
A Reggio Emilia, come da denunciato dal Carlino, sono circa una trentina le donne tra i 18 e i 30 anni vittime dello sfruttamento e della criminalità organizzata per la strada. La maggior parte di queste sono immigrate di origine nigeriana, rumena, cinese e sudamericana che abbondonano la famiglia d’origine nella speranza di trovare un lavoro dignitoso.
C’è, indubbiamente, un fenomeno culturale, che riguarda ambo i sessi, che occorre rivedere: non solo la prostituzione, ma anche i clienti e il loro “andare oltre” le sofferenze della persona che incontrano, facendo finta di non sapere quali possono essere le condizioni a monte di queste persone.
Da sempre come Cisl Emilia Centrale condanniamo, con costanza, il fenomeno e cerchiamo per questo di promuovere politiche attive in difesa delle donne vittime della tratta della prostituzione. Vogliamo sensibilizzare sempre di più i cittadini e per questo abbiamo aderito alla campagna “Questo è il mio corpo fermiamo la domanda”, che invita a firmare una petizione per l’approvazione della legge Bini, attualmente ferma in Parlamento, e presentata nella passata legislatura. E’ una proposta di legge che prevede di sanzionare anche i clienti, che troppo spesso non si curano minimamente delle ragazze che hanno difronte. Politiche di questo tipo sono state già prese, con risultati estremamente positivi, in altri paesi europei come la Svezia, la Norvegia e la Francia.
La prostituzione è una forma inaccettabile di sfruttamento nei confronti delle persone più vulnerabili: donne sole, povere e indifese, spesso ingannate da aguzzini senza scrupoli che le sfruttano per guadagnare e lucrare sui loro fragili corpi.

La Cisl: “Prostituzione, fermiamo la domanda”2019-04-11T10:21:21+00:00

Il commento della Cisl Emilia Centrale: “Reddito di cittadinanza a metà. Ma i numeri sono considerevoli: si crei lavoro”

“3.440 domande di Reddito di cittadinanza a Reggio Emilia sono un dato che fanno riflettere, sotto diversi profili”. A commentare quanto reso noto oggi, su base delle domande pervenute al 7 aprile, è Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale con delega al lavoro. “Quanto ci preoccupa e, al momento, ci lascia scettici è il fatto che della seconda gamba del provvedimento del Reddito di cittadinanza, le funzionalità dei centri per l’impiego e le assunzioni dei cosiddetti navigator, non vi sia traccia. Inoltre, come noto, solo il 2% di chi cerca lavoro passa attraverso i centri per l’impiego: come possiamo essere, quindi ottimisti in merito?”.

Sui numeri William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale aggiunge: “3440 persone che hanno fatto richiesta per il Reddito di cittadinanza a Reggio Emilia è comunque un numero considerevole e, di queste, sappiamo che il 55% sono donne: c’è fame di lavoro e in misura maggiore tra le donne… Tutto questo significa che, oltre alla lotta alla povertà, la priorità è quella di creare opportunità di lavoro e non sussidi”.

Il commento della Cisl Emilia Centrale: “Reddito di cittadinanza a metà. Ma i numeri sono considerevoli: si crei lavoro”2019-04-09T15:18:20+00:00

“Quale futuro per l’Europa?” L’Rls Fnp Cisl ne parla con l’onorevole Pierluigi Castagnetti

Quale destino per l’Europa? Se lo domandano i pensionati di Cisl Fnp Emilia Centrale, al prossimo coordinamento distrettuale allargato Rls di Reggio Emilia, in programma giovedì 11 aprile presso la sala Incerti nella sede Cisl di via Turri 71.

 

All’evento, oltre che i componenti del coordinamento distrettuale, sarà presente l’onorevole Pierluigi Castagnetti, che ci aiuterà a definire in modo dettagliato lo scenario europeo. Tra le domande sulle quali ci interrogheremo ci saranno: il futuro degli Stati Uniti d’Europa e la possibilità di realizzare fisco e difesa comune per un’Europa solidale e inclusiva.

 

“In questo momento di difficoltà in tutt’Europa – spiega Marino Favali, coordinatore Rls di Reggio Emilia – è doveroso riprendere la strada dell’unione politica ed economica, poiché solo così il futuro potrà essere migliore. La storia europea insegna che è solo con l’unione che si può giungere a pace e prosperità”.

“Quale futuro per l’Europa?” L’Rls Fnp Cisl ne parla con l’onorevole Pierluigi Castagnetti2019-04-04T11:03:59+00:00

Caso diamanti: il presidio di Adiconsum e Federconsumatori contro Bpm

Un presidio per protestare contro Banco Bpm e riavere l’intero capitale investito sulle pietre preziose, dopo lo scoppio del caso “diamanti”. E’ quello organizzato da Adiconsum e Federconsumatori a Verona, che si ritroveranno sabato 6 aprile, dalle ore 8:30, all’entrata del Cattolica Center in Via Germania, 33, sede dell’assemblea dei soci del Banco Bpm.
Adiconsum assiste circa 200 consumatori modenesi e reggiani che hanno investito complessivamente 2,6 milioni di euro in diamanti.

“Quello dei diamanti – sostengono Adiconsum e Federconsumatori – doveva essere un investimento sicuro ma purtroppo così non è stato. Ora è necessario protestare per far valere gli interessi dei risparmiatori. Le banche devono restituire l’intero capitale versato”.

Caso diamanti: il presidio di Adiconsum e Federconsumatori contro Bpm2019-04-05T11:20:56+00:00

Scandiano: siglato il primo protocollo distrettuale in materia di politiche territoriali tra sindacati e Unione dei Comuni

E’ stato siglato questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Scandiano il primo protocollo distrettuale di tutta la Provincia in materia di politiche territoriali tra i Sindacati e l’Unione dei Comuni.

Una firma che arriva dopo numerosi incontri che, a partire dalla piattaforma sindacale presentata da Cisl , Cgil e Uil, unitamente alle rispettive organizzazioni pensionati e dipendenti pubblici, il 31 maggio 2018 ai Sindaci dell’Unione Tresinaro-Secchia (Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano), hanno portato ad un protocollo condiviso tra le Parti in merito a tematiche concernenti i servizi per i cittadini – da quelli per l’infanzia a quelli per gli anziani- le politiche di sostegno alle fasce più deboli,  la lotta all’evasione fiscale

Sedici i punti dell’ accordo su cui le Parti si impegnano ad agire di concerto, tanti i temi trattati.

In merito alle misure di sostegno alle fasce più deboli si denota la volontà di affrontare il tema dell’emergenza abitativa – attraverso un piano di iniziative tese ad incentivare la locazione di immobili inutilizzati ma anche attraverso l’individuazione di soluzioni per l’implementazione del patrimonio di edilizia sociale e l’attivazione di sperimentazioni di co-housing.

Per quanto riguarda tariffe e rette nei servizi a domanda si determina che il sistema di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini debba essere improntato a principi di equità e progressività. E si conviene di utilizzare l’indicatore Isee con l’obiettivo di una tariffazione il più possibile “personalizzata” e progressiva. Vengono poi confermate le agevolazioni sociali sulla Tari, in particolare per le fasce più deboli della popolazione.

 

Le Parti si impegnano anche ad incontrarsi annualmente per monitorare il funzionamento dei Servizi Sociali  a seguito dell’accorpamento in Unione avvenuto nel 2016 e per valutare la sperimentazione di nuove forme di domiciliarità, mettendo in rete tutte le opzioni assistenziali e di supporto presenti nel territorio, per costruire risposte con gradi crescenti di protezione al crescere delle condizioni di non autosufficienza.

 

Allo stesso modo i firmatari, di concerto con l’Ausl Reggio Emilia, condivideranno i percorsi di avvio dei servizi presso le tre Case della Salute previste nel Distretto (Casalgrande, Castellarano e Rubiera), con l’obbiettivo di rendere tali strutture un punto di riferimento per i cittadini, luogo di accoglienza ed orientamento ai servizi, di continuità dell’assistenza, di gestione delle cronicità, di integrazione con i servizi sociali.

Parallelamente i Comuni dell’Unione si impegnano anche ad approvare, entro il 2019, un piano per “l’azzeramento” delle barriere architettoniche in tutti gli accessi ai servizi pubblici. E a predisporre gli interventi necessari per l’eliminazione di eventuali barriere nei percorsi ciclopedonali.

 

Anche il piano della legalità occupa uno spazio importante all’interno del Protocollo.Si assume la Legge Regionale n.18 “ Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabile” promuovendo un attuazione della stessa, in materia di appalti e legalità, su scala unionale. E si stabilisce che l’Unione Tresinaro-Secchia si doti, entro il 2020, di un ufficio associato specializzato in lotta all’evasione fiscale, destinando le risorse recuperate, se ricorrenti,  prioritariamente alla qualificazione della spesa sociale.

Cgil Cisl Uil, unitamente alle rispettive organizzazioni pensionati e dipendenti pubblici, esprimono una valutazione positiva sull’accordo sottoscritto, sia rispetto al metodo di confronto adottato sia rispetto al merito dei contenuti concordati. – commentano i sindacati –   L’accordo raggiunto, infatti, si fonda sul riconoscimento condiviso del valore della negoziazione e rafforza il sistema di relazioni sindacali costruito con gli Enti Locali del distretto negli ultimi anni.  Il confronto si è svolto in modo sistematico e costruttivo ed i contenuti concordati testimoniano l’intento di condividere linee strategiche in materia di servizi, volte ad affermare livelli più avanzati di equità e di coesione sociale all’interno del distretto, ambito che le Organizzazioni sindacali ritengono il più idoneo per affrontare tali problematiche”.

Soddisfatto anche il Presidente dell’Unione Tresinaro – Secchia e Sindaco di Castellarano, Giorgio Zanni che dice: “i numerosi incontri, l’ascolto reciproco ed il confronto, serio e qualificato, sono sempre risorse utili e preziose. Dopo tanto lavoro, siamo felici di arrivare alla sottoscrizione di un documento che pone le basi per una parte rilevante dello sviluppo futuro della nostra Unione. Le Unioni dei comuni garantiscono servizi importanti per le nostre comunità e rappresentano un ente centrale per ottimizzare le risorse comunali, coordinare i servizi di scala sovra-comunale, condividere e scambiarsi buone prassi amministrative, generando spesso anche positive economie di scala e consentendoci di attrarre risorse provenienti da enti sovraordinati da reinvestire a beneficio delle nostre comunità. Un ruolo dunque – ha concluso Zanni –  sempre più rilevante che ha meritato questo grande lavoro di approfondimento, dibattito e stimolo con l’obbiettivo, condiviso, di crescere e migliorarsi ulteriormente”.

Scandiano: siglato il primo protocollo distrettuale in materia di politiche territoriali tra sindacati e Unione dei Comuni2019-04-02T14:19:01+00:00

Pensioni, Fnp Cisl: da aprile assegni più leggeri per 33.600 reggiani

Inizio d’aprile amaro per 33.591 reggiani (5,6 milioni in tutta Italia) che vedono il taglio dell’assegno pensionistico scattare dal primo del mese di aprile a causa dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni, legato all’inflazione, e introdotto dal governo con l’ultima legge di Bilancio.

 

Lo segnala il sindacato pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale che, insieme alle altre sigle sindacali dei pensionati, protesterà il 9 maggio a Padova, Roma e Napoli, e terrà una grande manifestazione il 1° giugno, di nuovo a Roma.

 

«Per finanziare il reddito di cittadinanza, questo governo mette le mani nelle tasche di chi non può difendersi: i pensionati, che dalla manovra del governo escono come la categoria più penalizzata – attacca il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni –. La rivalutazione è lo strumento con cui gli importi delle prestazioni sociali vengono adeguati all’aumento del costo della vita rilevato dall’Istat. Questo processo è conosciuto anche con il termine perequazione e ha una funzione molto importante: permettere al potere d’acquisto della pensione di rimanere inalterato nel tempo. Dal 1° gennaio 2019 è valido il meccanismo della rivalutazione delle pensioni descritto dall’ultima legge di Bilancio».

 

«Nel dettaglio, – spiega il segretario – la perequazione è piena (quindi all’ 1,1% per il 2019) solamente per gli assegni con importo non superiore a tre volte il trattamento minimo (come riferimento si prende quello del 2018: 507,46 euro). Saranno tagliati importi di rivalutazione alle pensioni lorde superiori 1.522,38 euro lordi (1.200 euro netti), per un importo complessivo nazionale che supera i 3 miliardi sottratti ai pensionati! In maniera proporzionale gli importi maggiormente toccati saranno quelli via via più alti. Il ricalcolo parte dal 1° aprile, ma sarà retroattivo. Questo significa che dal 1° giugno, guardo caso dopo le elezioni europee – sottolinea il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale – i pensionati subiranno il conguaglio con le relative trattenute sulle rate di pensione. Con l’aumentare dell’importo delle pensioni, la misura della perequazione verrà pian piano ridotta».

 

Altri punti dolenti: «In tema di rivalutazione – prosegue Lasagni – non c’è stata la ricostruzione del montante virtuale: si tratta di soldi persi per sempre. E dire che ci sono state due sentenze della Corte Costituzionale che ribadiscono il diritto alla rivalutazione: ma questo non è avvenuto. A questo taglio, si unisce la mancata revisione del paniere dei prezzi per il calcolo della inflazione, così ora non più adeguato alle esigenze degli anziani. Ancora il governo non ha finanziato il fondo per la non autosufficienza».

 

«Questi provvedimenti che colpiscono i pensionati sono stati compiuti per finanziare operazioni per generare consenso elettorale, quando manca ancora una volta una proposta seria di lotta all’evasione fiscale. Intanto abbiamo altresì richiesto al governo di non procedere al recupero di quanto erogato a titolo di rivalutazione nelle pensioni da gennaio ad oggi» conclude Lasagni.

 

I sindacati, dopo la grande manifestazione dello scorso 9 febbraio e dopo una prima apertura nel confronto col governo, ma ancora priva di risultati utili, continueranno la mobilitazione oltre che nelle piazze delle grandi città anche con le singole categorie.

 

APPROFONDIMENTO – COSA ACCADRA’ IN FUTURO

 

Nel periodo 2019-2021 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici sarà riconosciuta al 100% solo agli assegni pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo Inps. Per quelli superiori a tre volte il trattamento minimo Inps ci sono i seguenti scaglioni: 97% per assegni pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo; 77% per assegni superiori a quattro volte il trattamento minimo e pari o inferiori cinque volte il trattamento minimo; 52% per trattamenti superiori a cinque volte il trattamento minimo e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo; 47% per i trattamenti superiori a sei volte e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo; 45% per i trattamenti superiori a otto volte e pari o inferiori a nove volte il trattamento minimo; 40% per i trattamenti pensionistici superiori a nove volte il trattamento minimo Inps.

 

Pensioni, Fnp Cisl: da aprile assegni più leggeri per 33.600 reggiani2019-04-02T10:51:54+00:00