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Bella Italia: l’impegno dei delegati Fai Cisl

Una sfida che vede impegnati istituzioni, sindacato e mondo dell’impresa per migliorare il nostro territorio.  È quella che ha per protagonisti 45  delegati del Fai Cisl Emilia Centrale che si sono trovati presso la sala d’Aragona nella rocca di San Martino in Rio per ribadire che l’Italia è il paese della bellezza e per questo va tutelato.

«Negli ultimi anni è come se avessimo coperto con un velo di cemento una superficie pari a quella delle regioni Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme – afferma Onofrio Rota, nel direttivo Fai Cisl Emilia Centrale – Come sindacato siamo chiamati ad occuparci di temi che hanno un ampio respiro sociale, come la tutela del territorio e delle sue peculiarità. Il nostro è il luogo delle mille vocazioni, in cui una costellazione di borghi e altrettante realtà produttive, paesaggistiche, artistiche si uniscono in un ecosistema».

Punto di partenza dell’impegno della Fai Cisl è stato il manifesto presentato a Napoli lo scorso 27 settembre  dalla federazione agricola, alimentare, ambientale e industriale.

«I lavoratori dei settori agroalimentari e ambientali – conclude Rota – sono pronti a fare la loro parte per rinsaldare il rapporto tra ambiente e persona, partendo dal lavoro dignitoso, qualificato, aggiornato e produttivo».

L’obbiettivo della Fai è il superamento definitivo della impostazione che ha associato il suolo, il paesaggio, gli alvei idrici a risorse di predazione. «Serve un cambio di marcia – aggiunge Vittorio Daviddi, segretario Fai Cisl Emilia Centrale – E crediamo che questo cambio debba partire dal lavoro».

Inclusione, integrazione e Innovazione sono le tre direttrici verso cui dobbiamo orientare un cammino condiviso, con investimenti produttivi e nuove relazioni industriali. «Nel nostro territorio Reggiano-Modenese, i settori agroalimentari e ambientali hanno una notevole rilevanza, con una rete che gioca un ruolo fondamentale nelle dinamiche di integrazione sociale e di sviluppo, ma che presenta ancora tante potenzialità inesplorate».

Bella Italia: l’impegno dei delegati Fai Cisl2018-11-15T09:54:42+00:00

Donne: codice rosso. La prassi quotidiane della città nel contrasto della violenza sulle donne

Violenza e criminalità. I luoghi della vita quotidiana sono a volte insicuri per le donne. Quale la situazione a Reggio Emilia? Se lo chiede la Cisl in una conferenza in occasione della giornata mondiale della violenza sulle donne giovedì 22 novembre presso il presidio ospedaliero del Santa Maria Nuova.

Donne: codice rosso. La prassi quotidiane della città nel contrasto della violenza sulle donne2018-11-13T11:52:53+00:00

Francesco Balzano, nuovo segretario postali Cisl

  Francesco Balzano, 34 anni, di Reggio Emilia, è stato eletto segretario generale della Slp Cisl Emilia Centrale, il sindacato dei lavoratori postali che tra Modena e Reggio Emilia conta quasi 800 iscritti ed è il più rappresentativo in Poste Italiane. Completano la rinnovata segreteria Anna Rosanova e Alberto Puzio.

Francesco Balzano, nuovo segretario postali Cisl2018-11-11T16:31:25+00:00

Accordo apripista in Italia a Montecchio grazie alla Cisl: niente licenziamento in caso di prolungata malattia

 

L’intervento di Annamaria Furlan: “Può diventare un modello per tutte le aziende”. Per i 300 lavoratori della Ardagh Metal Packaging di Montecchio il “comporto” è congelato in caso di malattia. Ballotta: “Tutto grazie alla contrattazione”

 Conservare il posto di lavoro anche se si è gravemente malati per un lungo periodo. Pare un diritto, che in realtà non è tale dato che i contratti di lavoro nazionali pongono un limite temporale alla malattia.

Qualcosa di straordinariamente diverso, invece, è accaduto grazie alla concertazione tra sindacato, dipendenti e dirigenti della Ardagh Metal Packaging di Montecchio. Il primo caso in Italia che dimostra ulteriormente come il welfare aziendale possa migliorare attraverso il dialogo tra le parti. «Ogni lavoratore, – spiegano Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale e il segretario della stessa categoria Mario Olivito -, in caso di malattia, ha diritto di conservare il proprio posto di lavoro per un determinato periodo chiamato comporto che, come da contratto nazionale, è di 18 mesi nell’arco di tre anni lavorativi. Durante il comporto, il dipendente non potrà essere licenziato ma, se l’assenza si protrae oltre tale periodo, il datore può licenziare il lavoratore per giusta causa. Grazie alla trattativa tra i rappresentanti della Rsu aziendale, del sindacato e dei dirigenti, però, i dipendenti di Montecchio sono riusciti a congelare i limiti del comporto in caso di tutte le malattie previste dal contratto nazionale».

«Un risultato unico – aggiunge Ciro Caruso, rappresentante Rsu e dipendente di Ardagh Metal Packaging di Montecchio Emilia -. Oltre a percepire il 100% dello stipendio, durante tutto il periodo della malattia, che secondo il contratto nazionale può essere dell’80%, siamo riusciti a salvaguardare il posto di lavoro di coloro che si ammalano gravemente. In questo modo potranno curarsi e recarsi nei luoghi di cura senza avere paura di perdere il posto di lavoro».

«Quello che serve è un welfare aziendale concreto ed efficace – continuano Uriti e Olivito – . Per ottenere ciò bisogna coinvolgere di più le aziende, i sindacati, le Rsu, e  i dipendenti affinché si instauri un dialogo continuo  a tutela del lavoro».

«Rilanciare la contrattazione a livello nazionale partendo dai buoni esempi sul territorio” – è quello che serve anche per William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale. La contrattazione è il giusto metodo per ottenere obbiettivi importanti come c’insegna il caso di Montecchio. E di questo abbiamo parlato nel recente forum sul tema dove abbiamo ribadito l’importanza del lavoro svolto il 2.660 aziende, tra Reggio e Modena, dove grazie alla contrattazione sono stati distribuiti ai lavoratori oltre 87 milioni di euro. Per questo dico che dobbiamo imparare a cogliere le peculiarità positive della contrattazione sul territorio e seguirle anche a livello nazionale. Realtà di questo tipo devono fare da apri pista per ripensare il welfare aziendale».

E da Roma anche la Segretaria Generale della Cisl, Annanaria Furlan giudica «molto innovativo questo accordo che non solo puo’ diventare un modello apripista da estendere in tante altre aziende ed in tutti  i settori lavorativi, ma dimostra soprattutto la vitalità e la concretezza delle relazioni sindacali su un tema importante come quello della tutela della salute che sta molto a cuore ai lavoratori ed al sindacato».

Accordo apripista in Italia a Montecchio grazie alla Cisl: niente licenziamento in caso di prolungata malattia2018-10-27T10:32:45+00:00

Morti sul lavoro a Reggio Emilia, la Cisl denuncia: pochi ispettori sul territorio per garantire sicurezza

Dopo l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro a Reggio Emilia, il sindacato Cisl Emilia Centrale denuncia la carenza degli ispettori del lavoro sul territorio. «Nonostante le promesse dell’Ispettorato del lavoro – spiega Rosamaria Papaleo, segretario Cisl Emilia Centrale – l’attività di controllo non è capillare. In totale gli ispettori del lavoro, tra le province di Reggio Emilia e Parma, sono  45 dal 2017. E in particolare sul territorio reggiano operano formalmente  23 ispettori più sei carabinieri del nucleo ispettivo, tra le due province».

«E con il blocco del turnover – aggiungono dalla Cisl Funzione Pubblica, la categoria di riferimento – non ci sono state nuove assunzioni e molti ispettori sono attualmente distolti dall’attività di controllo presso le aziende per essere occupati in attività amministrative d’ufficio».

I dati sono chiari: nelle province di Reggio Emilia e Parma, secondo i dati pubblicati a metà del 2017, ci sono 26.550 aziende che dispongono, tra Reggio e Parma, di 269.309 dipendenti. L’organico di ispettori è evidentemente molto carente rispetto al rapporto delle aziende sul territorio.

«Dopo l’istituzione dell’Inl (Ispettorato nazionale del lavoro) – aggiunge Papaleo – il personale locale soffre di scarse risorse strumentali. Più volte il sindacato ha sollecitato affinché si svolgessero  percorsi formativi, ma ad oggi si registra un timido avvio che ha coinvolto solo una parte del personale e l’attività ispettiva continua pertanto ad essere sacrificata. Attività che hanno come oggetto non solo il controllo dell’operato delle aziende, ma anche la prevenzione per informare le ditte e i lavoratori sui comportamenti da adottare».

«Un ulteriore elemento che non è stato potenziato – spiega la sindacalista – è un collegamento partecipato con le Asl del territorio, che sono l’organo deputato allo svolgimento di accertamenti per la salute e sicurezza dei lavoratori. In totale, nell’anno passato in provincia ci sono state circa 1257 ispezioni: un numero minimo rispetto al numero delle aziende».

«La situazione  – termina la segretaria – è grave. Vista la frequenza degli infortuni sul lavoro, la questione deve essere portata all’attenzione delle forze politiche al più presto, in continuità con il lavoro che sta facendo il sindacato sul territorio».

Morti sul lavoro a Reggio Emilia, la Cisl denuncia: pochi ispettori sul territorio per garantire sicurezza2018-10-14T12:38:20+00:00

Decesso all’Iren Spa, i sindacati chiedono chiarimenti

A seguito del decesso avvenuto martedì 9 ottobre, presso l’unità produttiva di Reggio Emilia di IREN Ambiente SPA le organizzazioni sindacali hanno immediatamente chiesto un incontro con i vertici del Gruppo IREN SPA per gli opportuni chiarimenti su quanto accaduto, sulla ricostruzione della filiera dell’appalto e il funzionamento della catena di controllo e l’applicazione delle norme di sicurezza, al fine di attuare tutte le misure di sicurezza necessarie alla tutela della salute di chi lavora nei cantieri e negli impianti di IREN sia come dipendente diretto che dipendente in appalto.

A seguito dello sciopero e del presidio di mercoledì 10 ottobre – il Gruppo IREN ha ricevuto nella sede di via Nubi di Magellano le delegazioni delle OOSS Confederali e di categoria e la Rappresentanza Unitaria dei Lavoratori di tutte le società componenti il gruppo .

Come OOSS e RSU abbiamo manifestato l’accresciuta preoccupazione delle maestranze su tutta la filiera del controllo del lavoro sia diretto (effettuato dai dipendenti di IREN ) che delle imprese in appalto, testimoniata anche dalla presenza dei lavoratori al presidio – nel corso dello sciopero di 4 ore proclamato per la giornata del 10/10/18 – e dalla richiesta pressante di chiarimenti che proviene da tutti i settori di IREN e che ha portato l’RSU e le OOSS ad indire assemblee informative con i lavoratori a partire dal sito produttivo di via Gonzaga per il giorno 19/10/18.

Le OOSS hanno posto, ai rappresentanti dell’azienda diversi quesiti relativi all’accaduto ma soprattutto relativi all’ingente mole di imprese in appalto che gravitano sul sito produttivo di IREN AMBIENTE SPA ma più in generale nel mondo IREN.

E’ nostra intenzione cercare di capire le ragioni che hanno portato un’azienda a maggioranza pubblica ad un utilizzo così ingente di esternalizzazioni e impedire ulteriori frammentazione del lavoro e portare al centro della discussione con l’azienda IREN le problematiche riguardanti la sicurezza.

Del resto, da mesi c’è un confronto aperto con il gruppo IREN sulla definizione di un protocollo sugli appalti (che sarà ridiscusso il prossimo 17 ottobre 2018 a Milano) che ha al suo centro la necessità di definire regole sui capitolati dei bandi di gara e regole sulla filiera degli appalti e dei subappalti

Purtroppo denunciamo come nel corso dell’incontro odierno, durato 3 ore , alla presenza dei responsabili della Sicurezza di area e di Gruppo nonché alla presenza del direttore degli impianti e ai referenti per le relazioni sindacati – alle domande da noi poste non sia seguita alcuna risposta.

Denunciamo una totale chiusura di IREN rispetto al confronto sugli appalti in essere nelle strutture reggiane e verso un approfondimento delle procedure di sicurezza in caso di compresenza di più imprese in appalto e di lavoratori diretti di IREN.

Pertanto le OOSS mantengono il proprio disappunto alle risposte dell’Azienda e procederanno a richiedere un incontro alla proprietà pubblica ( Sindaci della provincia che detengono quote e ai Sindaci che compongono il patto di sindacato) per porre i medesimi quesiti, oltre che riportare la discussione nella trattativa nazionale in corso.

Cisl, Cgil, Uil di Reggio Emilia

 

Decesso all’Iren Spa, i sindacati chiedono chiarimenti2018-10-12T08:49:26+00:00

Presidio dei sindacati dopo incidente mortale, “Pronto il documento per la promozione di una piattaforma sulla sicurezza”

Si è tenuto questa mattina, in occasione delle quattro ore di sciopero proclamate dai lavoratori del gruppo Iren di Reggio Emilia, un nutrito presidio di lavoratrici e lavoratori davanti all’impianto Iren di via Gonzaga, dove ieri si è verificato l’ennesimo incidente mortale.

Durante il presidio si sono susseguiti gli intervenuti del Segretario della Camera del Lavoro, Guido Mora, di Domenico Chiatto della Cisl Emilia Centrale e Jacopo Scialla, Segretario della Uilm Uil.

Presenti anche le Istituzioni, con il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il Vice Sindaco Matteo Sassi e l’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino.

Le Organizzazioni sindacali, che già domani incontreranno i vertici di Iren per fare chiarezza su quanto avvenuto si confronteranno con l’Azienda perché si definisca al più presto un’intesa sul tema appalti – e cioè sulla regolamentazione degli stessi – dall’eliminazione del massimo ribasso alle clausole sociali al tema sicurezza, questione aperta da oltre un anno, che necessita con sempre maggior premura di essere conclusa.

I sindacati hanno inoltre ribadito che “sul tema sicurezza e infortuni è già pronta una piattaforma  costruita dalle OOSS insieme ai rappresentanti della sicurezza che coinvolga tutti i soggetti – dagli uffici ispettivi, alle associazioni imprenditoriali alle istituzioni – attivi sul territorio insieme ai lavoratori, per dare corpo ad una vertenza sul tema di livello provinciale”.

Gli interventi hanno inoltre evidenziato come ci sia un problema “appalti” nella nostra Provincia

e come “il territorio non possa permettere che un’Azienda a maggioranza pubblica veda realizzarsi una frammentazione delle attività, con appalti, subappalti e affidamenti di questo tipo. In questo senso – hanno spiegato – vi è anche una responsabilità del pubblico destinatario, tra l’altro  di importanti dividendi”.

Infine – hanno concluso le Organizzazioni Sindacali – “da non dimenticare i tagli ai finanziamenti che si sono registrati in questi anni, che hanno determinato una riduzione proprio delle strutture di controllo nel territorio, in particolare quelle del servizio di prevenzione nei luoghi di lavoro, e questo, a caduta, determina maggiori rischi per chi lavora”.

Di “situazione drammatica degli infortuni sul lavoro” ha parlato anche il Sindaco, Luca Vecchi, che ha fatto sapere di aver già convocato la direzione Iren per fare il punto su partita appalti.

Presidio dei sindacati dopo incidente mortale, “Pronto il documento per la promozione di una piattaforma sulla sicurezza”2018-10-11T10:09:20+00:00

Azienda speciale “I Millefiori” di Novellara, così non va: la nota di Cisl e Cgil

“Un altro tentativo di stravolgere i fatti da parte del Comune di Novellara”. È il commento dei segretari della Cisl Funzione Pubblica Fabio Bertoia e della Cgil Funzione Pubblica Maurizio Frigeri alle ultime esternazioni dell’Amministrazione sulla vertenza in atto riguardante l’Azienda Speciale per i servizi sociali, ente strumentale del Comune di Novellara, “I Millefiori”.
I fatti sono ben diversi da quelli descritti e rispediamo al mittente le accuse di non aver accettato il confronto”.
In primis il Comune ha deciso di fondare un’azienda speciale contro il parere delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. La proposta dei sindacati era invece di far confluire il servizio nell’Asp della Bassa reggiana.
“Di fronte a questa situazione – spiegano Frigeri e Bertoia – la nostra ‘conditio sine qua non’ era quella di applicare il contratto delle funzioni locali, fatto che ritenevamo scontato visto nella prima fase del confronto ci era sempre stato detto che l’applicazione del contratto di riferimento non sarebbe stato un problema. Ai dipendenti che continuano ad essere comunali si applica infatti il contratto funzioni locali e ci sembrava scontato che anche ai nuovi assunti sarebbe dovuto essere applicato il medesimo contratto”.
E invece no. “Trincerandosi dietro pareri tecnici, commissionati ovviamente dal Comune stesso – spiegano i delegati sindacali – l’Amministrazione ha deciso di applicare il contratto Sanità privata nonostante fosse pienamente legittimo applicare quello delle funzioni locali, come poi accade ormai da dieci anni dell’azienda speciale di Cavriago ed in altre realtà analoghe in Emilia Romagna.
Ci sembra davvero insostenibile perseverare nella scelta di applicare contratti diversi a dipendenti che nello stesso ente fanno lo stesso lavoro spalla a spalla quotidianamente. La parola d’ordine dello sciopero del 28 settembre sarà “rispetto”, rispetto per quei dipendenti che quotidianamente si occupano degli anziani, ma a questo punto anche rispetto anche per la verità.

Azienda speciale “I Millefiori” di Novellara, così non va: la nota di Cisl e Cgil2018-09-21T15:04:13+00:00

Natalia, sogno in maglia rosa della ballerina siberiana tetraplegica. Aiutata da Anteas #labuonanotizia

Dopo il dramma, la favola della campionessa che vince al Giro d’Italia grazie al supporto, agli allenamenti, e ai volontari di Anteas Servizi. E’ la storia dell’atleta, ora italiana ma di origini siberiane, Natalia Beliaeva, una mamma di 40 anni, ora scandianese, già insegnante di danza a Tomsk, emigrata in Italia 20 anni fa.

È nel 2007 il terribile incidente in autostrada a Bologna “di cui non ricordo nulla, per fortuna, se non che al risveglio non riuscivo a muovermi”, dice lei, rimasta tetraplegica, ma non senza la voglia di vivere, ritornare a fare pratica sportiva e, naturalmente, essere mamma di Aurora, che ora ha 17 anni e Edoardo, di 13.

“A Reggio Emilia – spiega lei – esiste la Società ciclistica Cooperatori che, nel 2016, ha aperto la sezione per le handbike, le particolari bici azionate dalle braccia. Ho deciso subito di partecipare. Non potevo stare ferma. I primi tempi non era facile, dato che dovevano legarmi le mani con scotch e non potevo frenare. Poi la società ha trovato le risorse per una hanbike personalizzata che, ad esempio, avendo il cambio elettronico, mi consente di cambiare le marce col mento. Inoltre, grazie all’impegno del meccanico Rino, possiede una impugnatura particolare adatta alle mie mani. Restava però l’inghippo degli allenamenti, non sapendo come potevo recarmi alla pista Cimurri a Reggio”.

“Abbiamo detto subito di sì – commenta Giuseppe Polichetti, presidente dell’Anteas servizi Emilia Centrale – soprattutto quando Corrado, ora nostro volontario, assieme all’infaticabile Arturo Bonaccorsi e Maurizio Rinaldi, ci hanno chiesto un mezzo speciale per poterla accompagnare a Reggio all’allenamento, una volta a settimana. La missione della nostra associazione, che vive con il 5 per mille, offerte e tessere dei volontari è di aiutare chi ha bisogno”.

“E’ una bella storia – commenta Adelmo Lasagni, presidente della Fnp Cisl Emilia Centrale, la categoria dei pensionati della Cisl attiva nella promozione di Anteas – che dimostra la grandezza della gratuità e dell’aiuto che il nostro mondo ha saputo mettere in campo”.

E’, quindi, anche la storia di Corrado Rossi, un omone di 62 anni dal cuore grande, di Viano, che ci ha messo del suo. Ottenuta la disponibilità del mezzo, non è mai mancato all’appuntamento per gli allenamenti: “ho trovato utile questo impegno in Anteas facendo il volontario. Ne traggo benefici che non avrei mai pensato…”

Sorride Natalia quando ricorda: “la faticosa riabilitazione nel centro di Montecatone a Imola, a San Raffaele di Sulmona, e nella sua Scandiano…” ma il tempo e la sua energia hanno fatto il resto.  La prima gara, ad aprile, ad Abano Terme (Padova) le è valsa la maglia rosa nella sua categoria (WH1, tetraplegici): 25 km di percorso (“e dire che ai primi allenamenti non riuscivo a farne 10”, ricorda la ex ballerina “temevo di non arrivare in fondo”). Poi Il bronzo ai campionati di Darfo Boario Terme, nel Bresciano. “Non si vince nulla, abbiamo un rimborso di 40-50 euro per i trasferimenti, ma per me andare in bicicletta è motivo di grande soddisfazione. Vorrei ringraziare chi mi aiuta, dai volontari di Anteas servizi, tra i quali Corrado, alla società cooperatori, ai meccanici e a tutto il personale, con il presidente della sezione Handbike William Bonvicini.”

Ora la attendono ancora 3 tappe del giro d’Italia e, nel mentre, si è rilassata con la maratona di Albinea.

* * *

“Sono tre i mezzi di Anteas Servizi disponibili sul territorio reggiano per i trasporti delle persone in  difficoltà e che abbiamo attrezzato grazie alle sponsorizzazioni delle aziende locali: si trovano a Reggiolo, Guastalla e Scandiano” spiega Giuseppe Polichetti presidente Anteas Servizi Emilia Centrale. “Ci stiamo impegnando per allargare il servizio, cercare nuovi volontari disponibili, nella gratuità, nel realizzare questi servizi, ovviamente con copertura assicurativa a nostro carico”.

Natalia, sogno in maglia rosa della ballerina siberiana tetraplegica. Aiutata da Anteas #labuonanotizia2018-09-20T12:19:03+00:00

Lavoro, violenza domestica, abitare… a Luzzara, nel paese di Zavattini, Anteas disegna una cittadina più bella #labuonanotizia #anni10

“E’ una Luzzara più bella e ricca di welfare quella che, da quasi un anno, vede al lavoro una decina di volontari di Anteas (l’associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà promossa dalla Fnp e dalla Cisl) a servizio della comunità tutta e dei nuovi bisogni delle persone”. Sono le parole di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale nel commentare il progetto “Comunità in ascolto: accorciamo le distanze”.

“Da sempre come associazione – spiega Giuseppe Polichetti, presidente Anteas Emilia Centrale – ci attiviamo per un coinvolgimento della comunità nelle sue eccellenze e, nel rigenerare reti amicali, il progetto nel territorio di  Luzzara  centra questo obiettivo”.

“Ci eravamo resi conto – spiega Doris Salardi, coordinatrice del progetto – che la cosiddetta fascia grigia di persone in difficoltà, senza lavoro, se non addirittura vittime di violenza era in aumento. Da qui l’idea, all’interno di un progetto finanziato dalla Fondazione Manodori, che ha per capofila il Comune di Quattro Castella, assieme ai  Comuni di Correggio, Scandiano, la Cooperativa sociale Pangea, e con partner  la stessa Anteas, in partecipazione col Comune di Luzzara. Questo progetto nel paese di Zavattini si è concretizzato con un vero e proprio sportello per le persone”.

Qui, presso il polo sanitario di via Filippini 65, di fianco al Cup, il lunedì, martedì e giovedì, dalle 9 alle 12, “le persone, garantite da riservatezza e anonimato, possono chiedere aiuto per le principali difficoltà sociali che stanno caratterizzando la fine degli anni Dieci”, spiega Sadid Aziz, responsabile per la Bassa della Cisl Emilia Centrale.

“In questo sportello non forniamo soluzioni, ma strumenti per affrontare i problemi – riprende la Salardi – ‘perché voglio conoscere me nel rapporto con gli altri’, come diceva Zavattini che qui visse. Pubblicizzato dallo scorso ottobre solo con passaparola e volantinaggio o segnalazione diretta, ha visto i volontari dividersi i compiti a seconda delle rispettive competenze: pianeta anziani, lavoro, donne in difficoltà, volontariato e servizi, per i quali si collabora con Comune, Caritas, l’Associazione Non Da Sola, Auser. Nel concreto sono giunte, “in silenzio e con grandissima dignità,  donne vittime di violenza domestica, tra cui alcune di origine immigrata, una decina di persone in cerca di lavoro, e altre con diverse esigenze, come ad esempio, alla ricerca di alloggio”.

A disposizione si sono messe la stessa Cisl, con il suo sportello lavoro, gratuitamente un’agenzia interinale (Staff), e giovani come la psicoterapeuta Francesca Cagnolati che cura la formazione degli stessi volontari: “Chiedere aiuto – afferma l’esperta – non è un atto di debolezza, ma di estremo coraggio. Questa luzzarese di Anteas è un’ottima esperienza che può essere replicata anche in altri comuni e dimostra come una comunità possa volersi bene”.

Il progetto, che naturalmente è privo di lucro, durerà due anni, dopo i quali dovrà camminare sulle proprie gambe ed autosostenersi.

A sostengo di questa iniziativa è organizzato il pranzo “Il gusto della solidarietà”, il giorno 14 ottobre, alle 12.30, presso il Centro Sociale limitrofo, dal costo di 20 euro (prenotazioni al 3923772112, 3336696752, 3393506837).

 

I VOLONTARI PROTAGONISTI

Ecco qui tutti i volontari di Anteas che si stanno alternando nello sportello di Comunità in ascolto: Angela Bertoli, Clementina Lupi, Cosetta Tonin, Cristina Moietta, Doris Salardi, Giorgia Lusetti, Vanni Fava, Lorenzo Bernini, Cristina Salardi, Cristina Manfredini e Mara Bazzoni.

 

Sulla pagina Facebook della Cisl le video interviste a Doris Salardi, Francesca Cagnolati, e alle volontarie Cristina Moietta, Cosetta Tonin e Clementina Lupi.

 

Lavoro, violenza domestica, abitare… a Luzzara, nel paese di Zavattini, Anteas disegna una cittadina più bella #labuonanotizia #anni102018-09-18T15:11:16+00:00