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Ferrari, Bentivogli: una realtà d’eccellenza Italiana. Uriti: “Ora al lavoro per il rinnovo premio produttività”

#19giugno il Segretario generale della #Fim Cisl Marco #Bentivogli oggi in visita allo stabilimento #Ferrari” di Maranello un’eccellenza dell’automotive italiano nel mondo, un settore che da prestigio e lavoro al nostro paese, che troppo spesso la politica ignora

Oggi una delegazione della Fim Cisl guidata dal segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli ha visitato la fabbrica Ferrari di Maranello “una realtà ha dichiarato il leader Fim di grande eccellenza del settore dell’automotive  del nostro paese, dove innovazione, tecnologia e saper fare dei metalmeccanici italiani creano un prodotto di alta qualità conosciuto e venduto in tutto il mondo.

La Ferrari rappresenta sicuramente un modello in termini di organizzazione del lavoro e grande attenzione alle persone dove  formazione, tecnologia e produzione artigianale sono garanzia della qualità del prodotto. In questo senso bisogna puntare a realizzare nell’intero settore a relazioni industriali partecipative per contribuire insieme a mantenere e migliorare gli  elevati standard produttivi del settore incidendo, insieme, sul miglioramento della produttività condizione necessaria per sostenere gli investimenti su tecnologie e qualità”.

Sul piano contrattuale Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale dettaglia: “In Ferrari avremo a breve il rinnovo del premio competitività, la parte economica del premio di risultato alla quale la Fim ha dato sempre un contributo di proposte e, nel caso, di attenzione alle esigenze dei 3.500 lavoratori”.

 

Ferrari, Bentivogli: una realtà d’eccellenza Italiana. Uriti: “Ora al lavoro per il rinnovo premio produttività”2019-06-19T15:21:32+00:00

Reggio Emilia, i balcani e la guerra: esperienze in dialogo per attraversare il trauma

Le guerre, le fughe, l’essere orfani di guerra o senza padre per l’essere frutto di stupri, donne sole con bambini in aree di povertà assoluta: ci sono questi dolori e queste tragedie sullo sfondo del seminario che si terrà giovedì 20 giugno in città per iniziativa del Progetto Sprar del Comune di Reggio Emilia, gestito dalla cooperativa sociale Dimora d’Abramo, ma ci saranno, soprattutto, i percorsi e i modi attraverso i quali tante realtà locali si sono messe in dialogo e da tempo stanno collaborando con altre esperienze dell’area dei Balcani per “attraversare e condividere i percorsi del trauma”, come sottolinea il titolo del seminario.
L’evento – che rappresenterà anche un momento formativo per volontari, operatori e professionisti che lavorano fianco a fianco di persone che vivono traumi così complessi – chiama in causa operatori sociali con diverse competenze e si inserisce nell’ambito del progetto “Pita e Pasta di Pace” promosso da Iscos Emilia-Romagna (Cisl), cooperativa sociale Madre Teresa (entrambi impegnati in relazioni continue con le aree bosniache sconvolte dalla guerra) insieme al Comune di Reggio Emilia.
Ai lavori – in programma dalle 15,00 alle 18,00 nella sala Zavattini di via F.lli Cervi 70, a Reggio Emilia – interverranno Germana Corradini (dirigente Servizi sociali del Comune capoluogo), Andrea Corsi (Iscos Emilia-Romagna), Luigi Codeluppi (presidente Dimora d’Abramo), Ajna Jusiæ e Aiša Smailoviæ-Hadžihaliloviæ (“Forgetten for children of war” di Sarajevo e associazione “Lotos” di Zenica), Chiara Covri (psicologa e psicoterapeuta, cooperativa sociale Madre Teresa), Erika Bin (referenza accoglienza straordinaria femminile per la Dimora d’Abramo) e Loverci De Moraes (psicologa del progetto Sprar, cooperativa Dimora d’Abramo).
I lavori saranno coordinati da Simona Nicolini del progetto Sprar di Reggio Emilia.

Reggio Emilia, i balcani e la guerra: esperienze in dialogo per attraversare il trauma2019-06-19T15:10:04+00:00

La Cisl sulla violenza (ripetuta) alla stazione a Reggio: «E’ di tipo sessuale. Un rilascio inaccettabile che ha leso la dignità umana»

«La violenza di tipo sessuale va punita» è una Cisl decisa quella che, per voce di Rosamaria Papaleo, segretaria, interviene sul caso della immediata scarcerazione del 28enne con passaporto finlandese arrestato per violenza sessuale dopo aver palpeggiato una poliziotta. E proprio nelle stesse ore in cui la Cisl si esprimeva negativamente sull’accaduto, il 28 enne finlandese aggrediva altre due donne in stazione, brandendo una clava. Non pago dell’arresto di sabato scorso, a seguito del furto, e di atti sessuali contro una poliziotta della Polfer. Sabato era già scattato l’arresto per violenza sessuale aggravata dato che la vittima è un pubblico ufficiale in servizio. Ma la convalida non era stata confermata. «Già questo fatto ci sembrava molto grave, in quanto non rispettoso per chi, essendo di sesso femminile, è impegnato in lavori pericolosi, come il ruolo di poliziotto, ma soprattutto è lesivo della dignità della persona umana. Fatti che, ancora una volta, hanno trovato conferma in quanto accaduto ieri con la nuova aggressione a due donne e il nuovo arresto».

Nell’esprimere la piena solidarietà di tutta la Cisl alle vittime della vicenda – aggiunge Rosamaria Papaleo – ricordo che la Cisl si da anni si batte per la tutela delle donne a partire dai luoghi di lavoro. E di lavoro trattasi nel caso della polizia ferroviaria. Senza entrare nel merito di valutazioni giuridiche che non ci competono riteniamo però che provvedimenti come quello della prima scarcerazione alimentino la sfiducia nelle decisioni della magistratura, rischiando di incentivare un pericoloso e riprovevole sentimento di giustizia fai da te».

Infine, la Cisl si riserva di approfondire l’accaduto nelle sedi opportune.

La Cisl sulla violenza (ripetuta) alla stazione a Reggio: «E’ di tipo sessuale. Un rilascio inaccettabile che ha leso la dignità umana»2019-06-14T08:24:45+00:00

Cgil Cisl Uil su indagine appalti del Comune di Reggio: fugare subito ogni dubbio di illecito

“Esprimiamo la nostra più seria preoccupazione in merito all’oggetto dell’indagine avviata dalla Guardia di finanza su presunte irregolarità in nomine e appalti erogati dal Comune di Reggio Emilia, come resi noti alla stampa questa mattina”. Così Cgil Cisl Uil Reggio Emilia, insieme alle categorie del Pubblico impiego, su quanto riportato dal comunicato delle Fiamme gialle e sulle perquisizioni, ordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, che hanno coinvolto il Comune di Reggio, le sedi di alcune società e professionisti che hanno avuto appalti o servizi dal Comune stesso.

Gli appalti finiti sotto indagine, per la loro complessità, potrebbero avere ripercussioni sui lavoratori dipendenti delle aziende appaltatrici ma anche sulla qualità dei servizi che vengono erogati ai cittadini per due aspetti: quello di chi lavora e quello di chi, come cittadino, usufruisce dell’offerta proposta dall’Ente pubblico.

“La nostra città – sottolineano i sindacati confederali e di categoria – a fronte di tutto ciò che ha vissuto in termini di legalità, in particolare per l’azione esercitata dalla criminalità organizzata, deve prioritariamente fugare ogni dubbio su quanto accaduto negli appalti oggi sotto il riflettore delle Forze dell’ordine: deve farlo con chiarezza e velocità”.

Cgil Cisl Uil su indagine appalti del Comune di Reggio: fugare subito ogni dubbio di illecito2019-06-13T16:38:04+00:00

Disoccupazione, Reggio seconda in Italia: la Cisl chiede un approfondimento “sociale” sui numeri

«Vorremmo chiedere a Istat un’analisi più approfondita del mercato del lavoro affiancata alle tematiche sociali». E’ una Cisl in controcorrente quella che analizza il dato sulla disoccupazione divulgato nei giorni scorsi che colloca Reggio Emilia seconda in Italia, dietro Bolzano (al 2,9%), col più basso tasso di disoccupazione del 4,2%.

«Proprio nei giorni scorsi – commenta il segretario generale William Ballotta – abbiamo svolto un consiglio generale in un istituto scolastico della città per capire cosa sta accadendo. Oggi affermare che la disoccupazione è bassa non è più sufficiente, lo dimostrano i tanti accessi alle nostre categorie e servizi per pratiche e sussidi. Se, in termini assoluti, pare un buon risultato, ci affidiamo agli stessi dati dell’Osservatorio economico camerale che rilevano le fragilità lavorative e sociali reggiane».

«Temiamo – dettaglia Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale con delega al lavoro – che la diminuzione della disoccupazione sia ancora una volta legata all’aumento di lavori saltuari (che formalmente sono registrati come ‘occupati’, anche se per pochi mesi) e a una forte disparità di genere ancora in atto».

Ancora: «E’ bene lavorare, ma dobbiamo altresì considerare cosa c’è a monte del lavoratore: l’indebitamento delle famiglie cresciuto da 120 milioni del 2009, ai 380 di due anni fa e, oggi, solo leggermente diminuito. Non trascurabile, per il benessere delle persone, è anche l’allarmante dato delle famiglie monopersonali (35% in provincia e 42,2% in città, +1,8% sul 2018): è in atto un cambio strutturale della vita che conoscevamo che, purtroppo, crea meno reti e rende a volte la vita più difficile in caso di difficoltà».

Affonda, quindi, la Papaleo sulla differenza di genere che si ripercuote anche sui numeri della disoccupazione: «dato che ancora una volta il calo della disoccupazione è particolarmente intenso per i maschi (a Reggio Emilia il tasso è passato dal 6,4% del 2014 al 2,1% del 2018) e pressoché irrisoria per le donne, essendo passata dal 6,9 al 6,8%. Per il futuro la grande sfida che la Cisl si propone di affrontare è quella non soltanto di includere chi è rimasto fuori o ai margini del mercato del lavoro, ma di contribuire alla creazione di occupazione di qualità. Lo si può fare con la contrattazione aziendale e territoriale con nuove tutele per le categorie di lavoratori e lavoratrici che ne sono prive o le hanno in forme attenuate».

«Siamo fiduciosi – conclude Ballotta – per il segnale molto positivo sull’importante calo del tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni: la provincia di Reggio Emilia, scende dal 24,7% del 2017 all’11,9% del 2018: ma anche in questo caso dobbiamo capire di che tipo di occupazione si tratta. Nell’augurare buon lavoro al confermato sindaco Luca Vecchi, auspichiamo che, tramite il suo aiuto, si possa siglare un patto provinciale per il lavoro  che coinvolga tutta la società reggiana in uno sforzo di condivisione di idee e responsabilità».

Disoccupazione, Reggio seconda in Italia: la Cisl chiede un approfondimento “sociale” sui numeri2019-06-11T08:54:58+00:00

Da Reggio Emilia già 20 pullman in partenza per Firenze: sciopero dei metalmeccanici il 14 per il lavoro

E’ al massimo della potenza il motore organizzativo dello sciopero generale dei metalmeccanici proclamato da Fim Cisl Fiom Cgil e Uilm Uil per venerdì 14 giugno.

Nelle ultime settimane oltre 400 assemblee sindacali sono state svolte nelle fabbriche reggiane, coinvolgendo circa ventimila lavoratori tra  operai e impiegati metalmeccanici della Provincia.

Lo sciopero generale, di 8 ore, riguarda complessivamente circa 35 mila addetti del nostro territorio impegnati in tutti i settori, dall’industria all’artigianato.

Uno sciopero motivato dalla sempre maggiore incertezza sul futuro vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro.

Lavoro e investimenti devono essere rimessi al centro dell’agenda politica – dichiarano le Segreterie di Fim Fiom Uilm – I metalmeccanici chiedono alla rappresentanza politica di questo Paese, ed in particolare al Governo, di ascoltare le richieste che vengono dal mondo del lavoro e di riconoscere il ruolo dei lavoratori”.

Il 14 giugno saranno tre le manifestazioni di metalmeccanici nel nostro Paese: una a Firenze, dove parteciperanno i lavoratori reggiani e i metalmeccanici del Centro Italia;  una a Milano, dove convergeranno impiegati e operai da tutto il Nord e una a Napoli, città coinvolta proprio in questi giorni dalla minaccia di chiusura dello stabilimento Whirlpool che metterebbe a rischio oltre i 440 dipendenti dell’azienda, anche 1500 lavoratori dell’indotto.

Per partecipare alla manifestazione che si terrà a Firenze dalla nostra provincia sono in partenza già circa venti pullman.

“Lo sciopero è necessario per il rilancio di investimenti, politiche strutturali di sostegno al lavoro, lotta all’evasione fiscale, maggiore attenzione alla salute ed alla sicurezza del lavoro, superamento della Legge Fornero ed estensione degli ammortizzatori sociali” afferma Giorgio Uriti, segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale.

I sindacati con questa manifestazione lanciano quindi una campagna per chiedere al Governo di attivare politiche industriali per promuovere l’occupazione, soprattutto nel Meridione, attraverso l’intervento diretto dello Stato, e l’impegno in maggiori investimenti da parte delle imprese.

Le imprese italiane sono quelle che investono meno in Europa – dicono i metalmeccanici di Cgil Cisl Uil – serve un cambio di direzione”.

Il primo punto della piattaforma dei sindacati è il salario, vengono chiesti aumenti e viene chiesto allo Stato di rendere più progressiva la tassazione e ridurre le tasse ai ceti medio bassi.

A fine anno scadrà il contratto nazionale dell’industria –  dichiara Simone Vecchi, segretario generale della Fiom Cgil di Reggio – gli imprenditori reggiani e la Confindustria devono sapere che i lavoratori metalmeccanici reggiani nel prossimo contratto vogliono un aumento superiore all’inflazione e sciopereranno per chiedere salari più alti”.

Lo sciopero unisce i sindacati dei metalmeccanici dopo anni di divisioni, oggi tutti convergono sulla piattaforma per lo sciopero e criticano ferocemente le ipotesi di flat tax che in queste settimane stanno girando sui media nazionali.

La flat tax è un robin hood all’incontrario – dichiara Jacopo Scialla, segretario generale della Uilm Uil Emilia – in Italia bisogna ridurre l’Irpef ai lavoratori con redditi medio bassi, che sono i più tartassati e quelli che più hanno subito la crisi economica, non ai redditi alti che sono passati indenni dalla recessione”.

Sarebbe una grave ingiustizia sociale –  concludono i tre segretari generali – che avrà come conseguenza diretta il taglio di servizi e welfare pubblico”.

Infine,  un appello alla partecipazione: “Senza la partecipazione diretta dei lavoratori alla vita politica del Paese il Parlamento non ha mai preso iniziative mirate all’aumento dei diritti, alla tutela del lavoro, ai bisogni degli ultimi, per questo anche questa volta non ci rassegniamo e invitiamo i lavoratori a scioperare e partecipare alla manifestazione”.

Da Reggio Emilia sono previsti pullman in partenza alle ore 06:00 da Piazzale Europa.

 

 

 

Da Reggio Emilia già 20 pullman in partenza per Firenze: sciopero dei metalmeccanici il 14 per il lavoro2019-06-10T15:13:15+00:00

Uriti (Fim Cisl) a Unindustria: “40.000 metalmeccanici reggiani chiedono rispetto del contratto”

Giorgio Uriti, segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale, replica alle perplessità del presidente del gruppo metalmeccanico di Unindustria Sandro Bordoni, sullo sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici indetto in Italia per il 14 giugno da Fiom, Fim e Uilm.

“Come sindacato – afferma Uriti – ci impegniamo da sempre nel lavoro per la crescita dei dipendenti assieme alle rispettive imprese perché, è evidente, lo stato di salute delle aziende non è slegato dal benessere dei lavoratori”.

“Ci sono, però, temi sui quali – aggiunge il segretario dei metalmeccanici di Reggio e Modena – dobbiamo manifestare con forza la nostra insoddisfazione: il rispetto degli impegni assunti da parte degli imprenditori nell’ultimo contratto nazionale di categoria è uno di questi. Così come l’obbligo formativo sancito nel contratto e la contrattazione di secondo livello per redistribuire la ricchezza prodotta dalle aziende, sono due chiari esempi, rispettati a parole, ma elusi ma nei fatti”.

Prosegue Giorgio Uriti: “I diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, diventano esigibili se c’è il rispetto del contratto nazionale. Prima di chiedere impegni agli altri, è necessario rispettare i propri. Riteniamo pertanto inopportuno che gli imprenditori chiedano di non scioperare e non manifestare a chi, invece, gli impegni li onora da sempre: i lavoratori metalmeccanici, 40.000 solo a Reggio Emilia”.

“Il sindacato – aggiunge il sindacalista – è pronto a fare scelte coraggiose e condivise con gli imprenditori che scommettono sulla crescita dei propri dipendenti in termini di formazione, professionalità, innovazione, occupazione di qualità e non certamente con chi rappresenta il vecchio stereotipo dell’imprenditore ‘col cappello in mano’ che chiede facilitazioni a questo o a quel governo”.

“Le motivazioni per cui è quanto mai necessario scioperare e manifestare venerdì 14 giugno – conclude il segretario dei metalmeccanici cislini -, sono strutturali ed esigono risposte urgenti ed approfondite. Si chiamano rilancio degli investimenti, politiche strutturali di sostegno al lavoro, lotta all’evasione fiscale, maggiore attenzione alla salute ed alla sicurezza del lavoro, contrasto a politiche elettoralistiche di breve periodo, reale riduzione della pressione fiscale su redditi e pensioni mantenendo la progressività della tassazione, superamento della Riforma Fornero, rilancio degli ammortizzatori sociali. Sono sicuro che a Firenze, Napoli e Milano il 14 saremo in migliaia e molto motivati”.

Uriti (Fim Cisl) a Unindustria: “40.000 metalmeccanici reggiani chiedono rispetto del contratto”2019-06-05T21:21:15+00:00

Il settore pubblico si mobilita: reggiani sabato alla manifestazione a Roma

I lavoratori del settore pubblico, della sanità privata e della cooperazione di Reggio e provincia si preparano alla mobilitazione di sabato a Roma promossa da Cgil, Cisl e Uil. “Il futuro è servizi pubblici”. Questa la rivendicazione della manifestazione, cui parteciperanno anche i segretari nazionali dei sindacati confederali, che chiede una globale e maggiore attenzione verso tutto quel mondo di lavoro che eroga i servizi alla persona, che siano sanitaria, sociali o di altra natura.

“I problemi sono numerosi – dichiarano Maurizio Frigeri, Fabio Bertoia e Giuseppe Belloni, segretari della di Cgil; Cisl e Uil della Funzione Pubblica, la categoria che riunisce i lavoratori del pubblico e del terzo settore di Reggio  – a partire dalla sanità privata il cui contratto è fermo da oltre 10 anni. Oppure pensiamo ai vari contratti del settore pubblico che sono già scaduti da oltre 6 mesi”.

Per questo da Reggio saranno circa 200 persone, di tutti i settori di lavoro, che partiranno in giornata per Roma.

“Sarà anche l’occasione per chiedere di annullare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati”. E ancora: “Scendiamo in piazza per chiedere un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato e ottenere finanziamenti adeguati per il Servizio sanitario nazionale, per le politiche sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza”.

Il settore pubblico si mobilita: reggiani sabato alla manifestazione a Roma2019-06-05T06:42:42+00:00

Sindacati, la buona notizia: col rinnovo del contratto aziendale ad Argo Tractors più 76% di produttività oraria!

datecirettaE’ cambiato ed è cambiato in meglio, grazie anche al buon lavoro dei delegati Fim Cisl che hanno coinvolto molti lavoratori in più. Si è concluso nella giornata di oggi lo scrutinio del voto referendario tra gli oltre 1300 addetti delle unità produttive di Fabbrico, di San Martino in Rio e di Luzzara sull’ipotesi di accordo per il rinnovo unitario del Contratto aziendale.

Un’ipotesi siglata dopo oltre una decina di incontri lo scorso 9 Maggio –  alle 6 del mattino e dopo  15 ore di trattative  – dalla Rsu composta da dodici delegati FIOM, sei FIM e sei UILM assistite da FIM-FIOM-UILM provinciali.

Quello che era già apparso chiaro nelle assemblee di illustrazione è stato ulteriormente confermato dal voto certificato dei lavoratori che si sono espressi con una partecipazione molto alta (1097 votanti pari al 86,51% dei presenti negli stabilimenti) e  che hanno approvato l’ipotesi a larghissima maggioranza con 1052 SI (96,42%) e 39 NO (3,58%) e solo 6 schede tra bianche e nulle.

L’ipotesi di accordo approvata, che copre gli anni 2018-2019-2020-2021, prevede il recupero del l’indennità di produttività giornaliera per un montante massimo di € 350 annui non corrisposta nel 2018, anno nel quale erano stati erogati solo gli  € 840 del premio di risultato.

L’accordo prevede che dal 2019 quest’indennità venga sostituita da una indennità oraria che avrà a regime un valore di € 616 per  gli operai (con un incremento del 76%) e di  € 493 (+41%) per gli intermedi e gli impiegati.

L’indennità sarà riconosciuta anche in caso ricorso alla cassa integrazione e  in casi di gravi malattie documentate richiamate nel vigente Contratto nazionale. Non sarà assorbibile dai futuri Ccnl e avrà carattere di ultrattività, cioè rimarrà in essere anche dopo la scadenza del Contratto aziendale e sarà erogata in eguale misura anche ai lavoratori con contratto di somministrazione,  come anche le altre quote salariali.

Il premio di risultato viene aumentato del 13%, arrivando a complessivi € 1580 annui, di cui 675 (42,72%) vengono anticipati in tre rate annuali. Vengono inoltre aumentate le indennità del turno notturno (con maggiorazione complessiva oraria pari al 60%) e vengono innalzate le indennità del 1° e 2° turno (con una media di  € 0,13 per ora di lavorata).

A seguito della incorporazione della ex Emmegi , ora diventata Divisione cabine, è stata inoltre definita l’armonizzazione dei trattamenti salariali, che permetterà ai 120 dipendenti di quella unità di maturare 173 ore di 14^,  oltre ad un aumento della retribuzione pari a € 57 medie mensili, rateizzati nel corso dei prossimi 4 anni.

L’accordo prevede inoltre interventi migliorativi di carattere ambientale di cui alcuni già effettuati nel corso della lunga trattativa. E’ previsto anche il completamento, entro fine anno, delle 24 ore di formazione definita dal Ccnl e che attualmente è stata realizzata al 75%.  Definito inoltre il percorso di confronto sui piani formativi che prevedono il ricorso ai Fondi Interprofessionali.

La RSU, unitamente a FIM FIOM UILM , esprimono la loro grande soddisfazione per la conclusione positiva della trattativa, sviluppata in un contesto di mercato della meccanica agricola non certamente favorevole, ma che vede la Argo Tractors conquistare quote di mercato grazie ad una politica impostata sulla valorizzazione del  Made in Italy, della qualità del prodotto, del servizio e dell’impegno dei lavoratori. Questo dimostra che un buon livello di contrattazione, non pregiudica, ma anzi stimola l’impresa al miglioramento e agli investimenti, che in Argo Tractors hanno visto una importante continuità in questi anni.

 

Sindacati, la buona notizia: col rinnovo del contratto aziendale ad Argo Tractors più 76% di produttività oraria!2019-05-30T16:04:40+00:00

“Dateci retta”: anche centinaia di pensionati reggiani in piazza il 1 giugno a Roma

I sindacati dei pensionati di Cisl, Cgil e Uil si preparano a una grande manifestazione a Roma, il prossimo 1º giugno, per protestare contro il governo per la mancata rivalutazione delle pensioni e per le misure finora adottate a danno dei più deboli.

“Il governo -spiegano Marino Favali, di Fnp Cisl Emilia Centrale, Matteo Alberini, di Spi Cgil e Ferdinando Guidetti di Uilp – continua a non ascoltarci, continuando a prendere misure a danno delle fasce più deboli della società, pensionati in primis. Nulla, infatti, è stato previsto sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, tutti temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie”.

Per questo motivo, dopo la decisione di procedere al taglio della rivalutazione delle pensioni, in vigore dal 1 º aprile, i pensionati delle tre sigle sindacali reggiane, con centinaia di reggiani in partenza, si ritroveranno in piazza a San Giovanni a Roma per testimoniare ”il clima di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti di un governo che non ha voluto finora ascoltare le loro richieste in tema di pensioni, tasse, sanità e assistenza”.

“Dateci retta”: anche centinaia di pensionati reggiani in piazza il 1 giugno a Roma2019-05-30T16:59:11+00:00