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I sindacati sull’inchiesta “Angeli e demoni”, sia fatta verità in fretta

Avendo appena appreso dalla stampa quanto emerso sulle indagini in corso in merito alla operazione “Angeli e Demoni”, relative ad un presunto coinvolgimento del Sindaco di Bibbiano e di un’altra ventina di indagati  con capi di imputazione che vanno dall’abuso d’ufficio alla violenza privata e alla tentata estorsione,  le organizzazioni sindacali (CGIL CISL UIL di Reggio Emilia unitamente alle categorie del pubblico impiego FP CGIL , CISL FP e UILFPL) esprimono forte preoccupazione per i reati ipotizzati.

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I sindacati sull’inchiesta “Angeli e demoni”, sia fatta verità in fretta2019-06-27T16:07:42+00:00

Amministrazione giudiziaria: sciopero nazionale il 28 giugno. A Reggio presidio davanti al Tribunale

Venerdì 28 giugno Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa hanno indetto uno sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Amministrazione Giudiziaria.

Alla base della protesta vi sono in primo luogo le mancate assunzioni, ben al di sotto del fabbisogno (come da art. D.L.vo 6 e 6 ter 165/2001),  e il mancato rispetto da parte del Governo degli accordi del 2017, cioè il mancato riconoscimento ai dipendenti dei Tribunali e delle Procure di quanto concordato su salari e riqualificazione del personale.

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Amministrazione giudiziaria: sciopero nazionale il 28 giugno. A Reggio presidio davanti al Tribunale2019-06-27T09:40:00+00:00

Brescello, nuova operazione anti ‘ndrangheta. Cgil, Cisl e Uil: “Dichiarazioni non appropriate dal governo. Allentare il sistema dell regole la favorisce”

Grande preoccupazione e forte sostegno alla Magistratura per gli esiti della importantissima indagine di ‘ndrangheta (operazione Grimilde) che, in queste ore, ha portato a 16 arresti, a 72 persone indagate, a cento perquisizioni ed al sequestro di beni e aziende per diversi milioni di euro, nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, oltre a diramazioni delle indagini in Lombardia, Calabria, Puglia, Lazio e Veneto.

E’ evidente che siamo di fronte ad un quadro in assoluta continuità con la prima indagine Aemilia. Le tipologie dei reati di mafia (estorsioni, usura, riciclaggio, truffa aggravata, intermediazione di manodopera, intestazione fittizia di beni ed altro ancora), le caratteristiche di penetrazione in pezzi consistenti dell’economia, le forme di sfruttamento del lavoro, rappresentano tutti elementi che avevamo visto e ben conosciuto nel maxi processo contro la ‘ndrangheta che si è celebrato in questa regione, prima a Bologna e poi a Reggio Emilia.

Non siamo quindi stupiti ma siamo preoccupati del fatto che questi reati sono stati messi in atto mentre era in corso il processo Aemilia e considerato anche che alcuni dei personaggi oggetto delle misure cautelari erano controllati dalle forze dell’ordine, a partire dagli esponenti della famiglia Grande Aracri.

Avevamo chiaro da tempo che non sarebbero bastati i pur importanti esiti del più grande processo alla ‘ndrangheta che si sia mai svolto in Italia, per determinare la conclusione di queste vicende. Lo avevamo capito durante il processo, anche a fronte di inquietanti dichiarazioni di alcuni pentiti. Lo avevamo denunciato noi stessi, in occasione della recente audizione della Commissione Parlamentare Antimafia, descrivendo un quadro dell’azione messa in atto dalle mafie, da est a ovest della nostra regione, assolutamente preoccupante ed attuale.

Per questo consideriamo non utili le dichiarazioni di esponenti del Governo, a seguito della nuova indagine di ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Ancora una volta infatti emerge, con nettezza, il fatto che l’allentamento del sistema delle regole, nell’economia, nel lavoro, nella regolazione degli appalti, rappresentano il terreno fertile per la penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, favorita da una competizione giocata sui costi e non sulla qualità del lavoro. Abbassare la guardia rispetto al sistema di controlli sugli appalti significa spalancare la strada alle mafie ed all’ulteriore sviluppo dei fenomeni corruttivi.

Anche per queste ragioni – lo abbiamo detto anche a Reggio Calabria in occasione della grande manifestazione di sabato scorso indetta da Cgil Cisl Uil – consideriamo pericolosi i provvedimenti contenuti nel cosiddetto decreto “sblocca cantieri”. 

Nello stesso tempo, quanto emerge anche dalla indagine odierna della Magistratura, ci rafforza nella convinzione che sia necessario agire su scala locale dando continuità e consolidando gli strumenti di prevenzione a presidio della legalità e a salvaguardia dei diritti dei lavoratori contenuti nel Il Testo Unico per la promozione della legalità e la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili (la l.r. 28 ottobre 2016, n. 18), frutto del Patto per il Lavoro, e nei diversi protocolli sottoscritti con gli Enti Locali e le società partecipate.

 

Le Segreterie CGIL CISL UIL Emilia Romagna

Brescello, nuova operazione anti ‘ndrangheta. Cgil, Cisl e Uil: “Dichiarazioni non appropriate dal governo. Allentare il sistema dell regole la favorisce”2019-06-25T15:57:31+00:00

Cisl, Anteas, Ceis e Dora: colletta alimentare da martedì tre giorni per famiglie in difficoltà  

Un gesto che costa poco, ma di grandissimo valore: è l’impegno alla solidarietà verso i più poveri. Anteas, Cisl Emilia Centrale e Ceis, anche quest’anno, promuovono una colletta alimentare per raccogliere cibo e altri beni di prima necessità per le persone in difficoltà.

Martedì 25 e mercoledì 26 dalle 9:30 alle 10:30 e giovedì 27 dalle 9.00 alle 10.00 e dalle 15.00 alle 16.00, infatti, presso la sala Rossi della sede Cisl Emilia Centrale a Reggio Emilia, in via Turri 69, i volontari di Anteas raccoglieranno beni alimentari come carne in scatola, caffè, pasta, riso, detersivi e saponi per sostenere alcuni progetti di distribuzione alimentare della città.

Circa una cinquantina di famiglie in difficoltà del quartiere (aiutate da Anteas, Cisl Emilia Centrale e Ceis), e un’altra cinquantina di famiglie aiutate da Dora, l’emporio solidale di Reggio gestito da Dar Voce, il Centro servizi per il volontariato che di via Trento Trieste; un minimarket dove le persone disagiate possono fare la spesa e accedere a corsi di formazione per trovare un nuovo impiego.

“In questo modo – commenta Andrea Sirianni, segretario di Cisl Emilia Centrale –  speriamo di offrire un contributo concreto per aiutare le persone alle prese con difficoltà economie e sociali. Questo in un momento storico nel quale, oltre la passata crisi, la coesione sociale e la solidarietà tra cittadini si dimostra un elemento essenziale per la vita della città”.

 

Cisl, Anteas, Ceis e Dora: colletta alimentare da martedì tre giorni per famiglie in difficoltà  2019-06-24T13:08:24+00:00

Reggio Emilia: una settimana di incontri internazionali. Il progetto di Iscos ospita in città una ricca delegazione di Bosnia e Serbia, nel segno della pace

Una settimana di nuove iniziative fino al 27 giugno 2019 per rafforzare i legami tra Reggio Emilia e la Bosnia-Erzegovina: prende il via una nuova tranche di appuntamenti e incontri del progetto “Pita e Pasta di Pace”, il percorso che vede protagoniste donne di associazioni e organizzazioni al femminile della Bosnia Erzegovina, promosso dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e Iscos Emilia-Romagna in collaborazione con la cooperativa sociale Madre Teresa e la Fondazione Mondinsieme, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Un ponte di pace, dialogo e collaborazione in nome del dialogo interculturale, della coesione e della cooperazione internazionale, che in questi ultimi anni ha portato a realizzare diversi scambi e progetti tra il territorio reggiano e la nazione balcanica.
A partire da 19 giugno e per tutta la prossima settimana Reggio Emilia ospiterà una delegazione composta da diversi rappresentanti di fondazioni, associazioni e organizzazioni della società civile della Bosnia Erzegovina e della Serbia, di cui fanno parte: Selma Hadžihalilović, Denjia Hidić e Jadranka Miličević della Fondazione Cure (Sarajevo), Ifeta Mejremić e Tamara Cvetković,  dell’associazione Jadara (Konjević Polje), Ajna Jusić di ‘Forgotten Children of war’ (Sarajevo), Aiša Smailbegović Hadzihalilović dell’associazione Lotos (Zenica), Elvedina Alić dell’associazione Donne (Konjić) e Staša Zajović delle Donne in Nero (Belgrado).

L’APPUNTAMENTO – Incontri, visite, laboratori e scambi culturali che riguarderanno ambiti diversi, e in particolare il welfare, cultura e diritti umani e che si concluderanno con un momento di restituzione pubblica durante il Mercoledì Rosa del 26 giugno. Incontri, laboratorio gastronomici, street-food, mostre, musica e burattini: saranno questi gli ingredienti delle diverse iniziative in programma lungo via Roma tra piazza Scapinelli e la bio osteria la Gabella di via Roma. Le iniziative delle serata saranno l’occasione per ricordare anche una delle giovani donne protagoniste del progetto di scambio con la Bosnia, Joy, venuta a mancare nel corso degli ultimi mesi. Ad aprire la serata sarà, alle ore 18 e alle 19 in piazza Scapinelli, il Laboratorio di preparazione della Pita aperto al pubblico: un modo divertente per conoscere una delle pietanze bosniache più gustose e mettersi alla prova con la cucina balcanica, apprendendo i segreti di questo piatto direttamente dalle donne delle associazioni bosniache. Sempre in piazza, alle 19.30, prenderà il via lo street food con piatti della tradizione reggiana e bosniaca a supporto dei progetti di cooperazione promossi da Iscos Emilia-Romagna.
Alle 18, alla Ghirba biosteria della Gabella, è invece in programma l’incontro “Balcani: 20 anni di Pace Fredda”, dialogo con Luca Leone (giornalista) e Staša Zajović (Donne in Nero Belgrado). A seguire, alle 19.30, sempre presso la Gabella e nello Spazio Quarantanove di via Roma, inaugurerà la mostra “Uno scorcio di Bosnia” realizzata da Agesci gruppo 4 tra immagini e esperienze.

In serata sono infine in programma due diverse iniziative. Alle 21, al Labart/parco Santa maria, va in scena “Sandrone soldato”, spettacolo di burattini e marionette da tavolo rivolto ad un pubblico di giovani ed adulti sui temi dell’atrocità della guerra, grande affare per pochi e grande tragedia per tutti, e sulla necessità della fratellanza. Alle 22, infe, in piazza Scapinelli, si svolgerà il concerto “Le chemin des femmes e Le core, voci indisciplinate – In memoria di Joy” a cura del coro Le Chemin des Femmes, fondato a Modena nel 2008, composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale unite dalla comune passione per il canto e dal desiderio di promuovere la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce. La serata sarà introdotta da
Andrea Cortesi, direttore Iscos Emilia-Romagna, e da Lisa Vezzani, vice-presidente  Cooperativa Madre Teresa.
Per iscriversi alle diverse iniziative è possibile contattare iscos.emiliaromagna@cisl.it

GLI INCONTRI – A dare il via al programma degli incontri è stato, oggi pomeriggio, l’incontro di formazione “Attraversare e condividere i percorsi del trauma. Approcci e esperienze in dialogo tra i Balcani e Reggio Emilia”, promosso dai servizi Sociali e Intercultura del Comune, sull’elaborazione di traumi con donne e uomini dei Balcani e di altre parti del mondo, con la partecipazione gli operatori dei Poli Sociali, l’associazione Nondasola, gli operatori dei servizi comunali e gli psicologi dell’accoglienza del sistema Sprar.
Sempre sul tema del welfare e dei servizi, in questi giorni la delegazione proveniente dalla Bosnia-Erzegovina ha in programma diverse visite e incontri con i servizi gestiti dal Comune e con le realtà che operano sul territorio, tra cui il Polo sociale Est, la Polveriera, la Casa delle Donne di Reggio Emilia, il centro famiglie straniere, Casa Sara e la Buona Terra gestiti dalla cooperativa Sociale Madre Teresa, la Filef e la cooperativa sociale Rigenera.
Venerdì 21 giugno la delegazione incontrerà la segreteria della Cisl Emilia Centrale che da diversi anni supporta i progetti promossi dalle associazioni bosniache, mentre sabato 22 giugno, alle ore 9.45, nella Sala Rossa del comune di Reggio Emilia è infine in programma un incontro con le associazioni del Coordinamento per i Diritti Umani, che vedrà tra i relatori esponenti delle associazioni bosniache coinvolte. Nuovo appuntamento infine lunedì 24 giugno, alle ore 18, nello spazio Via Cassoli Uno dove si confronteranno le associazioni giovanili del territorio.

VIA ROMA – Sabato 22 giugno dalle ore 15.30 la delegazione bosniaca sarà ospite del Comitato dei cittadini di Via Roma e della Compagnia Pietribiasi/Tedeschi per Memorie dal Suolo un percorso di visita e incontri tra i luoghi e le residenze di via Roma e dintorni. Il percorso si aprirà dalla Gargotta del Popol Giost, visiterà gli appartamenti di Giuliana e Betta, effettuerà incontri presso l’Ortoparco di Santa Maria, Ghirba biosteria della Gabella, la casa famiglia di via Ferrari Bonini e lo spazio 49.

IL PROGETTO ‘PASTA E PITA DI PACE’ – L’inclusione sociale parte dalla conoscenza dell’altro e dallo scambio culturale di competenze umane e professionali. Mani in Pasta, il progetto femminile di formazione al lavoro per persone in difficoltà promosso dalla cooperativa sociale Madre Teresa, ha risposto all’invito fatto alcuni mesi fa durante una visita a Reggio Emilia dall’associazione Jadar, formata da donne sopravvissute al genocidio di Srebrenica, facendosi portavoce dell’esperienza gastronomica reggiana e aprendosi al territorio bosniaco, per favorire uno sviluppo formativo che parta dall’acquisizione delle principali tecniche di produzione di pasta fresca. Il progetto, unico nel suo genere, vede come partner di azione Iscos Emilia-Romagna, la realtà di cooperazione internazionale promossa dalla Cisl regionale, che da più di quindici anni lavora in Bosnia Erzegovina con organizzazioni della società civile per favorire i diritti umani e sostenere i gruppi marginali e più deboli.
L’obiettivo di questo incontro è quello di coniugare due aspetti differenti ma ugualmente importanti. Il primo è segnato da una visione culturale delle attività, caratterizzata dallo scambio di esperienze, conoscenze e capacità femminili presenti nelle rispettive realtà territoriali. Il secondo aspetto è di carattere più umanitario e riguarda il difficile passato di entrambi i gruppi di donne che si conosceranno personalmente.

Reggio Emilia: una settimana di incontri internazionali. Il progetto di Iscos ospita in città una ricca delegazione di Bosnia e Serbia, nel segno della pace2019-06-21T13:19:59+00:00

Salumificio Sare: stato di agitazione e lunedì incontro di Fai e Flai col sindaco di Bibbiano

I 26 dipendenti dello storico salumificio Sare di Bibbiano sono in stato di agitazione. Il 20 maggio scorso l’azienda ha avviato la procedura legale di licenziamento collettivo dei 26 dipendenti in forza presso lo stabilimento; la successiva fase di confronto sindacale si è chiusa il 19 giugno senza che le parti – azienda, Rsu e sindacati – abbiano raggiunto un accordo sulle condizioni di uscita dei lavoratori.

In particolare l’azienda ha risposto negativamente alle richieste avanzate dalla parte sindacale in tema di garanzie sulle somme dovute (retribuzioni correnti e Tfr, principalmente) e di ricorso alla Cigs in deroga (ai sensi dell’ art 44 del cd. Decreto Genova) in ragione della proposta avanzata dall’azienda di differire nel tempo il relativo pagamento senza offrire alcuna garanzia in caso di mancato pagamento di quanto dovuto. La proposta aziendale è stata rigettata dall’assemblea dei lavoratori che ha dato mandato alle strutture sindacali di non accogliere l’ impianto proposto dall’azienda.

Attualmente si è in attesa dell’ avvio della fase pubblica della vertenza prevista dalla legge che disciplina i licenziamenti collettivi, prevista nei primi giorni di luglio.

Una delegazione dei lavoratori sarà ricevuta lunedì mattina alle ore 10 dal sindaco del Comune di Bibbiano; in occasione dell’ incontro si terrà anche un presidio presso la sede del Municipio stesso.

Salumificio Sare: stato di agitazione e lunedì incontro di Fai e Flai col sindaco di Bibbiano2019-06-21T13:21:53+00:00

Ferrari, Bentivogli: una realtà d’eccellenza Italiana. Uriti: “Ora al lavoro per il rinnovo premio produttività”

#19giugno il Segretario generale della #Fim Cisl Marco #Bentivogli oggi in visita allo stabilimento #Ferrari” di Maranello un’eccellenza dell’automotive italiano nel mondo, un settore che da prestigio e lavoro al nostro paese, che troppo spesso la politica ignora

Oggi una delegazione della Fim Cisl guidata dal segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli ha visitato la fabbrica Ferrari di Maranello “una realtà ha dichiarato il leader Fim di grande eccellenza del settore dell’automotive  del nostro paese, dove innovazione, tecnologia e saper fare dei metalmeccanici italiani creano un prodotto di alta qualità conosciuto e venduto in tutto il mondo.

La Ferrari rappresenta sicuramente un modello in termini di organizzazione del lavoro e grande attenzione alle persone dove  formazione, tecnologia e produzione artigianale sono garanzia della qualità del prodotto. In questo senso bisogna puntare a realizzare nell’intero settore a relazioni industriali partecipative per contribuire insieme a mantenere e migliorare gli  elevati standard produttivi del settore incidendo, insieme, sul miglioramento della produttività condizione necessaria per sostenere gli investimenti su tecnologie e qualità”.

Sul piano contrattuale Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale dettaglia: “In Ferrari avremo a breve il rinnovo del premio competitività, la parte economica del premio di risultato alla quale la Fim ha dato sempre un contributo di proposte e, nel caso, di attenzione alle esigenze dei 3.500 lavoratori”.

 

Ferrari, Bentivogli: una realtà d’eccellenza Italiana. Uriti: “Ora al lavoro per il rinnovo premio produttività”2019-06-19T15:21:32+00:00