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Quota 100: negli uffici Inas Cisl tutte le informazioni per capire meglio

La legge di stabilità ha confermato la possibilità di andare in pensione con “Quota 100”, cioè sommando 62 anni di età e 38 di contributi.

Per accedere a questo nuovo tipo di pensione anticipata, però, saper fare la somma non sarà sufficiente.

“È fondamentale valutare tutti gli aspetti del proprio percorso lavorativo e previdenziale per effettuare la scelta migliore – chiarisce Lorenzo Bonini, responsabile dell’Inas Cisl di Reggio Emilia”.

In questi giorni, infatti, sono moltissimi i cittadini che si stanno rivolgendo ai patronati della Cisl delle province di Reggio Emilia e Modena  per capire se possono andare in pensione con il nuovo meccanismo.

“Siamo a disposizione di tutti coloro che vogliono saperne di più di “Quota 100”, conclude Bonini. Per tutte le persone che si rivolgono a noi confezioniamo uno studio personalizzato della posizione contributiva, per verificare la soluzione pensionistica più conveniente e per inoltrare la domanda di pensione”.

Quota 100: negli uffici Inas Cisl tutte le informazioni per capire meglio2019-01-21T17:24:01+00:00

Santa Maria Nuova approvata dalle Rsu la piattaforma per la contrattazione decentrata

Nella giornata dell’8 gennaio, presso le aule della formazione del presidio ospedaliero Santa Maria Nuova, con la partecipazione delle segreterie provinciali di Cgil Cisl e Uil di categoria, è stata approvata a larghissima maggioranza dai rappresentanti sindacali dei lavoratori da poco eletti nelle Rsu, la piattaforma per la contrattazione decentrata aziendale in applicazione del Cccnl 2016/2018 del comparto sanità del 21 maggio 2018.

Con questa piattaforma ci si prefigge di avviare una nuova stagione della contrattazione aziendale in grado di dare risposte concrete, soluzioni ai numerosi problemi che, in una azienda di grandi dimensioni e complessità come l’Ausl/Ircss di Reggio Emilia, si riscontrano quotidianamente tra i dipendenti ai quali si chiede di garantire ai cittadini, ogni giorno di più, servizi di qualità all’altezza dei bisogni crescenti in una sanità che cambia.

Per i rappresentanti dei lavoratori, le Rsu appunto, e per le organizzazioni sindacali, questa piattaforma dovrà rappresentare un punto di partenza: per dare centralità, dignità e continuità alla contrattazione nei luoghi di lavoro in una realtà, come quella della sanità pubblica reggiana, sottoposta mai come in questi ultimi anni a continui mutamenti sul versante dell’innovazione e dell’organizzazione del lavoro, anche a seguito della fusione delle due aziende sanitarie reggiane.

I contenuti di questa piattaforma saranno le linee guida del nostro “piano di lavoro” per i prossimi anni, per affrontare le numerose sfide che ci attendono a partire dal rafforzamento del ruolo di rappresentanza in un rapporto più stretto con le lavoratrici e con i lavoratori che operano nella nostra azienda grazie al loro consenso.

I temi contenuti nel documento, oltre a recepire le novità introdotte dal nuovo contratto nazionale, puntano a migliorare le condizioni per i dipendenti sviluppando attraverso il confronto aspetti inerenti l’organizzazione del lavoro, la conciliazione dei tempi vita e lavoro, l’orario di lavoro, l’occupazione stabile, il riconoscimento e i progetti di sviluppo professionale, il welfare integrativo, il benessere organizzativo e la formazione. E, non di meno importanza, anche la parte economica (progressioni, incarichi e revisione del sistema incentivante).

Ai lavoratori presenti alle assemblee verrà illustrata la piattaforma e, una volta ottenuto il mandato, verrà inviata all’azienda per procedere con l’avvio del confronto che, ci auguriamo tutti, porti benefici ai dipendenti dell’Ausl.

Dopo tanti anni di blocco contrattuale è interesse dei lavoratori partecipare in modo massiccio alle assemblee che si svolgeranno nel mese di gennaio.

Quello sarà il luogo dove i dipendenti potranno condividere i contenuti della piattaforma e apportare eventuali suggerimenti per conferire a Rsu e sindacati un forte mandato utile per l’apertura del confronto con l’Azienda e il suo sviluppo fino a una positiva conclusione.

 

Cisl Fp, Gennaro Ferrara

Fp Cgil Reggio Emilia, Maurizio Frigeri

Uil Fpl, Mauro Chiarini

Santa Maria Nuova approvata dalle Rsu la piattaforma per la contrattazione decentrata2019-01-11T06:19:11+00:00

Un anno nuovo diverso, cattolici e mussulmani assieme alla mensa Caritas

Cattolici e mussulmani insieme per fare del bene, nel momento più significativo dell’anno per la nostra religione.

È successo giovedì 27 dicembre 2018 alla mensa Caritas di via Adua a Reggio Emilia, quando alcuni volontari reggiani di Anteas Reggio Emilia l’associazione di volontariato promossa dalla Cisl Emilia Centrale e Fnp, e il Centro di Ascolto di Fabbrico hanno prestato servizio con alcuni volontari e volontarie pakistani di fede musulmana.

L’iniziativa è stata promossa da Anika, ragazza pakistana che studia ingegneria elettronica a Modena, che ha direttamente contattato la comunità d’ascolto Caritas di Fabbrico per poter festeggiare il Natale con suoi famigliari e i volontari di Anteas.

“Gesù ci insegna l’altruismo, – scrive nella sua lettera di ringraziamento – ad aiutare e ad alleviare le sofferenze dei malati. Un insegnamento che dobbiamo tenere a mente per rafforzare il dialogo interreligioso”.

Un auspicio di un nuovo anno speciale anche perché  durante la preghiera era presente anche l’Imam della loro comunità.

Un anno nuovo diverso, cattolici e mussulmani assieme alla mensa Caritas2019-01-01T11:00:57+00:00

Il Natale alternativo dei volontari settantenni di Anteas alla mensa dei poveri

Un Natale al servizio dei più bisognosi. E’ quello che hanno trascorso un gruppo di settantenni di Anteas Reggio Emilia Cisl presso il servizio mensa Caritas, in via Adua di Reggio Emilia che rimarrà aperto, grazie a loro, anche per tutto il periodo delle feste natalizie.

“Lavoriamo in stretto rapporto con tutte le parrocchie della provincia – racconta Licinio Paterlini, responsabile della mensa – Ogni anno facciamo circa 230 aperture. E per Natale saremo aperti fino al 7 di gennaio. Ogni giorno – aggiunge – prepariamo dai 100 ai 115. I nostri ospiti sono di tutte le nazionalità: marocchini, ucraini, nigeriani e anche tanti italiani. Il gruppo è molto variegato. Purtroppo stiamo assistendo a una certa cronicità del fenomeno: vediamo gli stessi bisognosi da diversi anni e questo significa che difficilmente si riesce a rientrare nel mondo del lavoro. Per accedere al servizio bisogna recarsi ai centri d’ascolto Caritas e dimostrare il reale stato di bisogno. In questo modo si può ottenere una tessera che permette di venire della mensa. Il cibo che serviamo viene recuperato dalla grossa distribuzione o da donazione. E’ davvero poco quello che comperiamo”.

 

“I nostri volontari sono tutti pensionati vicino ai settant’anni- dice il presidente di Anteas, Mario Dallasta, -, finora abbiamo radunato oltre 50 persone che prestano lo loro disponibilità in questo tipo d’attività e ci aiutano gestire la mensa”.

E a Natale un’apertura straordinaria: “Anche il giorno di Natale la mensa era aperta. Passare le festività in mezzo ai poveri è un’esperienza unica. Dobbiamo allargare il senso di famiglia e aprirci alle sofferenze degli altri anche in questi giorni di festa”.

 

Il Natale alternativo dei volontari settantenni di Anteas alla mensa dei poveri2018-12-26T11:06:49+00:00

“Inaccettabile il 40% di molestie nei luoghi di lavoro”. Reggio Emilia “firma” per le donne con centrali cooperative e sindacati


 

Cisl Emilia Centrale, Cgil Reggio Emilia, e Uil Modena e Reggio hanno firmato con la rappresentanza del mondo cooperativo LegaCoop Emilia Ovest, Confcooperative Reggio Emilia e Agci un importante protocollo per prevenire le molestie e violenze sui luoghi di lavoro.

Solo negli ultimi tre anni, secondo i dati Istat, su base nazionale, sono state 167mila le donne che sul luogo di lavoro o in fase di colloquio assuntivo, hanno subito forme di violenza, con una prevalenza a livello di comparti, nei settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche ed in quello del lavoro domestico.

Ed è emblematico che nell’80% dei casi le vittime non ne abbiano parlato sul posto di lavoro, quasi nessuna abbia denunciato quanto accaduto alle forze dell’ordine. Su base locale una recente indagine di Associazione Donne Giustizia, parla del 40% di lavoratrici vittime di molestie.

L’accordo siglato, che dà attuazione a quanto sottoscritto dalle tre centrali nella scorsa primavera a livello Regionale “è molto importante – spiegano le organizzazioni sindacali e le associazioni cooperative per voce di Elvira Meglioli, segretaria Cgil di Reggio Emilia, Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl, Ferdinando Guidetti, segretario Uil di Modena e Reggio, Antonella Albertini responsabile settore lavoro e servizi di Confcooperative, Loretta Losi responsabile settore sociale di Legacoop Emilia Ovest, Milena Avanzini, Agci – per fare fronte comune e contrastare questo fenomeno. Ora intendiamo rafforzare le alleanze già costruite e costruirne altre in modo da ridurre sempre più, fino a raggiungere un auspicabile azzeramento di questi fenomeni per garantire un ambiente di lavoro sano”.

“L’accordo – proseguono – sarà diffuso sul territorio e sarà richiesto alle imprese aderenti di sottoscrivere il principio, sotteso, di inammissibilità di qualsiasi atto o comportamento che si configuri come violenza e molestia sui luoghi di lavoro attraverso una dichiarazione formale e introdurre una capillare attività di informazione. Dal punto di vista operativo saranno promosse adeguate iniziative formative finalizzate alla prevenzione delle violenze e delle molestie e per garantire il rispetto della salute, del benessere e della dignità della persona, di promuovere attività per l’inserimento lavorativo di vittime delle violenze, e di monitorare la realizzazione e gli esiti delle suddette azioni attraverso l’attivazione di tavoli congiunti”.

Infine, “nell’ambito della contrattazione di secondo livello le Rsu potranno contribuire a definire codici di condotta, linee guida e buone prassi per prevenire e contrastare le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di rafforzare  la presente intesa”.

“Inaccettabile il 40% di molestie nei luoghi di lavoro”. Reggio Emilia “firma” per le donne con centrali cooperative e sindacati2018-12-18T11:44:45+00:00

Caso Ina-Assitalia Adiconsum: “Caso Petroni, sentenza troppo mite, ma risarciti il 90% dei consumatori”

 

Dopo la condanna a 4 anni di reclusione e 2 mila euro di multa all’ex subagente Ina Assitalia di Castelnovo Monti Sergio Petroni, per avere fatto sparire una decina di milioni di euro dei suoi clienti, interviene Adiconsum, l’associazione dei consumatori promossa dalla Cisl Emilia Centrale.

“Capiamo la rabbia dei consumatori – afferma Adele Chiara Cangini, referente del sindacato dei consumatori – a fronte di una sentenza sì celere, ma certamente troppo mite rispetto all’entità della truffa perpetrata. I consumatori per la maggior parte sono stati risarciti attraverso il tavolo conciliativo instaurato tra le associazioni e Generali Italia – subentrata ad Ina Assitalia -, quest’ultima in qualità di ex datore di lavoro del sig. Sergio Petroni. Solo come Adiconsum abbiamo recuperato oltre3 milioni di euro”.

“Come Adiconsum – aggiunge il legale di Adiconsum Katia Canali – cercheremo di ottenere, attraverso le opportune azioni giudiziarie, 20 mila euro di costituzione in parte civile, al momento non concessi in quanto Petroni risulta nullatenente.

 

Da segnalare il fatto che Generali (con cui Ina Assitalia si è fusa) punta ad un risarcimento dallo stesso Petroni di 10 milioni di euro, di cui 9 già liquidati ai risparmiatori truffati. “Esprimiamo apprezzamento – conclude la Cangini – per la compagnia che si è fatta carico di un problema notevole, rimborsando ad oggi la maggior parte dei clienti”.

Alle forze inquirenti spetta ora il compito di scoprire dove sono finiti i soldi di Petroni. La stessa Generali si è costituita parte civile.

 

Caso Ina-Assitalia Adiconsum: “Caso Petroni, sentenza troppo mite, ma risarciti il 90% dei consumatori”2018-12-14T09:16:12+00:00

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma

“Il territorio reggiano deve affrontare questi temi in appositi tavoli territoriali concertati tra le diverse istituzioni e associazioni” sono le parole di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, nel commentare, a Reggio Emilia, gli ultimi dati riportati dall’Ispettorato del Lavoro. “In questa casistica dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 sono state controllate dagli ispettori del lavoro oltre 400 aziende in tutta la provincia e il 37% di queste, circa 150, sono risultate non a norma. Un sentinella di irregolarità sul lavoro allarmante quando, come Cisl, ribadiamo come la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile e sviluppata”.

“Ma la provincia di Reggio Emilia – dettaglia Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – non è meno virtuosa di altre. Bisogna tenere conto, infatti, che la percentuale di aziende irregolari è relativa a quelle controllate. E nonostante la carenza di personale, più volte da noi denunciata, le verifiche sono state effettuate come di dovere. Inoltre i lavoratori stanno prendendo per fortuna sempre più consapevolezza dei loro diritti e decidono di denunciare sempre più spesso. A oggi le denunce che pervengono all’ispettorato territoriale fatte dai lavoratori sono state circa 200”.

Un secondo motivo che ha incentivato il lavoro irregolare è l’assenza di una forma contrattuale adatta per regolare il lavoro occasionale e i piccoli lavoretti stagionali. “Dopo che sono stati cancellati i voucher con il governo Gentiloni, non è stato più adottato un meccanismo semplice e agevole per favorire il lavoro regolare”, spiega la sindacalista.

E, in merito alla riforma strutturale del lavoro “essa dovrà prevedere garanzie sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Per questo occorre intervenire – conclude Papaleo –  con misure efficaci per garantire da un lato chi svolge un lavoro discontinuo e parziale, e dall’altro adottare un programma che alleggerisca il cuneo fiscale e renda più competitivo il lavoro stabile a tempo indeterminato. Infine serve una battaglia seria contro ‘dumping contrattuale’ che altera la concorrenza fra le imprese danneggiando lavoratrici e lavoratori”.

bty

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma2018-12-12T16:57:40+00:00

Rogo di via Turri “Inaccettabile morire così in casa”

“Inaccettabile morire in casa in un quartiere che non riesce a trovare la propria identità nella Città del Tricolore”, nel porgere le condoglianze e la vicinanza alle famiglie coinvolte dal rogo di via Turri, a intervenire è William Ballotta, segretario Cisl Emilia Centrale che rivolge il primo pensiero alle bambine ora in camera iperbarica e ai numerosi intossicati. “Il nostro auspicio è che si riprendano quanto prima ma, quanto accaduto, deve servire da monito a cambiare le cose una volta per tutte”.

La Cisl Emilia Centrale è il sindacato dei lavoratori che ha sede proprio a poche decine di metri da dove è accaduto il tragico rogo.

“Negli anni – aggiunge Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta – abbiamo proposto iniziative a tema, sia come organizzazione che con le categorie dei pensionati e dei volontari dell’Anteas, le ultime delle quali la denuncia del caso contatori, progetti per i minori e l’ambulatorio per le persone più bisognose”.

“Ma è ancora inevaso – conclude il segretario generale Ballotta – il nostro appello a un tavolo comune per la soluzione e riqualificazione definitiva dell’area: chiediamo con urgenza che siano coinvolte tutte le parti e, sull’accaduto, sia fatta piena luce”.

Rogo di via Turri “Inaccettabile morire così in casa”2018-12-10T10:46:03+00:00

Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…

Sfonda quota 5500 iscritti la Fim Cisl Emilia Centrale, la categoria dei metalmeccanici Cisl, il 10% in più del 2016. Sono dati positivi quelli che hanno aperto il direttivo annuale sul tesseramento della categoria delle tute blu della Cisl che è presente in 51 aziende reggiane, 129 modenesi, e ha visto salire i delegati da 106 (2016) a 114 (2017), come ha ricordato Alessandro Gamba, segretario della categoria.

“Siamo un’organizzazione che sta crescendo di credibilità e autorevolezza. Siamo presenti in tutti i tipi di aziende, con diversi tipi di contratto, e rappresentiamo persone di tutte le fasce di età o nazionalità”, ha commentato Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale.

Uno dei tanti temi trattati nel consiglio generale è stato l’andamento attuale dei fondi pensione: c’è preoccupazione tra i metalmeccanici reggiani e modenesi perché l’andamento generale dello spread influisce anche indirettamente su questi strumenti previdenziali. “Quando lo spread sale – ha commentato Giorgio Uriti -, l’economia italiana soffre, il costo del denaro aumenta e ogni investimento, compreso il fondo pensione, in questo caso dei metalmeccanici, perde valore. Un consiglio ai colleghi delle categorie: i soldi nei fondi pensione, salvo necessità, vanno mantenuti, anche perché da quest’anno le aziende ci aggiungono il 2% come accantonamento. Rilanciare consumi, investimenti, politiche infrastrutturali, industriali ed energetiche sono quelle cha mancano complessivamente alla manovra di bilancio proposta dal governo e che ci vedono critici”.

Temi approfonditi da Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl, “Le preoccupazioni dei metalmeccanici sono molte e legate alle scelte che il governo si appresta a fare sui temi legati al lavoro. Siamo contrari al ridimensionamento dei contributi per la formazione di Industria 4.0, che finora aveva portato importanti risultati di crescita delle competenze necessarie per perseguire il primato come seconda potenza industriale europea e tra le prime al mondo”.

L’altra “scelta sconsiderata” del governo, invece, affronta il tema delle norme del Decreto Dignità legate ai contratti a termine. “Decidere di intervenire esclusivamente nella riduzione dei tempi e nelle causali senza sostenere parallelamente le assunzioni a tempo indeterminato – ha proseguito Zanocco – hanno generato preoccupazione nelle imprese e fatto perdere 58 mila posti di lavoro, non rinnovati alla loro scadenza. Solo in parte sono stati sostituiti da nuovi lavoratori, perdendo di contro le competenze costruite e aumentando nel contempo il rischio di contenzioso”.

Ancora: “Le incertezze normative in essere – ha concluso il segretario nazionale – non consentono alle aziende di poter pianificare le normali attività. Ne abbiamo un esempio in campo previdenziale, dato che Quota 100 nasconde insidie molto gravi. Chi andrà in pensione, infatti, si vedrà una riduzione consistente dell’assegno erogato. Inoltre l’idea che i lavoratori che andranno in pensione possano essere sostituiti da giovani in rapporto uno a uno non è mai stata dimostrata dalla storia quindi i posti di lavoro che genereranno le uscite per pensione non costruiranno altrettante opportunità per chi è disoccupato. Se si vuole ‘far forte’ il lavoro bisogna conoscere la materia di cui si sta parlando”.

A breve la Fim Cisl Emilia Centrale organizzerà assemblee per i lavoratori sulla lettura delle buste paga, sul funzionamento dei fondi pensione, sulla formazione dei propri delegati.

Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…2018-12-04T13:30:05+00:00

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 2000

Il rinnovo del contratto del pubblico impiego per il triennio 2016 – 2018 porta con sé buone notizie per i dipendenti pubblici che sono andati in pensione dopo il primo gennaio 2016: un aumento di circa 80-90 euro al mese. Le domande potenziali di pensionati reggiani aventi diritto sono quasi 1500 secondo i dati dell’Inas 2016/2018.

“Per avere l’adeguamento del trattamento previdenziale in base al rinnovo del contratto medesimo – spiega Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale – è possibile fare domanda presso i patronati. Anche per coloro i quali la richiesta di pensionamento è avvenuta presso altri centri pensione. La presentazione della domanda da parte del patronato, consente una maggiore tutela in sede di riliquidazione”.

E’ una informativa molto importante e che riguarda diverse migliaia di reggiani, perché?

“Si, perché si hanno impatti sugli importi delle pensioni in maniera considerevole – aggiunge Lasagni -. Infatti, gli aumenti contrattuali previsti dal triennio dovranno essere presi come base per il ricalcolo delle pensioni”.

Di quali cifre stiamo parlando?

“Si tratta, in media – spiega il segretario della categoria dei pensionati Cisl – di un aumento, in media, di 80-90 euro al mese. L’importo preciso dipende dal settore di provenienza e dalla posizione del lavoratore. Il calcolo viene fatto sulla base della progressione economica stabilita dai singoli contratti collettivi (amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità e via dicendo)”.

Siete soddisfatti di questo?

“In parte. Dopo nove anni con le retribuzioni bloccate, al pubblico impiego è stato finalmente riconosciuto il diritto di un piccolo recupero del potere d’acquisto perso in questi anni. Purtroppo non cambia nulla, invece, per coloro che erano già in pensione prima del 2016”.

Come viene effettuato il ricalcolo?

“I pensionati prenderanno la parte di aumento per il periodo lavorato compreso nel triennio 2016-2018 e avranno il ricalcolo della pensione in base alle nuove disposizioni contrattuali”, conclude il segretario dei pensionati della Cisl.

L’invito per tutti i pensionati del settore pubblico nel triennio 2016 – 2018 che avessero dubbi è quello di rivolgersi al patronato di Cisl Emilia Central in via Turri 71: 0522 357555 – email: reggioemilia@inas.it per chiarimenti.

 

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 20002018-12-03T16:08:41+00:00