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“Fotografare il futuro”: gli scatti degli studenti premiati in occasione di Fotografia Europea

Un concorso fotografico con soggetto il futuro immortalato secondo l’interpretazione degli studenti del liceo Canossa guidati dal fotografo professionista Eric Messori.

E’ quello organizzato dalla Cisl Emilia Centrale in collaborazione con il coordinamento donne, la Cisl scuola, Fnp Cisl Emilia Centrale con il liceo Canossa, il comune di Reggio Emilia, assessorato alle pari opportunità, con i contributi di Marcella Fava ed Elena Mazza.

“Abbiamo scelto di concludere il progetto Fotografare il futuro il 2 aprile – spiega Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – perché questa data coincide con Gender Pay Day;  unendo così il lungo percorso legato alla partecipazione democratica e il lavoro che abbiamo cominciato ad ottobre con alcune classi del liceo Canossa, ad uno degli aspetti di sfida sociale  che affrontiamo da anni, la cancellazione del divario salariale che si celebra oggi”.

L’evento è stato organizzato in occasione di Fotografia Europea il prossimo 2 aprile a palazzo R. Fonte, in via Emilia San Pietro, alle ore 11. Oltre ad un convegno dedicato, saranno premiati quattro dei 15 studenti selezionati del liceo Canossa di Reggio Emilia che hanno partecipato al concorso Fotografare il futuro.

Durante la conferenza oltre alla segretaria Rosamaria Papaleo interverranno: Rossana Boni, segretaria Fnp Cisl Emilia Centrale, Emanuela Caselli, presidente del consiglio comunale di Reggio Emilia e Simonetta Sambiase che porterà i saluti a nome del Coordinamento donne Cisl Emilia Centrale.

“Fotografare il futuro”: gli scatti degli studenti premiati in occasione di Fotografia Europea2019-04-01T19:29:34+00:00

Fim Cisl: “Sinergia Elettric80 – Gofar e Comune di Carpineti: 100 posti di lavoro. Così lavora l’Appennino”

“Un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico, inteso come Comune di Carpineti, e privato in ambito industriale e la dimostrazione che, con impegno e progetti concreti, si possa creare lavoro in montagna”. Con queste parole Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale, commenta l’acquisto, da parte delle aziende Elettric80 e GorFar, dello stabilimento ceramico a San Prospero di Carpineti, risalente agli anni Sessanta e chiuso da tempo, per allocarvi buona parte delle attività di carpenteria delle due note aziende reggiane. Un investimento di 10 milioni di euro che garantirà circa 100 posti di lavoro, di cui, in futuro, una cinquantina creati ex novo. “Per altro si tratta di aziende che, storicamente, assumono giovani, formati nelle scuole del comprensorio e ne crea figure professionali di eccellenza”.

“Come sindacato – continua il sindacalista dei metalmeccanici della Cisl – accogliamo con interesse la notizia. Chi desidera lavorare in Appennino deve poterlo fare. Per questo, è certamente necessario creare le giuste infrastrutture e mantenere i servizi, ma è basilare il lavoro. A Carpineti, in questo caso, la presenza di così tanti addetti sarà elemento di stimolo per tutta la cittadinanza e rimetterà in movimento, ci auspichiamo, anche l’edilizia residenziale locale”.

Dei 100 posti di lavoro la metà saranno il risultato di accorpamenti, mentre gli altri 50 saranno creati ex novo e riguarderanno i giovani formati nelle scuole d’Appennino.  “Auspichiamo – conclude il segretario – che vengano adottate le migliori agevolazioni per i dipendenti che verranno a lavorare in Appennino. Saremo lieti di confrontarci, con azienda e Comune, a sostegno di questa iniziativa. Vorremmo che questa di Elettric80 e GoFar sia solo la prima di altre opere per creare lavoro in montagna”.

Fim Cisl: “Sinergia Elettric80 – Gofar e Comune di Carpineti: 100 posti di lavoro. Così lavora l’Appennino”2019-03-29T07:45:55+00:00

Un aiuto alle donne violate di Bosnia: i progetti reggiani per aiutare le vittime di guerra

 

Un viaggio per consolidare i legami che, sin dagli anni del conflitto, esistono fra diverse associazioni della società civile e cittadini di Reggio Emilia con i territori della ex repubblica jugoslava e sviluppare possibili nuove progettualità con enti e istituzioni locali.

 

Questo lo scopo della missione di Cisl Emilia Centrale, Iscos Emilia Romagna, Filef e Comune di Reggio Emilia, che in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, hanno deciso di testimoniare la loro solidarietà alle associazioni di donne della Bosnia Erzegovina partecipando alla marcia organizzata dalle stesse associazioni e dalla società civile locale realizzata nel Centro di Sarajevo.

 

“Purtroppo anche in Bosnia Erzegovina – afferma Andrea Cortesi, direttore di Iscos Cisl Emilia Romagna – i diritti delle donne non sono sempre riconosciuti, è un lungo cammino ancora da percorrere.  Da tempo abbiamo iniziato a collaborare con le associazioni del territorio facendo numerosi incontri per sensibilizzare i cittadini reggiani e aiutare la cittadinanza bosniaca, in particolare le donne e i bambini, vittime della guerra”.

 

“Gli incontri istituzionali con i sindaci e i dirigenti locali delle città di Zenica, Sarajevo, Visoko e Bratunać sono stati molto utili – aggiunge Serena Foracchia, assessore a Città internazionale di Reggio Emilia – ci sono stati presentati, infatti, le realtà locali ed è stato possibile spiegare l’approccio e le caratteristiche dei servizi sociali e interculturali reggiani, dando l’avvio ad un confronto che ci porterà a strutturare nuovi progetti di collaborazione”.

 

“Le principali associazioni che abbiamo incontrato – affermano Francesco Bini, della Cisl Emilia Centrale, Germana Corradini, dirigente dei Servizi sociali del Comune di Reggio Emilia, Antonia Nicolini, volontaria di Filef – sono state il Centro per i diritti delle donne, che lavora per la tutela legale delle donne vittime di stupro e violenza; l’associazione Lotos che offre terapie ai bambini con disabilità mentali; The Forgotten Children che si occupa di eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti dei giovani nati da stupri e violenze di guerra; lo Spid Club società sportiva che, unica in Bosnia, permette a bimbi con disabilità di praticare sport e infine Jadar, nata dalle donne, spesso vedove, rientrate a vivere nei loro villaggi d’origine dopo il genocidio del luglio del 1995 operato dalle truppe del generale Mladić, che lavora sull’emancipazione anche economica delle donne”.

 

Proprio Jadar, infine, nel 2018 è stata protagonista con la cooperativa sociale Madre Teresa di Reggio Emilia e il laboratorio Mani in Pasta del progetto denominato “Pasta e pita di pace” grazie al quale è stato possibile lo scambio di tecniche e ricette della tradizione emiliana e bosniaca. “Progetto che continuerà nel 2019 –  conclude Gianluca Grassi dell’assessorato alla Città internazionale – con una delegazione che verrà accolta nella nostra città e che parteciperà a diverse iniziative di sensibilizzazione sui temi della pace e del rispetto dei diritti umani sul nostro territorio”.

Un aiuto alle donne violate di Bosnia: i progetti reggiani per aiutare le vittime di guerra2019-03-27T17:27:38+00:00

Con l’orecchio fa il mestiere più bello del mondo e batte il Parmigiano Reggiano. Ecco perché serve anche il sindacato

Il mestiere più bello del mondo passa, anche, attraverso il sindacato. Davide Campana, 51 anni, Rsu Fai Cisl Emilia Centrale da 8 anni, per lavorare, deve usare l’udito. Suo, infatti, il compito di “battere” a mano 1.000 -1.500 forme ogni giorno del formaggio più buono del mondo, il Parmigiano Reggiano. Uno dei due formaggi (l’altro è l’Emmental) che, a livello planetario, richiedono appunto l’udito per essere valutati. Sono solo 20 in Italia i battitori come lui. E da alcune settimane hanno un nuovo contratto aziendale.

Campana è esperto battitore da 17 anni, suo è il compito di individuare, per conto del Consorzio Parmigiano Reggiano, la presenza di eventuali difetti. Ogni forma viene “picchiata” con l’apposito martello: se passerà l’esame potrà essere immessa sul mercato col noto nome al pari delle altre 3.650.000 forme prodotte, per un valore della produzione complessivo di 1,3 miliardi di euro.

Come si arriva a praticare questo mestiere?

Affiancando un esperto per diversi mesi, carpendone esperienza e segreti. Ed, essendo giovani, pronti a rilevare i suoni del formaggio”.

Dove si svolge?

“In tutti gli stabilimenti dove si produce Parmigiano Reggiano nel comprensorio di produzione che fa da Bologna in sinistra Reno a Parma, da Reggio Emilia e Modena sino a Mantova in destra Po”.

Cosa ha di particolare?

“E’ un mestiere che in pochi al mondo fanno, risale ai tempi antichi ed è un privilegio svolgerlo”.

Come ci si allena?

“Quotidianamente sulle singole forme. Ma queste non sono sempre uguali dato che ogni casaro ha la sua ricetta e ogni magazzino è diverso e il prodotto risponde diversamente. Per questo ogni tanto – svela un segreto – tagliamo qualche forma per vedere se l’orecchio è allineato a quanto c’è effettivamente all’interno della forma”.

Il miglior mestiere del mondo?

“Non lo cambierei con nessun altro: ne traggo molte soddisfazioni, per me lo è”.

Quali le difficoltà?

“Convincere la persona a cui stiamo espertizzando il prodotto che noi stiamo facendo la cosa giusta. L’impegno sindacale, per altro, è a tutela del nostro lavoro”.

“Il settore agro-alimentare del nostro territorio – aggiunge Vittorio Daviddi, segretario Fai Cisl Emilia Centrale – ha nel Parmigiano Reggiano uno dei suoi punti di forza, capace di dare valore con la sua filiera ad un intero comprensorio. Il nuovo contratto per i dipendenti del Consorzio Parmigiano Reggiano, recentemente rinnovato unitariamente, riguarda una sessantina di dipendenti – una ventina i battitori – del Consorzio. Esso porta nuove tutele in fatto di flessibilità e welfare aziendale, più diritti e miglior trattamento economico. Credo sia anche a garanzia non solo dei produttori e della filiera (che coinvolge complessivamente circa 50 mila persone), ma anche dei milioni di consumatori nel mondo”.

“Infine – conclude Daviddi – proprio in questi giorni si sta discutendo con le controparti cooperative, il rinnovo dell’accordo integrativo del contratto dei dipendenti dei caseifici cooperativi operanti nella zona di produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano: tutelare i lavoratori significa tutelare il prodotto stesso”.

Con l’orecchio fa il mestiere più bello del mondo e batte il Parmigiano Reggiano. Ecco perché serve anche il sindacato2019-03-24T12:54:04+00:00

Al via l’attivo regionale unitario

#sosinfrastrutture in corso a Bologna l’attivo regionale unitario di #Cisl #Cgil #Uil un momento di confronto sul tema infrastrutture e trivellazioni, che vede la nostra Regione particolarmente colpita dal blocco di tali opere. Tra gli interventi quelli del segretario generale di Cisl Emilia Willam Ballotta.

Cisl

Al via l’attivo regionale unitario2019-03-11T11:02:30+00:00

340.000 acquisti reggiani su Amazon ogni anno. Ma alle poste, per la Cisl, c’è qualcosa da rivedere

I reggiani fanno su Amazon oltre 340.000 acquisti in un anno. Ma sul fatto delle consegne dei pacchi delle poste al pomeriggio c’è qualcosa che non va. A denunciarlo è Francesco Balzano – segretario provinciale Slp Cisl Emilia Centrale – che spiega: “Come sindacati ci aprimmo nel 2017, con Poste Italiane, alla disponibilità di turnazioni pomeridiane, ma tutto questo oggi non rispetta più l’impegno preso inizialmente con noi. Sono infatti calati consistentemente i pacchi di e-commerce portati dai nostri postini anche al pomeriggio, in considerazione della scelta di Amazon (che prima era il principale partner) di consegnare i propri prodotti in altro modo”.

I fatti: nel novembre 2017 è stato siglato tra Amazon e Poste Italiane un accordo per la consegna di prodotti e-commerce su tutto il territorio nazionale e che ha portato i postini ad avere nuovi turni lavorativi pomeridiani e serali per garantire il recapito dei pacchi.  Quindi i sindacati nel febbraio 2018 hanno firmato unitariamente un accordo che dava il via libera alle consegne pomeridiane e, quindi, a nuovi turni di lavoro per i portalettere nel pomeriggio. Una novità assoluta.

Il 4 marzo di quest’anno hanno iniziato i Centri di recapito e distribuzione di Guastalla (che servono i comuni di Guastalla Novellara e Reggiolo) e Castelnovo di Sotto (che serviranno Bagnolo Poviglio e Gualtieri). Dal 18 marzo sono previste le partenze di tutti gli altri centri che consegneranno la posta anche al pomeriggio nella città, a Bibbiano, a Castelnovo ne’ Monti, Correggio, Scandiano per la copertura dell’intera provincia.

“La nuova modalità di recapito denominata Joint Delivery – spiega Balzano – è articolata su due reti distinte, ma integrate tra di loro. L’articolazione di base garantisce consegne quotidiane di tutti i prodotti postali dalle 8.30 alle 16.00. La linea, invece, chiamata business, va fino alle 19.45 ed è dedicata alla consegna sia di pacchi acquistati attraverso l’e-commerce, che di prodotti a firma e non a firma con priorità”.

“Nella provincia di Reggio Emilia, nel 2017 – aggiunge – i volumi di pacchi ordinati su Internet e consegnati dai portalettere e dai corriere espresso del Gruppo (Sda) sono arrivati a toccare il numero di oltre 300mila. Nell’anno appena trascorso, invece, le poste reggiane (tranne alcuni Centri – tra cui Castelnovo ne’ Monti) hanno assistito a un calo consistente di recapito pacchi dovuto alla diversificazione di partner effettuata da Amazon.

“In questo modo – continua Balzano – la natura del progetto originario, che ambiva a consegnare principalmente i pacchi di e-commerce nel turno pomeridiano/serale, rischia di svanire …  La speranza – conclude il segretario – è che Amazon e gli altri competitor dell’e-commerce riaffidano il prodotto pacco a Poste Italiane nella provincia di Reggio Emilia, dando così delle garanzie occupazionali future”.

 

340.000 acquisti reggiani su Amazon ogni anno. Ma alle poste, per la Cisl, c’è qualcosa da rivedere2019-03-07T14:35:48+00:00

Essere donna: quali difficoltà nel mondo del lavoro? I racconti di 4 donne reggiane in Cisl. Venerdì 8 marzo alle ore 15:00 presso l’auditorium Simonazzi in via Turri 71

 

Essere donna, avere una famiglia e un lavoro gratificante è un diritto. Ma cosa ne pensano del lavoro le donne reggiane? E’ la piccola inchiesta fatta dal sindacato dei lavoratori della Cisl, per rispondere a domande su come fanno le donne a gestire lavoro e famiglia e quali sussidi e incentivi vorrebbero avere per coniugare le esigenze.

Appunto con queste quatto testimonianze dal vivo, di lavoro e di donne si parlerà alla conferenza Segnali, racconti ed analisi del mondo lavorativo delle donne organizzata da Cisl Emilia Centrale e Coordinamento donne in occasione della Festa della Donna, venerdì 8 marzo alle ore 15:00, presso l’Auditorium Simonazzi in via Turri 71 di Reggio Emilia con moderatore Gabriele Arlotti, giornalista.

 

“Quella di venerdì – afferma William Ballotta, segretario generale Cisl Emila Centrale, sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione lavorativa femminile nel nostro territorio; mettendo in luce le tante difficoltà che le madri lavoratrici incontrano ogni giorno”.

Dopo i saluti del segretario, infatti, l’intervento di Rosamaria Papaleo, segretario Cisl Emilia Centrale e Linda Laura Sabbadini, statistico sociale, prenderanno la parola quattro donne reggiane, che svolgono professioni totalmente diverse, ma che incontrano ogni giorno le stesse difficoltà, per raccontare la loro storia.

 

Lucia Marchi, 44 anni, ha lavorato come insegnante ed educatrice alla scuola dell’infanzia.   “Mi sono sempre chiesta per quale motivo dovevo veder crescere i figli degli altri mentre i miei due, per forza di cose, dovevano essere accuditi dai nonni – dice . E io non staccavo mai: tutto il giorno al nido con i bambini, poi a casa i miei due, pulizie, stiro, spesa… A volte ancora oggi mi chiedo come ho fatto!  Le donne andrebbero sostenute e aiutate.  E dovrebbero poter stare a casa per tutto il primo anno di vita dei figli. Anche a livello economico andrebbe loro riconosciuto qualcosa di più perché, da sempre, fanno il doppio lavoro”.

 

Annalisa Pilia, invece, 57 anni, un figlio, è medico al Santa Maria Nuova. “La mia principale difficoltà – afferma –  è quella di riuscire a conciliare un lavoro impegnativo, come quello di medico, con le attività di casalinga e di madre. Sono convinta che essere donna porta valore aggiunto all’azienda, ma dobbiamo cambiare il modo in cui educhiamo i nostri figli sul ruolo della donna nel mondo del lavoro”.

 

Marica D’Angelo, 25 anni, cassiera, è dipendente di un supermercato. “Conciliare il lavoro con l’essere donna è molto difficile: una volta che si arriva a casa il lavoro non è finito ma ci sono da fare le pulizie, la spesa, i pasti… La situazione sarebbe più agevole se avessimo turni più flessibili e se potessimo passare la domenica in famiglia senza lavorare”.

 

Francesca Bonomo, 43 anni è libera professionista e lavora nell’ambito delle risorse umane in tutta la provincia. “cerco, nonostante mille fatiche e problematiche, a portare sempre a termine la giornata nel modo migliore: sono un’equilibrista come tutte le donne. Sui luoghi di lavoro ci vorrebbero orari di lavoro più flessibili, possibilità di smart working e asili aziendali” afferma.

 

“Come sindacato – ribadisce Rosamaria Papaleo, segretario Cisl Emilia Centrale – dobbiamo impegnarci per migliorare la condizione della donna sul posto di lavoro  – da un lato dobbiamo, in alcuni settori come il commercio, correggere la deregolamentazione dell’orario di lavoro introdotta con la legge Monti che liberalizzando le aperture delle attività commerciali ha notevolmente peggiorato le condizioni delle donne e delle madri. Dall’altro dobbiamo introdurre orari di lavoro sempre più flessibili per i lavoratori. Dobbiamo potenziare i lavori senza vincoli spazio-temporali e sviluppare un piano territoriale che risponda alle necessità di coniugare i tempi dedicati alle varie attività di tipo lavorativo, familiare, sociale al tempo libero e al disbrigo di pratiche presso la pubblica amministrazione”.

“Il sindacato tutela il lavoro da ogni forma di abuso, per questo – conclude Papaleo  – a breve sarà operativo presso la Cisl uno sportello d’ascolto contro le discriminazioni, le violenze e le molestie sui luoghi di lavoro a cui potranno rivolgersi le vittime in caso di bisogno”. Non ultimo: la Cisl aderirà alla proposta di “Nonunadimeno” di astensione dagli acquisti, per il giorno 8 marzo, dalle 9 alle 11.

Essere donna: quali difficoltà nel mondo del lavoro? I racconti di 4 donne reggiane in Cisl. Venerdì 8 marzo alle ore 15:00 presso l’auditorium Simonazzi in via Turri 712019-03-06T10:15:16+00:00

I pensionati Cisl: “Europa, una bandiera a chiunque ne farà richiesta”

Una bandiera europea a chiunque ne farà richiesta. E’ l’iniziativa promossa da Fnp Cisl Emilia Centrale in occasione della festa dell’Europa il prossimo 9 maggio.

 

“Dopo la conferenza Adventura Europa sulla storia dell’Unione Europea, svoltasi lo scorso il 20 febbraio al museo Cervi di Gattatico – fanno sapere da sindacato che ha gremito la sala di persone – vogliamo continuare ad indagare e promuovere l’unione tra i popoli che hanno reso possibile lo sviluppo della nostra società.

“L’Europa – ha spiegato il professor Franco Chittolina, presidente di Apice e relatore della conferenza di Gattatico -, vive una stagione importante della sua storia e viene da 70 anni di buoni risultati. In primis la pace e un benessere crescente e diffuso tra tutti i Paesi. Oggi però vive un momento di difficoltà: ci sono molte divisioni interne e il mondo sta cambiando sempre più velocemente. Solo se si riprenderà la strada dell’unione politica il futuro potrà essere migliore. E questo è l’unico modo per resistere nella competizione internazionale”.

 

“Accoglieremo l’invito fatto da Romano Prodi – conclude il sindacato – . Solo restando uniti possiamo pensare di rendere il mondo migliore e senza guerre”.

I pensionati Cisl: “Europa, una bandiera a chiunque ne farà richiesta”2019-02-24T09:29:19+00:00

Violenza nella Bassa reggiana, la Cisl: “Donne coraggiose. Ora si segnalino tutti i casi”

“Questa è solo la punta dell’iceberg. Uno tra i tanti casi di violenza che accadono quotidianamente, ma che rimangono nell’ombra”. Con queste parole Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale, commenta il recente caso di violenza, accaduto nella bassa reggiana, in cui tre donne con i loro dieci bambini sono state separate dai mariti violenti e affidate a diverse comunità protette. “E’ un segnale incoraggiante il fatto che queste donne abbiano trovato il coraggio di rompere il silenzio e denunciare gli orrori a cui erano sottoposte – continua Papaleo -. Uno stimolo per tutte coloro che subiscono maltrattamenti ma non trovano la forza di denunciare. Le donne devono capire che non sono sole, ma c’è un’intera comunità pronte a difenderle”.

 

“Come in tutti i casi di violenza non è il momento di fare distinzione sull’origine di provenienza geografica, dato che chiunque commette violenze e nega libertà altrui è e resta una persona brutale. E’ il tempo di stare vicino e dare supporto alle vittime di brutalità.– afferma Aziz Sadid, responsabile di zona di Cisl Emilia Centrale -. Da un lato esprimiamo il nostro plauso alla rete dei servizi sociali e alle forze dell’ordine per il lavoro svolto, dall’altro tutta la comunità, compreso quelle dei cittadini immigrati, devono difendere le libertà di scelta e diritti civili, condannando e segnalando alle figure preposte ogni forma e/o tipo di violenza, in nome della nostra Costituzione”.

Violenza nella Bassa reggiana, la Cisl: “Donne coraggiose. Ora si segnalino tutti i casi”2019-02-22T15:16:47+00:00

“Adventura Europa”: un convegno sulla storia dell’Europa e sulle prospettive nel quadro politico attuale al museo Cervi di Gattatico

Una conferenza per ripercorre la storia dell’Europa dalla sua nascita fino ai giorni nostri e le sue prospettive alla luce della situazione politica attuale. E’ quella organizzata dalla Fnp Cisl Emilia Romagna, Fnp Cisl Emilia Centrale e Fnp Cisl Parma e Piacenza presso il museo Cervi di Gattatico a Reggio Emilia domani, mercoledì 20 febbraio, alla ore 9:30.

 

Dopo l’apertura dei lavori da parte del segretario generale Regionale Fnp Cisl Emilia Romagna Loris Cavalletti e i saluti del presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani, a raccontare le principali tappe della storia europea sarà il dottor Franco Chittolina, presidente di Apice (Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa) che si soffermerà in particolare sui problemi e le future prospettive.

 

A presiedere i lavori saranno Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale e Baldo Ilari, segretario generale Fnp Cisl Parma e Piacenza.

 

Franco Chittolina – Nato nel 1944, laureato in filosofia all’Università di Lovanio (Belgio), è stato docente dal 1975 al 1980 di filosofia all’Istituto Superiore di Cultura Operaia (ISCO) a Bruxelles e, successivamente, animatore culturale tra gli immigrati italiani in Europa.

Nel 1980 viene chiamato da Pierre Carniti a Roma, come responsabile per le politiche europee nel Dipartimento Internazionale della CISL confederale, creando a Bruxelles nel 1980 l’Osservatorio Sociale Europeo (OSE).

Dopo aver vinto un concorso, nel 1982 torna a Bruxelles come assistente alla presidenza del Consiglio dei Ministri della CEE e successivamente, in qualità di responsabile per l’informazione sindacale presso la Commissione Europea per favorire il dialogo tra le Istituzioni Comunitarie e la società civile. Sono numerosissime, in quegli anni, le attività all’interno delle organizzazioni sindacali italiane rivolte a sindacalisti e delegati per conoscere l’Europa e le sue attività.

Rientrato in Italia nel 2003 ha fondato in Piemonte APICE, l’Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa, di cui è attualmente presidente, continuando ad animare attività tra la società civile, il sindacato e le istituzioni locali.

“Adventura Europa”: un convegno sulla storia dell’Europa e sulle prospettive nel quadro politico attuale al museo Cervi di Gattatico2019-02-19T14:45:38+00:00