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Tutela del lavoro e delle comunità: patto tra Confcooperative, Comuni e sindacati confederali reggiani

Fronte comune tra Confcooperative, Anci e sindacati confederali per sostenere i lavoratori delle aziende in crisi o destinate ad estinguersi per mancanza di continuità generazionale.
La centrale cooperativa, l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani di Reggio Emilia e Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per la promozione congiunta di progetti di start up cooperativo e, in specifico, della formula dei workers buyout, le cooperative costituite da dipendenti che vanno a rilevare le attività delle aziende in difficoltà, salvaguardando in questo modo il lavoro e la continuità di aziende altrimenti destinate alla chiusura.
Tutto questo – si sottolinea nel protocollo – avendo a cuore non solo la salvaguardia dell’occupazione, ma anche a contrasto della marginalità economica che investe i territori e le comunità locali a fronte di crisi aziendali, a salvaguardia dei patrimoni economici, sociali e culturali che ruotano attorno alle imprese e a garanzia del rispetto dei contratti di lavoro nazionali sottoscritti con i sindacati confederali.
Nel “patto” siglato tra Confcooperative, Anci, Cgil, Cisl e Uil confluiscono, dunque, obiettivi che hanno a che fare in modo diretto con l’identità e la missione specifica delle forze in campo: dall’interesse generale delle comunità – spiega il testo dell’accordo – alla promozione di politiche attive per il lavoro, alla rappresentanza e  promozione cooperativa, alla regolarità e tutela del lavoro, ad un nuovo e rilevante ruolo dei lavoratori nella proprietà e nella gestione dei mezzi di produzione attraverso la formula cooperativa.
L’intesa – siglata da Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative, Emanuele Cavallaro, coordinatore dell’Anci di Reggio Emilia, da Khedidja Sayah, Rosamaria Papaleo e Carmine Bovienzo per Cgil, Cisl e Uil – impegna i sottoscrittori nella comune promozione, nascita e accompagnamento delle imprese nate da aziende in crisi, nell’avvio di iniziative per la formazione professionale dei lavoratori coinvolti da processi di workers buyout per rafforzarne le competenze imprenditoriali, manageriali, tecniche e valoriali e, prima ancora, nella diffusione della conoscenza di uno strumento che in Emilia-Romagna ha già consentito la rigenerazione di 56 imprese (8 delle quali a Reggio Emilia) grazie alla costituzione di cooperative tra lavoratori.
Più in specifico, Anci e sindacati confederali saranno i primi ad individuare, selezionare e segnalare le difficoltà e le crisi aziendali presenti nel territorio e compatibili con i percorsi dei workers buyout, mentre Confcooperative – dopo la comune verifica della fattibilità e sostenibilità dei progetti di rigenerazione, per le quali la centrale cooperativa metterà a disposizione i propri servizi e strumenti di analisi – accompagnerà tutte le fasi realizzative dei progetti, impegnandosi inoltre ad attivare gli strumenti finanziari (con particolare riferimento a quelli propri del sistema cooperativo) necessari al sostegno economico finanziario dei nuovi piani industriali, partendo dal tema della patrimonializzazione della cooperativa tra lavoratori.
“Insieme agli obiettivi più stringenti sul piano del lavoro e della continuità delle imprese –  sottolineano i sottoscrittori del protocollo – questo accordo rappresenta una delle risposte necessarie ad una crisi che ha ulteriormente evidenziato la centralità di tanti valori che vanno oltre il Pil, a partire da una più equa distribuzione della ricchezza, ad una diversa divisione del lavoro, al grado di sostenibilità sociale ed ambientale della crescita, alla valorizzazione delle risorse umane”.
Il protocollo sancisce anche l’avvio immediato di una “cabina di regia”, coordinata da Confcooperative, per l’attuazione di un raccordo sistematico e stabile delle azioni intraprese dai protagonisti dell’accordo.

Tutela del lavoro e delle comunità: patto tra Confcooperative, Comuni e sindacati confederali reggiani2019-05-20T16:04:40+00:00

Contro le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro. Il seminario per delegati e delegate di Cgil Cisl Uil

Si è tenuta venerdì scorso, presso l’auditorium Cisl di via Turri, l’iniziativa di formazione per delegati e delegate sindacali, organizzata unitariamente da Cgil Cisl Uil, sul delicato tema delle molestie e violenze nei luoghi di lavoro.

 

Il seminario, molto partecipato, cui ha partecipato anche Francesca Bonomo, una delle due consigliere di parità della provincia, aveva l’intento di accendere i riflettori sul problema delle molestie e violenze che avvengono ancora troppo frequentemente nei luoghi di lavoro, ma soprattutto aveva lo scopo di individuare strumenti ed azioni concrete per contrastare tali comportamenti o, meglio ancora, prevenirli.

 

Durante il pomeriggio Francesca Bonomo ha inquadrato l’argomento dal punto di vista normativo, definendo il concetto di “molestia”, delle azioni di tutela che può intraprendere chi ne è vittima e del ruolo specifico che può svolgere la consigliera di parità, anche in sinergia con le Organizzazioni sindacali.

Elvira Meglioli e Rosamaria Papaleo, rispettivamente Cgil e Cisl, hanno approfondito i contenuti  inseriti negli “accordi  antimolestie” sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali con le Associazioni datoriali del territorio che, avendo come caposaldo l’Accordo quadro europeo del 2007, ribadiscono l’inammissibilità di ogni atto o comportamento che si configuri come molestie e violenze nei luoghi di lavoro.

 

L’obiettivo dell’iniziativa era informare e sensibilizzare i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori nei posti di lavoro, fornendo loro  esempi di buone prassi per dare concretezza ai principi sanciti da leggi e protocolli. Fondamentale è infatti il ruolo che i delegati e le delegate sindacali  possono giocare attraverso  la contrattazione aziendale, sede in cui si possono concordare con l’azienda azioni precise per prevenire/contrastare molestie e discriminazioni che, come confermato dalle loro testimonianze dirette, si registrano in diverse realtà a prescindere dal settore e di cui sono vittima principalmente le donne.

 

In prima istanza si ritiene  indispensabile aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro rispetto alla problematica e promuovere iniziative di informazione e formazione di tutte le lavoratrici e lavoratori rispetto al fenomeno e agli strumenti normativi e contrattuali a loro tutela, al fine di individuare, prevenire e gestire episodi di violenza o molestie. – hanno sottolineato i sindacati – E’ interesse di tutti, infatti, datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori, favorire un clima di rispetto e di benessere lavorativo, evitando il manifestarsi di comportamenti scorretti e inaccettabili,che hanno conseguenze non solo di carattere sociale ma anche economico”.

 

Contro le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro. Il seminario per delegati e delegate di Cgil Cisl Uil2019-05-20T16:02:01+00:00

I sindacati incontrano i candidati sindaco di Castelnovo ne’ Monti

Nelle giornate di martedì 21 e mercoledì 22 maggio Cgil Reggio Emilia e Cisl Emilia Centrale della montagna incontrano i candidati sindaco del Comune di Castelnovo ne’ Monti.

I temi che i sindacalisti sottoporranno ai candidati verteranno sulle relazioni sindacali, il mondo del lavoro, le politiche fiscali, la legalità e la sicurezza, le politiche socio-sanitarie, i servizi scolastici, l’ambiente il turismo l’agricoltura, la viabilità e i trasporti.

“E’ un momento importante di approfondimento sulle tematiche economico- sociali che riguardano il nostro territorio, in una fase storica molto delicata – affermano i coordinatori di zona Silvia Dalla Porta (Cgil) e Luca Ferri (Cisl Emilia Centrale) – . Saper leggere e interpretare i segnali  di una Comunità per progettarne al meglio il futuro; questo dovrebbe essere uno dei principali obbiettivi di Chi si appresta ad amministrare un Comune”.

I sindacati incontrano i candidati sindaco di Castelnovo ne’ Monti2019-05-20T13:25:41+00:00

I sindacati incontrano i candidati sindaco di Novellara. Lunedì 20 maggio alle ore 17:30

Un incontro con i candidati sindaco del comune di Novellara alle elezioni amministrative 2019 per capire come la pensano su welfare, lavoro, sviluppo ambiente e legalità.

E’ quello organizzato dai sindacati Cisl Emilia Centrale e Cgil Reggio Emilia della zona bassa reggiana, in vista delle prossime elezioni in programma il 26 maggio.

L’incontro si terrà lunedì 20 maggio, al circolo ricreativo di Via V. Veneto 30 alle ore 17:30 di Novellara.

 

Elena Caretti, di Novellara Bene Comune, Giovanni Mulè del Movimento 5 Stelle, Luca Sottana di Novellara tradizione e futuro, Angela Tagliavini di Siamo Novellara e Cristina Fantini di Centrodestra per Novellara discuteranno sui temi più significativi per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati di tutta la comunità.

 

I sindacati incontrano i candidati sindaco di Novellara. Lunedì 20 maggio alle ore 17:302019-05-19T12:05:17+00:00

A Guastalla i candidati sindaco incotrano i sindacati

Il prossimo mercoledì 22 maggio i sindacati incontreranno i candidati sindaco delle prossime elezioni del Comune di Guastalla alle 17:30 presso il centro sociale 1 maggio in via G. Vittorio 2.

Welfare locale, mobilità, lavoro, sviluppo, ambiente e legalità sono alcune delle tematiche che verranno approondite durante la conferenza.

A Guastalla i candidati sindaco incotrano i sindacati2019-05-17T21:35:32+00:00

William Ballotta: “In via Turri cambiare è possibile e ci sono già i buoni esempi.” Incontro aperto il 22 maggio

Dopo la fase di emergenza, culminata con il fatale incendio del 9 dicembre scorso, quella del dialogo e del confronto. In una delle zone più difficili della città.

“Via Turri: solo paradigma di immigrazione e periferie?” è l’incontro aperto che propone la Cisl Emilia Centrale mercoledì 22 maggio dalle 17,30 alle 20,45, presso la sala Incerti (in via Turri 71 – 1^ piano).

“Sarà un momento di dialogo con rappresentanti delle associazioni attive in un quartiere che arriva a contare l’80% di popolazione immigrata e proveniente da 60 nazioni diverse, con un’età media molto bassa (mentre è alta tra i pochi italiani residenti) – spiega William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale -. Nel nostro incontro proporremo una rete tra i diversi soggetti attivi, comprese le istituzioni. Crediamo che oltre le difficoltà ci siano le opportunità per un cambiamento che si potrà realizzare con nuove politiche socio abitative, di inclusione sociale e culturale, di sicurezza, di informazione, di rilancio del commercio, mobilità, con presidi sanitari (come già hanno svolto i volontari di Anteas e i pensionati di Fnp Cisl) e attività di animazione e doposcuola per ragazzi (sempre con l’associazione di volontariato promossa dalla Cisl). Con questa rete chiediamo anche di rilanciare il patto di convivenza nella zona”.

E che cambiare è possibile già lo dimostra il Ceis che, in via Turri, ha realizzato, in collaborazione con Anteas,  un progetto sociale di lavoro di comunità finalizzato a ricostruire legami tra le persone del quartiere. “Ha avuto inizio con oltre cento visite degli operatori del Ceis casa per casa – anticipa Giulia Notari, operatrice sociale Ceis – finalizzate a conoscere le famiglie e individuare quelle motivate a partecipare e a fornire reciproco aiuto. Un progetto nato nel 2015 con il contributo della Fondazione Manodori, ma oggi autonomo, che ha permesso di svolgere attività che proseguono tutt’ora, come ad esempio la distribuzione alimentare (di cibo fresco Coop in scadenza) autogestita dalle famiglie. Oltre al risparmio economico gli stessi nuclei si conoscono e interagiscono, così abbiamo sviluppato anche altri percorsi per l’organizzazione del lavoro, del tempo libero, dello sport e di comunità vera e propria, come una cena condivisa di quartiere in piazza Secchi che si ripeterà. Sono stati coinvolti, ad oggi, oltre 60 nuclei e circa 200 persone. Parliamo di residenti in condizioni di fragilità economica, ma desiderosi di riappropriarsi della socialità e risolvere i propri problemi”.

Un altro esempio. “Con la Fondazione Mondinsieme seguiamo 35 associazioni e molti loro associati sono localizzati in via Turri – spiega il direttore della stessa, Ivan Mario Cipressi -. Siamo parte della Cooperativa di comunità Impossibile, collaboriamo con la Cooperativa Accento e con l’Oratorio don Bosco per il potenziamento della lingua italiana dei giovani neoarrivati nel nostro paese, con 77 iscritti. Quindi svolgiamo attività di sostegno con le associazioni di persone di origine straniera che in questo quadrante hanno sede e svolge attività di formazione e sensibilizzazione con il centro culturale di via Gioia. Abbiamo anche progetti interculturali tipo ‘indovina chi viene a cena’, che ha coinvolto 230 persone pur non riguardano solo la zona stazione, ma tutta la città e che hanno come obiettivo la creazione di occasioni di conoscenza e scambio di esperienza di vita”.

L’incontro di mercoledì 22 è aperto a lavoratori, delegati, cittadini e interessati al confronto su questi temi di interesse della città. Intervengono: William Ballotta segretario generale Cisl Emilia Centrale, Domenico Chiatto, segretario Cisl, Giulia Notari, Ceis, Fulvio Bucci, presidente Cooperativa di Comunità Impossibile, Marino Favali, Anteas Fnp Cisl, Mario Cipressi, direttore Centro culturale Mondinsieme. Gli interventi e il dibattito saranno moderati da Andrea Sirianni, segretario Cisl. Seguirà un piccolo aperitivo alle ore 20:45.

 

William Ballotta: “In via Turri cambiare è possibile e ci sono già i buoni esempi.” Incontro aperto il 22 maggio2019-05-16T16:05:08+00:00

La Cisl: “Dopo la crisi Reggio è cambiata. Ecco come”. Dati e analisi

Quale città dopo la crisi? La Cisl Emilia Centrale affronta nei gangli della scuola e del sistema economico produttivo reggiano le criticità lasciate dalla crisi economica 2008 – 2014. Per questo il sindacato reggiano svolgerà il suo consiglio generale del prossimo 9 maggio presso l’aula Magna Istituto d’Istruzione Superiore “L. Nobili” (Via Makallè 10),

“L’alternanza di stagnazione e recessione di questi anni – spiega William Ballotta, segretario generale – e il perdurare della incertezza economica e politica attuale hanno modificato pesantemente il tessuto sociale reggiano che conoscevamo. La Cisl è chiamata a un nuovo ruolo che va oltre le rivendicazioni salariali: mettiamo al centro la persona con i suoi molteplici bisogni. Nell’ottica della coesione sociale riteniamo sia strategica per Reggio un’alleanza tra i diversi soggetti economici e istituzionali per giungere a un vero e proprio patto territoriale”.

Sul piano socioeconomico, allora, come è mutata negli ultimi anni la provincia?

Risponde Andrea Sirianni, segretario Cisl Emilia Centrale: “ad esempio nella vulnerabilità occupazionale che a Reggio Emilia vede la diminuzione del tasso di disoccupazione legata, però, all’aumento di lavori saltuari e all’aumento del 20% dei disoccupati tra i 25 e i 34 anni (tra il 2004 e il 2017, dati Osservatorio Economico). Oppure nell’indebitamento delle famiglie cresciuto da 120 milioni del 2009, ai 380 di due anni fa e, oggi, solo leggermente diminuito. Sul fronte giovani ci preoccupa, la dispersione scolastica (quanti studenti abbandonano la scuola superiore) del 34%  e, parimenti, ci interroghiamo sui nuovi welfare dato che sono in forte aumento le famiglie monopersonali (35% in provincia e 42,2% in città, +1,8% sul 2018): è in atto un cambio strutturale della vita che conoscevamo.”.

Quali le cause?

Risponde Gino Mazzoli, curatore del report sulla Coesione sociale per l’Osservatorio economico, coesione sociale e legalità della Camera di Commercio di Reggio: “La società è mutata. C’è una bulimia di prestazioni che ha messo in crisi la persona, come dimostra l’aumento dell’indebitamento familiare o l’impennata dei servizi sociosanitari (da 1000 del 2001 a 17.000 del 2019) e l’esplosione dei servizi sanitari psichiatrici (ventuplicati quelli pubblici in meno di 30 anni, da 500 del 1990 a 9000 nel 2018). Oggi la comunità deve ricostruire reti e forme di scambio: il welfare, e il nuovo ruolo dei sindacati ad esempio nell’intercettare i nuovi disagi, può essere decisivo, molto più di una mera distribuzione di soldi. Un esempio? Siamo la provincia che ha il miglior tasso di acquisizione di nuovi cittadini ‘stranieri’ divenuti italiani: si chiama integrazione e welfare”.

La Cisl: “Dopo la crisi Reggio è cambiata. Ecco come”. Dati e analisi2019-05-07T13:20:59+00:00

Unimore, focus sull’Industria 4.0

 

Quali i processi produttivi del futuro e le dinamiche organizzative dell’Industria 4.0? Se lo chiedono il Dipartimento di Comunicazione ed economia dell’Università di Modena e Reggio, la Fim Cisl Emilia Centrale e Impact Hub Reggio Emilia e, per averne risposta, mettono in campo una serie di  incontri, presso l’Aula magna (in via Allegri) della stessa Università, con testimoni attenti a questo cambiamento.

“Affrontare i temi del rinnovamento tecnologico e del futuro produttivo e della conoscenza, è una sfida che la Fim Cisl ha ben presente, discuterne consapevolmente  e allargare il dibattito attraverso i contributi degli studenti e della cittadinanza ci aiuta ad essere un soggetto autorevole e competente nelle dinamiche del cambiamento” afferma Giorgio Uriti, segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale.

Si tratta di una iniziativa coordinata da Massimo Neri, Comunicazione interna e relazioni di lavoro, Management e Comunicazione d’Impresa, Paolo Lasagni, Informatica, Marketing e Organizzazione d’Impresa e alla quale parteciperanno numerosi delegati delle aziende metalmeccaniche emiliane.

Il prossimo appuntamento è previsto il 6 maggio, dalle ore 10 alle ore 13, con Alessandra Damiani, segretaria nazionale Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim Cisl) quindi dalle 14 alle 15:30 con Paolo Lasagni su “Le tecnologie di Industria 4.0”.

Il 13 maggio dalle 14 alle 15:30 l’incontro con Andrea Sirianni della segreteria Cisl Emilia Centrale e Claudio Galli, vicepresidente di Unindustria Reggio Emilia, si discuterà degli impatti attesi dell’Industria 4.0 sul panorama industriale Italiano e, in particolare, emiliano.

Unimore, focus sull’Industria 4.02019-05-03T20:05:01+00:00

Coop alleanza: il rilancio che non c’e’ è la preoccupazione. Oggi l’incontro con i sindacati

“Siamo molto preoccupati per quanto appreso dalla stampa sui dati di chiusura di bilancio 2018 di Coop Alleanza 3.0 – così Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltuc Uil Reggio Emlia-.  Timore che era nell’aria tanto da farci sospettare che anche il 2018 sarebbe stato chiuso in perdita e che questa sarebbe stata pesante, ma nessuno si aspettava cifre del genere”.

Si parla infatti di una perdita di circa 289 milioni di euro.

Nonostante l’operazione sia stata annunciata come una “operazione trasparenza” i sindacati sottolineano come “Coop Alleanza – per l’ennesima volta – abbia fatto circolare notizie a mezzo stampa generando allarmismo prima di effettuare il necessario confronto con chi rappresenta i propri dipendenti”. Un incontro peraltro già calendarizzato per il 3 maggio.

Coop Alleanza ha modificato il proprio piano industriale quadriennale almeno tre volte negli ultimi due anni, ed ogni volta il piano veniva presentato come quello del “rilancio”.

“I proclami non bastano più – chiosano  Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltuc Uil Reggio Emlia – Coop ci spieghi cosa intende quando parla di “interventi di efficentamento della rete di vendita” e “incremento della produttività”; ci dica chiaramente se ha in mente di annunciare nuove chiusure di punti vendita (oltre alle 24 chiusure/cessioni annunciate nella presentazione del precedente piano) e che impatto avranno le proprie scelte sul piano occupazionale, in termini sia numerici che qualitativi delle condizioni di chi lavora nei propri punti vendita”.

La situazione prospettata desta infatti grande preoccupazioni e non fornisce le informazioni per comprendere quali saranno gli effettivi sviluppi  nel breve periodo. “Ci convince poco, inoltre, la dichiarazione secondo cui nel bilancio si sarebbero fatte scelte di eliminazione di “zavorre”, operazione che indubbiamente sarà stata fatta, ma sono state fatte anche scelte che vanno in direzione opposta, come la vendita dei rami farmacie e carburanti che generavano dati positivi – concludono i sindacati -. Ci aspettiamo risposte chiare dall’incontro di domani, e sarà nostra cura studiare attentamente il bilancio 2018 per verificare la corrispondenza tra quanto annunciato e quanto in effetti realizzato dalla cooperativa”.

Coop alleanza: il rilancio che non c’e’ è la preoccupazione. Oggi l’incontro con i sindacati2019-05-03T06:10:14+00:00

ANNULLATA – Sindacalisti, lavoratori e cittadini puliscono la sponda del Po tra Boretto e Gualtieri. Il 5 maggio “Fai bella l’Italia”

Aggiornamento del 4 maggio. Causa maltempo l’iniziativa prevista per il 5 è annullata. (La redazione)

 

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La mattina di domenica 5 maggio, in provincia di Reggio Emilia, tra i comuni Boretto e Gualtieri, lavoratori, sindacalisti, operatori, cittadini e volontari, muniti di guanti, pinze e sacchetti per la raccolta dei rifiuti, puliranno la sponda orografica destra del Po.

L’iniziativa regionale rientra nell’ambito della prima Giornata nazionale della Fai Cisl per la cura dell’ambiente e vedrà, in tutte le regioni, le federazioni regionali del sindacato agroalimentare e ambientale della Cisl promuovere azioni rivolte alla salvaguardia del territorio, con la collaborazione di Legambiente

“L’obiettivo di questa giornata è quello di sensibilizzare, di lanciare un forte messaggio indirizzato a cittadini e istituzioni per sollecitare un maggiore impegno a favore dell’ambiente e del nostro patrimonio paesaggistico”. hanno sottolineato i responsabili di Fai Cisl e di Legambiente. “Un appello e nello stesso tempo un grido di allarme che vuole far riflettere sull’importanza dell’azione di dei singoli nella cura del proprio territorio”

“Un’iniziativa concreta, e nello stesso tempo simbolica, per sottolineare l’importanza dell’impegno quotidiano che tutti noi dobbiamo profondere in difesa del territorio e per confermare la straordinaria vocazione della Cisl e di Legambiente a valorizzare le politiche ambientali. Politiche ambientali che diventano un indispensabile valore aggiunto, e non certo in contrapposizione, con le nostre battaglie per la crescita, lo sviluppo, il lavoro”.

L’iniziativa vede il patrocinio dei comuni di Boretto e di Gualtieri e la collaborazione di Sabar, “che ringraziamo – affermano dalla Fai – per la disponibilità e la sensibilità dimostrata su questi temi”.

L’appuntamento è alle ore 9.00 presso il parcheggio del Portile di Boretto, dove verranno forniti guanti, pinze e sacchetti per la raccolta dei rifiuti a tutti coloro che intendono partecipare, per poi spostarsi sulla sponda orografica destra del Po, tra i comuni di Boretto e Gualtieri.

 

ANNULLATA – Sindacalisti, lavoratori e cittadini puliscono la sponda del Po tra Boretto e Gualtieri. Il 5 maggio “Fai bella l’Italia”2019-05-04T13:55:58+00:00