Di seguito le dichiarazioni dei segretari modenesi di Cgil Cisl Uil sul 1° Maggio 2021.

Manuela Gozzi segretaria generale Cgil Modena

Da sin. Manuela Gozzi (Cgil), William Ballotta (Cisl) e Luigi Tollari (Uil)

Anche questo 1° Maggio non siamo nelle piazze. La parola d’ordine di quest’anno è “L’Italia si cura con il lavoro”. Credo che per dare un futuro al Paese non ci sia alternativa dal creare condizioni di lavoro solide e durature nel tempo per tutti coloro che rappresentiamo e che rappresenteremo in futuro. I due protocolli sottoscritti recentemente con il Governo mettono al centro la necessità della vaccinazione per tutti i lavoratori, i pensionati, le persone fragili. Se non si procederà a una campagna vaccinale a tutto tondo che possa contribuire a farci uscire dalle difficoltà della pandemia, avremo difficoltà anche a costruire il futuro. Avremo difficoltà a mandare i figli a scuola, sulla mobilità, a recuperare una vita sociale. Questo è il secondo 1° Maggio che non possiamo festeggiare nelle piazze, in modo sociale, ma confidiamo che l’applicazione dei protocolli sottoscritti sia il motore necessario all’azione sindacale nei luoghi di lavoro e nella società, per contribuire a far ripartire il Paese, a dare uno slancio economico e sociale importante. Per essere l’anno prossimo tutti nelle piazze con gli studenti del Sigonio, che ci danno un contributo anche quest’anno, con tutti i cittadini, con la voglia e la possibilità di stare gli uni vicino agli altri, potendo parlare non a distanza, ma recuperando quella normalità indispensabile per costruire davvero il Paese. Buon 1° Maggio a tutti.

William Ballotta segretario generale Cisl Emilia Centrale
Nonostante le restrizioni della pandemia, questo è il 1° Maggio che vogliamo comunque ricordare, perché è un momento importante. Vogliamo festeggiarlo, come abbiamo sempre fatto, con i ragazzi e le ragazze delle scuole per tenere un filo di collegamento con la società e con chi rappresenta il nostro futuro. Per dare un futuro ai giovani, il lavoro deve essere mantenuto al centro dei nostri impegni, della nostra attività. Pertanto nelle prossime settimane continueremo a impegnarci nei tavoli territoriali e nel tavolo provinciale per il lavoro, insieme a tutte le altre associazioni e le rappresentanze istituzionali per progettare la Modena del post pandemia.

Luigi Tollari, segretario generale Cst Uil Modena e Reggio Emilia
Festeggeremo il 1° Maggio, festa dei lavoratori, per il secondo anno consecutivo privandoci delle manifestazioni di piazza come di consuetudine, causa la pandemia che attanaglia da oltre quattordici mesi il nostro Paese e il resto del mondo e nel rispetto delle regole imposte a tutela della salute di tutti. Tuttavia lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per il 2021, “L’Italia si cura con il lavoro”, racchiude in modo assai chiaro e significativo l’obiettivo che ci siamo dati per una vera e duratura ripartenza. Per realizzare questo scopo è fondamentale procedere speditamente con la campagna vaccinale. Seppure in questi ultimi giorni pare ci sia stata un’accelerazione significativa, si deve proseguire con uniformità sul territorio nazionale, mettendo al riparo le persone più esposte a rischio, cioè gli anziani e i fragili, senza permettere a nessun furbetto di saltare la fila, mentre le autorità preposte hanno il dovere di vigilare affinché questo non si ripeta. Se verranno mantenuti gli impegni ribaditi dal commissario europeo, che vedranno arrivare in Italia in questo trimestre oltre 50 milioni di vaccini, potremo davvero riappropriarci di quella normalità a cui tutti aspiriamo. I fondi europei del Recovery Plan dovranno servire per fare ripartire l’economia, il lavoro, e realizzare quelle opere non più rinviabili al passo coi tempi. Parlo della digitalizzazione, dell’economia verde, dell’ambiente, della sanità, della scuola. Obiettivi che se realizzati permetteranno una ripresa occupazionale seria e duratura che possa dare garanzie e tranquillità a tutti i lavoratori, oggi molto provati anche sul piano economico. Il 30 giugno scade, per volere del Governo in carica, il divieto di licenziamento, ma se ciò non è accompagnato da una congrua ripresa e una concreta riforma degli ammortizzatori sociali, rischia di penalizzare in modo ancor più grave giovani e donne, che sono le due categorie maggiormente colpite. Questo non possiamo accettarlo. Dunque ci aspettiamo già a partire da oggi, dopo l’incontro con il Governo, interventi concreti. Basta parole, abbiamo bisogno di fatti concreti.