Forti dubbi sulle finalità di un “avviso per la concessione di contributi alle famiglie in difficoltà”, diffuso da qualche settimana in tutto il territorio regionale attraverso volantini e Internet. A sollevarli sono Cgil, Cisl e Uil di Modena, secondo le quali dietro l’iniziativa, lanciata dall’associazione Solidus onlus di Modena, potrebbe in realtà nascondersi un’operazione di marketing volta ad aumentare il numero di pratiche fiscali e di fatturato di altri soggetti. È proprio il fatto che la sede legale della onlus si trovi presso un Caf ad aver destato i sospetti dei sindacati, che sollecitano un controllo alle autorità preposte. «Nel suo avviso Solidus afferma di voler concedere contributi mensili, variabili da 100 a 300 euro, e buoni spesa alle famiglie bisognose. Per presentare la domanda – spiegano Cgil, Cisl e Uil – bisogna compilare un modulo e corredarlo di Isee valida. In questi giorni diversi cittadini, soprattutto stranieri, si sono rivolti alle nostre sedi sindacali e a quelli dei nostri Caf per farsi assistere nella comp

moduli Isee Caf

moduli Isee

ilazione del modulo e dell’Isee. È stato così che abbiamo cominciato ad avere qualche dubbio e a cercare di vederci chiaro, ma abbiamo riscontrato perlomeno poca trasparenza». Ai sindacati pare strano, per esempio, che l’avviso non indichi la cifra complessiva disponibile; inoltre sull’avviso si legge che “il numero di contributi erogabili è strettamente legato al finanziamento dell’iniziativa da parte di enti e associazioni”. «Cosa significa? Che senza finanziamenti esterni non saranno erogati contributi? – chiedono Cgil, Cisl e Uil – L’avviso, tra l’altro, dice che le domande devono necessariamente essere presentate presso le sedi dell’associazione che, guarda caso, sono le stesse del sindacato autonomo Fna e del suo Caf, presente a Modena (cinque uffici), Bologna, Parma, Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia. Anche se probabilmente l’avviso in questione non viola alcuna normativa, critichiamo il fatto che, se dimostrato, qualcuno usi la povertà delle famiglie – concludono Cgil, Cisl e Uil – a sostegno di un’attività commerciale come quella dei Caf».