Ieri pomeriggio a Modena Cgil Cisl Uil hanno incontrato alcuni candidati modenesi alle elezioni politiche del 25 settembre.

Di fronte a una platea di dirigenti, funzionari e attivisti sindacali si sono confrontati cinque candidati (uno per ogni coalizione/lista): Andrea De Maria (Pd), Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia), Chiara Caselgrandi (Azione-Lista Calenda), Stefania Ascari (M5s) e José Carrasso (Unione popolare).

Si è parlato dei temi cari al sindacato: lavoro di qualità e contrasto al precariato, promozione del lavoro per giovani e donne, legge sulla rappresentanza sindacale, salario minimo e reddito di cittadinanza, riforma fiscale e delle pensioni, ruolo del pubblico in sanità e Pnrr.

«L’incontro è stato molto proficuo – afferma la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo – Tutti i candidati, seppure con sensibilità e approcci diversi, hanno riconosciuto l’importanza dei sindacati e in generale dei corpi intermedi, pur mettendo in evidenza che negli ultimi anni abbiamo assistito a una crisi generale di questi ultimi, a partire dai partiti politici, che ha condotto a una disaffezione nei confronti della politica e a un alto tasso di astensionismo.
L’auspicio è che qualunque sarà l’esito elettorale si possa aprire un’interlocuzione fondata sulla responsabilità per dar vita a interventi equi per la ricostruzione e la ripartenza del Paese».

«Il dibattito è stato molto interessante, i candidati hanno evidenziato le loro differenze programmatiche sui temi posti dai sindacati – aggiunge Roberto Righi (Cgil) –
La diversità delle posizioni politiche dovrebbe essere condizione per superare la disaffezione dei cittadini alla partecipazione alla vita politica e alle elezioni del 25 settembre. La Cgil si attiene alle piattaforme unitarie su lavoro, fisco, pensioni e sviluppo cui si sono avviati confronti con l’ultimo Governo e con quelli precedenti.
Giudicheremo il futuro Governo sulla base delle risposte concrete che darà sui temi posti e che rappresentano i bisogni dei cittadini italiani, a cominciare dalle risposte sull’aumento dei costi energetici e al conseguente aumento dell’inflazione».

«Sul dibattito tra i candidati modenesi il giudizio è positivo – conclude Luigi Tollari segretario Uil Modena e Reggio Emilia – Ognuno ha elencato in modo pacato i propri programmi, il tono del dibattito è stato certamente condivisibile, ma i contenuti sono molto distanti dalla piattaforma di Cgil Cisl Uil su lavoro, fisco, pensioni e sviluppo presentata al Governo.
Dagli interventi sono emerse in generale proposte poco incisive su come contrastare il precariato. Anche il caro-energia non trova grandi risposte, e sulla sanità pubblica non sono venute risposte chiare mentre è evidente che, a maggior ragione dopo il periodo della pandemia, bisogna investire molto di più. Anche sulle politiche attive per il lavoro, in particolare donne e giovani non ci sono proposte concrete.
Poi c’è troppo scontro a livello nazionale tra i partiti e la campagna elettorale è troppo basata su attacchi personali: è per questo che la gente non capisce e non va a votare.
La Uil è in piena fase congressuale, abbiamo molti contatti con lavoratori e pensionati che danno giudizi negativi sulla politica. La Uil non dà indicazioni di voto, non lo ha mai fatto, però è molto sensibile ai programmi dei partiti che sono vicini alle posizioni del sindacato. È evidente che non tutti i partiti sono uguali».