E’ stato siglato nella notte a Roma il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto a dicembre 2017. A Modena e provincia interessa circa 10 mila lavoratori, tra fissi e stagionali. «Il rinnovo rappresenta un sostegno strategico per l’economia modenese perché riguarda un settore che, soprattutto grazie all’export, si è affermato come simbolo delle nostre eccellenze – afferma il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi, che ha partecipato alla trattativa insieme a Piersecondo Mediani, anche lui della Fai Emilia Centrale – L’accordo raggiunto

Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale

rappresenta il compimento di un percorso avviato da diversi mesi, durante il quale avevamo avanzato nella piattaforma unitaria proposte responsabili e aggiornate al contesto economico del comparto agricolo». Ricordiamo che, a seguito della riapertura della trattativa, una settimana fa i sindacati avevano sospeso uno sciopero nazionale già proclamato, pur mantenendo lo stato di agitazione. «Le nostre impostazioni sono state accolte, l’idea pericolosa del salario minimo nazionale è stata accantonata e abbiamo trovato un punto di incontro su un orario più flessibile che possa garantire, laddove necessario, una migliore organizzazione del lavoro, regolando le interruzioni e i recuperi senza modificare le 6 ore e 30 – sottolinea il segretario nazionale della Fai Cisl Onofrio Rota – L’accordo raggiunto comprende risultati rilevanti su appalti e bilateralità, con l’impegno a completare gli Ebat e l’attivazione di nuove funzioni di welfare sussidiario, del contrasto alla discriminazione di genere, con un congedo ampliato anche grazie all’Eban, nonché della formazione professionale, con l’attestazione dei percorsi formativi da parte di Foragri; aspetto, quest’ultimo, fondamentale soprattutto in relazione alla sicurezza, all’agricoltura 4.0 e alle sfide dell’innovazione. Sono stati rafforzati i diritti individuali, sempre grazie alla bilateralità, – continua Rota – con avanzamenti su maternità, malattie gravi, congedi parentali. Nella parte relativa alle aziende plurilocalizzate abbiamo accolto la richiesta di contratti aziendali purché in linea con quelli stipulati a livello provinciale. Sul piano dell’adeguamento retributivo abbiamo ottenuto un aumento del 2,9%, superiore al 2,3 dell’indice Ipca: sarà diluito in due tranche, di cui la prima già da luglio, del valore di 1,7%, a cui seguirà la seconda, dell’1,2%, ad aprile 2019. Un risultato congruo con le performance del settore e le aspettative future. Avviamo così – conclude il segretario nazionale della Fai Cisl – una fase nuova, per contribuire ad attivare, con il lavoro agricolo, processi virtuosi di crescita e sviluppo, tutelando la dignità di chi svolge tante mansioni usuranti sulle quali poggia l’eccellenza del nostro agroalimentare».