Sono circa 2.500 i lavoratori modenesi cui si applica il nuovo contratto nazionale di lavoro della cooperazione alimentare. L’intesa, che riguarda realtà come Conserve Italia, Cantine Riunite & Civ, Progeo, le cantine e i caseifici cooperativi, rappresenta una buona notizia per gli addetti di uno dei settori di punta dell’economia modenese; basti pensare a prodotti tipici come Lambrusco e Parmigiano Reggiano, grazie ai quali Modena è la quarta provincia in Italia per valore delle produzioni Dop e Igp, fortemente legate al territorio attraverso le filiere agricole. «L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta nella tarda serata di mercoledì 2 dicembre dopo una lunga e intensa trattativa, svoltasi in videoconferenza – spiegano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali – L’intesa influisce positivamente sulle tutele, i diritti e il salario degli addetti di settore. Nella parte normativa sono state introdotte alcune norme per dare risposte alle repentine trasformazioni del mercato del lavoro, prevedendo la partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese. Di notevole importanza l’affermazione della volontà di costituire delle comunità di sito in cui non esistono lavoratori di serie A e B. Verrà, inoltre, impedita l’applicazione di ccnl non rappresentativi, evitando dunque il proliferare di contratti d’appalto peggiorativi rispetto all’attività svolta». I sindacati affermano che per sostenere le nuove necessità dei lavoratori, emerse in modo palese in questo difficile 2020, tramite il potenziamento della formazione si creeranno opportunità di professionalizzazione e si potranno sfruttare le potenzialità di un sistema di lavoro agile moderno e in linea con le principali esigenze della nuova categoria di smart worker. Una giornata di formazione sarà dedicata al tema della salute e sicurezza dei lavoratori. Si continuerà, poi, nel percorso di miglioramento della qualità della vita dei lavoratori anche grazie all’introduzione di strumenti a sostegno per la genitorialità e l’assistenza familiare. È stata, infatti, prolungata di ulteriori tre mesi l’esenzione dal lavoro notturno per la lavoratrice madre, mentre per il lavoratore padre sono stati previsti un ulteriore giorno di permesso retribuito per la nascita del figlio; inoltre sono previste otto ore di permesso per l’inserimento all’asilo nido del figlio e otto ore di permesso retribuito per il sostegno di genitori ultra 75enni in caso di necessità mediche. «Sul welfare, anche in ragione dell’attuale emergenza sanitaria, è stato incrementato di 3,50 euro il versamento delle cooperative al Filcoop sanitario per incrementarne le prestazioni. Per aumentare, inoltre, l’adesione delle imprese ai fondi bilaterali – continuano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali – è stato previsto che le imprese non aderenti dovranno corrispondere ai lavoratori 20 euro mensili in busta paga, oltre a garantire prestazioni equivalenti. Dal punto di vista salariale, l’aumento dei minimi tabellari concordato è pari a 84 euro, a parametro 137, nel quadriennio, suddiviso in quattro tranches: 21,43 euro dal 1 dicembre 2019, 20,85 euro dal 1 settembre 2021, 20,85 euro dal 1 gennaio 2022 e 20,87 euro dal 1 gennaio 2023. A tale importo si aggiunge l’incremento aggiuntivo della retribuzione, pari a 35 euro a parametro 137 che, da aprile 2023, entrerà a far parte della retribuzione. L’aumento complessivo, a regime, è quindi di 119 euro, cifra al di sopra delle previsioni Ipca (indice prezzi al consumo armonizzato). Nei prossimi giorni – concludono i sindacati alimentaristi – sarà avviata la consultazione dei lavoratori per l’approvazione dell’intesa raggiunta».