Il sindaco di Modena riprenda in mano la questione degli organici e, in accordo con la Regione, ottenga dal governo la possibilità di aumentare l’occupazione, soprattutto nell’area dei servizi rivolti agli anziani. Lo affermano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena-Reggio Emilia, Spi Cgil Modena, Fnp Cisl Emilia Centrale e Uilp Uil Modena chiedendo un ripensamento complessivo del cosiddetto “welfare argento” a tutela della popolazione anziana. «L’andamento demografico indica che a breve il 35 per cento della popolazione modenese sarà rappresentato dagli ultra 65 enni. In questo contesto – spiegano i sindacati – non sono accettabili i vincoli sulle assunzioni imposti dal governo (dalle 93 assunzioni previste, il Comune di Modena è stato costretto e scendere a otto, ndr). Dobbiamo fare i conti con le misure rese necessarie dal Covid-19, che vedono lo stesso numero di operatori impiegato in ulteriori e più complicate, ma necessarie, mansioni. In altri momenti questa amministrazione è riuscita ad assumere, grazie all’impegno del sindaco, numeri significativi di operatori della polizia municipale per far fronte ai problemi di sicurezza. Ora l’emergenza è la tenuta del welfare». Dato che sollecitano da tempo la convocazione degli “stati generali del welfare argento”, le organizzazioni sindacali accolgono con favore l’idea, annunciata dall’assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli, di riprogettare complessivamente i servizi agli anziani. Per loro il confronto deve riguardare la qualità e quantità dei servizi anche in funzione della tenuta delle famiglie che, troppo spesso, hanno come unica soluzione il ricorso alle assistenti domiciliari o badanti con i relativi problemi (formazione professionale, lavoro nero, condizioni di salute ecc.) complicati dall’emergenza Covid. «A nostro avviso occorre prima di tutto potenziare l’assistenza domiciliare, che non può essere completamente esternalizzata, ma deve vedere un forte intervento pubblico nella programmazione, progettazione e controllo. Va rivisto, inoltre, – continuano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena-Reggio Emilia, Spi Cgil Modena, Fnp Cisl Emilia Centrale e Uilp Uil Modena – il sistema dell’accreditamento, attualmente troppo sbilanciato sugli aspetti quantitativi a discapito di quelli qualitativi. Le nostre strutture pubbliche, ma anche (o soprattutto) le strutture private accreditate devono evolversi traendo spunto dagli errori commessi nella gestione del Covid 19, per essere sempre più pronte nelle emergenze e garantire maggiore assistenza sul versante sanitario. Auspichiamo, pertanto, che le linee guida del Comune siano flessibili quanto basta per valutare le proposte che abbiamo presentato al tavolo sulle tematiche anziani. Allo stesso tempo – concludono i sindacati – il Comune deve essere inflessibile nel sanzionare le strutture, pubbliche o private, che non rispettano le linee guida».