Dopo l’assemblea del 12 settembre con il personale dell’ASP Don Cavalletti, le organizzazioni sindacali di Fp Cgil, Fp Cis e Uil Flp manifestano “forte preoccupazione per il futuro dei servizi sociali pubblici della montagna. Dopo anni di depotenziamento dell’Asp Don Cavalletti che ha visto via via ridursi il numero dei servizi alla cittadinanza dell’intero distretto della montagna reggiana, ora ulteriori ombre stanno emergendo sulla Cra di Poiago di Carpineti”.

Secondo i sindacati: “infatti, il personale oltre a riscontrare numerose problematiche organizzative non più all’altezza del passato, con evidenti cali di qualità e efficienza, pur dando il massimo sostegno alla struttura e ai suoi ospiti, riteniamo che con oggi si sia giunti ad un punto di non ritorno. Tale situazione, che ha visto un lento ma inesorabile declino dei servizi, grazie all’abnegazione di tutto il personale, ha trovato comunque una soluzione riuscendo  a far fronte alla criticità del periodo Covid”.

“Questa – osservano Fp Cgil, Fp Cis e Uil Flp – è stata una delle poche Cra a non avere avuto contagi, nonostante la difficoltà nel reperimento del personale, costringendo ad un notevole impegno le figure presenti per garantire la normalità del servizio. Oltre a ciò, si sono susseguite ulteriori criticità, come l’avvicendarsi di più figure al coordinamento, la recente mancanza del manutentore, le dimissioni del responsabile alla sicurezza interna e per ultimo, ma non meno importante, l’attuale assenza del direttore”.

Da recenti notizie sui quotidiani locali sarebbe emersa l’intenzione dei politici locali di esternalizzare all’Azienda speciale. “Se fosse vero questo – lamentano le tre sigle -, ci sarebbe una ulteriore impronta privastistica sul territorio montano, già fortemente gestito da privati, dove l’Asp Don Cavalletti è rimasto l’ultimo baluardo realmente pubblico. Questo produrrà certamente forti cambiamenti sui servizi. Come sindacati non accettiamo questo ulteriore cambiamento e ci prendiamo carico, a sostegno dei servizi pubblici locali, di portare le osservazioni dei dipendenti del Don Cavalletti davanti all’Unione dei Sindaci della Montagna Reggiana, incontro previsto per il prossimo 18 settembre”.

Fp Cgil, Fp Cis e Uil Flp “ritengono che l’importante ruolo di Asp rappresenti per il territorio un valore aggiunto che deve proseguire e rafforzarsi, inoltre sarebbe davvero contradditorio che questi dipendenti, che pur con tutte le controversie di questo periodo, hanno reso un servizio di qualità alla cittadinanza, fossero trattati con questo distacco dagli amministratori, portando a modificare in modo così repentino e radicale questa realtà territoriale che non merita di perdere l’ultimo presidio pubblico esistente nella montagna reggiana”.

I sindacati proseguono dicendo che “se venisse presa questa decisione saremo pronti con tutto il personale ad avviare una grande mobilitazione di protesta fino ad arrivare allo sciopero”.