PATRIZIA DE COSIMO_3È stato sospeso lo stato di agitazione dei dipendenti dell’Azienda Usl di Modena. Lo hanno deciso i sindacati Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Nursind, Fials e Fsi insieme alla rsu dopo il tentativo di conciliazione messo in atto oggi dalla prefettura. Sindacati e Ausl hanno calendarizzato un incontro per dopodomani – mercoledì 25 novembre. «L’intervento della prefettura ci ha consentito di riaprire il confronto, che era stato interrotto dall’Ausl in un momento in cui risulta, invece, urgente ragionare sulla riorganizzazione del lavoro sulla base della piattaforma approvata dai lavoratori nelle assemblee – spiegano i sindacati – Questa settimana entra in vigore la legge 161 del 2014 che recepisce la normativa europea sull’orario di lavoro. In particolare non sono più ammesse le deroghe su cui hanno fatto affidamento in questi anni le direzioni aziendali. È necessario che nell’incontro di mercoledì l’Ausl definisca bene i suoi orientamenti in merito a uno specifico piano di azioni mirate al contenimento dello straordinario 2016. Inoltre deve dirci come intende riconoscere ai lavoratori l’impegno straordinario profuso finora per coprire le gravi carenze di organico in tutta la sanità modenese». I sindacati chiedono la disponibilità dell’Ausl a un confronto serrato anche sul piano occupazionale al fine di scongiurare preoccupanti ipotesi di chiusure dei servizi. «Leggiamo con favore questa prima apertura e misureremo la disponibilità dell’Ausl sui fatti – affermano Anna Paragliola (Fp-Cgil), Patrizia De Cosimo (Cisl Funzione pubblica, nella foto), Giuseppe Belloni (Uil-Fpl), Eleonora Checchi (Nursind), Cesare Bruno (Fials) e Benedetta Misurata (Fsi) – Da troppo tempo i lavoratori attendono soluzioni che consentano loro di esercitare dignitosamente la loro professione. Una risposta alle diverse proposte da noi avanzate ad aprile 2015 rappresenta la base da cui partire per ricostruire relazioni sindacali accettabili. La trattativa serve per riconoscere e migliorare una situazione al limite della tolleranza, spesso non congrua rispetto alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini-utenti». I sindacati concludono sollecitando anche gli amministratori locali, in particolare i sindaci che, garantendo la qualità dei servizi e l’opera dei professionisti sanitari, possono e devono tutelare la salute dei cittadini.