Il processo all’avvocato accusato di essere un amministratore di sostegno “infedele” dimostra che le famiglie che devono ricorrere a questa figura hanno bisogno di un supporto. Lo afferma la Cisl Emilia Centrale, che nei mesi scorsi ha aperto un servizio gratuito di consulenza dedicato all’amministrazione di sostegno.

Si tratta del primo sportello di questo tipo attivato dalla Cisl in Emilia-Romagna. «L’amministratore di sostegno è una figura a tutela delle persone fragili istituita da una legge del 2004 – ricorda Andrea Sirianni, componente della segreteria della Cisl Emilia Centrale – In pratica è una persona nominata dal giudice tutelare per affiancare, assistere e sostenere chi si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Poiché sono sempre più numerose le famiglie che ci chiedono informazioni sull’amministrazione di sostegno, in collaborazione con il nostro sindacato pensionati Fnp-Cisl abbiamo aperto un servizio gratuito di supporto». Attualmente sono circa 2.600 le amministrazioni di sostegno nominate dal tribunale in provincia di Modena. Presso le sedi Cisl di Modena, Carpi, Castelfranco, Mirandola, Pavullo, Sassuolo e Vignola è possibile, previo appuntamento, ricevere informazioni sulla natura, compiti e ruoli dell’amministratore di sostegno, supporto nella scelta e presentazione della domanda al giudice tutelare. Il servizio è gestito da un gruppo di volontari, in prevalenza pensionati, che hanno frequentato un corso di formazione erogato dalla Cisl con esperti dell’Ausl di Modena e del Centro Servizi Volontariato; il gruppo è coordinato da Sara Diegoli, inserita nel sindacato pensionati della Cisl attraverso il progetto formativo regionale “Raggio verde”. «Tra i beneficiari dell’amministrazione di sostegno ci sono soprattutto anziani privi in tutto o in parte dell’autonomia necessaria a gestire la propria vita di tutti i giorni – spiega Sara Diegoli – Per noi è importante che questo compito venga svolto all’interno della famiglia, ma sappiamo che è complicato nominare l’amministratore di sostegno e ancora più difficile farlo. Ci sono difficoltà nella compilazione della domanda al giudice tutelare, nella fotografia del patrimonio, nell’individuazione della sfera familiare da coinvolgere, nel supporto alla rendicontazione annuale. Ecco perché abbiamo creato un servizio di assistenza e accompagnamento delle famiglie verso questa figura così utile e i cui compiti possono essere tranquillamente svolti da persone della cerchia familiare, senza dover per forza ricorrere a professionisti esterni».