Sono diversi i fronti caldi sul mondo del lavoro osservati attentamente dalla Cisl. “In queste ore  – spiega William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale – le decisioni che il governo prenderà avranno grandi ripercussioni sui territori. La legge di bilancio, in particolare, avrà riflessi diretti su migliaia di famiglie reggiani e modenesi. Da mesi chiediamo di prolungare la Naspi e le altre indennità di disoccupazione con il superamento delle riduzioni progressive, di sostenere i contratti di solidarietà, di rendere universali gli ammortizzatori sociali. Dobbiamo tenere collegate le persone al lavoro con nuove politiche attive e sbloccare subito gli investimenti pubblici. Le risorse per rinnovare i contratti pubblici sono ad oggi insufficienti”.

Proprio venerdì i sindacati si sono mobilitati con le categorie della sanità e dei multiservizi. “Sì – prosegue Ballotta – e, ancora, ribadiamo che vanno fatte subito le assunzioni nella Sanità e negli altri comparti della Pubblica amministrazione. Quindi auspichiamo fortemente l’utilizzo delle risorse del Mes. A Confindustria chiediamo di rinnovare i contratti nazionali di lavoro. Mentre sul fronte delle pensioni riteniamo inaccettabile il blocco della rivalutazione delle stesse fino al 2023. Chiediamo che sia finanziata anche la legge sulla non auto-sufficienza. A livello locale, inoltre, come sindacati abbiamo chiesto alla Provincia e al Comune di Reggio l’attuazione di un patto territoriale per il lavoro, crediamo strategico per la ripresa”.

Per il 2021 per il segretario generale Cisl, per scongiurare licenziamenti di massa a seguito della fine del blocco, le parole chiave “devono essere le stesse con le quali abbiamo risposto all’appello del vescovo Massimo Camisasca: lavoro, inclusione sociale, scuola, formazione, digitalizzazione, infrastrutture, riforma fiscale”.

Attenzione anche sul fronte delle imprese per Ballotta: “rischiano di pesare anche le nuove regole sul credito in arrivo da gennaio che possono condurre al default anche per un debito di soli 500 euro e sarebbe un danno ulteriore per i nostri territori. Chiediamo che le regole pensate prima della pandemia vanno riadattate alla situazione di emergenza economica che stiamo vivendo”.