Un patto territoriale per il lavoro è quanto propone la Cisl Emilia Centrale. “Lottiamo tutti insieme per creare nuovi posti di lavoro a Reggio Emilia, le potenzialità ci sono” è quanto dichiara William Ballotta segretario generale della Cisl Emilia Centrale che, anche per questo, invita la collettività reggiana a valutare questa proposta.

“A quasi un anno dall’approvazione del Patto per il lavoro in Regione Emilia Romagna – afferma il segretario dei cislini – è giunto il momento della sua declinazione sul territorio reggiano per conseguire gli obiettivi che ci siamo dati con l’ente regionale. Proprio per perseguire questa finalità anche a Reggio chiediamo in primis alla Provincia ed al Comune di attivarsi come ‘registi’ e convocare un ‘Tavolo provinciale per il lavoro’ che coinvolga tutta la società reggiana in uno sforzo di condivisione di idee e responsabilità. A disposizione per i prossimi 5 anni ci sono 15 miliardi di euro”. William Ballotta (Custom)

Per definire cosa?

“Le prossime dinamiche in fatto di territorio – risponde il segretario – diritti, competenze, innovazione, legalità, welfare. Il Patto regionale è sottoscritto tra istituzioni locali, Università, le parti sociali datoriali e sindacali e il forum del terzo settore. Esso prevede l’impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale. Su base regionale parliamo di 120 mila posti di lavoro e portare la disoccupazione al 4,5% dimezzandola”.

Da quali settori ripartire?

“Certamente dal manifatturiero, aggiunge Andrea Sirianni, segretario con delega alle politiche per l’industria, innovazione e welfare – perché continua a dare uno straordinario contributo al Pil (il 25%), perché vale sino all’80% dell’export (al pari dei lander tedeschi) e perché il tasso di occupazione in questo settore è di 10 punti sopra il dato medio del 55%. Se dopo la crisi una serie di imprese leader ha innovato e cambiato gli stessi distretti, ora resta il problema delle dimensioni troppo contenute delle aziende. La crisi ha picchiato duro, ma abbiamo retto e confermato i ruoli leader dei distretti a specializzazione meccanica di Guastalla e di Reggio del distretto lattiero caseario assieme a quello dei salumi, oltre che dell’industria ceramica”.

“Reggio Emilia è un territorio di grandi potenzialità – continua Sirianni – e deve ora fare proprio il documento regionale per lo sviluppo, forte delle proprie specificità. L’invito è al confronto e a declinare i primi tavoli di lavoro, anche sul tema del welfare che è uno straordinario investimento sulla coesione sociale della comunità, ma anche economico perché genera posti di lavoro. E’ il caso, ad esempio, del welfare generativo o di comunità che attiva tutte le forze presenti sul territorio per creare un nuovo benessere collettivo. L’opportunità è anche quella di mettere a valore i 20 distretti reggiano-modenesi che, da soli, valgono oltre il 55% del Pil regionale, pari a 11 miliardi di euro”. Andrea Sirianni

“Per la Cisl Emilia Centrale – riprende Ballotta – è obbligatorio aggredire il blocco della disoccupazione presente su Reggio: eccessiva la presenza di quasi oltre 30.000 disoccupati, pari al 5,4% della forza lavoro, con punte del 33% tra i giovani. Le possibilità ci sono se si osserva la trasformazione nel mondo del lavoro che richiede nuove professionalità della nuova industria. Il tema della formazione, dell’individuazione di nuovi tecnopoli e distretti, della contrattazione aziendale”. Fondamentale è poi il rinnovo dei contratti scaduti che darebbero respiro alla domanda interna e ai consumi.

Quindi l’appello della Cisl è anche ai Comuni “ai quali chiediamo – conclude il segretario generale – di allargare la contrattazione sociale per poterci confrontare insieme in maniera costruttiva  sul futuro del nostro territorio e della nostra comunità.