Sulla ripresa autunnale la Gazzetta di Reggio interpella le parti sociali reggiane. Di seguito pubblichiamo l’intervento del segretario generale William Ballotta. 

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L’importante dibattito sulla ripartenza ospitato dalla Gazzetta di Reggio avviene all’inizio di un mese storicamente strategico, ma fondamentale per le scelte del futuro.

William Ballotta

Ci è subito chiaro che, in queste ore, abbiamo due priorità da gestire con responsabilità e lungimiranza: il controllo dei contagi, dagli spazi pubblici ai luoghi di lavoro, e la riapertura necessaria, inderogabile e in sicurezza della scuola per restituire, in primis, ai nostri ragazzi la socialità sottratta nei duri mesi di lockdown. Per questo occorre compattezza e unità di intenti, a partire dal governo nazionale sino al territorio.

Ma il periodo è cruciale sul fronte del lavoro e della ripartenza, dato che l’auspicato rimbalzo del Pil nell’ultimo trimestre dell’anno potrà avvenire solo con scelte sagge e condivise.

Partiamo allora dalla fine. Quale potrebbe essere la soluzione per lavoro, impegno e coesione sociale per la ripresa? Leggendo gli interventi ospitati dalla Gazzetta in questi giorni credo che ci sia una condivisione unanime di collaborazione e confronto che, veda al centro, una forte scelta politica.

E’ necessario, come la Cisl chiede da tempo al governo, un confronto sui temi del lavoro, della riforma del fisco, della crescita e del migliore utilizzo delle risorse del Recovery fund, dando così vita a un grande patto sociale tra governo e parti sociali, una condivisione ampia delle priorità e degli obiettivi da raggiungere.

A livello locale questo patto sociale ancora manca, ma oggi è condiviso dai principali interlocutori associativi e sociali. La Cisl Emilia Centrale lo propone da tempo e, su queste colonne, lo avevano ricordato lo scorso aprile. A Reggio Emilia è necessario avviare da subito un tavolo comune e organico, politico e di confronto permanente tra tutti i soggetti responsabili di rappresentanza del nostro territorio. Solo un forte e condiviso Patto di comunità, che in Regione già esiste e che nella nostra provincia può avere il suo regista nel primo cittadino, potrà mettere il lavoro sicuro e la dignità della persona al centro delle nostre scelte consapevoli.

E’ solo in questo tavolo, riteniamo, che sarà possibile discutere in modo concreto – certo ognuno con le proprie visioni, ma con disponibilità a confronto e mediazione – il tema vero: far ripartire gli investimenti pubblici e privati su infrastrutture, politica industriale, innovazione, digitalizzazione. Così come dovremo discutere assieme degli investimenti nella sanità pubblica e nella scuola, Università e ricerca.

La proposta della Cisl Emilia Centrale, riguarda diversi temi, alcuni dei quali già affrontati. Negli ultimi quattro mesi è stata perfezionata e, ancora una volta, mira a una forte coesione sociale, unico antidoto alla povertà e alle diseguaglianze.

Sul versante degli investimenti è strategico cantierare quelli già previsti nei bilanci comunali e dei diversi enti e di attuare, anche, quelli straordinari. Sul quello del lavoro è necessario rinnovare i contratti nazionali e rafforzare, innovandolo, la contrattazione di secondo, volta a tutelare anche le nuove modalità di lavoro che si sono largamente sviluppate durante la pandemia.

Il Coronavirus, purtroppo, ha acceso ulteriormente i riflettori sulla sicurezza sul lavoro. Se da un lato non si sono arrestati gli infortuni, purtroppo anche mortali, nelle aziende, dall’altro, è grazie alla sottoscrizione, all’applicazione e alla gestione dei protocolli anticovid che è stata garantita maggiore sicurezza ed è stata contenuta la diffusione del virus.

Le politiche industriali, superata la fase difensiva del blocco dei licenziamenti, dovranno evolvere dal “massimo valore possibile” verso una maggiore diffusione “di buoni posti di lavoro”. La sua organizzazione lavoro potrà trovare nuovo slancio attraverso un diffusa partecipazione dei lavoratori proprio come prevista nella nostra Costituzione.

Sul fronte del welfare, l’allentamento dell’emergenza non ci fa perdere di vista le fragilità degli individui, penso soprattutto ad anziani, disoccupati, donne lavoratrici costrette a scegliere tra maternità e lavoro, giovani che non studiano e non lavorano,… Dobbiamo, in tempi brevi, avere il coraggio di rileggere il modello sociale del nostro territorio per una maggior redistribuzione della ricchezza e della partecipazione in termini maggiormente solidali e sussidiari. Ribadiamo che rafforzare i sistemi di welfare significa ricorrere a forti investimenti, sia nelle nuove tecnologie, che nella formazione diffusa.

La pausa estiva è servita, anche, a guardare con attenzione ai momenti straordinari vissuti nei primi sei mesi dell’anno. La sanità emiliano-romagnola e, quindi, quella reggiana si è dimostrata un modello di efficienza, pur a fronte di tagli che, ora, dovremo avere il coraggio di ripianare. Personale, ricerca, riorganizzazione sono alcune delle parole chiave sulle quali le parti sociali possono dare il loro contributo.

Dall’emergenza nascerà l’opportunità di innovare e per farlo è necessario uno sforzo comune che potrà coinvolgere istituzioni, sindacati e imprenditori a tutti i livelli. La Cisl, come soggetto sociale responsabile e consapevole, ha il compito di facilitare la transizione a cui siamo chiamati in questo momento storico. Per questo continuiamo a parlare con persone, lavoratori e pensionati attraverso il confronto e la contrattazione, utilizzando anche la rete dei nostri servizi così come avvenuto nelle settimane più critiche.

Perderemo una grande occasione se, nelle prossime settimane, ci confronteremo solo sui media e non attorno a un tavolo fatto di incontri, analisi, proposte e, auspichiamo, qualche soluzione.

 

William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale