Soddisfazione dei sindacati per l’esclusione della cooperativa bolognese Le Macchine Celibi dalla gestione dei servizi bibliotecari di Modena. La decisione è stata presa dal Comune perché l’offerta della società bolognese è stata ritenuta “anomala e non rispondente alle prescrizioni del capitolato”. Dalle verifiche successive alla proposta di aggiudicazione, infatti, è emerso che l’offerta, la peggiore rispetto alle valutazioni sulla qualità ma che sarebbe risultata vincitrice in virtù di un ribasso economico del 14 per cento (370 mila euro nel triennio), “non applica correttamente la clausola sociale disattendendo le prescrizioni del disciplinare di gara e le linee guida n. 13 emanate in materia dall’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione), determinando un notevole pregiudizio ai diritti dei lavoratori”. «È una decisione che non sorprende, alla luce di quanto denunciato sin dall’inizio sia da noi che dai lavoratori impiegati nell’appalto in questione – affermano i sindacalisti della Fisascat Cisl Emilia Centrale, Filcams Cgil e Fp Cgil Modena – Nessun atto di accusa alla cooperativa in sé, ma piuttosto contro un sistema che permette, non solo a Macchine Celibi, di infilarsi tra le maglie del meccanismo con proposte assurde». L’offerta presentata da Macchine Celibi per un appalto che occupa circa 45 lavoratori nelle cinque biblioteche comunali (Delfini, Crocetta, Giardino, Rotonda, Poletti), aveva subito destato scalpore in quanto prevedeva un ribasso del 14% del costo complessivo, una cifra difficilmente sostenibile senza interventi sui lavoratori e, più precisamente, sul loro salario o inquadramento. I sindacati si erano da subito attivati incontrando l’assessore competente e fornendo tutte le informazioni contrattuali utili a verificare con attenzione che tutto si incastrasse alla perfezione tra il valore dell’appalto e i diritti di chi ci lavora dentro. «Qualcosa, nel conto finale, non tornava – dicono Cisl e Cgil – La vicenda dimostra come sia fondamentale nella gestione degli appalti il confronto con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. Mentre a Roma il governo pensa a svuotare il Codice Appalti di ogni valore, è necessario che la sensibilità delle centrali appaltanti rimanga alta quando legata a temi come il lavoro e la sua dignità. È bene, quindi, che l’amministrazione comunale modenese abbia effettuato una valutazione non solo economica, evitando il rischio di abbassare la qualità di un servizio legato alla cultura, mostrando di voler continuare a investire in tale settore e prevenendo – concludono Fisascat Cisl Emilia Centrale, Filcams Cgil e Fp Cgil Modena – ricadute negative sul personale».