«Con la pubblicazione del bilancio di sostenibilità sociale, anticipiamo di un anno un obbligo introdotto a livello nazionale per tutti i livelli della nostra organizzazione. Siamo la seconda struttura Cisl che lo fa in Emilia-Romagna e tra le prime in Italia. Il bilancio di sostenibilità rappresenta uno strumento di qualificazione e trasparenza del nostro lavoro». Lo afferma il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta presentando il documento. william_ballotta_-_segretario_generale_cisl_emilia_centrale-min1«Il bilancio di sostenibilità sociale serve per spiegare cosa facciamo, perché e come lo facciamo – spiega Ballotta – Intende misurare il contributo che diamo alla crescita sociale ed economica del nostro territorio, comprendente le province di Modena e Reggio Emilia, il cui Pil complessivo ammonta a 40,48 miliardi di euro. Vogliamo presentare la nostra visione della società reggiana e modenese, illustrare le nostre strategie e priorità sia nel breve che nel medio periodo, spiegare come intendiamo raggiungere gli obiettivi politico-sindacali ed economico-sociali che deve porsi un’organizzazione come la Cisl, nata per tutelare e rappresentare le donne e gli uomini, i lavoratori e i pensionati, i giovani e gli immigrati, le famiglie». Il segretario aggiunge che il bilancio di sostenibilità sociale mostra come vengono compiute le scelte politiche, prese le decisioni organizzative, qual è e come funziona “la macchina Cisl”, i cui carburanti sono la democrazia, la partecipazione, la condivisione, la solidarietà. «La crisi generale che ha colpito non solo l’economia, ma anche la politica e le associazioni di rappresentanza, qualche crepa l’ha provocata anche al sindacato nel suo complesso – ammette Ballotta – C’è un calo di fiducia e credibilità che stiamo cercando di affrontare con sincerità e senza ipocrisia. Il bilancio di sostenibilità sociale è una delle risposte a questa crisi perché ci costringe a metterci in discussione, guardarci dentro in profondità, creare nuovi servizi, cogliere le sfide cui ci chiamano le nuove generazioni, che hanno bisogni diversi dal passato. Dobbiamo innovare, inventare nuovi modelli di essere e fare sindacato. Oggi compiamo un passo in avanti, altri ne seguiranno presto», promette il segretario generale della Cisl Emilia Centrale.