“Che ognuno faccia la propria parte per reperire le risorse necessarie, il perimetro della nostra sanità pubblica non deve essere modificato, e per farlo non si può tagliare sul personale in un momento in cui vanno ancora garantiti i percorsi e reparti Covid, la campagna vaccinale da implementare, il recupero di tutte le prestazioni non erogate in quasi 2 anni e il PNRR con l’implementazione dell’assistenza territoriale da mettere in atto. Per questo, in assenza di certezza, saremo in presidio sotto la regione il 18 Gennaio”. È quanto ha dichiarato Sonia Uccellatori, segretaria generale Cisl Fp Emilia Romagna, sull’esito dell’incontro con l’assessore regionale alla Sanità Donini di due giorni fa. Incontro in cui è stata modificata l’indicazione iniziale trasmessa a tutte le Aziende Sanitarie della regione di procedere al blocco delle assunzioni, con la decisione che tale blocco rimarrà fino al 31 dicembre 2021. “Seppur oggi la Regione dichiari 3400 persone in più, bisogna considerare che veniamo da anni di blocco del turnover e di tagli alla sanità, e che l’organizzazione del lavoro è stata completamente stravolta dall’emergenza pandemica in corso: tracciamento casi positivi, tamponi, vaccinazioni e reparti e percorsi Covid prima inesistenti. Senza dimenticare il recupero delle liste d’attesa, visto che l’emerga Covid aveva bloccato tutte le prestazioni ordinarie. Inoltre il personale continua a effettuare doppi turni ed è obbligato allo straordinario per garantire i servizisenza fruire delle ferie”, ha sottolineato Sonia Uccellatori. “È necessario – ha proseguito la sindacalista – che Viale Aldo Moro coinvolga le parti sindacali, con un confronto reale, non che si continui ad adottare un metodo di passaggi ed informative a posteriori, quando poi ci si ricorda di farlo”. “La Regione Emilia-Romagna non può utilizzare il blocco delle assunzioni per ripianare il deficit di bilancio legato alle spese per l’emergenza sanitaria in corso, non è sufficiente “tappare buchi” o puntellare edifici, “bisogna ragionare di sistema”. Questo è il momento, non per scendere a compromessi che potrebbero mettere in discussione il modello della sanità emiliano romagnola, ma per definire idee e strumenti che al contrario lo rafforzino e lo valorizzino, a partire dai professionisti coinvolti”, ha concluso la leader della Fp Cisl Emilia Romagna.