Boom della cassa integrazione a Modena nel 2020. Tra gennaio e novembre sono state autorizzate 49,3 milioni di ore di cassa ordinaria, 1,8 milioni di ore di straordinaria e 8,5 milioni di ore di cassa in deroga; il totale – pari a 59,6 milioni di ore – è il più alto negli ultimi undici anni. I dati sono diffusi e analizzati dalla Cisl Emilia Centrale,

Rosamaria Papaleo (segreteria Cisl Emilia Centrale)

che sottolinea come le ore di cassa integrazione autorizzate quest’anno siano più del doppio (per l’esattezza il 140%) delle ore autorizzate nel 2010, cioè il peggiore degli ultimi dieci anni per il mercato del lavoro. «È chiaro che la chiusura primaverile di molte attività ha fatto impennare il ricorso alla cassa integrazione a livelli mai visti a Modena, che storicamente ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi d’Italia – commenta Rosamaria Papaleo, responsabile politiche del lavoro per la segreteria Cisl Emilia Centrale – La situazione non è purtroppo migliorata nemmeno dopo l’estate. Lo confermano i dati della cig nel trimestre settembre-ottobre-novembre: le ore autorizzate sono complessivamente 27,6 milioni». In termini di lavoratori coinvolti (fte – full time equivalent), assumendo l’ipotesi che l’autorizzato corrisponda per intero a un utilizzo effettivo, la media teorica dei lavoratori a tempo pieno sospesi a zero ore nel periodo settembre-novembre sarebbe pari a 66.786 unità. È sempre la Cisl a spiegare come si arriva a questo numero. «Per convenzione si ipotizza un monte ore medio annuo pari a 1.650 ore, calcolato sulla base di 138 ore mensili – dice Papaleo – Nel periodo settembre-novembre il monte ore è pari a 414 (138×3). Dividendo il totale ore cig (27.649.280) per 414 esce il dato dei 66.786 lavoratori. Naturalmente – prosegue la sindacalista Cisl – questa stima serve solo a definire un ordine di grandezza ipotetico. L’autorizzato, infatti, non corrisponde all’utilizzo effettivo. Inoltre le 138 ore medie mensili sono un orario di lavoro credibile per un full time, ma questo dato esclude un’altra platea di lavoro dipendente». Certo, la situazione resta molto difficile, anche perché è impossibile ipotizzare quando si potrà tornare alla normalità. Per questo la Cisl considera necessario prorogare gli ammortizzatori sociali almeno fino all’estate. «Una grossa mano – aggiunge Papaleo – ce l’aspettiamo anche dal nuovo Patto regionale per il lavoro e il clima, firmato la settimana scorsa. Siamo convinti che possa essere utile a creare occupazione di qualità. Insieme alle altre organizzazioni sindacali e alle associazioni imprenditoriali modenesi – conclude la responsabile politiche del lavoro della segreteria Cisl Emilia Centrale – dobbiamo trovare le modalità per tradurlo a livello territoriale».