“Sconcertati dall’attacco di domenica scorsa alle sedi istituzionali brasiliane, esprimiamo la nostra piena solidarietà al presidente Lula, alle organizzazioni sindacali e ai movimenti popolari che rappresentano il volto democratico del Brasile – afferma la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo -. Reggio Emilia saprà continuare a fare la sua parte”.

Alberto Rossi, del Centro Missionario (purtroppo defunto), un bambino, il futuro presidente Lula, ascosto dietro Alberto Tridente, la cognata di Alberto Rossi, Fulvio Bucci del Centro Missionario Diocesano, Sebastiana (sposò un italiano di Arceto e che Ester e Vincenzo incontrarono in ospedale a Ceres dove lavorava), Marcello Stecco, Vincenzo Ferri ed Ester Magnanini.

Ad affermarlo è Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale che ricorda come il sindacato reggiano, abbia da decenni un rapporto stretto e plurimo con la realtà brasiliana e, pure, con il presidente neo-rieletto Luiz Inàcio Lula da Silva.

Ester Magnanini, storica sindacalista dei metalmeccanici Fim Cisl (menzione speciale per lei dal Comune a Reggio Emilia lo scorso marzo) scese in Brasile nel 1980 come volontaria nel Gruppo laico missionario interparrocchiale di don Lorenzo Braglia (fondatore della Collina). A Jandira alla periferia di San Paolo, forte della sua esperienza sindacale, conobbe il sindacato brasiliano dei metalmeccanici, di cui Lula era il leader, della Cut (Central unica dos trabalhadores).  “Abbiamo sostenuto la crescita di quel sindacato e Lula è venuto più di una volta in Emilia-Romagna per studiare il nostro modo di essere e fare sindacato”, ricorda Ester.

“Poi tornammo in Brasile nel 1987 – le fa eco il marito di Ester, Vincenzo Ferri, tecnico di radiologia – dove scesi per tenere un corso di un apparecchiatura donata a Ceres per fare riaprire il servizio di radiologia e qui, come, in altri viaggi abbiamo incontrato Lula, con noi anche Franco Bentivogli, presidente Iscos. Ricordiamo anche un altro incontro con lui alla ambasciata brasiliana a Roma, con dono Parmigiano Reggiano che gradì molto. Nel 1995 Lula aveva già provato la corsa per le presidenziali e venne invitato da amici di Modena, ma volle incontrare, Alberto Tridente, segretario nazionale della Fim purtroppo malato. Li ospitammo a casa nostra a Scandiano”.

“È un affetto importante quello col presidente brasiliano – ricordano Ferri e Magnanini -. Lula è una persona che viene dal popolo e cerca di incarnarne le esigenze. Non abbiamo mai avuto dubbi su di lui. A ottobre 2018, in occasione del nostro ultimo viaggio in Brasile, quando era detenuto ingiustamente in carcere, provammo a incontrarlo (ma riceveva troppe richieste a riguardo) riuscimmo comunque a portargli il Parmigiano Reggiano…”

Su quanto sta accadendo Ferri e Magnanini osservano “il forte legame del presidente uscente Bolsonaro con sette religiose o pseudo tali, il suo forte consenso mediatico, oltre a pesanti infiltrazioni militari a livello governativo. I brasiliani ripetono la spaccatura americana, sia a livello presidenziale che territoriale. San Paolo e il sud, abitati prevalentemente da figli di immigrati, sono in prevalenza conservatori e ostili a migranti e indigeni: l’idea di Bolsonaro ha fatto presa qui. Lula ha avuto più consensi nel nord del Paese ma, ora, è forte anche di un riconoscimento planetario che ci fa ben sperare, pur nella difficoltà della ricomposizione”.

In passato Cisl e Cgil si attivarono, insieme al Comune di Reggio Emilia e al mondo della cooperazione, a cominciare da Boorea, per la realizzazione di diversi progetti di solidarietà nella regione amazzonica dell’Acre.

Primo fra tutti, però, a riconoscere il valore del futuro presidente fu Giuseppe Morelli, leader della Fim Cisl reggiana e poi della Flm unitaria negli anni ‘60 e ’70, principale promotore delle 150 ore per il diritto allo studio degli operai, amico e sostenitore del giovane Luiz Inácio Lula da Silva che proprio nel Brasile dei militari stava dando vita alla Central única dos trabalhadores.