Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri varerà il decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio. Pare che il decreto, modificato senza alcuna condivisione e in contrasto con la legge delega, preveda il ridimensionamento delle funzioni e un taglio del personale.
Continuano così gli interventi sulla Pubblica amministrazione fatti in modo disarticolato, senza costruire percorsi che portino ad un vero cambiamento ed efficientamento della stessa. Il solo accorpamento non sempre porta a quei risparmi desiderati, inoltre spesso colpisce strutture che sono già virtuose, come la Camera di Commercio di Reggio Emilia. Strutture che si troveranno in futuro a dover dividere le proprie risorse con strutture che ne portano sul proprio territorio ben meno, così come sarebbe nel caso dell’accorpamento con Piacenza, inoltre Reggio Emilia rischia di perdere la sede con tutte le ulteriori conseguenze.

camera_di_commercio di Reggio Emilia

Secondo le indiscrezioni, il Governo intenderebbe spogliare le Camere di buona parte delle loro funzioni:
• addio a contributi e finanziamenti alle imprese
• niente più sostegno all’internazionalizzazione
• niente più sostegni ai Confidi
• addio ai servizi di conciliazione e mediazione
• niente più camere arbitrali
• niente più servizio di marchi e brevetti
• niente più corsi di formazione
• cessazione degli studi sull’economia del territorio
Ricordiamo che solo nel 2015, nonostante il taglio del diritto camerale, sono stati investiti a Reggio Emilia 6 milioni di euro, di questi 1,8 destinati all’innovazione tecnologica, 700 mila euro alla ricerca e sviluppo, 850 mila al credito alle imprese – che tutt’ora rappresenta una delle grandi emergenze delle imprese -, 300 mila alle start up e 200 mila euro all’attrazione di investimenti sul territorio. L’adesione ai bandi è stata anche per il 2015 molto importante, segno dell’apprezzamento delle imprese reggiane per questi strumenti. Ad esempio sono ben 51 sono le imprese che si sono avvalse dei finanziamenti per l’avvio della propria attività. Rispetto l’internazionalizzazione ricordiamo solo che ben 1 milione di euro è stato stanziato per far partecipare le imprese a fiere all’estero e quest’anno 450mila euro sono stati utilizzati per sostenere le imprese reggiane impegnate ad Expo: ben 107 aziende del settore enogastronomico sono state interessate, pari a un terzo di tutte le aziende emiliano romagnole coinvolte da analoga misura.
Sono numeri il cui merito va anche in parte al lavoro di noi dipendenti della Camera di Commercio ora colpiti da questo decreto. Ancor più grave è quanto venga minato il tessuto imprenditoriale di Reggio Emilia, privato di misure a incentivo dell’imprenditorialità stessa.
Con un appello ci siamo rivolti ai Parlamentari reggiani, affinché si mobilitino per la tutela di una parte vitale del nostro sistema imprenditoriale.
Come lavoratori della Camera di Commercio di Reggio Emilia manifestiamo la nostra indignazione per l’assurdo spreco di competenze e capacità
operative cui la riforma condurrebbe. Esprimiamo preoccupazione per il nostro destino lavorativo, dato che dal decreto sono previsti tagli al personale camerale (stimati almeno 1000 esuberi a livello nazionale): per la Camera di Commercio di Reggio Emilia, considerando anche il prossimo accorpamento, si ipotizza un taglio tra le 15 e le 20 unità sugli 80 dipendenti attualmente in servizio.
In tutta Italia è stato pertanto indetto lo stato di agitazione del personale delle Camere di Commercio che è stato votato all’unanimità anche a Reggio Emilia venerdì scorso.
Non intendiamo comunque subire passivamente questa iniziativa del governo che sconfessa quanto previsto nella legge delega. Nei prossimi giorni seguendo l’iter del decreto verranno decise iniziative di informazione per la cittadinanza e di protesta contro il governo.

R.S.U. Camera di Commercio di Reggio Emilia
FP CGIL CISL FP
Salvatore Coda (FP CGIL) e Davide Battini (CISL FP)