Il caro bollette, la crisi economica e l’inflazione che pesano sui lavoratori e pensionati, in particolare sulle famiglie a basso reddito, sono state al centro dell’incontro che Cgil e Cisl hanno avuto ieri con i sindaci dell’Unione Comuni Distretto Ceramico.

«Siamo preoccupati per una situazione di difficoltà che, se non cambiano le cose, è destinata a peggiorare, sia per la crescita dell’inflazione, sia per il maggior utilizzo di energia elettrica e gas per uso domestico nella stagione invernale», hanno detto Cesare Pizzolla (coordinatore Cgil Sassuolo) e Andrea Sirianni (componente segreteria Cisl Emilia Centrale) aprendo l’incontro.

Andrea Sirianni, componente segreteria Cisl Emilia Centrale

I due sindacalisti hanno ricordato che, in vista dell’imminente passaggio al mercato libero dell’energia, le associazioni dei consumatori sono a disposizione dei cittadini per fornire informazioni utili a compiere le scelte più convenienti.

I sindaci, a loro volta, hanno fatto il punto della situazione sulle azioni che a oggi i Comuni hanno messo in campo per sostenere le famiglie in difficoltà. I servizi sociali prendono in carico le situazioni di fragilità e i Comuni assegnano gli aiuti in base alle segnalazioni.

«Con i sindaci abbiamo parlato anche dell’emergenza casa – proseguono i sindacalisti Cgil e Cisl – I Comuni ci hanno segnalato che, nonostante i bandi per l’affitto a canone concordato e la garanzia economica degli enti pubblici, a oggi solo pochi proprietari hanno messo a disposizione i propri alloggi sfitti». Su questo versante Cgil e Cisl apprezzano lo sforzo dei Comuni e chiedono un approfondimento. «La casa è un bene primario che va garantito a tutti e non riteniamo accettabile che ci siano alloggi vuoti a fronte di bisogni gravi di tipo abitativo e con enti locali pronti a dare tutte le garanzie ai proprietari – dichiarano Pizzolla e Sirianni – Abbiamo dato la nostra disponibilità a diffondere il bando e ribadito che i nostri servizi sono a disposizione dei cittadini che hanno bisogno».

Cgil e Cisl considerano positivo il lavoro sin qui svolto dai Comuni per cercare di aiutare le famiglie più bisognose ma, visto l’aggravarsi della situazione, hanno chiesto di mettere in campo anche altri strumenti per intercettare nuove povertà ancora sconosciute.
I sindacati hanno suggerito, per esempio, di rafforzare, anche in un’ottica di lavoro comunitario, la rete tra tutti i soggetti che sul territorio si occupano delle persone fragili.

«Abbiamo anche proposto – proseguono Pizzolla e Sirianni – di creare un fondo distrettuale tra gli otto Comuni che, in una logica di solidarietà che vada oltre i singoli interventi comunali, distribuisca le risorse, sia quelle messe a disposizione in modo aggiuntivo dai Comuni o dalla Regione, sia quelle che il Governo sta promettendo per abbattere il caro bollette. Crediamo che questi aiuti debbano essere erogati partendo da chi ne ha più bisogno e attraverso l’Isee corrente per indirizzare le risorse in modo equo».

Per Cgil e Cisl il confronto di ieri è un punto di partenza. I sindacati auspicano un monitoraggio continuo dell’evolversi della situazione economico-sociale, specie in un distretto così importante come quello ceramico che rischia la sospensione futura di una parte delle attività produttive. «Ciò aggraverebbe in modo drammatico la situazione dei lavoratori, stretti tra caro bollette, aumento dell’inflazione e salari ridotti dalla cassa integrazione», concludono Pizzolla e Sirianni.

I sindacati si aspettano la riconvocazione del tavolo distrettuale, in stretto raccordo col tavolo già aperto a livello provinciale con la prefettura. L’auspicio è che quando si avrà certezza delle risorse a disposizione sia possibile raggiungere un accordo condiviso sulle modalità e i criteri di assegnazione degli aiuti.