Nuovi sviluppi per i tanti pazienti emiliano-romagnoli rimasti senza cure e con finanziamenti a carico a seguito della crisi della catena Dentix Italia, che non ha riaperto le sedi di Reggio Emilia (in Piazza Prampolini), Carpi, Imola, Piacenza, Ferrara, Forlì, Ravenna e Rimini dopo il lockdown e presentato domanda di concordato preventivo.

 

Dopo aver messo in mora la società e vista la mancata evasione delle istanze di risoluzione dei finanziamenti ex art. 125-quinques del Testo Unico Bancario, Adiconsum Emilia Romagna fa sapere di essere pronta a procedere a tappeto con i ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) e a segnalare alla Banca d’Italia il comportamento scorretto di Cofidis, Fiditalia, Agos e Deutsche Bank.

«I cittadini coinvolti, che già hanno dovuto patire un’ulteriore sofferenza per la pandemia da Covid-19, non possono prestarsi ulteriormente alle pratiche dilatorie messe in atto dalle finanziarie, che o non rispondono pur essendone tenute o richiedono di sottoporre ad inutili trafile e perizie mediche chi invece ha bisogno di soluzione in tempi rapidi, come peraltro previsto per legge» – commenta Massimo Rancati, di Adiconsum Cisl Emilia Centrale (in foto) – «Anche le proposte di riallocamento presso altre strutture dentistiche, che comunque hanno il fine preciso di aggirare le Associazioni consumatori e salvare finanziamenti che invece dovrebbero cadere, non ci risulta diano risposta ai problemi della gente, a cui viene chiesto di andare a curarsi anche in diverse province. In alcuni casi non sono nemmeno state sospese le rate correnti».

L’Associazione consumatori promossa dalla Cisl non intende dunque attendere oltre. «Chiederemo all’Arbitro Bancario e Finanziario» – conclude Rancati – «di accertare il diritto dei pazienti Dentix ad essere liberati dai finanziamenti e rimborsati delle somme già versate, che potranno quindi essere destinate al completamento delle cure presso loro professionista di fiducia».