Si è svolta oggi – venerdì 12 giugno – l’assemblea convocata dai sindacati Fp Cgil Modena e Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale in videoconferenza per il personale dei servizi educativi 0-6 anni del Comune di Modena. «Erano presenti i collettivi di tutti i nidi, le scuole d’infanzia e i servizi integrativi a gestione comunale, con oltre 210 tra educatrici, insegnanti, collaboratrici e cuoche per discutere della decisione unilaterale dell’amministrazione comunale di Modena di recedere dal protocollo in vigore sulla gestione delle attività estive per il mese di luglio – riferiscono Giada Catanoso (Fp Cgil Modena) e Sabrina Torricelli (Cisl Fp Emilia Centrale) – L’assemblea delle lavoratrici ha dato pieno mandato a Fp Cgil e Cisl Fp di rappresentarle e ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede al Comune di rispettare l’accordo siglato e di rivedere la decisione della disdetta, per fornire i servizi ai bambini e alle bambine del Comune con il proprio personale fino al 17 luglio 2020. Le lavoratrici e i lavoratori hanno approvato in assemblea una lettera aperta del personale dei servizi educativi indirizzata al sindaco di Modena e alla cittadinanza». Di seguito ordine del giorno e lettera aperta approvati nell’assemblea odierna.

Ordine del giorno dell’assemblea dei servizi educativi 0/6 del Comune di Modena
12 giugno 2020

al Sindaco di Modena
all’Assessora Istruzione Comune di Modena

L’assemblea sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi 0-6 del Comune di Modena, riunitasi il 12 giugno 2020, ritiene molto grave la decisione unilaterale dell’Amministrazione di recedere dal protocollo d’intesa sul prolungamento estivo. Comprendendo a pieno le necessità e i bisogni della cittadinanza e dei bambini e delle bambine che frequentano i nostri servizi in un momento difficile come quello che tutti stiamo vivendo, tale decisione risulta quasi incomprensibile. Di fatto non aumenta l’offerta per i genitori, ma la diminuisce, sottraendo risorse al sistema e non dandoci la possibilità di fornire il servizio, cosi come era stabilito nell’accordo fino alla metà di luglio. Il metodo con cui è stata portata avanti tale decisione, con una forzatura dell’ultimo minuto sul “prendere o lasciare” senza tenere in alcuna considerazione il mandato dato ai rappresentanti sindacali nell’assemblea del 3 giugno di rispettare e applicare quanto previsto nell’accordo e di raccogliere le disponibilità del personale fino al 17 luglio, ci rammarica profondamente. Le forzature difficilmente portano a buoni risultati, e proprio in un momento in cui ci state dicendo che dobbiamo svolgere il nostro ruolo nei confronti della cittadinanza, ci togliete la possibilità di farlo. Nel sistema integrato 0/6 del Comune di Modena l’integrazione dovrebbe utilizzare tutti i soggetti coinvolti per incrementare l’offerta e fornire servizi migliori, e non per metterli uno contro l’altro o aprire conflitti interni o spaccature che sicuramente non vanno a vantaggio di nessuno, tanto meno dei bambini e delle bambine. Chiediamo quindi all’Amministrazione di applicare il protocollo d’intesa del 11 aprile 2019 con gestione diretta dei centri estivi fino al 17 luglio, all’interno di quel sistema integrato dei servizi che darà risposte molteplici attraverso i vari gestori attualmente presenti ai bisogni delle famiglie. Noi non ci sottraiamo al nostro ruolo, ma chiediamo rispetto, chiarezza e un confronto che tenga conto di tutte le posizioni e possibilità in campo.
I collettivi dei nidi e scuole d’infanzia del Comune di Modena
Approvato all’unanimità

LETTERA APERTA A SINDACO E CITTADINI
Egregio Signor Sindaco Comune di Modena,

siamo educatrici, insegnanti, cuoche e collaboratrici impegnate nei servizi 0-6 della città. Come tutti abbiamo vissuto un lungo periodo di timori, disorientamento e, a volte, anche dolore portato da questa improvvisa pandemia che ha colpito duro in questa nostra regione. Nonostante ciò abbiamo lavorato, reinventandoci un ruolo, imparando a utilizzare una strumentazione a noi non consueta per continuare a stare vicine ai bambini e alle loro famiglie. Siamo diventate esperte di web, perdendo tutta la parte fisica della nostra identità e forse anche altre parti che non riusciamo a elencare. Abbiamo lavorato senza guardare l’orologio, il tempo diventava dilatato e ci suggeriva nuovi apprendimenti educativi, aprendo la via di un’autoformazione approfondita che ci fa sperare che al nostro ritorno tutto cambi in meglio. Ci sbagliavamo. È partita la fase 2 e, rientrate in sede, ci colpisce un fulmine: la decisione dell’Amministrazione di esternalizzare due nidi d’infanzia. I dubbi, le incertezze sono tante, per quale vero motivo l’Amministrazione ha preso questa decisione e l’ha portata a termine in tempi brevissimi, quasi convulsi, senza un dibattito, un confronto e neppure un’informazione ai lavoratori coinvolti? Crede ancora, questa Amministrazione, nella gestione pubblica e alla condivisione degli obiettivi, nonché nell’alleanza di intenti con il personale? Siamo ancora elementi generatori dei servizi di qualità di questa città? Sempre più preoccupate, per l’oggi e il domani, abbiamo continuato il nostro lavoro, districandoci tra direttive mutanti di ora in ora, indicazioni discordanti e senza una meta finale precisa, poiché sempre in attesa di protocolli, arrivati infine solo relativamente alla fascia di bambini 3-6 anni. In questo clima destabilizzante, già di grande incertezza, è arrivato per noi il secondo fulmine, anzi il meteorite. Abbiamo appreso dal Comune che la gestione dell’attività estiva del mese di luglio sarebbe stata affidata al privato, causa indisponibilità del personale comunale a effettuarla. Ci siamo trovate colpevoli, additate sui giornali senza essere mai state consultate, senza avere mai espresso un parere, anzi, con molte di noi che avevano già dato la loro disponibilità a effettuare le prime due settimane, fin dal luglio 2019. Se per indisponibilità si intende cercare di difendere i propri diritti, i servizi pubblici dalle esternalizzazioni, un dialogo tra le parti per trovare delle soluzioni ottimali per le famiglie e per i bambini, ci sembra un termine non appropriato. Confessiamo che ci è servito un po’ di tempo per ricostruire l’accaduto, mai nessuno ci aveva comunicato la volontà di mantenere il servizio aperto per tutto il mese di luglio, e per il nido nemmeno avevamo appreso che sarebbe stato possibile. Ma ancora una volta in modo convulso, immediatamente dopo un incontro con sindacati e rsu, l’Amministrazione sospende per un anno l’accordo sindacale, faticosamente siglato alcuni anni fa, sul prolungamento estivo. In quell’incontro il sindacato ha assunto una posizione troppo rigida? Non eravamo presenti e non possiamo giudicare, ma davvero l’Amministrazione pensava che il sindacato potesse modificare un accordo, seduta stante, senza consultare i lavoratori? Incontro martedì pomeriggio, assemblea con i lavoratori venerdì, ma già mercoledì mattina l’amministrazione aveva sospeso l’accordo precedente. Non è che non si è potuto: l’Amministrazione non ha voluto fare diversamente. Nonostante il periodo, una Amministrazione che vuole valorizzare il proprio personale e i propri servizi non improvvisa scelte, non naviga a vista, non lascia nell’incertezza o, peggio, nella paura i propri dipendenti, ma li sostiene con il dialogo, il confronto, direttive chiare e univoche e si avvale di professionalità specifiche se necessario. Questo quadro ci ha lasciato esterrefatte, ma non ha smussato la nostra identità. Chi siamo noi non esce da nostre dichiarazioni pubbliche, ma da un lavoro che ha coinvolto famiglie e cittadinanza in 50 anni di esperienza educativa. Siamo rientrate nei servizi con la voglia di ritornare alla normalità, con il desiderio di rimettere in gioco le nostre competenze pedagogiche e relazionali, la nostra creatività per immaginare e progettare le scuole del domani. Invece chiuderemo la gestione comunale a fine giugno, senza mai avere affrontato il tema della riapertura dei servizi a settembre, senza avere mai ragionato sull’organizzazione degli spazi, sulla suddivisione dei gruppi di bambini, senza un confronto reale su un servizio che dovrà essere necessariamente diverso, ma di uguale, elevato, profilo pedagogico. Il buon dirigente è colui che si prende cura dei propri dipendenti (Luigina Mortari).

Educatrici, insegnanti, cuoche e collaboratrici dei servizi 0-6 anni Comune di Modena

Modena, 12 giugno 2020