Preoccupazione dei sindacati per i centri prelievi territoriali del sangue e per le circa quaranta persone che ci lavorano. È in corso, infatti, il rinnovo dell’appalto dei servizi da parte dell’Azienda Usl di Modena per l’esecuzione dei prelievi ematici, l’accesso diretto ai prelievi e il ritiro dei campioni biologici giornalieri nei distretti di Modena, Carpi, Mirandola, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Pavullo e Vignola. Su questi centri sono impiegati attualmente 39 operatori per la parte amministrativa e di segreteria (35 dipendenti della cooperativa sociale Domus Assistenza e quattro della società Salus srl), oltre a diversi infermieri e medici, di cui alcuni precari. Tutti esprimono forte preoccupazione rispetto al loro posto di lavoro e alla qualità dei servizi che saranno erogati. «Molti di essi lavorano in questo appalto da oltre dieci anni con professionalità e impegno. Ora si ritrovano da più di un mese nell’attesa di capire quale sarà il loro destino lavorativo – affermano Mohcine El Arrag (Fp Cgil), Vincenza Corcione (Filcams Cgil) e Patrice Zemo (Fisascat Cisl Emilia Centrale) – A dicembre infatti hanno ricevuto la notizia che con il nuovo anno sarebbe cambiata la gestione del servizio a seguito del rinnovo dell’appalto, ma a tutt’oggi non è stato ancora chiarito ai lavoratori quali saranno esattamente le modifiche nella nuova organizzazione prevista dal nuovo capitolato d’appalto. Per molti di loro la prospettiva è ritrovarsi con un orario ridotto di lavoro (per alcuni anche del 60% rispetto all’attuale), con una perdita notevole di retribuzione, un cambio di sede e per qualcuno anche il rischio di perdere il lavoro a causa dei tagli previsti sul capitolato d’appalto. Ci sono infatti attività attualmente svolte, come quelle connesse a supporto di medici e pazienti per le terapie anticoagulanti orali o la distribuzione degli esiti delle analisi e le attività di segreteria legate ai prelievi, che non sono più previste nel nuovo capitolato. Tutto ciò rischia di riflettersi anche sulla qualità del servizio erogato alla cittadinanza: parliamo infatti di centri che attualmente garantiscono una media giornaliera di circa 3.100 accessi su tutta la provincia». Nonostante le organizzazioni sindacali abbiano da mesi più volte sollecitato l’Ausl al fine di chiarire cosa succederà nei servizi a causa delle riduzione orarie previste nelle aperture al pubblico di alcuni centri, a oggi non si sono avuti riscontri. I sindacati giudicano grave questo atteggiamento sia nei confronti dei lavoratori che dei cittadini.