“Le white list sono strumenti per aiutare il mondo del lavoro e delle imprese. Il protocollo per la legalità di Reggio Emilia, siglato nel 2015, è e resta uno strumento importante col quale si vuole ancora oggi prevenire il diffondersi delle infiltrazioni mafiose nel territorio”.
Ad affermarlo sono Cgil Cisl e Uil che, sul dibattito in corso, intervengono a riguardo.
La Uil precisa, a fronte di alcune notizie stampa uscite, di non essere mai uscita da alcuna consulta per la legalità.

“Sosteniamo da sempre il ruolo della Prefettura, della magistratura, della direzione investigativa antimafia e delle forze dell’ordine e di polizia giudiziaria. La prevenzione continui ad avvenire nel rispetto della normativa a tutela di una realtà, quella reggiana, che ha già dimostrato di potere produrre anticorpi contro l’illegalità per i quali, però, sono necessari percorsi condivisi”. Proseguono i sindacati.

“Bisogna continuare a credere nei protocolli sottoscritti e  negli altri strumenti  di confronto di cui il territorio si è dotato nel corso degli anni,  non ultima la  Consulta Provinciale per la Legalità che il Comune deve rilanciare, attualizzandoli costantemente per renderli sempre più operativi e rispondenti a contrastare i pericoli che di volta in volta si affacciano nel nostro territorio.
La soluzione non può essere né la derubricazione dei protocolli né la fuoriuscita dai luoghi di confronto perché tale azione equivale ad un sinonimo di resa”.

Giova ricordare che proprio il livello massimo di attenzione che da Aemilia si è sviluppato nel territorio e il lavoro in rete hanno permesso:
– di sgominare diversi tentativi di infiltrazioni delle mafie nell’economia reggiana attraverso il sequestro di contributi a fondo perduto erogati con Decreto rilancio e liquidità a società della bassa reggiana per le quali la Prefetta aveva emesso provvedimento interdittivo
–  di contrastare le frodi per accaparrarsi i fondi del PNRR che atterrano in Provincia.

Occorre continuare a camminare insieme con la consapevolezza che l’impegno e la risposta corale della società civile sono le armi più potenti che abbiamo insieme all’azione della Prefettura della magistratura, delle forze dell’ordine e della politica.