«La legge sullo ius soli è un provvedimento di civiltà e giustizia sociale che il nostro Paese aspetta da troppo tempo». Lo affermano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio Emilia alla vigilia delle quattro iniziative sul tema in programma domani a Modena. Per i sindacati confederali la mancata approvazione della legge sulla cittadinanza ai giovani di seconda generazione causa un’evidente discriminazione nei confronti di ragazzi nati e cresciuti qui. «Noi sosteniamo il riconoscimento della cittadinanza attraverso lo ius soli temperato e lo ius culturae. Insieme alle associazioni che condividono questa posizione, faremo pressioni sul governo per creare le condizioni per la sua approvazione. Nello stesso tempo – aggiungono Cgil Cisl Uil – continueremo a spiegare ai cittadini, lavoratori e pensionati, cosa realmente significa l’inclusione piena di questi giovani in termini di diritti e doveri e cosa comporta per la nostra società di oggi e di domani». I sindacati sottolineano che sono alcune migliaia i modenesi senza cittadinanza, considerati stranieri dalle istituzioni e dalle leggi, mentre di fatto frequentano le scuole e università modenesi, lavorano e pagano le tasse come ogni cittadino italiano. «Estendere i diritti di cittadinanza significa anche mettere un argine ai ricatti nel mondo del lavoro – dicono Cgil Cisl Uil – La politica non innalzi barriere abbattute dall’integrazione. Questo tema non può essere ostaggio di populismi o xenofobie che nulla hanno a che fare con la storia di una nazione di immigrati quale è l’Italia. Per questo ci appelliamo ai parlamentari modenesi affinché – concludono i sindacati confederali modenesi – permettano ai figli di immigrati nati e/o cresciuti in Italia di veder riconosciuto il diritto di essere cittadini italiani».