L’ordinanza n. 20 del 8 maggio 2015 della regione Emilia Romagna va rivista perché crea differenze tra i cittadini , in particolare sulla entità del contributo per il canone di Locazione (CCL) e sulla fase di uscita dai Map. Auspichiamo che l’incontro di oggi pomeriggio in regione trovi un soluzione accettabile per i cittadini colpiti dal terremoto. Sul contributo per la sistemazione temporanea onerosa è rilevante la riduzione del contributo dal precedente Cas al nuovo CCL in quanto cambiano sostanzialmente i parametri di calcolo che prima erano riferiti al numero di persone, con una integrazione per i casi di disabilità che invece oggi vengono riconosciuti in base ad una tabella riferita ai valori medi dei canoni concordati di locazione proporzionato ai componenti ma rapportato ad un limite dimensionale prestabilito dell’immobile.

Sostanzialmente prima il contributo poteva arrivare ai 600 euro ( oltre ad una integrazione per gli anziani, i minori e i portatori di handicap aggiuntivi di una certa consistenza) mentre oggi con i limiti dimensionali la stessa famiglia ha una forte riduzione. A questo va aggiunto : a) che i valori medi degli immobili in locazione delle zone del sisma hanno subito un aumento dei valori mercato determinato dalla carenza di alloggi a norma ; b) il fatto che una famiglia che proveniva da un alloggio comprensivo degli arredi, non potendo accedere all’immobile inagibile, deve cercare un immobile arredato con un surplus di costo. Ricordiamo che i mobili o gli elettrodomestici non sono rimborsati dalle ordinanza mentre invece è previsto il contributo per la ricostruzione.
Pertanto si rischia di avere fasce di cittadini che hanno beneficiato di un contributo sufficiente ed altre che invece vengono penalizzate con un contributo molto inferiore, che si aggiunge al disagio complessivo . Tra l’altro l’ordinanza prevede anche la documentazione dei bonifici effettuati negli ultimi 3 mesi per cui anche eventuali abusi sull’utilizzo del contributo sarebbero esclusi automaticamente. Non sarebbe quindi complicato con parametri più realistici riconoscere il valore del canone pagato e documentato.
Da un punto di vista statistico dobbiamo registrare che a tre anni dal sisma solo una piccola parte di cittadini che ha subito danni dal terremoto è riuscito a rientrare nelle proprie abitazioni ricostruite che stimiamo intorno al 20%, mentre un 80% è ancora nella fase di preliminare all’avvio dei lavori, e rappresentano quei lavoratori che hanno avuto i danni più consistenti e per i quali i tempi di gestione burocratica delle pratiche mude sono sicuramente più lunghi.

La scelta di una ricostruzione “trasparente” che condividiamo pienamente richiede attività amministrative adeguate, che stante all’attuale organico sia tecnico che amministrativo hanno tempi non brevi.

Anche la previsione dell’ordinanza 20 di definire tempi tassativi dalla data dell’autorizzazione al completamento dell’esecuzione dei lavori, proporzionato all’entità del danno, si scontra spesso che una dilazione dei tempi inizialmente programmati che mette in difficoltà anche l’azienda scelta per eseguire i lavori , che nel frattempo magari si è impegnata in altri interventi. Purtroppo anche sul versante aziendale la previsione dei tempi di pagamento esaspera la situazione di crisi di liquidità in cui versano molte delle aziende edili presenti sul territorio, spesso a vantaggio di altre aziende.
Anche rispetto alla uscita dai map occorre tenere presente che coloro che oggi vivono questa situazione sono le persone più in difficoltà, a cui non è sufficiente proporre una soluzione di contributo, ma vanno accompagnate dalla “comunità” nel percorso di rientro in una soluzione abitativa compatibile, attraverso l’edilizia sociale o il rimborso di un alloggio proporzionato al nucleo familiare.

Auspichiamo quindi che la regione ripensi questa ordinanza , poiché le soluzioni economiche possono essere trovate, per evitare appunto che la popolazione che ancora si trova fuori dalle abitazioni inagibili per ancora molto tempo subisca un ulteriore danno economico in un momento del nostro territorio che continua d essere difficile.

La Ust Cisl Emilia Centrale e la Cisl della zona di Mirandola