«Le accuse lanciate dalla Cgil sulla vicenda Castelfrigo sono talmente gravi da mettere in discussione i rapporti tra le nostre organizzazioni a tutti i livelli». Dopo la Fai Cisl Emilia Centrale (categoria degli alimentaristi), anche la segreteria Cisl Emilia Centrale interviene oggi sull’elezione della rsu nell’azienda di Castelnuovo Rangone leader nella lavorazione carni.

Domenico Chiatto segretario Cisl Emilia Centrale con delega all'immigrazione

Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale

«La Cgil sa perfettamente che sono stati i lavoratori diretti di Castelfrigo a sfiduciare la precedente rsu – sottolinea Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Su tempi e modalità del voto, che a nostro avviso hanno rispettato il Testo Unico sulla rappresentanza firmato tra le parti sociali, c’è stata una diversa interpretazione, a seguito della quale la Cgil ha deciso di non presentarsi. Di fatto ha detto “si gioca come dico io, altrimenti non gioco”. Le votazioni hanno dato poi i risultati che conosciamo (69 voti alla Cisl su 70 votanti) e che dovrebbero far riflettere la Cgil. Quando si impedisce ai lavoratori di accedere al posto di lavoro, si pretende un’adesione incondizionata alle proprie posizioni senza coinvolgere i lavoratori, che vengono anzi umiliati e offesi, è ovvio – dice Chiatto – che gli stessi lavoratori finiscano con il ribellarsi al sindacato che ha abdicato alla loro rappresentanza per perseguire un obbiettivo diverso. Ecco perché la quasi totalità dei lavoratori di Castelfrigo ha scelto di farsi rappresentare e tutelare da altre organizzazioni». Per la Cisl Emilia Centrale quanto accaduto a Castelnuovo rischia di alimentare divisioni tra i lavoratori e sindacati, pur partendo da una giusta battaglia di difesa contrattuale e contro il licenziamento di delegati sindacali. «Le accuse di irregolarità e compiacenza, oltre che essere false e offensive, non aiutano a risolvere la delicata questione dell’utilizzo delle cooperative nelle aziende industriali – aggiunge Chiatto – Si tratta di un problema che stiamo affrontando unitariamente, perché riteniamo che si possa risolvere solo con il contributo di tutte le organizzazioni sindacali. Non bisogna, però, credere di avere la verità in tasca e decidere in modo arrogante cosa debbono fare o non fare i lavoratori. Non è così che si può uscire da situazioni complicate. L’unico modo per difendere la dignità di chi lavora – conclude il segretario Cisl Emilia Centrale – è favorire la crescita e la consapevolezza di tutti i lavoratori».