«Il clamore suscitato dalla mail spedita per errore deve servire per fare chiarezza una volte per tutte sulle selezioni interne dell’Azienda Usl di Modena per coordinatori infermieristici». Lo afferma Roberta Roncone, segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, intervenendo sul concorso di coordinatore sanitario per la medicina penitenziaria di Modena.

«Partiamo dai fatti: una collega del nostro sindacato – dichiara Roncone – ha involontariamente inviato a tutti i dipendenti Ausl una mail riservata in cui un candidato si limitava a riferirle alcuni fatti dopo aver concluso la prova scritta, a cui poi sarebbe dovuta seguire quella orale, della selezione alla quale stava partecipando. Le parole ”mio posto” non vanno strumentalizzate in alcun modo poiché si riferiscono al fatto che il posto da coordinatore infermieristico del carcere S. Anna è attualmente occupato in modo precario, cioè con un incarico a tempo determinato, proprio da questo candidato. Egli sapeva perfettamente di non essere l’unico concorrente e che la posizione poteva essere assegnata a un altro: voleva solo essere rassicurato sulla correttezza e trasparenza della procedura. Il vero problema è proprio questo. In più occasioni noi della Cisl Funzione pubblica abbiamo chiesto pubblicamente all’Azienda Usl di Modena di rivedere completamente l’impianto delle selezioni che, a nostro avviso, non offre piena garanzia di regolarità. In primis perché – spiega Roncone – queste procedure sono gestite dall’ufficio infermieristico e non, come sarebbe più corretto, dall’ufficio concorsi, che ha le competenze giuridiche necessarie per garantire l’imparzialità delle selezioni, così come avviene per i concorsi pubblici esterni. La mail inviata per errore ha fatto esplodere il problema della correttezza delle procedure, da tempo causa di forte malumore tra i lavoratori. L’Ausl di Modena ha annullato solo la selezione per il posto a cui concorre anche il candidato che ha scritto la mail, mentre ha confermato tutte le altre, seppur realizzate con la stessa modalità a nostro avviso non corretta. A questo punto – continua Roncone – è chiaro che facevamo bene a chiedere trasparenza e regolarità. L’esposto in procura, quindi, al limite lo stiamo valutando noi, assieme ad altre azioni legali che stiamo approfondendo con il nostro avvocato Alessandro Ancarani. Vogliamo che siano accertati veramente i fatti e le responsabilità e non ci accontentiamo di spiegazioni vaghe: pretendiamo che sia applicato il principio di imparzialità a cui tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi. È chiaro che la nostra forte azione verso l’Ausl di Modena da fastidio. Oltre a mettere in discussione le procedure concorsuali, abbiamo già presentato due diffide anche su come vengono attribuiti gli incarichi delle posizioni organizzative e su come vengono determinate le risorse della produttività dei dipendenti. Non ci fermeremo di fronte a strumentalizzazioni, tentativi di danneggiare la nostra immagine o minacce. La posta in gioco è troppo alta: si chiama “bene pubblico” e noi – conclude la segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – non abbiamo paura di denunciare ciò che non va».