La riforma “La buona scuola” non ha eliminato i supplenti, anzi li ha praticamente raddoppiati, come dimostrano le assunzioni effettuate nell’ambito della fase B nazionale della legge 107/2015. Lo afferma la Cisl Scuola Emilia Centrale, che ha raccolto e analizzato i dati relativi agli insegnanti assunti nelle scuole modenesi.

«La cosiddetta fase B ha assegnato a Modena 128 posti tra medie e superiori e 76 posti alle elementari – spiega Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – Ebbene, nelle secondarie (medie + superiori) modenesi hanno preso fisicamente servizio solo 34 persone su 128 (pari al 26,5 per cento), mentre alla primaria solo un’insegnante su 76 ha accettato la cattedra a Modena. Questo significa due cose. Primo: i docenti assegnati a Modena, ma che non si sono presentati, hanno evidentemente una supplenza annuale vicino a casa. Secondo: le loro cattedre sono state occupate da supplenti in graduatoria a Modena. Ecco perché diciamo che la riforma della scuola ha provocato un aumento al quadrato della “supplentite”». Barbolini chiede perché, anziché costringere le persone a spostarsi in giro per l’Italia, la riforma della scuola non ha dato il posto fisso ai supplenti con incarico annuale. Non solo, nelle graduatorie modenesi a esaurimento sono ancora iscritti circa 1.200 precari, cui vanno aggiunti quelli iscritti nelle graduatorie d’istituto. «Nei prossimi due anni scolastici (2016-2017 e 2017-2018) si libereranno molti posti per il pensionamento di insegnanti bloccati finora dalla riforma Fornero. Speriamo – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – che questo contribuisca a svuotare le graduatorie modenesi, nelle quali sono iscritte molte persone provenienti dal Sud Italia».