Scambio di informazioni, idee e progetti con l’obiettivo comune di rafforzare i servizi e, attraverso di essi, la coesione sociale nel nostro territorio. Sono gli obiettivi del tavolo anziani/welfare del Comune di Modena, composto dai sindacati confederali Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena-Reggio e dai sindacati dei pensionati Fnp Cisl, Spi Cgil, Uilp Uil e Cupla. Il tavolo consiste in incontri permanenti e strutturati, nel corso dei quali sindacati e assessorato al Welfare affrontano i temi che riguardano le condizioni di vita e benessere della popolazione anziana, che è in crescita. Oggi gli ultra 65 enni sono circa un quarto dei modenesi, a breve diventeranno un terzo. La dimensione numerica avverte che le problematiche degli anziani sono, e saranno sempre più, temi cruciali per il futuro della comunità modenese. «Durante lo scorso anno abbiamo affrontato diversi temi importanti – dicono Cgil Cisl Uil e Spi Fnp Uilp Cupla – Si è parlato del bilancio del Comune sul welfare, la progettazione dei nuovi piani sociali di zona (che definiscono le linee guida per i servizi socio-sanitari nel territorio per i prossimi anni), l’adozione di un regolamento per le cosiddette case-famiglia che accolgono anziani fragili ma autosufficienti (che ha anticipato le linee guida di un analogo provvedimento regionale), la valutazione e il monitoraggio sui tempi d’attesa nella sanità, la discussione su investimenti che hanno portato a posti aggiuntivi nelle residenze per anziani, la condivisione del progetto Amodo per un aiuto alle famiglie che hanno badanti, un accordo con la Ctss (Conferenza territoriale socio-sanitaria) per sollecitare l’adozione di un regolamento sulle case-famiglia simile a quello di Modena da parte degli altri distretti modenesi. Altri temi affrontati sono il finanziamento del fondo affitti, che aiuta le famiglie in difficoltà sulla casa intervenendo per allargare la possibilità di accedere al fondo anche alle persone anziane, la sostenibilità economica delle rette, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare per chi non può o non vuole andare in una struttura (compresa una proposta di finanziamento di interventi per abbattere le barriere architettoniche private coinvolgendo la Fondazione Cassa di Risparmio), le cure palliative rafforzando la risposta su questo tema con il progetto di un hospice territoriale, il progetto Crapsos che si fa carico di pazienti delle Cra con patologie che si riacutizzano. Il nostro auspicio – concludono i sindacati – è che sia possibile anche nella prossima consigliatura continuare a lavorare in questo tavolo col Comune di Modena allo scopo di rafforzare sempre di più il welfare, uno dei capisaldi su cui si fonda il territorio, la comunità e la convivenza civile a Modena».