REGGIO EMILIA (27 giugno 2016) – “Sullo sviluppo di Reggio Emilia industriali e Comune hanno ragioni da spendere entrambi. Il punto di incontro tra le diverse problematiche espresse è, però, il lavoro. E tra le fragilità della ripresa, per affrontare le dinamiche in essere da qui al 2025 occorre discuterne assieme” ne è convinto William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, che interviene sul dibattito apertosi in città dopo la relazione dell’assemblea di Unindustria della scorsa settimana.

Ne è andato in scena un confronto molto acceso…

“Sì – osserva Ballotta – da un lato ci sono i grandi progetti con un valore di oltre 300 milioni di euro che, come analizza correttamente il sindaco Luca Vecchi, hanno avuto come principale investitore l’ente pubblico. Le Reggiane a Mancasale, l’Arena Grandi Eventi alla Reggia di Rivalta, i Chiostri di San Pietro, il Campus San Lazzaro, il Core, il Piano per il centro storico, prima ancora le opere di Calatrava. Dall’altro ci sono le richieste degli industriali che mettono in evidenza le complessità per uscire dalla crisi, la necessità di puntare su temi (singolarmente cari a noi della Cisl) di internazionalizzazione, valore del capitale umano, accesso al credito e alle risorse disponibili e, anche, un sistema di relazioni sindacali moderno orientato alla produttività. Su questi temi ho letto un interessante confronto, non parlerei di scontro. Vorrei, però, rilevare come la soluzione, per lavorare assieme, ci sia”.

William Ballotta

William Ballotta

Quale?

“Sia i temi posti dagli industriali con le parole del presidente Mauro Severi, che i grandi progetti elencanti dal sindaco – spiega il segretario generale Ballotta – hanno un comune denominatore che è il lavoro o la valorizzazione delle risorse (come il turismo o l’innovazione) le quali possono generare occupazione. Ebbene, su questo dobbiamo confrontarci seriamente e senza preconcetti”.

Però di questi tempi le relazioni con il mondo di Unindustria non sono per voi semplici. Pensiamo alle difficoltà per giungere, a livello nazionale, a un nuovo contratto con Federmeccanica…

“Sì. E’ per questo che leggiamo le parole di Unindustria sulle ‘nuove relazioni sindacali di stampo moderno’ in un’ottica di apertura e non di chiusura. Una scossa propositiva affinché il rinnovo del contratto nazionale… non vada in ferie. Ricordo che a Reggio Emilia stiamo parlando di 30.000 occupati nella metalmeccanica che meritano una risposta”.

La vostra proposta, quindi, quale è?

“Lo abbiamo già anticipato a gennaio. Lo ribadiamo oggi: la creazione di un Patto territoriale, sul fronte del lavoro e della coesione sociale. Il rischio – spiega Ballotta – è di non sapere far fronte alle fragilità di un mercato mondiale oggi spaventato dalla Brexit, ma prima ancora alle esigenze di persone e famiglie fortemente mutate (in consistenza e bisogni) dopo gli anni della crisi. Su questi temi non possiamo continuare a confrontarci solo sui giornali”.

Come si concretizza questo patto?

“La Provincia di Reggio Emilia e il Comune devono attivarsi per essere ‘registi’ e convocare questo Patto provinciale per il lavoro che coinvolga tutta la società reggiana in uno sforzo di condivisione di idee e responsabilità. A disposizione per i prossimi 5 anni ci sono 15 miliardi di euro su base regionale”.