Atteggiamento a dir poco indisponibile del sindaco e dell’amministrazione sulla gestione del personale e sul rinnovo dell’integrativo. Per questo motivo i circa 40 dipendenti del Comune di Serramazzoni hanno aperto lo stato di agitazione. «Dopo il cambio di amministrazione lo scorso anno a Serramazzoni, il sindaco aveva aspramente criticato i precedenti amministratori, lamentando il trattamento deplorevole nei confronti dei dipendenti, promettendo che con lui sarebbero cambiati gli atteggiamenti e avrebbe

Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

cercato di far emergere il meglio dalla forza lavoro dell’ente – dichiarano Claudio Pasquesi (Fp Cgil Modena), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giuseppe Belloni (Uil Fpl Modena) – A distanza di un anno da quell’incontro, lunedì scorso 1° luglio siamo stati costretti a inoltrare al prefetto e alla commissione di garanzia richiesta per l’apertura formale di uno stato di agitazione dei lavoratori del Comune». Ricostruendo quanto accaduto nei mesi scorsi, i sindacati ricordano che Serramazzoni è l’unico Comune che formalmente non ha aderito al progetto dell’Unione di gestione associata del servizio personale. Da inizio 2019 l’amministrazione comunale di Serramazzoni è uscita dalla convenzione con il nucleo di valutazione (Oiv), attivandone uno in proprio: in sostanza ha raddoppiato la spesa dell’ente rispetto allo scorso anno, ricorrendo inoltre a una serie nutrita di consulenze esterne di importo considerevole. «Già dal primo incontro si era capito che il rinnovo del contratto integrativo sarebbe stato difficoltoso – sottolineano Pasquesi, Torricelli e Belloni – Ad aprile 2019, infatti, la parte pubblica si è presentata al primo incontro con noi con una richiesta di attivazione dell’istituto della reperibilità. Non ci siamo dichiarati contrari, se non per il fatto che con i dipendenti della squadra operai non ci sono i numeri per attivare la rotazione mensile, senza una palese lesione del disposto contrattuale. Per questo abbiamo chiesto di fare una proposta progettuale che tenesse conto delle osservazioni avanzate. Il 18 giugno, continuando il confronto sull’accordo decentrato e ragionando sia di lavoro straordinario sia di attivazione della banca ore, è emerso che, a seguito di una direttiva emanata a febbraio dalla responsabile del personale del Comune, senza confronto alcuno con noi sindacati, si danno indicazioni operative alle figure apicali dell’ente per concedere i permessi solo a ore, e non per l’intera giornata, in palese contraddizione con il ccnl enti locali, la stessa banca delle ore e con l’endemica emergenza di personale in cui versa l’ente». Spiegano i sindacati che con la direttiva si impedisce di fatto la possibilità di recuperare le ore lavorate in più – ad esempio il sabato mattina, quando avviene di frequente il lavoro straordinario – per l’intera giornata di lavoro. Cgil Cisl Uil hanno chiesto il ritiro, o quantomeno la modifica, della direttiva da parte della delegazione trattante e si aspettavano che venisse ritirata subito, visto che era stata emessa dalla responsabile della delegazione trattante di parte pubblica. I sindacati hanno chiesto di avere una risposta entro il 22 giugno, prima della assemblea dei lavoratori convocata per il 24 giugno. Richiesta fatta direttamente anche al sindaco incontrato subito dopo l’incontro del 18 giugno. Ma tale risposta non è stata data, né tantomeno è stata ritirata la direttiva. Nell’assemblea del 24 giugno i lavoratori, a fronte della situazione illustrata, hanno dato il mandato ai sindacati per l’apertura dello stato di agitazione nei confronti dell’ente. «I dipendenti sono delusi dal Comune di Serramazzoni, il quale ingigantisce questioni che potrebbero essere tranquillamente risolte in fase di trattativa – affermano Claudio Pasquesi (Fp Cgil Modena), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giuseppe Belloni (Uil Fpl Modena) – Questo atteggiamento è controproducente in quanto crea inutile contrapposizione e sterile in quanto non si comprende cosa vuole la parte pubblica. Viene pure da chiedersi – concludono i sindacati – se sono ben informati e coscienti delle regole contrattuali».