Dal governo Renzi, con un giudizio molto critico sul suo operato, alla proposta articolata per una nuova Europa. Quindi l’appoggio alla preoccupazione di Romano Prodi sulla situazione greca che potrebbe minare la stessa istituzione europea. Ma anche una critica a chi, come il segretario della Fiom, Maurizio Landini, pensa di portare il sindacato in politica (“vuol dire fare del male al sindacato e ai lavoratori, non rispettarne i ruoli”).

Annamaria Furlan, segretario generale nazionale della Cisl, è intervenuta oggi all’aula magna dell’Università di Modena e Reggio per l’assise che porta alla nascita della Cisl Emilia Centrale. «La grande debolezza del governo Renzi è l’incapacità di formulare una proposta forte per la crescita e lo sviluppo – ha attaccato nel suo intervento Annamaria Furlan – Chiediamo una riforma del fisco e una proposta per un nuovo modello industriale e di crescita del Paese». L’inefficienza dei risultati raggiunti dal governo per la Furlan è “nella mancanza di investimenti nel Belpaese, sia pubblici che privati, la burocrazia, l’incertezza del diritto, la corruzione, le infiltrazioni di mafia, ‘ndrangheta e camorra nei grandi appalti del Paese, la debolezza della rete infrastrutturale insufficiente, dalle strade alla banda larga». Per la crescita gli 80 euro di Renzi non bastano. «Quello non è un bonus del premier, ma è ciò che da anni chiedevamo: mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori. Ma non si è data risposta agli incapienti e alle persone col reddito basso. Non è stato un atto riformatore». Invece tra le proposte della Cisl c’è “una grande legge di iniziativa popolare per la riforma del fisco. In modo di ridurre mille euro di tasse ai redditi inferiori ai 40 mila euro l’anno, quindi l’azzeramento delle tasse per l’acquisto della prima casa per i redditi medio bassi”. Le “risorse ci sono se si considera che in Italia stimiamo in 70 miliardi di danni per corruzione, 150 quelli dell’evasione fiscale, 50 l’evasione contributiva, 50 evasione di Iva e il ‘contributo’ che possono dare il 4% di famiglie ricche del paese che detengono oltre il 50% delle ricchezza”. Sul fronte della competitività per la Furlan “all’Italia anche manca un piano energetico che continui a contenere il costo dell’energia, del 30% più caro che nel resto d’Europa. Ma anche investimenti su formazione, innovazione, ricerca sostenibili con tagli agli sprechi. Così facendo si potrebbe anche tornare a rinnovare i contratti pubblici fermi da otto anni”. Alla dichiarazione del premier sul “sindacato unico”, la Furlan risponde: «Renzi non conosce la storia, il pluralismo italiano è un grande valore che ha reso i sindacati forti nelle vicende del Paese, riconosciuti e rappresentativi di milioni di persone». Poi l’accenno a tre grandi temi: modello contrattuale nuovo, salario minimo, legge di rappresentanza (“il governo non commetta l’errore di legiferare da solo”). Un accenno sentito e applaudito è andato anche al tema della cittadinanza: «Chi nasce sul suolo italiano, a prescindere dalla cittadinanza dei genitori per noi è cittadino italiano: questo lo dobbiamo dire. La Cisl è fatta di tante pelli di tanti colori, valorizziamo le culture del mondo che qui si radicano e lavorano». E mentre in queste ore il governatore della Bce, Mario Draghi, ha richiamato al dovere di crescita e sviluppo il governo italiano “noi della Cisl abbiamo molte cose da aggiungere – ha detto la Furlan – per uscire dalla crisi dobbiamo mettere assieme le intelligenze del paese, le sue rappresentanze, il governo nazionale e quelli locali per un progetto che abbia al centro la centralità del lavoro, che vada oltre le fragilità di sette anni fa”. È molto sentito il tema europeo, con la quale il segretario generale nazionale della Cisl ha aperto il suo intervento: «Se l’Italia assieme agli altri Paesi non darà il proprio contributo al cambiamento dell’Europa verrà meno la crescita e assisteremo alla frantumazione. Emblematico il caso del referendum del Regno Unito. Certo occorreva intervenire con la Bce sul sistema finanziario, ma si è perso troppo tempo. Ora si acquista debito per creare sviluppo: un paio di anni fa era impensabile, se lo si faceva prima ora la Grecia non sarebbe messa così. Il fiscal compact deve essere revisionato – chiede la Furlan – affinché sia lo statuto economico di un’Europa che cresce per affermare che ogni euro investito in crescita e sviluppo non sia considerato come debito». Tra le proposte che danno speranza per il futuro, la Furlan ha evidenziato il prossimo congresso della Confederazione europea dei sindacati (Ces), “per una ritrovata unità sindacale nelle singole nazioni che hanno compreso la necessità di un’azione comune, come ad esempio sulla necessità della tassazione delle rendite finanziarie e, più in generale, una lotta alle politiche di austerità”. Al termine della mattinata William Ballotta e Margherita Salvioli Mariani, segretari uscenti di Modena e Reggio Emilia, hanno donato ad Annamaria Furlan una cesta contenente Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Parmigiano Reggiano.