Eventuali ristrutturazioni dei grandi punti vendita non dovranno in nessun modo mettere a repentaglio l’occupazione. Lo affermano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dopo l’incontro con la direzione di Coop Alleanza 3.0 per la presentazione del bilancio 2018 della cooperativa. I sindacati hanno preso atto con preoccupazione dei problemi di bilancio, che presentano una perdita complessiva di 289 milioni di euro generata da un risultato negativo della gestione caratteristica, seppure con un miglioramento di circa 20 milioni sul 2017, e da svalutazioni immobiliari e finanziarie; operazione quest’ultima necessaria, a detta della cooperativa, per ripartire in maniera più efficace con il piano di rilancio. I sindacati sono però critici su questo aspetto perché il ritardo di tali operazioni e del processo di razionalizzazione finanziaria delle tre cooperative (Coop Estense, Adriatica, Nord Est) dopo la fusione, ha provocato un aggravio nel risultato di bilancio di Coop Alleanza 3.0. «Nell’incontro, che si tenuto venerdì scorso 3 maggio a Roma, sono state presentate anche le linee guida del nuovo piano di rilancio che prevede una focalizzazione sul core business della cooperativa, con una ristrutturazione delle metrature dei punti vendita e un ripensamento delle grandi superfici di vendita – spiegano Laura Petrillo (segretario Filcams Cgil Modena), Alessandro Martignetti (segreteria Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segretario Uiltucs Uil Modena e Reggio Emilia) – La cooperativa ha anche annunciato uno sviluppo verso i supermercati di prossimità di piccole metrature. Per noi il piano di rilancio è tutto da verificare, dal momento che è il terzo anno che la cooperativa modifica piani di durata quadriennale, visto che i risultati preventivati non vengono raggiunti». I sindacati sottolineano innanzitutto che eventuali ristrutturazioni dei grandi punti vendita non dovranno in nessun modo mettere a repentaglio l’occupazione. Inoltre un piano di rilancio basato sulla territorialità, in particolare sull’apertura di piccoli negozi di 200-250 mq, per funzionare dovrà passare attraverso il recupero delle relazioni con i lavoratori, le organizzazioni sindacali e i soci. «Quando questo avveniva, i dati di bilancio non presentavano criticità – ricordano Filcams-Fisascat-Uiltucs – Solo con una logica più vicina al territorio e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori si riuscirà a esprimere una maggiore efficienza e a rilanciare la cooperativa, che rimane una delle reti distributive più radicate e con maggior senso di appartenenza al territorio modenese. In ogni caso – concludono i sindacati – terremo monitorato l’andamento del piano di rilancio a tutela di lavoratori e soci».