È stato firmato il primo contratto integrativo di Coop Alleanza 3.0, la cooperativa di consumo nata nel gennaio 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense.
L’intesa sarà sottoposta alla approvazione dei lavoratori nelle prossime settimane.
Si tratta di un passo importante per la cooperativa e per i suoi 16 mila lavoratori sulla strada della costruzione della cooperativa unica.

La complessa trattativa, avviata a fine 2021 con la presentazione della piattaforma da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, si è posta l’obiettivo di unificare i perimetri contrattuali delle cooperative che attraverso la fusione hanno dato origine a Coop Alleanza 3.0. Per le organizzazioni sindacali uno dei primi obiettivi raggiunti attraverso l’ipotesi di accordo è aver definito un unico contratto senza determinare condizioni diversificate tra territori e generazioni di lavoratori.

L’intesa stabilisce che la cooperativa eroghi 150 mila ore di formazione straordinaria, in particolare sui reparti freschi e freschissimi per migliorare la professionalità dei propri lavoratori. Inoltre Coop Alleanza 3.0 prevede di assumere nei prossimi tre anni 600 apprendisti, investendo sulla loro formazione professionale e sulla stabilizzazione dei loro rapporti. In più la cooperativa si impegna a prevedere un incremento di ore di lavoro per 1.250 dipendenti part time, superando i parti time ciclici e quelli annui a 800 ore.

Un intero capitolo dell’integrativo è dedicato a sostenere benessere e welfare dei lavoratori, con un’attenzione particolare alla conciliazione lavoro-famiglia, sostegno alla maternità e paternità, tutela delle persone più fragili (lavoratori in condizione di malattia o vittime di violenza di genere), parità di genere e tutela delle persone in difficoltà economica.

Si è trovata anche una soluzione alle istanze dei lavoratori sull’organizzazione del lavoro, definendo criteri precisi per i turni di lavoro e retribuendo la pausa dei turni più lunghi.

Il negoziato è entrato nel modello organizzativo dell’impresa e ha definito il corretto inquadramento dei lavoratori, alzando mediamente il livello per molti ruoli, come nel caso di assistenti di reparto, farmacisti e ottici. È prevista inoltre un’indennità per chi svolge mansioni qualificate in alcuni reparti.

È stato riaffermato il modello organizzativo che sulla base delle disponibilità individuali garantisce la metà delle domeniche libere a tutti i dipendenti, anche quelli che hanno l’obbligo nel contratto individuale; sono inoltre previste maggiorazioni che vanno dal 50% al 70% a seconda del numero di domeniche lavorate.

È stato contrattato un nuovo salario fisso aziendale e le sue modalità di consolidamento, salvaguardando la retribuzione proveniente dai precedenti diversi regimi contrattuali.
Sono inoltre previsti due sistemi di retribuzione variabile: uno annuale legato a macro obiettivi di impresa e di area e uno trimestrale legato a obiettivi più vicini alla mansione svolta.

Da sottolineare l’investimento su salute e sicurezza attraverso 120 rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), cinque commissioni territoriali e una nazionale.

È positivo quanto condiviso sul welfare, come per esempio ulteriori congedi retribuiti per le donne vittime di violenza e un fondo di 150 mila euro per sostenere lavoratrici e lavoratori in difficoltà. È previsto lo sconto del 5% sulla spesa per tutti i dipendenti.

Molto importante per i sindacati firmatari è aver guardato al mondo del franchising garantendo l’applicazione dei contratti sottoscritti da Filcams Fisascat Uiltucs e aver responsabilizzato la cooperativa sugli appalti, sia nel rispetto della contrattazione nazionale che nelle fasi di cambio di appalto.

Il risultato raggiunto è stato possibile grazie alla partecipazione che le rsu, rsa e i vari livelli delle organizzazioni sindacali hanno avuto in questi mesi e alla tenuta unitaria del tavolo, nonché alla disponibilità al dialogo dimostrata dalle parti.