Nel primo trimestre 2019, su 70 ispezioni mirate a cooperative, ben 61 hanno presentato irregolarità di varia natura. Molte di queste (45 su 71) stavano applicando contratti nazionali di lavoro “pirata”, ovvero non negoziati dalle associazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Si tratta di accordi collettivi che arrivano a prevedere la contrazione delle tariffe salariali sino al 50% rispetto a quelle stabilite dai ccnl veri. Le non conformità alla legislazione sul lavoro più gravi si sono manifestate nelle cooperative non associate alle centrali cooperative (Legacoop, Confcooperative, Agci) che hanno firmato nel 2007 l’accordo per il contrasto al fenomeno delle cosiddette “cooperative spurie”. «Questi numeri confermano ciò che la Cisl rivendica da tempo, vale a dire la necessità di elevare la qualità e legalità del lavoro in Emilia-Romagna anche attraverso una lotta serrata e prioritaria contro le cooperative spurie», dichiara Ciro Donnarumma, componente della segreteria regionale Cisl, commentando i dati diffusi dall’Ispettorato del Lavoro sull’attività ispettiva nella cooperazione. A livello regionale sono risultati irregolari 1.438 lavoratori, di cui 44 in nero. Le ispezioni hanno consentito di recuperare oltre tre milioni di euro di contributi evasi. Il 47% delle imprese sanzionate opera nella logistica, trasporti e del facchinaggio. A Bologna su 15 accertamenti effettuati sulle coop, sono state rilevate 12 irregolarità di varia natura. A Ferrara–Rovigo l’Ispettorato territorialmente competente ha definito otto accertamenti con esiti tutti irregolari. A Modena sono in corso ispezione dal 2018, con alcune coop indagate per lavoro nero, appalti illeciti, errato inquadramento previdenziale e contrattuale. A Parma le tre coop monitorate presentano tutte irregolarità di varia natura (contribuzione inferiore ai minimi, mancato pagamento di retribuzione e tfr, lavoro nero). A Piacenza le quattro coop ispezionate sono risultate tutte irregolari, anche in questo caso per ricorso al lavoro nero e salari pagati in ritardo. A Forlì–Cesena l’unica cooperativa ispezionata ha avviato un tirocinio formativo in assenza dei requisiti stabiliti dalla legge regionale. Infine, a Rimini su nove coop ispezionate, sei sono risultate irregolari sotto qualche profilo; in particolare sono stati trovati 27 lavoratori irregolari o in nero. «È necessario che si potenzino i controlli e che istituzioni e imprese affidino gli appalti e subappalti a soggetti economici pienamente operanti nella legalità e nella regolarità – dice Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna – Di sicuro la recente legge “Sbloccacantieri”, con la reintroduzione del massimo ribasso, l’ampliamento dell’affidamento diretto dei lavori e il ricorso fino al 40% al subappalto, non farà altro che favorire lavoro irregolare, infiltrazioni mafiose e illegalità. Viceversa, non porterà certo a una vera sburocratizzazione, cioè – conclude Pieri – uno degli obiettivi basilari auspicati da noi sindacati».