Accordo tra Regione Emilia-Romagna, Anci, Upi, Cgil, Cisl e Uil per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19 nella pubblica amministrazione. Le linee guida condivise, contenute nell’accordo, dettagliano le procedure che tutti i dipendenti pubblici devono adottare per ridurre il rischio del contagio e gli accorgimenti tecnici che il datore di lavoro deve mettere in atto affinché ci sia la massima sicurezza sui luoghi di lavoro.

A partire dalle sanificazioni degli ambienti alla gestione degli spazi comuni. Nell’accordo ci sono poi alcune disposizioni organizzative. Si va dall’impegno a estendere misure personali e di prevenzione a tutti i collaboratori esterni che entrano in contatto con l’amministrazione, alla limitazione della presenza negli uffici ai soli casi in cui essa è davvero indispensabile. Fino ad arrivare alla sospensione del ricevimento del pubblico esterno e alla riduzione del numero di persone per ufficio e degli incontri con la presenza fisica di persone. Per rendere possibile tutto questo, le linee guida inducono le amministrazioni pubbliche ad adottare soluzioni tecnologiche adeguate. Per questo la Regione Emilia-Romagna rende disponibili agli enti locali le competenze di Lepida, la società regionale a capitale interamente pubblico, nel suo ruolo di aggregatore tecnologico. «È un accordo importante e significativo- commenta l’assessore regionale al personale Paolo Calvano – che tiene assieme i lavoratori attraverso le loro rappresentanze sindacali, i Comuni e le Province, per il tramite di Anci e Upi, e va nella logica di una pubblica amministrazione che, nell’emergenza, non solo continua a funzionare, ma adegua e innova la propria struttura per essere ancor più rispondente ai bisogni dei cittadini tutelando i propri lavoratori». «Stiamo operando in questo senso sia verso la scuola sia verso la pubblica amministrazione – aggiunge Paola Salomoni, assessore regionale alla scuola e all’agenda digitale – affinché i processi di innovazione ci consentano di affrontare al meglio questa crisi e di poter ripartire più rapidamente quando l’emergenza sarà finita».
Le azioni previste
L’accordo raggiunto tende ad accelerare l’adozione dello smart working come modalità di lavoro, per garantire, in questa fase di emergenza, la continuità dei servizi e, al tempo stesso, ridurre la mobilità dei dipendenti, abbassando così il rischio di contagio. Per questo la Regione metterà a disposizione delle amministrazioni locali due milioni di euro per i processi di innovazione amministrativa a partire proprio dallo smart working. Queste risorse rappresenteranno una grande opportunità per l’innovazione digitale della pubblica amministrazione. Altro punto qualificante dell’intesa è che si ribadisce il fatto che tutte le attività messe in campo dalle pubbliche amministrazioni restano operative, limitando però la presenza fisica dei collaboratori negli uffici a quelle attività per cui tale presenza è indispensabile. Su questo, si andranno a individuare – sentite le organizzazioni sindacali – le attività funzionali all’emergenza per le quali è indispensabile la presenza fisica degli addetti, e quelle ordinarie che possono essere svolte con il lavoro a distanza. Saranno anche individuate le attività che possono essere sospese e quelle invece che occorre potenziare, vista la situazione. E questo potendo contare sull’apporto di personale solitamente impiegato su altre funzioni non legate all’emergenza del momento.