Ripristinare le aperture domenicali degli esercizi commerciali, sia pure limitatamente alla vendita dei beni di prima necessità, è un errore che avrebbe dovuto e potuto essere evitato. Lo affermano i sindacati modenesi del commercio, spiegando che con l’ordinanza regionale dell’11 aprile si è sostanzialmente provveduto a prorogare fino al 3 maggio tutte le misure restrittive messe in campo per il contenimento del contagio da Covid-19, tranne le riaperture domenicali. «Fino a quando permane la chiusura totale delle attività prod

Alessandro Martignetti (segreteria Fisascat Cisl Emilia Centrale)

uttive, non si ravvisa alcuna necessità di ulteriori aperture commerciali – dichiarano Laura Petrillo (segretario Filcams Cgil Modena), Alessandro Martignetti (segreteria Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segretario UiltucsUil Modena e Reggio Emilia) – In una fase delicata della lotta al coronavirus, ci pare sbagliato lanciare messaggi alla cittadinanza che possano essere interpretati come un allentamento delle restrizioni e delle buone procedure di contenimento del contagio finora messe in atto». Per i sindacati sono ancora troppe le persone che, nonostante le ordinanze e le raccomandazioni, si approcciano ai siti commerciali come a luoghi di svago dalla quarantena forzata. A fronte di numerosi controlli sulle strade da parte delle forze dell’ordine, non si registrano purtroppo opportune verifiche agli ingressi e ancor più alle uscite dei punti vendita, dove l’avvento all’approvvigionamento compulsivo dei primi giorni di quarantena ha lasciato posto all’acquisto minimo, talvolta imbarazzante, utilizzato solo come scusante per l’evasione momentanea dalla reclusione forzata. «Il contagio da coronavirus non si è ancora fermato e riteniamo che abbassare la guardia adesso rischi di vanificare ciò che finora è stato fatto – aggiungono Petrillo, Martignetti e Tollari – Ci preme la salute anche psico-fisica dei lavoratori dei punti vendita che, come gli operatori sanitari, sono esposti a rischi elevati; almeno alla domenica avrebbero il diritto di poter respirare, è il caso di dirlo, a pieni polmoni. Questa emergenza ha messo in luce una debolezza del sistema economico e sociale che va evidentemente rivisto. Auspichiamo, quindi, che una volta battuto il nemico invisibile, si possa tornare a una normalità che sia consapevole degli errori del passato e possa essere ridisegnata, con nuovi modelli organizzativi e stili di vita. Ci aspettiamo che lo stesso senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori, che in questi mesi non hanno mai arretrato permettendo al Paese di rimanere in piedi, venga dimostrato dalle aziende rendendosi disponibili, superata l’emergenza, a sedersi attorno a un tavolo con tutte le parti sociali – concludono Laura Petrillo (segretario Filcams Cgil Modena), Alessandro Martignetti (segreteria Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segretario UiltucsUil Modena e Reggio Emilia) – per definire un protocollo che possa regolamentare le aperture domenicali e festive».