Anche se il decreto Rilancio stanzia 140 milioni di euro (ancora da erogare), per le famiglie, i lavoratori e gli studenti che vivono in affitto le misure messe a punto dal Governo potrebbero non bastare. Lo afferma il sindacato inquilini Sicet Cisl Emilia Centrale, per il quale un aspetto positivo è che gli sfratti e la forza pubblica sono stati sospesi fino a settembre, quindi gli inquilini possono rivolgersi a Caf e sindacati in questa fase di moratoria. Del tema si è parlato ieri sera nel convegno on line organizzato da Adiconsum Emilia Centrale su come sono cambiati i consumi durante il lockdown. «Una semplice sospensione del

Eugenia Cella, responsabile Sicet Cisl Emilia Centrale

pagamento dei canoni significa solo uno spostamento in avanti del problema. È necessario evitare sia che gli inquilini vadano in morosità, sia che ai proprietari venga meno quella che per alcuni rappresenta in questo momento una delle poche fonti reddito», dichiara Eugenia Cella, responsabile Sicet Emilia Centrale, che in queste settimane sta ricevendo decine di telefonate e mail da persone che non sanno come pagare l’affitto nei prossimi mesi. «Per ora l’unica cosa che possono fare è chiedere tempo ai proprietari. Per legge, infatti, – precisa la sindacalista Cisl – non esiste alcun modo con cui l’inquilino può chiedere di non pagare, quindi non sono praticabili né l’autosospensione né l’autoriduzione del canone. Una soluzione può essere rappresentata dalla richiesta di rinegoziazione dei contratti, anche attraverso incentivi comunali di riduzione dei tributi. In pratica, – spiega la responsabile del Sicet – attraverso accordi strutturati con le associazioni dei proprietari, si potrebbero incentivare forme di rinegoziazione delle condizioni che possano includere sospensione parziale o totale del canone con esenzione fiscale del locatore per il reddito non percepito nei relativi periodi, anche per gli usi commerciali. Basta una scrittura privata tra le parti e relativa registrazione, esente da imposte di registro e bollo, all’Agenzia delle Entrate. Il periodo di riduzione e/o sospensione del canone – aggiunge Cella – è lasciato alla libera volontà del conduttore e locatore. Chiediamo anche la rinuncia al preavviso senza penali a carico dei lavoratori e studenti che, a causa dell’emergenza sanitaria, abbiano dovuto far ritorno ai loro paesi e siano stati, perciò, costretti a rescindere anticipatamente i contratti». A livello locale il Sicet, insieme agli altri sindacati degli inquilini, è al lavoro per cercare di alleviare il prevedibile aumento del disagio abitativo di molte famiglie modenesi. Una buona notizia è rappresentata dal nuovo bando regionale affitto per il 2020, un’operazione complessiva da 15 milioni di euro che permette anche di scorrere le graduatorie del bando 2019, per ampliare la platea dei beneficiari. «Si tratta di un bonus affitto fino a 1.500 euro per famiglie e persone in difficoltà, parametrato alla riduzione di reddito determinata dall’emergenza coronavirus – spiega Cella – Il contributo massimo sale, andando da 2 mila a 3 mila euro, per i proprietari che accettano di rinegoziare il contratto d’affitto riducendo il canone a favore dell’inquilino, che facciano lo stesso convertendolo in affitto a canone concordato o ne stipulino uno nuovo. L’aiuto è esteso agli studenti universitari iscritti in un ateneo dell’Emilia-Romagna e a chi è in una situazione di forte emergenza, cioè – conclude la responsabile del Sicet Cisl Emilia Centrale – i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 3 mila euro, in questo caso a prescindere dal calo reddituale».