È stato siglato oggi pomeriggio al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’accordo di cassa integrazione straordinaria per dodici mesi (dal 12 ottobre 2015 al 11 ottobre 2016) per 344 lavoratori (sei donne e 338 uomini) della cooperativa Cpl Concordia.

Si tratta degli impiegati, operai e quadri che sono occupati nei cantieri di contratti pubblici e di concessioni pubbliche, oggi commissariate in quanto soggette a interdittiva prefettizia antimafia, con conseguente applicazione delle misure di sostegno e la nomina di commissari straordinari. L’accordo, firmato dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dai rappresentanti della Cpl Concordia, prevede la rotazione per tutti i lavoratori e l’anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione da parte della cooperativa. Sono le stesse condizioni già applicare ai 300 lavoratori del settore privato in cigs dal 1° settembre. I sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil esprimono soddisfazione per l’intesa, che riconosce l’ammortizzatore straordinario a lavoratori di un’azienda colpita da interdittiva prefettizia, applicando un nuovo articolo di legge inserito nel decreto legislativo 148/2015, norma che dal 25 settembre scorso regola i trattamenti di cassa integrazione. «È un accordo che dà respiro ai lavoratori, consentendo di garantire il reddito e l’occupazione. Inoltre si mantengono in azienda professionalità che, se non tutelate, rischiano di disperdersi – commentano i sindacalisti Alessandro Gamba (Fim-Cisl) e Marco Suffritti (Filca-Cisl) – È chiaro, però, che la situazione resta grave e siamo molto preoccupati perché con questo nuovo accordo abbiamo in cassa integrazione circa 650 lavoratori, cioè la metà della forza lavoro della Cpl. Inoltre, dopo l’apertura di ulteriori inchieste la riammissione della cooperativa nelle white lists sembra allontanarsi ancora. L’esclusione delle white lists per un’azienda che lavora per il 73 per cento nel pubblico significa che, dopo la graduale conclusione dei contratti aperti, se non si fa un grande sforzo di riconversione sul privato, l’azienda rischia di avere un elevato numero di esuberi. Continueremo, perciò, – proseguono Gamba e Suffritti – a lavorare insieme alle altre sigle sindacali per evitare che gli errori di pochi ricadano su tanti lavoratori che hanno investito nella cooperativa, anche con risorse personali, diventandone soci». Nell’accordo firmato oggi sono previste misure e interventi, quali la ricerca di soluzioni occupazionali, la ricollocazione anche temporanea in distacco presso altre aziende e l’attuazione di specifici progetti formativi di riqualificazione anche attraverso l’utilizzo dei fondi interprofessionali. È prevista anche la possibilità di aprire la procedura di licenziamento collettivo esclusivamente sul criterio della non opposizione del lavoratore.