Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil di Modena-Reggio e le rispettive categorie del terziario Filcams, Fisascat e Uiltcus hanno consegnato al prefetto di Modena Alessandra Camporota una lettera con la richiesta di attivarsi presso il Governo affinché nel “ddl appalti” sia ripristinata l’obbligatorietà della clausola sociale nei bandi degli appalti di servizi. «Il disegno di legge delega in materia di appalti pubblici è stato approvato in prima lettura dal Senato il 9 marzo scorso – scrivono i sindacati – Esprimiamo una valutazione positiva su alcuni contenuti del testo: principio di inderogabilità delle misure a tutela del lavoro, sicurezza, contrasto al lavoro irregolare, legalità, trasparenza, rispetto e applicazione del ccnl, estensione delle stesse condizioni economiche e normative ai lavoratori in subappalto. Allo stesso tempo, però, – sottolineano Cgil Cisl Uil – ci preoccupa una norma che giudichiamo particolarmente grave: essa, infatti, introduce la facoltà – non più l’obbligo – di inserire clausole sociali nei bandi di gara. È una configurazione del dettato normativo che, se confermata, segnerebbe un pericoloso arretramento in termini di tutela per i lavoratori e un ingiustificato passo indietro di sei anni. Riteniamo profondamente sbagliato, e per questo da correggere, inserire tale facoltà quando il codice dei contratti pubblici (art. 50) prevede l’obbligo di inserimento di specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità e continuità occupazionale del personale impiegato. È un obbligo mai contestato in alcuna sede e che garantisce il mantenimento della qualità degli stessi servizi. Toglierlo – os

da sin. Luigi Tollari (segretario generale Uil Modena-Reggio), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Daniele Dieci (segretario generale Cgil Modena) davanti alla prefettura di Modena

servano i sindacati – significa vanificare anche tutti gli altri principi inderogabili sopra richiamati. L’applicazione di questa modifica, se confermata, rischia di avere ricadute pesanti per migliaia di lavoratori che operano negli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera in comparti essenziali per la collettività: ospedali, strutture socio-sanitarie, scuole, ministeri, uffici pubblici. La misura lede un altro principio che non possiamo ledere: la dignità dei lavoratori, delle loro competenze, professionalità e impegno. Ci rivolgiamo a Lei affinché nelle interlocuzioni con i livelli istituzionali di Governo possa segnalare l’impatto che, se confermata, tale misura potrebbe avere, rischiando di trasformare ogni cambio di appalto in una perdita di posti di lavoro e reddito per gli addetti occupati negli appalti di servizi di pubblica utilità. Certi della necessaria attenzione che saprà riservare a quanto appena esposto, Le porgiamo distinti saluti», concludono Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil di Modena-Reggio e le rispettive categorie del terziario Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltcus Uil nella lettera consegnata ieri al prefetto di Modena Alessandra Camporota.