Morti sul lavoro. “Reggio Emilia non può essere la capitale delle morti bianche. Sono troppi, nella nostra provincia, 6 morti sul lavoro da inizio anno. Anche uno solo avrebbe dovuto interrogarci. Dobbiamo ripartire da una riflessione a più voci, tra tutti i soggetti coinvolti (datori di lavoro, sindacati, Inail, lavoratori)”, parole di Michele Del Fabbro, segretario Cisl Emilia Centrale, con delega alla sicurezza sul lavoro, che così commenta la relazione annuale del 2015 presentata dall’Inail. Da essa scaturisce un dato preoccupante : i morti per infortunio sul lavoro sono aumentati rispetto al 2014 del 2% raggiungendo, in Italia, la cifra di 1246 morti nel 2015. E Reggio Emilia, con 6 decessi al pari di Forlì Cesena, ha la maglia nera su base regionale; a Modena sono 3 gli infortuni mortali da inizio anno.

Michele Del Fabbro

Michele Del Fabbro

“Questo e un numero drammatico perché nella nostra regione troppe persone muoiono ogni giorno a causa di incidenti sul lavoro – commenta Del Fabbro – , a vent’ anni dall’introduzione in Italia delle direttive europee in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro. E’ ormai inaccettabile che ogni anno alla presentazione dei dati da parte dell’Inail si ripresentino sempre situazioni inalterate”.

Preoccupazione della Cisl Emilia Centrale anche per i dati sui morti a seguito di malattie professionali “che a Reggio Emilia e Modena in un passato più lontano avevano il nome di silicosi, oggi sono mesoteliomi e carcinomi. Nel 2015 su base nazionale si è raggiunta la cifra di 1462 decessi, con un’incidenza dei morti vittime dell’amianto pari al 33% della cifra complessiva”.

Ancora: “L’aumento delle denunce di malattia professionale (tra cui anche le nuove patologie osteo-articolari tipiche di lavori sedentari o le malattia di natura psico-sociale come depressione e burnout), mettono la regione Emilia–Romagna al primo posto in questa non invidiabile classifica. E’ del tuto evidente che vi siano ancora molte azioni da mettere in campo sul piano della sicurezza e sulla prevenzione da attuarsi sui luoghi di lavoro. Il sindacato e la Cisl – afferma il sindacalista – in primis deve ridefinire il proprio ruolo di rappresentanza del lavoro su queste materie”.

“Sollecitiamo – conclude Del Fabbro – anche l’Inail ad attuare strategie di promozione della partecipazione dei lavoratori e il miglioramento delle relazioni industriali sui temi della salute e sicurezza sui posti di lavoro in attuazione del diritto al lavoro e alla salute che deve essere garantito in applicazione della Costituzione Italiana e delle normative europee”.