A Modena è divenuto ormai impossibile avere informazioni sull’andamento dell’occupazione e anche del programma “Garanzia Giovani”. Lo denunciano Cgil-Cisl-Uil che, in qualità di organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, hanno bisogno di capire e analizzare il mercato del lavoro sul territorio.

«È necessario che ci vengano forniti dati in maniera completa e imparziale, e ciò può avvenire solo da parte di un soggetto istituzionale – affermano Claudio Riso (segreteria Cgil Modena), Domenico Chiatto (segreteria Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segreteria Uil Modena e Reggio Emilia) – Il superamento delle Province, invece, ha portato alla cancellazione di importanti funzioni e servizi, come l’Osservatorio territoriale sul mercato del lavoro e la Commissione di concertazione, un organismo in cui erano presenti sindacati e imprese, ma anche il mondo della scuola e i Comuni». Riso, Chiatto e Tollari sottolineano che in diverse occasioni hanno sollecitato la Provincia, sia in via informale che formalmente, ma tutto è rimasto fermo. Eppure queste informazioni dovrebbero essere facilmente reperibili, perché le hanno i Centri per l’Impiego e l’Inps. Serve quindi un impegno, a partire da chi sul territorio ricopre responsabilità politiche, affinché si rimettano in moto meccanismi che permettano di verificare come vanno l’economia e il lavoro. Lo stesso discorso vale per “Garanzia Giovani”, il programma europeo che destina risorse all’occupazione e formazione dei cosiddetti “Neet”, i giovani che non studiano e non lavorano. «Dopo una presentazione di questo progetto nella fase di avvio, nulla si è più saputo sul coinvolgimento dei giovani modenesi e sugli eventuali risultati. Quanti hanno aderito? – chiedono Cgil-Cisl-Uil – Che cosa è stato proposto loro? Hanno effettivamente trovato un impiego oppure no»? Per i sindacati le responsabilità di questa situazione non stanno in capo a chi lavora nelle Province, o ciò che ne rimane. «Le cause sono la limitatezza delle risorse, la confusione e le difficoltà quotidiane da affrontare senza più strumenti dopo l’abolizione di un ente che – concludono Claudio Riso (segreteria Cgil Modena), Domenico Chiatto (segreteria Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segreteria Uil Modena e Reggio Emilia) – rappresentava un riferimento per il territorio».