Così l’amministrazione comunale di Modena sancisce la fine del sistema integrato di welfare per le persone con disabilità. Lo affermano i sindacati Cisl Fp e Fp Cgil apprendendo la decisione della Giunta comunale di esternalizzare il centro socio-riabilitativo Pisano, l’ultimo dei centri diurni per disabili ancora a gestione diretta da parte del Comune. «Nonostante tutte le richieste avanzate in questi mesi dagli operatori del servizio (oltre dieci tra oss ed educatori) e delle rappresentanze sindacali di ripensare tale scelta, la Giunta ha deciso di procedere – dichiarano Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giada

Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

Catanoso (Fp Cgil Modena) – Il Comune non gestirà più direttamente nessun centro per disabili (né diurno né residenziale). Nel complesso dei servizi socio-sanitari rimarranno a gestione diretta del Comune di Modena solo la Cra (Casa residenza anziani) Vignolese (su quindici Cra accreditate) e il relativo centro diurno per anziani (su otto presenti nel territorio modenese), che verrà in parte potenziato». Per i sindacati la cessione del centro diurno socio-riabilitativo Pisano (venti posti accreditati) priva l’amministrazione comunale di un servizio di eccellenza, nato nel 1985 come centro sperimentale e capace nel tempo di sviluppare progettualità e attività fondamentali per un’utenza fragile. «In un momento come quello che tutti stiamo vivendo, – continuano Torricelli e Catanoso – che con l’emergenza Covid ha messo in luce una serie di criticità legate anche alla privatizzazione dei servizi, e su un tema come la disabilità, che vede aumentare i bisogni e che andrebbe ripensato e rilanciato con nuove progettualità e investimenti pubblici, il Comune sceglie invece una strada vecchia, che non ha nulla di innovativo. La cessione di questo servizio ai privati, a poche settimane dall’esternalizzazione dei nidi Piazza e Cipì, insegue la sola logica dell’abbassamento del costo del lavoro e dei diritti di chi tutti i giorni garantisce con professionalità e impegno servizi così importanti per la nostra comunità. La totale assenza nei servizi per i disabili di una gestione pubblica da parte del Comune rischia di disperdere le professionalità e competenze necessarie anche per la governance del sistema e l’azione di coordinamento, controllo e programmazione che il pubblico deve continuare a esercitare, necessaria per mantenere alto il livello di qualità di questi servizi». Secondo Cisl Fp e Fp Cgil questo è purtroppo l’ulteriore passo di un’amministrazione comunale che negli ultimi anni ha scelto la linea delle esternalizzazioni di molteplici servizi, dal sociale all’educativo, invece che provare a immaginare percorsi di gestione pubblica più ampi (come le Asp o le Istituzioni), in un sistema che permettesse al pubblico di continuare a gestire, innovare e sperimentare, per garantire un’elevata qualità di tutto il sistema complessivo e far sì che fosse un sistema realmente integrato.